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Discussione: Silvio

  1. #1
    fioca luce
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    Silvio

    Forse voto per chi perde
    Maurizio Blondet
    24/03/2006


    Silvio Berlusconi probabilmente perderà le elezioni.
    E se lo merita, lo dice uno che lo ha votato.
    Sgombriamo subito il discorso dal moralismo di sinistra: conflitto d'interesse, mafiosità, leggi ad personam… il motivo per cui Berlusconi merita di perdere è più semplice, lineare ed alto.
    Aveva ottenuto dall'elettorato un mandato «rivoluzionario», e lui invece ha governato da «moderato».
    Gli avevamo dato la forza elettorale per prendere di petto la magistratura e fare la separazione delle carriere mettendo fine alle pulsioni golpiste della casta giudiziaria; riportare la presidenza della repubblica entro i confini di legittimità da cui era ampiamente uscita sotto Scalfaro, e da cui resta fuori con Ciampi; tagliare posti e paghe miliardarie della alte burocrazie pubbliche inadempienti, degli inutili e dannosi Gifuni che ci costa 2 miliardi l'anno, dei direttori di ASL che prendono 150 mila euro, e così via.
    Perché il problema dell'Italia è come liberarsi di queste caste potenti, dei «ricchi di Stato»: sono loro che bloccano lo sviluppo, che aumentano il peso della burocrazia sulle imprese, che mettono bastoni fra le ruote per accrescere il loro potere: sono l'equivalente della nomenklatura comunista in Cina, parassitaria e corrotta, che estrae tangenti dall'economia privata.

    Berlusconi non ha fatto nulla di questo.
    Ha interpretato il nostro mandato rivoluzionario come un mandato alla «moderazione».
    Solo negli ultimi giorni ha adottato il tono giusto, contro la Confindustria collusa col parastato e la mano pubblica: troppo tardi, doveva farlo cinque anni fa.
    E non solo a parole.
    Berlusconi ha perso l'elettorato operaio che aveva sperato in un repulisti rivoluzionario dei tassatori e dei tartassatori; ha perso l'appoggio della piccola e media borghesia inasprita dai rincari da euro; il fatto che neghi che il Paese sia in recessione e perda competitività (eppure la risposta ce l'avrebbe: l'euro si è apprezzato sul dollaro del 20%, rincarando le nostre esportazioni
    di altrettanto) è ridicolo e irritante.
    Berlusconi manca di cultura politica, e la sua cultura «industriale» è da produttore di spettacoli, da impresario.
    Un altro quinquennio di Berlusconi, con l'Italia nella tempesta globale che si avvicina, è impensabile.
    Merita di perdere.
    E probabilmente perderà.

    Proprio per questo, penso di votare Berlusconi.
    No, non mi turo il naso.
    Siccome sono sicuro che Berlusconi perderà, ora l'urgenza politica è un'altra: «impedire alla cosiddetta sinistra distravincere». Non dare un mandato in bianco alla «sinistra» dei Prodi-Montezemolo, è questo che conta adesso.
    Chi rappresenta questa sinistra?
    Non gli operai.
    Rappresenta la borghesia «compradora» dei Montezemolo e dei Della Valle, dei Tronchetti e dei Benetton: imprenditori dei miei stivali, che hanno smesso in tempo di «imprendere» per costituirsi monopoli privati da cui ricavano bollette e pedaggi, senza rischi e senza concorrenza. La sinistra è il partito della magistratura e dei grand commis, dei ricchi di Stato: Prodi è uno di loro. E' il partito della grandi banche truffatrici e dei grandi giornali, di Banca Intesa e di Paolo Mieli.
    E' la sinistra delle oligarchie parassitarie e miliardarie.
    E' questo il ceto sociale che rappresenta e difende.
    Anzi: la sinistra, sono i grandi parassiti costituiti in partito.

