
Originariamente Scritto da
brunik
Amici, siamo già a 3 duelli TV e 4 elezioni vinte dal Presidente Prodi contro il disperato Berlusconi.
Il povero Patacca è già andato in ritiro, spera di evitare la sberla finale dal Professore.
Queste sono le astute contromosse che sta elaborando con il suo staff: basta bimbi bolliti e urla contro Montezemolo, lunedì si atteggerà da Statista per riequilibrare l'immagine di competenza e serietà del nostro Professore.
Si sta anche allenando a guardare l'orologio e a la telecamera giusta, ma è dura a 70 anni imparare a stare in TV.
Libero 29.03.2006
I segreti di Silvio per la sfida con Prodi
Il Cavaliere: il Professore parla già da capo del governo, ma al duello tv lo smentirò
ROMA Una specie di prova generale. Quello di ieri sera, per Silvio Berlusconi, è stato come un allenamento in vista del duello che lunedì prossimo lo opporrà al candidato premier dell'Unione Romano Prodi. Un candidato che il capo della Casa delle libertà descriverà come espressione del «vecchio» della politica. Come uno che già ventotto anni fa, nel 1978, era ministro dell'Industria, e che subito dopo, da presidente dell'Iri, è stato capace solo di «svendere» pezzi della grande impresa italiana senza mai portarla ad un vero risanamento. Uno che non ha mai avuto un consenso politico proprio ma che, al contrario, dovunque è arrivato, è arrivato perché portato da altri. Ma Prodi è anche uno che quando parla riesce a sembrare ogni volta serio, preparato, competente. Troppo, serio e competente. Tanto che il vero timore di Berlusconi è che nell'immaginario del pubblico a casa il Professore passi già per il prossimo presidente del Consiglio e lui per lo sfidante. Un capovolgimento di fronte paradossalmente agevolato dalla campagna "contro" che lo stesso Cavaliere ha condotto nelle ultime settimane ma che, durante il faccia a faccia, finirebbe per costringerlo ad un confronto tutto in salita. Da qui, una serie di accorgimenti.
Il Cavaliere ci sta lavorando da lunedì pomeriggio. Contrariamente a quanto molti temono (o sperano), l'intemerata stile assemblea di Confindustria a Vicenza, non ci sarà. Non ci sarà la rottura plateale delle regole andata in scena due sabato fa sotto gli occhi scandalizzati diMontezemolo e Diego Della Valle. Al contrario, dicono che Berlusconi si stia allenando per comprimere nei canonici due minuti e mezzo le risposte alle domande degli intervistatori, riservando alle repliche di un minuto quei coup de theatre destinati a lasciare il segno nei telespettatori-elettori. Un problema non indifferente, quello del conto dei minuti, se è vero che nel corso dell'allenamento con Valentino Valentini, Paolo Bonaiuti e Sestino Giacomoni, il Cavaliere è stato perfino aiutato a tenere d'occhio gli orologi che nello studio di via Teulada si troveranno di fronte a lui, sopra le telecamere, e a lato stilla scrivania dove sarà seduto. In una stanza di via del Plebiscito riadattata a finto studio televisivo è stata ricostruita anche l'esatta posizione delle telecamere, così che Berlusconi possa evitare di guardare quella che non lo sta inquadrando, come è accaduto per quasi un minuto durante il primo duello. Altro errore assolutamente da non fare: tratteggiare su un foglio bianco segni senza significato. La volta scorsa lo ha fatto, e in molti lo hanno interpretato come segno di nervosismo se non di insicurezza. Evitare con cura .
Per marcare con chiarezza chi è il premier in carica e chi lo sfidante, Berlusconi lascerà da parte riferimenti ai cinque anni di governo appena trascorsi, dimenticherà cifre e percentuali, per concentrarsi sulle promesse per il futuro. Parlerà della prossima riduzione delle imposte e della detassazione delle ore di straordinario. Farà di tutto per accreditarsi come interlocutore unico della Chiesa in tema di famiglia e politiche sociali rimarcando le contraddizioni interne alla sinistra su questi temi. Ma soprattutto darà appuntamento agli elettori per gli anni a venire citando l'anno e possibilmente anche il mese in cui l'attuale governo si attende la realizzazione di questo o quel progetto già in fase di attuazione. Il tutto, con lo scopo di suggerire l'idea che tra venti giorni sarà lui, non Prodi, a sedere ancora una volta a Palazzo Chigi. Non a caso dicono che il momento di maggiore sofferenza, nel duello di due martedì fa, sia stato quello in cui il Professore ha detto con nonchalance che dopo la sua vittoria convocherà Berlusconi e Letta a Palazzo Chigi per il passaggio di consegne. Come se avesse già vinto le elezioni. Lunedì toccherà a lui dire: ho già vinto.
Questo è quanto per ora sta rimuginando il Cavaliere con i suoi più stretti collaboratori. Qualcosa in più potrebbe venire dalla riunione con i coordinatori regionali, convocata per le sei di questo pomeriggio a palazzo Grazioli. Lì, il Cavaliere darà la carica in vista degli ultimi quindici giorni di campagna elettorale. Ma sarà una poco più che una riunione di routine: la posta si giocherà tutta nel duello di lunedì sera.
Mario Prignano