
Originariamente Scritto da
Dugin
c) gli Eurasisti
Fra tutte le forme della RC russa, la scuola degli Eurasisti resta quella maggiormente rivoluzionario-conservatrice, al punto che si potrebbe identificare la RC russa con il movimento Eurasista. Come nel caso della Germania, dove i giovani conservatori, i rivoluzionari nazionali e i nazional-bolscevichi degli anni '20 e '30 del XX secolo hanno offerto il paradigma più completo e perfezionato della RC in generale, a partire dal quale è possibile d'ora innanzi definire i precedenti storici o le ideologie più o meno affini - la stessa affermazione può valere per gli eurasisti russi, che furono gli esponenti più puri della RC russa tanto sul piano storico quanto sul piano ideologico. A nostro avviso, è lecito considerare i termini "RC russa" e "dottrina eurasiatica" come concetti sinonimi (così, almeno, nel contesto russo).
Il caso degli Eurasisti è un poco più conosciuto di quello degli smeno-vekhovtsij. Qui è possibile determinare un legame indubitabile fra le loro idee e l'ambiente rivoluzionario-conservatore, specie in riferimento alla scuola geopolitica di Karl Haushofer (una delle riviste degli Eurasisti, "Cronaca Eurasiana", era edita a Berlino). Ritroviamo l'analisi del pensiero eurasista nella celebre rivista di Haushofer Zeitschrift fuer Geopolitik. Al d là di questo, molti Eurasisti collaborarono con i rivoluzionario-conservatori tedeschi, alcuni persino aderirono alle SS sotto il regime nazional-socialista. La profonda influenza reciproca fra Eurasisti russi ed esponenti della RC tedesca è pertanto fuori discussione.
Il movimento eurasista ha esordito nello stesso anno del movimento degli smeno-vekhovtsij, il 1921. In quell'anno un gruppo di emigrati Bianchi pubblicò a Sofia la raccolta di articoli "Esodo verso Oriente", dal sottotitolo "Il Manifesto degli Eurasisti". Era il punto di partenza di tutto lo sviluppo dell'ideologia russa della terza Via, in forma ben fondata, approfondita e compiuta. E' un fatto ben caratteristico che gli emigrati liberali li abbiano ribattezzati "fascisti", mentre quelli di destra - "comunisti"; ma l'epiteto più frequente era quallo di "slavofili futuristi". Dopo "Esodo verso Oriente" fecero la loro apparizione le riviste "Evrazijskij vremennik" e "Evrazijskaja khronika", edite a Parigi, Berlino e Praga.
Nei suoi tratti generali, l'essenza della concezione eurasista è la seguente:
1) Seguendo la tesi di Mackinder, ritenevano che lo sviluppo economico e culturale di una nazione sia definito dai suoi confini geopolitici e dalla qualità del controllo dello spazio. Si esprimevano in termini di "grandi spazi". Ma insistevano sulla necessità dell'autarchia geo-economica del continente eurasiatico in rapporto alle potenze marittime. Quindi, per gli Eurasisti, ogni questione economica, culturale, militare, strategica e persino psicologica andava considerata unicamente e prima di tutto entro una prospettiva continentale. Avanzavano una tesi radicalmente diversa rispetto a quella del conte Coudenov-Calergy, che voleva unire l'Europa contro l'Asia. L'idea degli Eurasisti era di unire il continente eurasiatico contro l'Occidente, contro le potenze talassocratiche e portatrici di una cultura materialista, liberale e non organica.
2) La questione della Rivoluzione d’Ottobre, delle sue radici e del suo significato, rivestiva per gli Eurasisti un'importanza fondamentale. Ad eccezione di alcuni casi individuali, e nonostante l'accordo ideologico con i nazional-bolscevichi di "Smena Vekh", non accettarono la rivoluzione. Ma individuarono la radice principale della tragedia russa, della "caduta russa dell'Europa" (secondo l'espressione dell'esponente principale di questa scuola, il conte N. Trubetskoij) nella struttura non organica della Russia, "europeizzata e capitalistizzata" in seguito alle riforme di Pietro il Grande. Hanno messo in discussione la qualità dei valori religiosi, statuali, nazionali, economici e sociali degli ultimi tre secoli, accusando la dinastia dei Romanov di avere tradito le speranze mistiche e sociali del popolo russo (eurasiatico) e soprattutto la sua civiltà unica, spiritualmente ricchissima e destinata a conservare la propria identità di fronte all'Occidente materialista, ateo, artificiale e capitalista. Questo atteggiamento si è tradotto in un apprezzamento ambivalente della Rivoluzione d'Ottobre: da un lato, gli Eurasisti vedevano in essa la rivolta anti-capitalista dell'anima russa, scaturita dalle profondità della civiltà eurasiatica; dall'altro lato, riconoscevano nell'utopismo marxista e comunista la frode ideologica che aveva proposto al popolo russo - che istintivamente respingeva il modello di sviluppo capitalista e occidentale - un altro modello altrettanto occidentale nonché anti-nazionale e anti-tradizionale. Gli Eurasisti hanno colto con chiarezza gli aspetti "nazionalisti" e "identitari" della Rivoluzione d'Ottobre, ma non sono stati d'accordo nell'accettare il comunismo per ragioni patriottiche. E tuttavia, la Destra Bianca rivolse contro di essi l'accusa di essere comunisti, soprattutto in quanto gli Eurasisti si rifiutarono sempre di vedere negli ebrei i "capri espiatori" della Rivoluzione e di considerare la Monarchia pre-rivoluzionaria come un modello ideale e irreprensibile. Lo slogan degli Eurasisti era "né Bianchi, né Rossi" (L. Stepanov).
