
Originariamente Scritto da
estewald
Per la prima volta dopo molti giorni, l’Unione sembra sulla ...
Per la prima volta dopo molti giorni, l’Unione sembra sulla difensiva. E proprio agli sgoccioli della campagna elettorale. La maggioranza di governo accusata di avere impoverito l’Italia negli ultimi cinque anni, adesso punta il dito sul centrosinistra e sembra dire agli elettori: attenti, Romano Prodi potrebbe impoverirvi ancora di più. Complici alcune uscite di Fausto Bertinotti sulle tasse per la casa e su quelle di successione, affiora un filo di imbarazzo. E si intuisce che il centrodestra, a torto o a ragione, ritiene di avere trovato il punto debole sul quale incalzare gli avversari e spaventare l’elettorato. Silvio Berlusconi lo ha rivendicato senza esitazioni. «Vendiamo paura perché la sinistra fa paura», ha detto ieri il presidente del Consiglio. E dietro di lui si schierano gli alleati, dalla Lega all’Udc, con una sola parola d’ordine: l’Unione intaccherà i risparmi degli italiani; tasserà Bot e Cct e reintrodurrà la patrimoniale sui grandi patrimoni. È un’offensiva che gioca freddamente sull’allarmismo. Evoca la «stangata». Ma sfrutta anche le parole dette da Bertinotti in tv, secondo le quali il centrosinistra potrebbe decidere un’imposta di successione per beni sopra i 350 milioni di lire.
Romano Prodi si è affrettato a precisare che quello del leader di Rifondazione comunista era «un esempio ipotetico». E i diessini Bersani e Chiti hanno cercato di rassicurare l’opinione pubblica. «Non toccheremo i risparmi», hanno detto e ripetuto, imputando al centrodestra «terrorismo e falsità»; e ricordando che è stato il governo Berlusconi a peggiorare «le condizioni di vita dei ceti medi, dei pensionati, dei lavoratori». Ma il fatto che l’Unione sia costretta a difendersi, rappresenta in sé un segnale di difficoltà e la consapevolezza di un passo falso.
Lo stesso Prodi ha constatato personalmente l’inquietudine di un frammento del mondo economico: i costruttori edili. Si è sentito chiedere quale sarà il tetto oltre il quale sarà reintrodotta la tassa di successione. Un imprenditore è arrivato a domandargli se si dovrà «suicidare prima del 9 aprile». Domande provocatorie, ma anche sintomatiche. È come se, a ridosso del voto, affiorassero le paure profonde di un corpo elettorale deluso dal berlusconismo; ma inquieto per l’ipoteca che parte della sinistra potrebbe mettere su un governo dell’Unione.
È probabile che simili paure non bastino a colmare la distanza che i sondaggi continuano a segnalare: ma potrebbero ridurla. L’insistenza con la quale il premier e gli alleati martellano sul «salto nel buio» economico, lascia capire che il centrodestra spera di trovare clienti ai quali «vendere» la paura, ricavandone voti al centrodestra; e ai quali far dimenticare la crescita zero che il Paese registra negli ultimi mesi. Non è detto che ci riescano. Ma ci provano: anche perché si accorgono che una parte dell’Unione, magari senza volerlo, lavora per loro.