Stando qui a Chieti per motivi di studio mi son appropinquato ad un comizio di AN (presenti Alemanno, Buontempo e Marcello De Angelis). Dopo numerosi sbadigli anche della folla (un gruppetto di 100 persone) in seguito alle parole di qualche rappresentante regionale ho visto mutare il volto del Pecora (Buontempo) inviperito per la pacatezza del comizio che stava gradualmente facendo scomparire la già magra adunanza. Ecco allora che il Teodoro, con la solita raucedine, prende il microfono e per un'ora e mezza riporta la platea a 60 anni fa. La folla raddoppia colpita dagli strilli "dell'indipendente", ne ha per Luxuria, per i pederasta, arriva alla Dalmazia fino ai Savoia. Spaventa con la sua voce un gruppo di giovani comunistelli che stavano provocatoriamente consegnando fogliettini di partito. E' quasi sul punto d'innalzare il saluto romano colpito da un impeto ma... rimane senza salivazione, chiede bestemmiando un bicchiere d'acqua da De Angelis (neo portatore d'acqua) e riparte contro il comunismo. Si avvicina anche qualche iscritto della Fiamma (molto forte a Chieti) ed iniziano anche loro ad applaudire. La folla è tutta per Buontempo, riparte coi gulag, arriva all'RSI, difende la destra radicale e vorrebbe spingersi oltre ma poi, quasi d'istinto, si gira verso Alemanno e gli sguardi s'incrociano... un attimo di gelo, imbarazzo del pubblico rumoroso... Er pecora sorseggia un pò d'acqua (gliela regge sempre De Angelis) e con voce dimessa si limita a chiudere dicendo viva l'Italia. La folla ha apprezzato lo scatto d'orgoglio. Al termine vado da Teodoro, mi riconosce e mi saluta. Lo vedo un pò turbato, volevo dirgli che da me non ha ricevuto applausi perchè è dall'ambiguità verso i sentimenti della brava gente che nasce la forza di AN, ma non volevo turbare ulteriormente la sua situazione. Forse anche lui ha pensato come me meglio un giorno da leoni che cento da er pecora...




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