
Originariamente Scritto da
donerdarko
Ieri sera dovevo incontrare una persona, ci siamo dati appuntamento nei pressi di un grosso centro commerciale della zona.
Quando sono arrivato era pieno di giovani, di età compresa tra i 13 e i 15 anni. Probabilmente abituali frequentatori del luogo, facile punto di ritrovo il sabato sera.
In breve, vi descriverò la fauna: sbarbatelli agghindati a mò di squadrista - perfetto stile anni '20 - accendersi indifferenti le canne, in compagnia di coetanei emo, omosessuali, negri e cinesi. Ragazzine pubere (se non pre-pubere), accompagnavano quest'improbabile combriccola di maschietti abbigliate con tacchi e minigonne; sul viso trucco pesante da pornostar, quasi a voler nascondere i lineamenti da bambina o poco più.
Età, ripeto: 13, 14 anni, 15 al massimo.
E non parlo di dieci o venti ragazzini... ma molti di più.
Potete immaginare il mio disagio...
Il primo pensiero l'ho rivolto alle loro "famiglie": ma non c'è famiglia che tenga.
Poi ho pensato alla loro educazione, alla scuola: ma anche la scuola è indifferente.
Dunque, sono arrivato a questa conclusione: solo il mercato si interessa di loro. Il mercato e i media.
Ragazzini fumati, in preda alla libido narcisistica più esasperata: è il segno definitivo del tramonto.
Per questi ragazzini non c'è già più un futuro, ma solo un presente fatto di seduzione pornografica e futili divertimenti: esattamente ciò che il mercato dell'intrattenimento comanda.
Il pensiero latita, il cuore è arido, il fisico debole.
Se questa è la forza biologica del nostro paese, non ci sono davvero più speranze.