Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    valerio500
    Ospite

    Predefinito le lacrime del nasone Glucksmann su atomica iran

    Festa a Teheran, nuovi missili
    Roma. André Glucksmann è molto arrabbiato, quest’idea di “jihad nucleare” che si sta delineando nell’“attendismo e nell’inazione” dell’occidente tutto lo irrita parecchio. L’Iran è al centro dei suoi pensieri. “E’ una questione gravissima, la più importante, la più spaventosa”. Il mondo ha festeggiato l’intesa raggiunta tra i membri del Consiglio di sicurezza, quella “dichiarazione presidenziale” non vincolante che ha dato al governo dei mullah un tempo massimo di 30 giorni per abbandonare tutte le attività di arricchimento dell’uranio. Ma Mahmoud Ahmadinejad, il presidente iraniano, con tutto il suo staff ha risposto all’accordo con una pernacchia, mentre il capo dell’Agenzia atomica, il Nobel Mohammed ElBaradei, si preoccupava di ribadire che no, è tutto sotto controllo, “Teheran non è una minaccia”. E intanto la tv di stato iraniana annunciava festosa il successo del test su un missile che sfugge al controllo dei radar, all’interno della settimana dei “Giochi di battaglie navali” che si è aperta ieri nel Golfo Persico.
    “Europa e Stati Uniti sono evidentemente in grande imbarazzo”, sottolinea Glucksmann, che tende a non fare troppe distinzioni all’interno della comunità internazionale, nonostante le derive di Russia e Cina. “Domina l’indecisione, domina l’assenza di chiarezza – continua l’intellettuale francese – Mosca e Pechino hanno i loro interessi, ma nessuno vuole sconvolgere il mercato petrolifero e gli equilibri del Golfo, nessuno si rende conto che l’interesse globale dovrebbe essere più importante di tutto il resto”. Il tempo passa: sono tre anni che, tra la diplomazia della troika europea (Francia, Germania e Gran Bretagna) e le minacce senza alcun seguito, l’Iran si fa beffa dell’occidente. E si arma, in modo convenzionale e no. Perché c’è una differenza culturale enorme. “Auschwitz e Hiroshima sono scesi nello spirito profondo dell’Europa e nella coscienza collettiva dell’intesa atlantica”, spiega Glucksmann, che, nella sua autobiografia fresca di pubblicazione (“Une rage d’enfant”), racconta quei drammi vissuti da lui, bambino ebreo austriaco, diventato poi uno strenuo oppositore del “crimine dell’indifferenza”. “Gli orrori del 1945 hanno portato l’Europa a guardare la guerra in modo diverso. I risultati sono stati un pacifismo illimitato e la politica della dissuasione”. Ma la Repubblica islamica non riconosce questi assiomi: “In un Iran in cui non c’è diritto di scelta, in uno stato e in una religione che predicano il diritto allo sterminio degli ebrei, in una nazione in cui l’arma nucleare non è un anatema, i nostri assiomi cadono. Per i mullah le armi non convenzionali sono uno strumento come un altro, non cambiano la natura della guerra, che diventa semplicemente un jihad nucleare”. E’ questo che, secondo l’intellettuale francese – che già una quarantina d’anni fa si pose contro il “suo” mondo confrontando l’inconfrontabile, cioè i campi di sterminio nazisti e i gulag sovietici – l’occidente non capisce. Non si tratta di proliferazione nucleare tout court, non si tratta di un problema legato “alla contabilità, all’aggiunta di un altro stato al club nucleare”, ma di “un pericolo specifico, unico nella sua gravità”.

    I conti sanguinari dei mullah pragmatici
    La distinzione tra pragmatici falchi, più buoni e meno cattivi, all’interno della leadership iraniana manda in bestia Glucksmann: “Il cosiddetto ‘pragmatico’ e ‘moderato’ Rafsanjani (ex presidente, ndr) ha calcolato i costi: per 5 milioni di morti israeliani conta 15 milioni di morti iraniani. Così è arrivato alla conclusione che, rispetto ai milioni di musulmani nel mondo, questa è soltanto una goccia nell’oceano. Dunque l’affare è conveniente”. Si sta perdendo altro tempo, perché “Ahmadinejad diventa più forte con le sue posizioni estremiste” e l’occidente sempre meno minaccioso con le sue dichiarazioni d’intenti. Ma la soluzione? Mai domanda fu più sbagliata. Glucksmann non ne può più di sentir parlare di guerra, cambio di regime, sanzioni e quant’altro gli esperti stiano cercando di studiare. “E’ tutto inutile finché non si spiega con onestà la portata del problema: è necessario chiarire perché il caso iraniano è ben diverso da quello nordcoreano, pachistano o indiano. Ma non lo fanno né il Quay d’Orsay né la Casa Bianca né Londra”. E’ come se la comunità internazionale si stesse abituando all’idea che una bomba in mano ai mullah può essere sì pericolosa, ma gestibile. Quest’ipotesi per l’intellettuale francese non è contemplabile. Per lui l’indifferenza è un crimine, il nichilismo un mostro contro il quale si può cercare soltanto di sopravvivere

