
Originariamente Scritto da
globulonero
parecchio tempo fa avevo raccolto qualcuno dei miei ricordi. Quello che potrebbe avere forse una certa attinenza con l'argomento è il seguente:
Una “muletta” tutta pepe

Fra tanti ragazzi e ragazze che si radunavano in sede alla sera, spiccava tra tutti un’indiavolata quindicenne,Vittorina, una ragazzina allegra ed esuberante, che all’inizio mi dava anche fastidio, perchè nonostante le avessi affidato la responsabilità della biblioteca del partito, ad ogni libro che usciva o rientrava, veniva in segreteria chiedendo ogni volta che le firmassi le relative ricevute.
Suo padre, ex maresciallo della Milizia e successivamente, durante la RSI, dell’Aviazione Repubblicana, era morto nel 1946 a seguito dell’aggressione subita da parte di un gruppo di comunisti. Anche due suoi fratelli, Natalino(privo della mano destra, che aveva perduto giocando con un residuato bellico) e Benito facevano parte del Gruppo Giovanile del MSI.
(Dopo circa due anni dal mio matrimonio, Benito sposò mia sorella Giuliana).
Una sera suo fratello Natalino, che aveva detto alla madre che avrebbe portato la sorella al cinema, essendogli sopravvenuta un’occasione amorosa, mi chiese di accompagnarla io.
Andammo così al cinema Filodrammatico dove davano un film di avventure. Fu il buio della sala , il contatto ravvicinato o non so cos’altro, fatto stà che Cupìdo scagliò la sua freccia e ci trovammo strettamente abbracciati Ebbe così inizio il nostro rapporto, che sfociò poi nel matrimonio e fu l’inizio della nostra numerosa discendenza.
Rifuggendo da tutte le imposizioni religiose , dopo una o due sere di “dottrina pre-matrimoniale” mi scocciai e non ci andai più. Ai preti della mia parrocchia dissi che mi sarei confessato presso la parrocchia della sposa, alla parrocchia della sposa dissi che mi ero confessato presso la mia parrocchia ( da chiarire che all’epoca ero convintamene ateo,quindi tutte le cerimonie religiose le consideravo superstizioni da tribù primitive).Quando mi recai in chiesa e dissi che intendevo sposarmi il 15 agosto, il parroco mi rispose: “ Non puoi sposarti in così breve tempo. Bisogna fare le pubblicazioni nella tua parrocchia e in quella della sposa, devono essere rinnovate per tre volte, dopodiché potrai sposarti” . “ Non ci siamo capiti reverendo, non le stò chiedendo se posso sposarmi, le stò dicendo che io mi sposo. Se vuole sposarmi in chiesa bene, farò contenta mia suocera, se non vuole per me fa lo stesso, mi sposerò col solo rito civile”.
Mi sposò in chiesa con una speciale dispensa del vescovo
Quando poi si trattò di organizzare la cerimonia, mi chiese se desideravo della musica. “Si” risposi “vorrei la marcia nuziale all’ingresso della sposa e l’Ave Maria di Schubert allo scambio degli anelli”. Fece un salto :” Impossibile: c’è la disposizione del vescovo di eseguire solo musica liturgica”. “Allora grazie, non voglio niente: non sopporto la musica liturgica”
Di fronte al mio diniego, vedendo sfumare un introito aggiuntivo, per la modesta cifra di 10.000 lire (1955) suonò tutto quanto gli avevo chiesto. E forse se avessi pagato di più mi avrebbe suonato pure “Giovinezza”