Da Prodi soldi e sconti ai clandestini
MILANO Ecco la ricetta di Prodi per affrontare l'emergenza immigrazione: più tasse agli italiani, più soldi e libertà agli schiavisti. Finalmente abbiamo scoperto come la coalizione che va da Bertinotti a Rutelli vuol distribuire i proventi delle imposte sui titoli di Stato. È tutto scritto a chiare lettere nello sterminato programma dell'Unione, a p. 254: « introdurre misure premiali per gli irregolari che collaborino con le autorità per individuare e sanzionare i trafficanti e gli sfruttatori del loro lavoro » . Che si tratti di " immigrati pentiti" o di ( ex) mercanti di schiavi, il centrosinistra li lusinga, promettendo loro una fetta di denaro pubblico e magari anche una sanatoria, da contrapporre alla regolarizzazione dell'odiata legge Bossi- Fini, che concede il permesso di soggiorno solo a chi ha un lavoro. Lo capiscono anche i compagni che è irragionevole cercare di convincere a tornare nel tukul di provenienza uno che ha già speso tutti i suoi risparmi per sbarcare sulle coste italiane. Neanche se gli prometti un viaggio in business class, se è di sola andata. Ma i progressisti hanno sempre la soluzione pronta: i clandestini entrano in un " programma di protezione" e vivono a spese dell'Erario in una località segreta, serviti e riveriti più che se fossero cittadini italiani. Per evitare che i loro ex complici li rintraccino e li sgozzino, sarà gentilmente fornita dal Viminale una nuova identità per loro e i familiari a carico. Non si spiega altrimenti il proclama elettorale dell'Unione che, qualche riga più sotto, pur rimanendo vago scende più nei dettagli: « prevedere sanzioni limitate e un meccanismo premiale per l'immigrato irregolare che collabora all'identificazione e al rimpatrio » . CLANDESTINI A SPASSO Chi non collabora per niente, invece, è il centrosinistra. Anzi, coopera per rendere inarrestabile l'invasione quando pianifica che « il superamento dei Centri di Permanenza Temporanea » . Adesso li chiamano " lager". Semmai, sarebbe più appropriato " gulag" visto che li ha istituiti la legge Turco- Napolitano. Sono due diessini, ma il neosenatore a vita l'Unione Sovietica l'ha frequentata, eccome. Comunque, ora vogliono smantellare le strutture in cui sono ospitati gli immigrati clandestini in attesa di rimpatrio. Prima, ammettono, « dobbiamo comunque approntare strumenti efficaci per assicurare l'identificazione degli immigrati e il rimpatrio di quanti vengono legittimamente espulsi » . E ieri Prodi lo ha confermato se sono « centri che servono per l'identificazione, ci devono essere. Il problema è che non devono avere la struttura e il carattere detentivi » . Prima obiezione: non si può mettere in pratica l'intenzione dichiarata. Se chiudono i Cpt, viene a mancare anche il luogo dove accertare l'identità delle persone in attesa di imbarcarle per il Paese di origine. Seconda obiezione: se si concede agli indesiderati ospiti di attendere a piede libero che giunga l'interprete dell'ambasciata, lo interpretano come un segnale di via libera. Non andranno certo all'appuntamento che prelude alla loro cacciata. Anzi, se ne andranno a spasso con un foglio di via che, in pratica, è un invito a lavorare per la criminalità o il terrorismo. A nessuno verrebbe mai in mente di farsi assumere regolarmente, con il rischio di essere riacchiappato tramite i controlli dell'Inps. Ma, in quel caso, la statistica sarebbe salva. Finalmente l'accordo proposto dall'Unione agli immigrati illegali è chiaro: « Non fatevi più vedere e noi faremo finta che non esistiate » . E, magicamente, i clandestini scompariranno dal territorio nazionale.
Andrea Morigi
http://libero-news.dnsalias.com/libe...n=26%2F03%2F06
ma non hanno pensato che potrebbero fioccare denunce a destra e manca pur di ottenere permesso di soggiorno e denaro??
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ma non hanno pensato che potrebbero fioccare denunce a destra e manca pur di ottenere permesso di soggiorno e denaro??
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