Le scarpe separano la terra dai piedi.Sono la linea di confine tra il mondo esterno e la nostra persona.
Della vicenda di Tommaso Onofri, una solo cosa mi resterà per sempre nel cuore.
La domanda della mamma, dopo aver ricevuto la notizia della morte del figlio:
"Aveva le scarpine?"
Si, le aveva, ha risposto il padre.
Perchè la mamma ha posto questa domanda?
Entriamo nel confine più estremo ed assoluto della dolcezza materna.
Quel piccolino, quel corpicino caldo, straziato ai margini argillosi di un torrente.
La mamma che vuol sapere se portava le scarpine.
Quell'immensità materna che si vuole assicurare se i piedini del figlio erano protetti da quell'umidità infame delle sponde fiumose.
Quei piedini, al sicuro, da quei miserabili, che non appartenendo più a nessun recinto civile, sprofondati negli stati subanimaleschi della materia; per rispondere al pianto, alla richiesta di aiuto, hanno usato badilate contro la testolina di Tommaso.
Dalle foto che che girano sul web dopo il rapimento, Tommaso, mi è sembrato subito, un bimbo intelligente.Quello sguardo vispo, lucido, tagliente e vivo, che fà da conrtoaltare a quella risibile e perfida dilettanteria dei malfattori.
Tommaso, sei partito, hai iniziato il viaggio verso l'empireo, dove c'è lo splendore che emanavano i tuoi occhi.
Sei partito con le scarpine; i tuoi piedini erano al sicuro.
Non hai sentito quell'umidità schifosa della malvagità.
La tua anima, affrancata dal corpo, Ritorna all'origine, dove c'è la protezione materna che la tua mammina ti dava in vita.
Antonio


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