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    fumo_di_londra
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    Predefinito il programma elettorale della Casa delle Libertà

    PROGRAMMA ELETTORALE 2006

    ELEZIONI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL 9-10 APRILE 2006





    I sottoscritti, Presidenti, Segretari e Rappresentanti legali dei partiti e gruppi politici organizzati, elencati in calce al presente atto, tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare SOTTOSCRIVONO ai sensi dell’art. 14 bis del T.U. D.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 e successive modificazioni il seguente programma elettorale, nel quale dichiarano che il capo unico della coalizione è SILVIO BERLUSCONI nato a Milano il 29 settembre 1936.


    PROGRAMMA ELETTORALE





    Ai sensi della Legge 21 dicembre 2005 n. 270


    1. PREMESSA
    Sei anni fa, quando nel corso del 2000 abbiamo scritto il primo programma della Casa delle Libertà, il mondo era molto diverso da quello in cui ora viviamo. C’erano ancora le Torri Gemelle e c’era ancora la lira. La Cina, l’India e l’Asia erano fuori dall’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Benzina e riscaldamento avevano un costo ragionevole, perché un barile di petrolio costava allora solo 28 dollari, mentre oggi il suo prezzo è più che raddoppiato. Parole come globalizzazione o mondializzazione ancora stupivano. Oggi tutti sanno cosa vogliono dire in concreto nella vita quotidiana: per strada, sul posto di lavoro, alla pompa di benzina, sul costo del riscaldamento. Gli italiani ne vedono certo le opportunità. Ma vedono anche arrivare nuove difficoltà. Ed è a loro che dobbiamo dare una risposta. Una risposta valida per difendere insieme quello in cui crediamo e quello che abbiamo. Per cominciare bisogna capire cosa è successo in questi anni. A partire dal 2001 tutto è cambiato e di colpo. La struttura e la velocità del mondo non sono più come prima. Il terrorismo mette in crisi la convivenza tra civiltà diverse.

    In Europa l’euro ha portato indubbi vantaggi ma anche alcuni evidenti contraccolpi. Sulla via dell’assestamento il nostro Paese ha pagato un prezzo altissimo. Le imprese italiane sono passate repentinamente dalla svalutazione competitiva della lira, fatta per decenni, ad un cambio forte. Il passaggio dalla lira all’euro nell’immediato è stato un trauma. In particolare per le famiglie italiane che, di colpo, hanno visto ridotto il proprio potere d’acquisto. Il cosiddetto “change-over”, il passaggio lira-euro, non è stato neutrale. In nessuna parte d’Europa. E neppure in Italia. Per questo, ed a ragione, tutto il Parlamento Europeo, con grande ritardo rispetto alla proposta italiana, ha appena chiesto la stampa della banconota da 1 euro: “Considerando il disagio che molti cittadini europei continuano ad avere nei confronti dell’euro”. Inoltre la concorrenza, spesso asimmetrica o sleale, fatta dalla Cina, dall’India, dall’Asia in generale, ha causato e causa forti perdite e grandi paure ovunque in Europa, e non solo in Italia. Con effetti a catena. Il prezzo del petrolio è più che raddoppiato perché l’Asia, dove si sta trasferendo la produzione industriale, divora quantità crescenti di energia e di materie prime. Negli anni ’90 la globalizzazione non poteva essere fermata. Ma doveva e poteva essere governata su tempi e ritmi più lenti e più graduali. Come per mezzo secolo, dopo la seconda guerra mondiale, l’Occidente ha fatto con il Giappone, che rappresentava la sfida economica di allora.

    Invece negli anni ’90 tutto è stato fatto e spinto di colpo, per effetto di una scelta politica ispirata dalla sinistra, ansiosa di farsi così perdonare, con questo tanto improvviso quanto forsennato “mercatismo”, il suo comunismo. Ora si vedono – li vede e li sente la gente – gli effetti di questa follia.


    2. COSA HA FATTO IL GOVERNO IN QUESTI ANNI In questi cinque anni difficilissimi per le crisi continue che via via emergevano da cause radicate nel passato (ed in specie dagli anni ’90, governati dalla sinistra: inizio della perdita di competitività, crisi dell’auto, crack finanziari, etc.) o che provenivano dall’esterno, non ci siamo lasciati prendere dallo sconforto. Siamo andati avanti. Ora che il peggio è alle nostre spalle possiamo dire che in questi anni governando abbiamo garantito: - la tenuta sociale del Paese. In Italia la spesa sociale per sanità, pensioni, assistenza è, infatti, cresciuta del 5% ogni anno, per circa 70 miliardi di euro (pari a circa 140.000 miliardi di vecchie lire). Inoltre, nonostante la congiuntura economica internazionale, abbiamo creato 1,5 milioni di posti di lavoro; - la tenuta dei conti pubblici. L’Europa ha appena certificato che i nostri conti pubblici non sono affatto “allo sfascio”, come la sinistra diceva e sperava. Non solo, ma nonostante tutto siamo riusciti ad abbassare la pressione fiscale; - la tenuta dell’economia, ora finalmente in ripresa con un buon tasso di crescita coerente con la nostra posizione in Europa.