3) La dottrina eurasista sottolineava l'importanza dell'economia, o piuttosto, della geo-economia. Fu l'unico movimento alternativo (in rapporto al comunismo) che si occupò a fondo delle questioni economiche e che propose un modello di autarchia continentale ("autarchia dei grandi spazi") non capitalista e non marxista. Gli Eurasisti elaborarono un modello di sfruttamento delle risorse naturali della Russia che sarebbe stato sufficiente a sostenere l'economia tellurocratica su scala continentale.
4) In materia religiosa, gli Eurasisti erano partigiani della "rivoluzione conservatrice" in seno alla Chiesa Ortodossa, che intendevano purificare dell'umanismo e del moralismo decadente occidentali, oltre che dell'arcaismo e delle superstizioni del basso popolo. Respingevano le speculazioni astratte e fantasiose degli intellettuali "accademici" come S. Solovev, S. Bulgakov, P. Florenskij, proponendo in loro vece il ritorno alla teologia bizantina rigorosa, ma interiorizzata, e pertanto creativa. Non a caso, il più brillante e profondo teologo cristiano-ortodosso russo degli ultmi secolo, padre Georg Florovskij, prese parte al movimento eurasista e ne fu anzi uno degli ispiratori (insieme con il conte Trubetskoij). In proposito, facciamo notare che questo ecellente autore, pressoché l'unico rappresentante degno di fede del tradizionalismo ortodosso russe, è del tutto ignorato in Occidente; un'imperdonabile ed inspiegabile ingiustizia.
5) Molto interessante è il modo in cui la questione etnica veniva risolta dagli Eurasisti. Essi rimisero in questione una verità fino ad allora indiscussa nel campo degli slavofili, ossia la natura dannosa dell'invasione Tartara e della dominazione Mongola sulla Russia. Gli Eurasisti riconobbero viceversa la missione tellurocratica dell'espansione geopolitica dei popoli turchi e mongoli. Gengis Khan era per loro "il primo degli eurasisti", ed i Turchi erano considerati come un'etnia, o meglio, una razza eurasiatica giovane e piena di potenza creativa e imperiale. Ma fu nella congiunzione con il genio slavo (dunque indo-europeo, ario) che la razza turca riuscì a stabilire un equilibrio eurasiatico. Per gli Eurasisti, i Russi rappresentano quella particolare razza slavo-turca dotata di due qualità principali - l'energia dell'espansione sui grandi spazi propria dei Turchi ("orizzontale") e l'energia della concentrazione, metafisica e "verticale" propria agli Slavi. Questa sintesi razziale costituiva per gli Eurasisti la chiave della storia culturale della Russia. La razza europea era da essi vista come una razza vecchia impotente e dotata della coscienza geopolitica delle popolazioni del Rimland - dunque incapace dei supremi sforzi necessari per organizzare l'Impero, il "grande spazio autonomo".
6) Al livello politico, gli Eurasisti proponevano un sistema statuale centralizzato multi-etnico di tipo imperiale. Alcuni fra di essi erano per una Monarchia risacralizzata e ritornata alle sue origini mistiche, altri (G. Vernadskij, N. Alexeiev, ecc.) parteggiavano per la tesi del "socialismo eurasiatico". Il conte Trubetskoij ha elaborato la teoria dell'"ideocrazia", ossia del potere politico concentrato nelle mani dell'élite tradizionale, intellettuale e religiosa, posta a capo del "partito Eurasista" - una sorta di Ordine.
Il movimento eurasista fu in voga dal 1921 fino agli anni '30, quando l’impossibilità di esercitare un'influenza sulla vita politica dell’emigrazione russa e, a ben maggiore ragione, quella della Russia Sovetica, finì col diffondere fra gli Eurasisti una sensazione di disperazione. Alcuni fra loro giunsero a collaborare con il K.G.B. per nostalgia della patria e in odio ai paesi democratici dove erano costretti a vivere (P. Savitskij). Altri - come padre Florovskij e lo stesso conte Trubetskoij - si rifugiarono nella ricerca religiosa e storica. Altri ancora si unirono al movimento nazional-socialista tedesco insieme con certi aristocratici russi di estrema destra - come il generale Biskupskij, Avalov-Bermont, Thalberg, von der Golz, Skoropadskij, Schwarz-Bostunich ed altri esponenti della Loggia ultra-monarchica ed aristocratica “Balticum” (più tardi ribattezzata “Consul”).
Gli Eurasisti hanno elaborato i fondamenti della dottrina della RC russa. Tuttavia, l'oblio li ha ricoperti: la loro patria era presa nella morsa ideologica dell’utopismo marxista, mentre gli intellettuali d’Europa non hanno mostrato alcun interesse per il pensiero degli emigrati della Russia, lontana e barbarica, così come per tutte le sue speranze messianiche ed escatologiche, e per tutti i suoi sogni di rivincita asiatica.
Quale che sia stato il suo destino, il movimento eurasista, le sue previsioni, le sue dottrine, sono da riscoprire, e riacquistano tutta la loro attualità nel momento in cui ovunque nel mondo si cerca la Nuova Via dello sviluppo planetario geopolitico e culturale.