  2. #2
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    x me l'islam è incompatibile con la DEMOCRAZIA xchè tutte le elezioni nei paesi islamici vengono vinte sempre dai partiti politici religiosi integralisti fanatici filo-terroristi

    i quali hanno come 1° obiettivo la costruzione di una rep islamica fondata sulla legge koranica, è x questo che non esiste un paese islamico democratico al mondo

    l'islam è un grave pericolo x la democrazia Occidentale ,è un cancro da estirpare prima che essi riescano a demolire la ns democrazia

    pulizia etnica

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da MEROVINGIO
    x me l'islam è incompatibile con la DEMOCRAZIA xchè tutte le elezioni nei paesi islamici vengono vinte sempre dai partiti politici religiosi integralisti fanatici filo-terroristi

    i quali hanno come 1° obiettivo la costruzione di una rep islamica fondata sulla legge koranica, è x questo che non esiste un paese islamico democratico al mondo

    l'islam è un grave pericolo x la democrazia Occidentale ,è un cancro da estirpare prima che essi riescano a demolire la ns democrazia

    pulizia etnica
    merovingio,
    quello che i pacifinti non comprendono è che nei paesi teocratici,in particolare quelli dell'islam,le votazioni non sono affatto una testimonianza democratica ma solo irrisione di uno strumento democratico che ha efficacia solo in paesi dove esiste una varietà di forze politiche aventi pari diritti di fronte alla Legge che è sopra ai preti ,ai mullah,ai rabbini ed ai fanatici.

  4. #4
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    x tucidide:

    il voto del 30 01 2005 in irak è stato convalidato dall'onu e dalle + importanti org mondiali che si battono x i diritti civili
    (ha vinto SISTANI e i partiti religiosi,mentre i moderati hanno raccolto il 10%....)

    tutte le elezioni nei paesi islamici sono state fatte x far vincere i moderati, come in algeria nel 1992 col fis, invece nonostante i brogli elettorali le minacce e la coruzzione hanno sempre vinto i fanatici

    la realtà è che gli islamici odiano la democrazia così tanto, quanto l'occidente , e non voterebbero x un partito democratico neanche con una pistola puntata alla tempia

  5. #5
    kalashnikov47
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    Citazione Originariamente Scritto da tucidide
    merovingio,
    quello che i pacifinti non comprendono è che nei paesi teocratici,in particolare quelli dell'islam,le votazioni non sono affatto una testimonianza democratica ma solo irrisione di uno strumento democratico che ha efficacia solo in paesi dove esiste una varietà di forze politiche aventi pari diritti di fronte alla Legge che è sopra ai preti ,ai mullah,ai rabbini ed ai fanatici.
    Sicuramente quando arriveranno gli "esportatori di democrazia" le elezioni saranno limpide e trasparenti. Jebb Bush docet.

  6. #6
    EUROSIBBERIANO CONVINTO
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    questo francese (...) spara solo un mare di cagate. Andasse a frignare in qualche bunker antiatomico di gerusalemme invece di piagnucolare in Europa: abbiamo altro a cui pensare noi europei, altri problemi, altre priorità, non certo consolare un derelitto con troppi soldi per le sue paranoie da tossico in astinenza.

  7. #7
    valerio500
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    Citazione Originariamente Scritto da aprile crudele
    questo francese (...) spara solo un mare di cagate. Andasse a frignare in qualche bunker antiatomico di gerusalemme invece di piagnucolare in Europa: abbiamo altro a cui pensare noi europei, altri problemi, altre priorità, non certo consolare un derelitto con troppi soldi per le sue paranoie da tossico in astinenza.
    i nasoni non lo fanno per cattiveria, piagniucolare, specialmente sui presunti torti subiti in passato, è nel loro DNA

  8. #8
    valerio500
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    Citazione Originariamente Scritto da kalashnikov47
    Sicuramente quando arriveranno gli "esportatori di democrazia" le elezioni saranno limpide e trasparenti. Jebb Bush docet.
    come le elezioni in Palestina, libere, ma a patto che vengano vinte dal movimento più vicino agli interessi dello stato ebraico, se cosi non va , come è successo di recente, i nasoni non esitano un istante per approfittare della situazione,si sono messi subito in saccoccia i soldi dei poveri Palestinesi, purtroppo aveva ragione il cancelliere Tedesco khol,i nasoni quando sentono il tintinnio dei soldi nelle tasche altrui,perdono il senso della ragione,bisogna essere con loro tolleranti , purtroppo è nel loro DNA, non si può chiedere ad un animale parassita di diventare una colomba

 

 

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