L'ora della scelta
di Gianni Baget Bozzo - 6 aprile 2006
Siamo alla fine della campagna elettorale. Essa si è svolta con una intensità di scontro che non ha paragone con altre elezioni. Il Paese avverte che si trova di fronte ad una scelta di destino tra la sua tradizione e la sua storia cristiane e il laicismo dominante in altri Paesi europei. Forza Italia ha colmato il vuoto lasciato dalla cancellazione dei partiti democratici della prima Repubblica e ha mantenuto uno spazio di libertà proprio perché si è posta fermamente contro la possibilità che la sinistra diventasse dominante in Italia.
Anche oggi questa scelta appare in tutta la sua grandezza perché la sinistra, questa volta, punta ad assumere il potere con la volontà di delegittimare, assieme a Berlusconi, tutte le forze culturali e spirituali che si sono raccolte attorno al simbolo di Forza Italia e della Casa delle Libertà. La sinistra pensa che sia giunta l'ora di mostrare che il suo potere è salvifico, che essa è pluralista e democratica, comprende tutto e salva tutto. In realtà, la sinistra vuole assumere il potere per rendere senza alternativa il suo controllo su di esso. D'Alema diverrebbe il motore immobile della politica italiana perché il partito post-comunista sarebbe il vero vincitore in caso di vittoria dell'Unione.
Per questo occorre che i nostri sforzi si moltiplichino, che si renda chiara agli elettori la profondità della scelta che essi hanno dinanzi. Berlusconi ha voluto mettere in evidenza, nel caso Mediaset, il problema di ciò che il rifiuto di Prodi significa: la vicenda televisiva è solo un simbolo che serve a esprimere il rischio che grava non solo sulle televisioni di Berlusconi, ma anche sulla libertà di tutti i cittadini italiani, in caso di vittoria dell'Unione.




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