    Se riceve un mandato popolare ampio, un mandato in bianco, questa sinistra - la rappresentante degli arricchiti con denaro pubblico e degli imprenditori-rentier - divorerà dell'Italia quel poco che resta.
    Perché resta poco.
    L'Italia affonda, guadagna sempre meno, esporta sempre meno, le famiglie s'impoveriscono: mantenere i lussi babilonesi dei ricchi di Stato ci costa ormai troppo, ci schiaccerà.
    Ma loro, ai loro lussi, non rinunceranno certo, quando avranno la sanzione «democratica» al loro potere, che già avevano non-democraticamente, per cooptazione e automatismi di carriera. Ci succhieranno il sangue, il midollo, le ossa: a forza di «patrimoniali» sui libretti di risparmio, di «lotta all'evasione fiscale», di tasse sulla prima casa bilocale.
    Ci dissangueranno perché i Borrelli possano continuare a godere della loro scuderia equina, i Gifuni delle loro autoblù e degli elicotteri di Stato, i Montezemolo dei loro yacht.
    Che faranno?
    Basta leggere «Astenia», la rivista dell'Apen, da cui pontifica Lucia Annunziata.
    Lì c'è la parte del progetto che i banchieri anglo-americani hanno in mente, grazie alla sinistra.

    Restano da smantellare l'ENEL e soprattutto l'ENI, che - grazie alla sua storia nazionale, grazie a quell'eroe italiano che fu Enrico Mattei assassinato dalle «Sorelle» - ci ha dato mezzo secolo di sicurezza energetica e indipendenza petrolifera.
    Ora, qual è il progetto?
    Lo dice chiaro su Aspenia Enrico Letta, il sedicente «esperto economico della Margherita» (1): ENI ed ENEL sono due «monopoli».
    Se vogliono «crescere e restare forti», lo facciano «fuori e non in Italia».
    Perché in Italia ci sono 700 aziende municipalizzate del gas che non possono agire, se restano i due grandi gruppi, in «concorrenza».
    Sono 700 micro aziende che dovranno andare a trattare l'acquisto di gas dalla Gazprom, il colosso russo statale: ve lo immaginate?
    Un disastro.
    Per noi italiani.
    Ma non per i referenti di Enrico Letta-Margherita: quelle 700 municipalizzate sono altrettanti centri di piccolo potere, tangenti, posti per gli amici della politichetta localista, in cui i democristiani sono maestri.

    Ecco il do-ut des: agli inglesi daranno i nostri campioni nazionali, e in cambio avranno il permesso di malfare in Italia, di pasticciare su tariffe e bollette.
    Ecco perché bisogna, almeno, che la sinistra non abbia dal popolo un mandato in bianco.
    Che senta che esiste ancora una opposizione popolare alle sue manovre opache e saccheggiatrici. Anche perché il caso è disperato: tramontato Berlusconi - e tramonterà - l'Italia che vota a destra, che diffida della collusione Montezemolo-Prodi-Banchintesa-De Benedetti, non avrà più la prospettiva di avere un suo governo per i prossimi trent'anni.
    Nessun altro riuscirà a radunare assieme ancora una volta i democristiani di Casini, ed AN, e la Lega.
    Sarà lo sfascio particolarista permanente, passeranno due generazioni senza leader e senza guida per il popolo di «destra», ossia la piccola borghesia che si affanna nel privato, nella competizione globale, nella precarietà crescente.
    Chi può essere il leader della destra?

    Fini-kippà?
    Casini e Follini?
    Ma se quelli andranno a fare la grande coalizione con la «sinistra»…
    Bossi è fuori gioco.
    Tremonti? Forse, ecco.
    La storia del Polo ha fatto emergere alcune personalità che non meritano di finire nel nulla.
    Che non meritano la punizione elettorale che verrà.
    E il cui futuro politico è importante per il nostro futuro.
    Non voterei Berlusconi, se fosse vincitore.
    Forse lo voterò perché so che perde.
    Per non far stravincere i grandi parassiti, perché non si sentano troppo sicuri.
    Capisco che questa idea possa essere criticata; ed aspetto critiche, io stesso per chiarirmi le idee. Spero solo che siano ragioni, e non insulti.

    Quanto a quei miei lettori (ce n'è qualcuno) che sono di sinistra, dico loro: state attenti per chi votate.
    A chi date carta bianca.
    C'è forse, stando a sinistra, una possibilità esigua di «non» votare il Montezemolismo.
    Forse - e Dio sa quanto mi dolga dirlo - meglio D'Alema che Veltroni, meglio Fassino che Rutelli o Pannella.
    Quanto a Violante, è il peggio di tutti: l'Inquisitore al servizio del potere parassitario.
    E' un'esigua speranza che i dalemiani non siano guadagnati al progetto Aspen.
    Un filo appena.
    Ma ci si deve accontentare.
    Nella politica italiana dove tutto è torbido, dove i poteri forti sono deboli, dove non esiste onestà né intellettuale né politica, la scelta non è mai fra il bene e il male, ma fra due meno peggio.

    Maurizio Blondet

    Note
    1) Aspenia numero 32, «Un patto energetico per l'Italia». Potete leggere l'intervento di Letta su internet. Trimestrale pubblicato da «24 Ore» (Confindustria), Aspenia è ovviamente uno dei megafoni delle direttive della finanza anglo-americana globalizzatrice - e ovviamente sta con la sinistra. Nell'ultimo numero, «Energia al potere», la direttrice Marta Dassù firma l'editoriale con Lucia Annunziata. Ho il sospetto che ce le ritroveremo presto in qualche lucroso posto di potere di sottogoverno della sinistra, alla RAI o nei vari consigli.
    Immaginati di essere un acclamato, decorato, eroe nazionale, un idolo per milioni di persone disperate, poi, nel giro di sei mesi, condannato a morte tramite impiccagone ~ Joachim Peiper

  2. #2
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    ehehe pensate se fossero in tanti a fare il ragionamento "voto per chi perde", provate ad immaginare che risate....

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Der Tote Wolf
    Forse voto per chi perde
    Maurizio Blondet
    24/03/2006


    Silvio Berlusconi probabilmente perderà le elezioni.
    E se lo merita, lo dice uno che lo ha votato.
    Sgombriamo subito il discorso dal moralismo di sinistra: conflitto d'interesse, mafiosità, leggi ad personam… il motivo per cui Berlusconi merita di perdere è più semplice, lineare ed alto.
    Prendo atto che Maurizio Blondet è l'unico abilitato ad adoperare le categorie del "moralismo" solo quando fa comodo a lui, quando magari ci sono di mezzo i poteri yankee e giudaici. Quando il moralismo riguarda il SUO Silvio dal quale si aspettava molto.... il moralismo per Blondet è una categoria da non considerare pur se si parla di temi fondamentali in una società liberale: conflitto d'interesse, mafiosità, leggi ad personam.

    Evidentemente a Maurizio Blondet una società liberale non interessa proprio e a me non interessa quello che dice il reazionario Maurizio Blondet che continuerà a votare il SUO Silvio.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da ItaloConservatore
    ehehe pensate se fossero in tanti a fare il ragionamento "voto per chi perde", provate ad immaginare che risate....
    Beh, se fossero veri i sondaggi patacca di Silvio, a ridere saremmo noi, con una logica del genere

  5. #5
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    ...
    Perché il problema dell'Italia è come liberarsi di queste caste potenti, dei «ricchi di Stato»: sono loro che bloccano lo sviluppo, che aumentano il peso della burocrazia sulle imprese, che mettono bastoni fra le ruote per accrescere il loro potere: sono l'equivalente della nomenklatura comunista in Cina, parassitaria e corrotta, che estrae tangenti dall'economia privata.
    ...

    Perfettamente d'accordo su questo.
    Il governo berlusconi non li ha resi meno potenti i ricchi di stato, ci ha solo messo i suoi amici (dove e come ha potuto).
    Una grossa di colpa di questo governo è che non ha diminuito le spese dello stato anzi mi pare proprio che le abbia aumentate!! Di contro pero non sono aumentati i servizi resi alla collettività anzi sono diminuiti a vantaggio di consulenti ed appalti.
    Vuoi esempi pratici?
    Abbiamo un'evasione fiscale pari al 50% e gli ispettorati del lavoro sono stati smantellati!!
    Gli ispettori del lavoro non possono fare il loro lavoro perchè non ci sono i soldi per fare le fotocopie! Non gli pagano le missioni e le trasferte a quei dipendenti che gia rischiano la pelle per uno stipendio da fame devono spesarsi le trasferte da soli e li rimborsano se va bene dopo un'anno.
    Chi le paga le tasse in questo paese? Chi è generoso? Ti sembra possibile?
    Come fa berlusconi a dire che abbasserà le tasse se non lotta contro l'evasione fiscale che è la vera piaga me lo spieghi?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Der Tote Wolf
    Forse voto per chi perde
    Maurizio Blondet
    24/03/2006


    Chi rappresenta questa sinistra?
    Non gli operai.
    Rappresenta la borghesia «compradora» dei Montezemolo e dei Della Valle, dei Tronchetti e dei Benetton: imprenditori dei miei stivali, che hanno smesso in tempo di «imprendere» per costituirsi monopoli privati da cui ricavano bollette e pedaggi, senza rischi e senza concorrenza. La sinistra è il partito della magistratura e dei grand commis, dei ricchi di Stato: Prodi è uno di loro. E' il partito della grandi banche truffatrici e dei grandi giornali, di Banca Intesa e di Paolo Mieli.
    E' la sinistra delle oligarchie parassitarie e miliardarie.
    E' questo il ceto sociale che rappresenta e difende.
    Anzi: la sinistra, sono i grandi parassiti costituiti in partito.

    questa sinistra - la rappresentante degli arricchiti con denaro pubblico e degli imprenditori-rentier - divorerà dell'Italia quel poco che resta.
    Perché resta poco.

    Che faranno?
    Basta leggere «Astenia», la rivista dell'Apen, da cui pontifica Lucia Annunziata.
    Lì c'è la parte del progetto che i banchieri anglo-americani hanno in mente, grazie alla sinistra.

    Restano da smantellare l'ENEL e soprattutto l'ENI, che - grazie alla sua storia nazionale, grazie a quell'eroe italiano che fu Enrico Mattei assassinato dalle «Sorelle» - ci ha dato mezzo secolo di sicurezza energetica e indipendenza petrolifera.
    Ora, qual è il progetto?
    Lo dice chiaro su Aspenia Enrico Letta, il sedicente «esperto economico della Margherita» (1): ENI ed ENEL sono due «monopoli».
    Se vogliono «crescere e restare forti», lo facciano «fuori e non in Italia».
    Perché in Italia ci sono 700 aziende municipalizzate del gas che non possono agire, se restano i due grandi gruppi, in «concorrenza».
    Sono 700 micro aziende che dovranno andare a trattare l'acquisto di gas dalla Gazprom, il colosso russo statale: ve lo immaginate?
    Un disastro.
    Per noi italiani.
    Ma non per i referenti di Enrico Letta-Margherita: quelle 700 municipalizzate sono altrettanti centri di piccolo potere, tangenti, posti per gli amici della politichetta localista, in cui i democristiani sono maestri.

    Ecco il do-ut des: agli inglesi daranno i nostri campioni nazionali, e in cambio avranno il permesso di malfare in Italia, di pasticciare su tariffe e bollette.
    Ecco perché bisogna, almeno, che la sinistra non abbia dal popolo un mandato in bianco.
    Che senta che esiste ancora una opposizione popolare alle sue manovre opache e saccheggiatrici. Anche perché il caso è disperato: tramontato Berlusconi - e tramonterà - l'Italia che vota a destra, che diffida della collusione Montezemolo-Prodi-Banchintesa-De Benedetti, non avrà più la prospettiva di avere un suo governo per i prossimi trent'anni.
    Nessun altro riuscirà a radunare assieme ancora una volta i democristiani di Casini, ed AN, e la Lega.
    Sarà lo sfascio particolarista permanente, passeranno due generazioni senza leader e senza guida per il popolo di «destra», ossia la piccola borghesia che si affanna nel privato, nella competizione globale, nella precarietà crescente.
    Chi può essere il leader della destra?


    Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
    C'è qualcosa che non quadra e lo domando.
    1) Fra "le grandi banche truffatrici" è annoverato anche il gruppo Mediolanum?

    2) Quando si accenna a "gli arricchiti", si intendono eventualmente anche i Ricucci, i Fiorani, oppure si intende chi ha potuto scorazzare e creare un impero sui debiti in un vacuum legislativo, acconciato dal proprio referente politico? Magari si intende colui che poi ripianò quel debito grazie all'accondiscendenza del governo e le soluzioni offerte dalle "banche truffatrici"?

    3) Dai dati 2005 non mi pare che la privatizzazione di ENEL ed ENI sia stata un flop: sono oggi molto più forti di allora. Ma se vogliono svilupparsi è naturale che si sviluppino all'estero. Oppure devono tornare a fare i monopolisti. Questo signorino che vota per-dente, ha capito tutto il pensiero di Letta oppure ha letto, eventualmente a letto, solo uno stralcio, prima di consegnarsi fra le braccia di Morfeo e cadere nei giusti incubi che infesteranno le sue notti da qui all'aldilà?
    Forse dovrebbe capire che quelle nano-municipalizzate, potrebbero aggregarsi e quotarsi in Borsa, come ha fatto in modo esemplare (e redditizio) la Hera SpA della comunistissima Emilia Romagna. E diventare almeno grandi come la ACEA (di Romaladrona) o le padanerrime AEM, ACSM eccetera, no?

    Io penso che uno che ragiona vomitando bile è votato per l'astio e per la sconfitta. Continui pure. Ma eviti di dire sciocchezze: potebbe far insorgere ulteriori dubbi proprio fra le file dei perdenti.

    Informauro

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da informauro
    C'è qualcosa che non quadra e lo domando.
    1) Fra "le grandi banche truffatrici" è annoverato anche il gruppo Mediolanum?
    O, volendo "allargare" la prospettiva, anche il pool di banche che fecero da "garanti" alla quotazione (impropria) di Mediaset nel '96.

    2) Quando si accenna a "gli arricchiti", si intendono eventualmente anche i Ricucci, i Fiorani, oppure si intende chi ha potuto scorazzare e creare un impero sui debiti in un vacuum legislativo, acconciato dal proprio referente politico? Magari si intende colui che poi ripianò quel debito grazie all'accondiscendenza del governo e le soluzioni offerte dalle "banche truffatrici"?
    Come sopra.
    Le stesse che, POI, credettero e sponsorizzarono l'avvento di un "nuovo miracolo italiano" nel 2001; volendo.

    3) Dai dati 2005 non mi pare che la privatizzazione di ENEL ed ENI sia stata un flop: sono oggi molto più forti di allora. Ma se vogliono svilupparsi è naturale che si sviluppino all'estero. Oppure devono tornare a fare i monopolisti. Questo signorino che vota per-dente, ha capito tutto il pensiero di Letta oppure ha letto, eventualmente a letto, solo uno stralcio, prima di consegnarsi fra le braccia di Morfeo e cadere nei giusti incubi che infesteranno le sue notti da qui all'aldilà?
    Molto più probabile che il "pezzo" gli sia stato commissionato.

    Forse dovrebbe capire che quelle nano-municipalizzate, potrebbero aggregarsi e quotarsi in Borsa, come ha fatto in modo esemplare (e redditizio) la Hera SpA della comunistissima Emilia Romagna. E diventare almeno grandi come la ACEA (di Romaladrona) o le padanerrime AEM, ACSM eccetera, no?
    Straquoto ed ipersottolineo.

    Io penso che uno che ragiona vomitando bile è votato per l'astio e per la sconfitta. Continui pure. Ma eviti di dire sciocchezze: potebbe far insorgere ulteriori dubbi proprio fra le file dei perdenti.

    Informauro
    Io lo lascerei fare, nell'ipotesi ...

  8. #8
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    Sgombriamo subito il discorso dal moralismo di sinistra: conflitto d'interesse, mafiosità, leggi ad personam… il motivo per cui Berlusconi merita di perdere è più semplice, lineare ed alto.
    Eccerto, l'onestà, sia personale che istituzionale, è l'ultimo dei valori. Bel discorso.

