Prodi: più tasse solo sui Bot di nuova emissione La proposta: aliquota al 19-20% anche sul capital gain e imposta di successione per i ricchissimi
ROMA - «Stufo delle menzogne e delle invenzioni del centrodestra sul nostro programma», ma anche per mettere un po’ d’ordine nelle file dei suoi, quanto per tentare di rassicurare gli elettori, Romano Prodi mette le carte in tavola. «Noi siamo per una tassazione leggera, tutta dedicata allo sviluppo e al mantenimento dello stato sociale», dice il leader del centrosinistra, accompagnato dai responsabili economici dei Ds e della Margherita, ai giornalisti convocati nella sede dell’Unione. Poi, con in mano il volume che contiene il programma elettorale, passa alle puntualizzazioni. La nuova aliquota «del 19-20%» riguarderà solo i titoli di Stato di nuova emissione. E la tassa di successione, aggiunge, sarà reintrodotta solo per «i ricchissimi, che sono appena qualche migliaio».
RASSICURAZIONI - Smentisce dunque il suo alleato di Rifondazione, Fausto Bertinotti, che per la tassa di successione, a Porta a Porta, aveva parlato di una soglia piuttosto bassa, di 180mila euro. Prodi, però, non riesce fino in fondo nell’intento di tranquillizzare. O quanto meno di tranquillizzare tutti. I costruttori edili, che il leader dell’Unione incontra in serata, lo affrontano con questioni angoscianti. «Ho un’azienda che vale due miliardi. Il 10 aprile mi devo suicidare?» chiede uno. «Devo andare dal notaio a fare una donazione ai miei figli?» incalza un altro. Prodi risponde con calma. Anche alle provocazioni, inevitabili nella tana del lupo. Poi scatta. «Ho preso il rischio di fare un programma prima delle elezioni. Cristo, leggetelo! Dall’altra parte il programma non l’hanno proprio fatto. Troppo comodo...»
TASSE SUI BOT - Il programma, appunto. Il piano in due tempi, prima il risanamento, poi lo sviluppo, è escluso. Bisogna trovare dieci miliardi di euro per ridurre di cinque punti il cuneo fiscale, la prima misura per far ripartire l’economia, spiega Prodi. Circa 2,5 miliardi sono attesi dall’armonizzazione al 19-20% di tutte le aliquote sulle rendite finanziarie. Aumenterà la tassazione dei dividendi e delle plusvalenze sulle azioni, oggi al 12,5%, e cresceranno le tasse «solo sui titoli pubblici di nuova emissione» spiega Prodi, aggiungendo che ci sarà comunque «una franchigia» per i piccoli risparmiatori. E sarà diminuita l’aliquota fiscale sui depositi bancari e fiscali, oggi al 27%. «Un beneficio che riguarda il 64% dei risparmiatori», dice Prodi.
ICI PIU’ BASSA - Altre risorse arriveranno dal contenimento della spesa pubblica, gestita dal centrodestra «in modo dissennato, inqualificabile per far favore agli amici», cosa che ha portato il bilancio pubblico in condizioni «miserevoli». «Se avessero applicato la regola di Gordon Brown - afferma il professore- nel 2005 si sarebbero risparmiati 8 miliardi di euro». Poi si insisterà con la lotta all’evasione fiscale, stimata da Prodi a 200 miliardi di euro, e sulle liberalizzazioni. Per finanziare il taglio del cuneo, e scoraggiare le imprese ad assumere lavoro part-time, ci sarà un aumento dei contributi. Poi arriverà anche la riforma delle rendite catastali, premessa per il riequilibrio dell’Ici, che non sarà aumentata, semmai ridotta.
M.Sen.




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