Paradossalmente questa domanda mi è venuta in mente leggendo uno degli ultim capitoli dello Zarathustra, in esso il protagonista dell'opera dopo aver raccolto un gruppo di seguaci li lascia soli mentre lui va a meditare altrove, al ritorno li trova che stanno adorando un asino (a volte mi viene da pensare che nei paesi dichiaratamente atei adorassero davvero gli asini, anche se si trattava di asini bipedi e parlanti), io mi ritengo laico, anzi laicista (a messa vado solo nelle solennità, e più che altro per ragioni familiari) e soprattutto non mi faccio "consigliare" dalla chiesa su questioni "eticamente sensibili", però penso che l'uomo abbia bisogno di credere in qualcosa di non razionale, sia esso il dio della tradizione ebraico- cristiana, gli dei dei vari pantheon politeisti, lo spaghettoso mostro volante ecc. Così mi son fatto l'idea che la religione sia una caratteristica dell'essere umano, come il linguaggio, e che essa non può scomparire, perché fa parte del suo più intimo essere.
Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione in merito.




Rispondi Citando
ostridicolo:

hefico:
