Fausto Bertinotti al governo e per il mercato del mattone sarà la fine. Anzi, i proprietari rischiano di vedersi requisito l’immobile. Un governo di sinistra costituirebbe il regresso totale degli investimenti immobiliari, tanto da portare il cittadino alla vecchia tipologia di investimento sicuro: il materasso.
La proposta che spicca come un raggio di sole è quella di tassare non solo la seconda e la terza casa, ma di alzare gli estimi catastali, cancellando la benchè minima probabilità di farli ritornare a base reddituale (come sono stati fino al 1990).
Tanto vale invocare -come provocatoriamente ha affermato Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia- il totale sopravvento della Cina. Paradossalmente i comunisti cinesi, nel mercato del mattone e delle locazioni sono più liberisti dei comunisti e della sinistra in Italia.
«La sinistra radicale - spiega infatti Confedilizia - chiede di abolire il canale libero di contrattazione nelle locazioni perché si possa affittare solo ai canoni concordati con i sindacati: ed a questa totale ed esclusiva sindacalizzazione delle locazioni, non si dice nell’Ulivo un no deciso. Per eseguire uno sfratto, lo Stato italiano ci mette anche 10 anni, e se un proprietario non riaffitta immediatamente la casa - denuncia Sforza Fogliani - pensando di averne bisogno, la sinistra radicale propone di requisirgliela e nessuno ufficialmente la smentisce. Ben venga quindi la Cina».
Eh sì, perché nel Paese del Dragone, i contratti fino a sei mesi sono addirittura verbali, solo quelli di durata superiore per iscritto, mentre se non vengono sottoscritti significa automaticamente che sono a tempo indeterminato. E in Cina, come in Svizzera, per farli cessare, basta un minimo preavviso. I comunisti italiani imparino dalla Cina, ammonisce Confedilizia.
I proprietari di immobili sono preoccupati anche per il ritocco degli estimi catastali. Ma non finisce qui. I comuni stessi saranno i controllori ai quali verrà affidato il Catasto, insomma, una strage imponente, dove burocrati dai denti aguzzi suoneranno il campanello di casa per succhiare il sangue di famiglie che hanno lavorato una vita e hanno investito il frutto dei loro sacrifici in un immobile.
Infatti, anticipa Confedilizia, «il segreto obiettivo è quello di far fare l’operazione rincaro ai Comuni, consegnando loro il Catasto: che sarebbe come mettere una faina in un pollaio».
Confedilizia non la manda a dire a Prodi e i suoi: «Tassare un bene che non dà reddito, è già di per sè una patrimoniale. Tassare poi i valori prescindendo dai redditi è iniquo, è contro la povera gente». Un esempio su tutti: se si va a fare la spesa al supermercato, non si paga con i valori, perché non si hanno in tasca; si paga con i flussi di cassa che si hanno nella propria disponibilità (stipendi, salari, redditi). Non solo.
«Dalle case affittate non si ha più alcuna entrata netta: il 50-60% del canone se ne va in imposizione locale ed erariale, e tutto il resto, o quasi, in manutenzioni, spese di amministrazione, imprevisti (il Catasto, infatti, calcola queste voci al 30 % del reddito lordo). Ma c’è di più: tornare alla tassazione reddituale, è l’unico modo per ricreare in Italia il mercato dell’affitto», ribadisce l’analisi di Confedilizia.
Diceva Luigi Einaudi: «Chi è disposto a consacrare alla casa parte del proprio reddito, nove volte su dieci è anche un buon cittadino». Quel cittadino su dieci che manca all’appello, è comunista alla Fausto Bertinotti..


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