Un modello per la cosidetta "sinistra radicale" di oggi...Originariamente Scritto da Nicheja


Un modello per la cosidetta "sinistra radicale" di oggi...Originariamente Scritto da Nicheja


Non so se il PSIUP è da rivalutare. Bisogna valutare con attenzione tutti gli aspetti dalle battaglie certamente di sinistra che ha portato avanti alle posizioni di Vecchietti e dei carristi su Praga e lo scioglimento del partito avvenuto in una notte per non aver passato il quorum (vergogna)!
Attualmente mi sembra che il partito che più gli assomiglia è Rifondazione, non a caso Bertinotti viene da quella esperienza. In pratica si fa una sintesi tra il radicalismo e le buone intenzioni della base e l'opportunismo rivestito da radicalismo dei vertici.
Comunque il PSIUP ha avuto una cultura libertaria e socialista che lo rende migliore di quella autoritaria e sovietica del PCI e dalla tendenza a piazzarsi sulle poltrone ministeriali del PSU dell'epoca.


Comunque è bene ricordare che il PSIUP piu che dal contrasto dell'intesa col PSU, nasceva dal rifiuto di un governo con la DC e gli altri.Originariamente Scritto da Sandokan80
Livio


E ti pare poco?Originariamente Scritto da Livio


Per niente.Originariamente Scritto da Nicheja
Livio


Originariamente Scritto da Livio
Concordo pienamente e allora rettifico: il PSIUP è nato dal rifiuto del sistema di governo (e di sottogoverno) della DC e con il fine di salvare le tradizioni del socialismo italiano e questo è sicuramente positivo.
Se la nascita è nobile invece la fine è molto meno gloriosa. Io ritengo, ma è la mia opinione personale all'epoca non ero ancora nato, che la rovina del PSIUP deriva da due fattori. Il primo è il sostegno della vergognosa invasione sovietica di Praga su cui persino il filo-sovietico PCI ha preso le distanze con la conseguente rottura con la generazione contestatrice del '68 e le tradizioni libertarie del socialismo. Il secondo è l'inglorioso scioglimento del partito dovuto al non raggiungimento del quorum elettorale e l'ancora meno glorioso riciclarsi di molti dirigenti.


Però possiamo, facendo gli ottimisti, definire quella parte del PSIUP confluita nel 1972 nel PCI, dirigenti responsabili che un fallimento deve dover portare verso una semplificazione della situazione politica anche interna.Originariamente Scritto da Sandokan80
Che poi abbiano fatto bene o no, questo è un'altro discorso.
Livio


Ottime osservazioni...il PSIUP ha anticipato le attuali vedute di Rifondazione...si e' posto come il parito della "nuova frontiera" della sinistra...lontano dal vetero-comunismo sovietico e contro ogni compromesso con le elite democristiane...ha difeso le radici del socialismo italiano opponendosi ad ogni deriva centrista...
Insomma direi che la storia del PSIUP sia stato alquanto paradigmatica


Concordo.Originariamente Scritto da Sandokan80


La base lo era di certo, ma la dirigenza appoggiò l'invasione di Praga. E questo, come sottolinea giustamente Sandokan80, fu l'inizio della fine di un partito la cui "testa" non riusciva ad essere extraparlamentare, fra la gente semplice (che rivendicava la possibilità di uno Stato equo, senza ingiustizie, senza una classe politica dedita alle vergogne "scoperchiate" ma presto anche insabbiate negli anni '90) che pure era lo "zoccolo" del PSIUP.Originariamente Scritto da dies irae