Ancora su Berlusconi
Oreste Sartore
25/03/2006
Con queste elezioni stiamo correndo un pericolo molto grave, come denunciato in questo sito da Blondet.
Il pericolo di un regime vessatorio che democraticamente svenderà ai lupi della lobby sciarpista quel che resta della nostra economia produttiva.
Il pericolo di un regime che porterà in tutte le piazze della nazione le notti bianche di Roma e Torino.
Vedremo moltiplicarsi le marce della pace; gli striscioni arcobaleno saranno stesi ovunque, financo ai piedi degli altari delle chiese, come ho visto in Alto Adige.
Gli invertiti avranno finalmente le leggi che consacreranno la loro parità e si potranno sposare.
Le scuole educheranno alla nuova sessualità.
I sindaci occuperanno le domeniche con crociate ecologiche.
I cineasti incapaci saranno foraggiati come non mai, i loro film promossi sulle TV di Stato con pensosi dibattiti. L'eutanasia sarà presentata come un passo doloroso ma necessario (1) e il nostro Paese come non ancora all’altezza delle democrazie nordiche.
Con tasse e bollette ci alleggeriranno dei nostri risparmi in maniera indolore, solo un poco alla volta.
E soprattutto ci immergeranno ancor di più nella commozione e nella baldoria.
I pirati della finanza, dalle loro TV (La7, MTV), aumenteranno la propaganda sodomita.
Le TV di Stato e di Berlusconi proseguiranno nel chiedere le nostre lacrime e i nostri soldi a favore di cancri-AIDS-panda-foche-sclerosi e quant’altro: i finanziamenti alle nostre missioni cattoliche subiranno così un ulteriore drastico drenaggio.
Al popolo verranno somministrate dosi massicce di comicità demenziale: il ballo, nel Titanic, deve continuare fino all’ultimo.
La Chiesa Cattolica sarà tollerata solo se si convincerà finalmente a ridursi ad ancella del «potere», parlando in modo fatuo di aria fritta.
Altrimenti verrà redarguita con latrati, sanzionata, ulteriormente recintata e infine perseguitata.
Alla gerarchia verranno contrapposti frati gaudenti e suore commosse, tutti pregni di spirito rivoluzionario e innovatore (come no?). (2)
Per tutti questi motivi anch’io voterò per il Cavaliere.
Anche se ha lasciato le sue televisioni in mano a Fedele Confalonieri, un uomo che ha omaggiato platealmente l’attrice Hanna Schygulla (3) nel mentre costei si faceva beffe del mistero centrale del cattolicesimo, l’Incarnazione.
Anche se si è fatto costruire un mausoleo, dove seppellire non solo se stesso ma anche i suoi collaboratori.
Anche se ha ricevuto la tessera P2 quale valente costruttore.
Di fronte alla barbarie è infatti doveroso scegliere il minore dei mali.
Se il minore dei mali è Silvio Berlusconi, la colpa non è sua, è della nostra generazione.
E comunque, vincessero i barbari, anch’io penso che solo i dalemiani potrebbero porre un minimo di argine, se non alla voracità dei lupi (confronta Palazzo Chigi ridotto, durante la presidenza D’Alema, a «merchant bank») per lo meno alla demenza fatta stile di vita.
Oreste Sartore
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Note
1) Vedi Il Giornale, 24/3/2006, Lettera ad una «mamma».
2) I Kung hanno già fatto il loro lavoro mediatico: ora stanno lavorando in segreto nel definire la «nuova religione universale».
3) Teatro Manzoni, Matinèe, 2001.
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