Scusatemi se posto questo articolo ma lo trovo tragicomico
MILANO—E adesso che faranno i manager di Publitalia? Butteranno via Tod’s e Hogan? Non ditelo a Silvio Berlusconi, ma il nemico ce l’ha in casa. L’appello al boicottaggio fatto ieri a «Matrix», con l’invito a non comprare più le scarpe di Della Valle, creerà qualche imbarazzo ai top manager del Biscione, che nel tempo libero calzano quasi solo Hogan e Tod’s. Gli toccherà nascondere gli «scheletri» nell’armadio, ora che è partita la campagna di boicottaggio. Tra i giovani forzisti, a voce, o via sms il passaparola gira da due settimane: «Boicottiamo Della Valle». Sembrava solo una provocazione. Ma ieri sera qualcuno ha tentato di dar fuoco al palazzo che a Milano ospita il gruppo marchigiano.
Un piromane maldestro, e per fortuna inesperto, ha bruciacchiato solo un po’ di corrispondenza e lo zerbino. Ma il segnale non è bello. Per Della Valle, innanzitutto. Ma anche per i 2 mila dipendenti del suo gruppo, che in sette stabilimenti producono oltre due milioni di pezzi l’anno simbolo del made in Italy nel mondo, finiti sotto attacco per una polemica personale. Quella di ieri non è stata una giornata facile per l’imprenditore marchigiano, iniziata con il tentativo di incendio e finita con un nuovo attacco di Berlusconi. Durante la puntata di «Matrix», Enrico Mentana ha ricordato al premier di avergli visto spesso ai piedi delle Hogan. «Ho cambiato scarpe». Le sneaker con il rialzo di fabbrica, made by Della Valle, lui non le porta più. «Con noi oltre mezzo milione di persone non fumano più», ha aggiunto subito dopo. Sembrava volesse parlare d’altro il capo del governo. Non alimentare la polemica. Invece: «Forse volevo dire che se mezzo milione di persone non le comprassero più (le scarpe di Della Valle, ndr) non piangerei, ma non lo auguro a nessuno ». A questo punto è difficile parlare solo di polemica personale.
Il divertissement tra destra e sinistra, che dopo l’attacco di Vicenza si è divisa tra chi porta le Tod’s e chi le Clark, è andato un po’ oltre. Giocando sul fenomeno di costume, ieri il settimanale mondadoriano «Economy» c’è tornato sopra, mettendo a confronto le due scarpe. Ma il tono dello scontro si è alzato. Francesco Rutelli non ha usato mezzi termini: «È in atto una vera e propria campagna d'odio». Il tentativo di dar fuoco alla sede milanese del gruppo marchigiano «è figlio di un clima avvelenato » dice il deputato ds GiovannaMelandri. «Purtroppo le irresponsabili dichiarazioni del centrodestra hanno acceso una miccia pericolosa» aggiunge dalla Margherita, Linda Lanzillotta. L’operazione di boicottaggio non piace nemmeno nel centrodestra. «È ridicolo» ammette Bruno Tabacci dell’Udc.
«È una polemica che non sta né in cielo né in terra. L’atteggiamento politico non influenza di certo le mie decisioni su quali scarpe mettere. Sono andato nelle Marche una settimana fa, anche nel paese di Della Valle. Ci sono calzaturifici eccezionali ». Per fortuna nei negozi l’invito al boicottaggio non ha prodotto i danni auspicati da Berlusconi. «Dall’inizio di marzo c’è stata una contrazione generale— ammette però Roberto Vergelio, che nei suoi 12 negozi a Milano vende anche Tod’s e Hogan —. Difficile capire se la polemica tra Berlusconi e Della Valle ha inciso. Lei non ci crederà, ma in parte è anche colpa del clima di questa campagna elettorale. La gente sta rinviando i consumi ». Una commessa del negozio Vergelio di Via Torino, in centro a Milano, nota tuttavia che «negli ultimi giorni le Hogan si vendono un po’ di più. Ma forse — aggiunge ridendo — non sanno che le fa Della Valle».
Federico De Rosa
01 aprile 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...e/01/tod.shtml




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