Claudio Tomaino ammette con gli inquirenti che i quattro omicidi
sono legati alla sua setta satanica. Ed è caccia ai complici
Catanzaro, il nipote di Pane rivela
"La strage è stata un sacrificio"
L'uomo, ventinove anni, tradito dagli spostamenti del suo cellulare
Nella sua abitazione un "contratto con Satana" siglato col sangue
CATANZARO - Riti satanici dietro la strage di Caraffa. Le uccisioni di Camillo Pane, della moglie Giuseppina Annamaria e dei figli Eugenio e Anna "sono state un sacrificio": almeno questo ha rivelato, nel corso di un interrogatorio, Claudio Tomaino, nipote ventinovenne dell'uomo ucciso insieme alla sua famiglia. E fermato la scorsa notte, con l'accusa di essere uno dei responsabili della strage.
Il "sacrificio" a cui ha fatto riferimento Tomaino, riprendendo una definizione pronunciata nel corso dell'interrogatorio da un investigatore, è legato all'attività della setta satanica di cui lui stesso faceva parte. E a cui avrebbe aderito anche Camillo Pane: proprio questa comune appartenenza sarebbe uno dei moventi della strage, insieme ai contrasti di natura economica tra zio e nipote.
Ed è proprio nell'ambito del gruppo satanico che i carabinieri cercano adesso gli altri responsabili degli omicidi: almeno tre persone, che avrebbero agito in complicità col nipote di Pane. Già ieri mattina il giovane era stato iscritto nel registro degli indagati, con l'accusa di omicidio volontario plurimo aggravato.
Ma col passare delle ore e col lavoro di analisi e gli accertamenti fatti dai carabinieri, la sua posizione si è progressivamente aggravata. A tradirlo, in primo luogo, le tracce lasciate dal telefono cellulare. Gli inquirenti infatti, grazie all'intervento di un esperto in telecomunicazioni, avrebbero ccertato che nel giorno e nell'ora della strage l'uomo sarebbe stato sul luogo del delitto. Poi da lì si sarebbe spostato a Paola, nel cosentino, dove è stata trovata la vettura dei Pane.
I riferimenti ai riti satanici, invece, sono stati trovati in una sorta di diario trovato durante la perquisizione a casa di Tomaino. Nel manoscritto, ci sarebbe un riferimento a una setta satanica che avrebbe chiesto di uccidere quattro persone, per accrescere il suo potere. E anche un "contratto con Satana" sigillato col suo sangue.
E intanto il legale del fermato, l'avvocato Armando Veneto, ha già chiesto la perizia psichiatrica: a suo giudizio, l'uomo potrebbe essere stato incapace di intendere e di volere.
(30 marzo 2006)
Ecco il testo del "contratto" con Satana ritrovato nell'abitazione di Claudio Tomaino, fermato per la strage di Caraffa
"Io sottoscritto, Claudio Tomaino, nato a Soveria Mannelli l'8-3-1977, mi impegno a donare la mia anima da morto e la mia da vivo nel servire il grande maestro e signore del male Satana, se lui si impegna a darmi in cambio felicità, denaro e lunga vita, aiutandomi a non fare carcere, a eliminare zio Camillo e famiglia e a creare una famiglia con dei figli con Daniela, la mia compagna, e di rendere felice anche mia madre, e io in cambio per lui farò tutto quello che vorrà"




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