    Gli avevamo dato la forza elettorale per prendere di petto la magistratura e fare la separazione delle carriere mettendo fine alle pulsioni golpiste della casta giudiziaria; riportare la presidenza della repubblica entro i confini di legittimità da cui era ampiamente uscita sotto Scalfaro, e da cui resta fuori con Ciampi; tagliare posti e paghe miliardarie della alte burocrazie pubbliche inadempienti, degli inutili e dannosi Gifuni che ci costa 2 miliardi l'anno, dei direttori di ASL che prendono 150 mila euro, e così via.
    [...]
    Oh, ha sfasciato un paese e questo si ricorda di 3 cose che sperava facesse e non ha fatto (peraltro le prime due, come obiettivi, sono opinabilissime, anzi come "urgenze" non esistono proprio, senza neanche discuterne).

    Per il resto tutto un papiello per dire che a lui non gliene frega niente: voterà comunque Berlusconi, e sempre lo avrebbe votato. Poteva dirlo con 3 parole.

    Ciao

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Der Tote Wolf
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    Jetzt Wir muss die Toten begraben, Ich der berluska verstehe! Der Wahr Wolf,Totti, am Leben ist!
    El berlusca è finito!

  10. #10
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    Non sono berluskoniano ma una cosa e' pur vera:

    E' l'uomo politico Italiano piu' inviso ai poteri forti internazionali...gia' questo basta ed avanza per rendermelo simpatico.

    Perche' e' cosi' inviso alla finanza internazionale (di cui il Financial Times e' una delle " autorevoli" voci, in particolare degli speculatori della city londinese)?

    Perche' non e' comprabile e quindi tantomeno ricattabile.
    Il 99% dei politici occidentali e' facilmente comprabile, persone che dietro la facciata rispettabile s'ingegnano ad accrescere il loro C/c.
    Gente in cerca di facili guadagni e che, senza scrupoli, e' disposta a farsi corrompere.
    Il politico che, in maniera diretta o indiretta riceve ricchezza da personaggi che spesso agiscono dietro le quinte, nell' ombra, sa che una volta eletto sara' chiamato a restituire il favore e quindi dovra' ricompensare il o i finanziatori occulti.

    Il Berliuska e' gia' ricco di suo, non ha bisogno di chiedere l'elemosina a questi personaggi crepuscolari e quindi non e' corruttibile...al massimo e' lui che corrompe.
    Questo fatto, ovvero che non deve rendere conto a nessuno, lo rende ostico e indigeribile a chi e' abituato a distribuire verdoni e a comandare.
    Lo trovano insopportabile, non lo possono gestire e allora cercano di distruggerlo.

    Tutto il contrario di un Prodi qualsiasi che se e' arrivato cosi' in alto, e' perche' ha ricevuto molti "aiutini" e altrettanti, se non di piu' deve restituirli.

    L' aiuto del Berliuska e' invece arrivato da un politico il fu Craxi.
    Lo schema normale della democrazia/oligarchia sarebbe stato rispettato se Craxi fosse ancora la'.
    Il Berliuska paga e Bettino fa le leggi.
    Ma siccome Craxi e' scomparso, si e' verificata l'anomalia.
    Colui che paga e' diventato politico e si espone in prima persona.
    Lo schema tradizionale e' saltato: il politico coincide con il finanziatore, in questo modo e' diventato indipendente perche' puo' fare a meno degli altri finanziatori. E' gia' ricco e non deve chiedere a nessuno.
    Cosi' coloro che tramano nell'ombra e che sono abituati a corrompere e comandare, sono rimasti tagliati fuori.
    Allora cercano di distruggerlo in tutti i modi, per rimetterci un Prodi qualsiasi e continuare cosi', allegramente a corrompere e comandare.
    La Goldman Sachs rivuole il suo Prode.
    Immaginati di essere un acclamato, decorato, eroe nazionale, un idolo per milioni di persone disperate, poi, nel giro di sei mesi, condannato a morte tramite impiccagone ~ Joachim Peiper

 

 
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