No tav, no gas. No grazie
Verdi e Rifondazione raddoppiano, no anche al rigassificatore in Toscana
Alfonso Pecoraro Scanio è tornato in Val di Susa, cercando di riscuotere il suo peculio elettorale dall’appoggio che ha sempre espresso alle manifestazioni locali contro la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Ha spiegato che è stato lui a ottenere la cancellazione della Tav dal programma del centrosinistra, che quindi, senza il consenso dei valligiani “non si farà”. Romano Prodi, quando il Sole 24 Ore si era accorto della cancellazione dell’opera dal programma del’Unione, aveva sostenuto che si era trattato solo di una “svista”, per concludere con un decisionistico “si fa, punto e basta”. Invece c’è una parte della sua coalizione, Verdi e comunisti assortiti, che dice il contrario, arrivando ad affermare che la Torino-Lione è una “megatruffa”.
Intanto sta scoppiando un’altra grana per l’Unione, questa volta in terra di Toscana, dove si è raggiunto l’accordo tra il governo nazionale e le amnistrazioni regionale e locali per la realizzazione di una piattaforma offshore di rigassificazione, benedetta anche da Prodi, ma contro la quale si scatena il movimento no gas. Del colossale bombolone che riceverà in mare dalle petroliere il gas liquido per riportarlo allo stato gassoso per alimentare di energia la costa tirrenica, Verdi e Rifondazione dicono tutto il male possibile, cercando di terrorizzare la popolazione con la fandonia del rischio di un’esplosione che farebbe cadere persino la torre di Pisa. Insomma il fronte del no, quello che si oppone con argomenti assai speciosi a qualsiasi intervento serio sul deficit infrastrutturale e sulla dipendenza energetica, continua a crescere all’interno dell’Unione. Chi pensa che però, una volta che avessero il potere, la smetterebbero, troverà argomento di riflessione dalla decisione del governatore unionista del Lazio che, anche contro il parere della Cgil, ha bloccato l’impianto a carbone di Civitavecchia. A un ascoltatore che temeva che le divergenze avrebbero paralizzato un governo dell’Unione Prodi ha dato del matto: forse dovrebbe rileggersi l’“Elogio della follia”.




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