    Non è stato facile. Non abbiamo potuto fare tutto ciò che avremmo voluto ma certo abbiamo fatto molte cose in più che non erano state programmate. Le abbiamo fatte per garantire agli italiani le migliori condizioni di vita possibili in tempi che sono stati molto difficili. Non solo. Non ci siamo limitati a gestire l’esistente. Siamo andati avanti superando immobilismi storici e resistenze continue, pagando anche tutti i costi politici del cambiamento. Abbiamo fatto in questi cinque anni, più che nei trenta anni passati, le riforme che erano necessarie e prioritarie nell’interesse presente e futuro dell’Italia.


    3. LE 36 GRANDI RIFORME DEL GOVERNO BERLUSCONI 1) Riforma della seconda parte della Costituzione 2) Riforma della disciplina del lavoro (Legge Biagi) 3) Riforma del fisco: no tax area, riduzione aliquote, abolizione della tassa di successione e donazione 4) Riforma delle pensioni e aumento delle pensioni sociali 5) Riforma della scuola 6) Riforma della docenza universitaria 7) Riforma degli enti di ricerca 8) Legge Obiettivo per le grandi opere 9) Fondo unico per il Sud e riforma degli incentivi 10) Riforma della disciplina sull’immigrazione 11) Abolizione del servizio militare obbligatorio 12) Sicurezza: carabinieri e poliziotti di quartiere, antiterrorismo, lotta alla criminalità, legge sulla droga e legge sulla legittima difesa 13) Legge per le grandi imprese in crisi, lotta alla contraffazione, sostegno del made in Italy, semplificazione norme e procedure, riduzione del costo del lavoro e delle imposte sul reddito delle società 14) Riforma del diritto fallimentare 15) Riforma del diritto societario 16) Riforma del mercato dell’energia 17) Legge sull’impresa sociale e defiscalizzazione donazioni per il no-profit 18) Riforma per la modernizzazione dell’agricoltura e della pesca 19) Nuova legge elettorale e voto degli italiani all’estero 20) Nuova legge per la tutela del risparmio e sulla Banca d’Italia 21) Riforma della Protezione Civile 22) Riforma dell’ordinamento giudiziario 23) Riforma del processo civile 24) Disciplina del conflitto d’interessi 25) Codice della comunicazione e riforma del sistema radiotelevisivo 26) Codice per la tutela dei beni culturali 27) Codice della nautica da diporto 28) Codice della navigazione aerea 29) Codice della proprietà industriale 30) Codice del consumatore 31) Codice della strada e patente a punti 32) Codice dell’amministrazione digitale e riforma della Pubblica Amministrazione 33) Codice delle assicurazioni 34) Codice dell’ambiente 35) Codice degli appalti 36) Codice per la protezione dei dati personali


    4. I VALORI OLTRE LA CRISI DEI VALORI: LIBERTA’, IDENTITA’, SICUREZZA Nel 2000 la Casa delle Libertà è nata dalla libertà, nella libertà e per la libertà. E’ proprio questa la ragione del suo nome. La politica internazionale del Governo si è mossa, appunto, dal valore della libertà, e dal fondamentale rapporto tra pace e libertà. E’ un valore che abbiamo difeso e promosso, e che riteniamo faccia parte delle aspirazioni e delle possibilità di tutti i popoli. In un mondo sfidato dal terrorismo e attraversato dal rischio dello scontro tra le civiltà, noi poniamo la costruzione della pace e il dialogo tra i popoli come fondamentale dovere della nostra politica internazionale. A questo dovere sono ancorate le nostre alleanze e relazioni, le nostre missioni all’estero e più in generale la linea di condotta del nostro Paese sullo scacchiere mondiale. In questo contesto resta cruciale la scelta europeista e atlantica.
    La costruzione di un’Europa dei popoli più unita, ispirata all’originale principio di sussidiarietà e con caratteristiche più federali costituisce un punto fermo della nostra comune agenda del Governo. Nel 2006 alla libertà si deve ora aggiungere un altro valore, complementare alla libertà: la sicurezza della nostra identità. Questo può sembrare un punto difficile da spiegare, ma è un punto essenziale, perché non c’è un futuro di libertà, se si perde l’identità. E’ su questo confine, tra passato, presente e futuro, che si staglia la differenza tra due visioni della vita e del mondo. Proprio per questo, dobbiamo aprire al nuovo senza rinunciare a noi stessi rafforzando insieme le nostre tradizioni, la nostra identità, la nostra libertà. Perché solo conservando i valori oltre la crisi dei valori, si conserva l’identità e si vive la libertà. In questa strategia lo Stato nazionale e federale, somma dei nostri valori comuni e sede del nostro comune destino, ha un ruolo fondamentale. Un ruolo sussidiario e riequilibratore tra passato e futuro, tra interno ed esterno. Un ruolo a difesa delle radici giudaico cristiane dell’Europa e a contrasto di ogni fondamentalismo. Questo è il cuore del nostro programma. Questo è il centro strategico del nostro disegno tanto sul lato politico quanto sul lato economico, tanto in Italia quanto in Europa: la difesa dei valori religiosi e dei principi morali, la difesa della famiglia e delle nostre radici, l’impegno a rispettare la nostra civiltà da parte di chi entra, la difesa delle nostre fabbriche, del nostro lavoro e la valorizzazione del nostro ambiente.


    5. COSA FAREMO IN FUTURO 1) Continueremo nella realizzazione del nostro piano di riforme e di modernizzazione del Paese. 2) Continueremo la nostra politica estera consolidando il ruolo da protagonista del nostro Paese grazie alla sua nuova credibilità internazionale. Riaffermeremo il nostro impegno nei confronti dell’Europa (nel rispetto dei vincoli di bilancio e delle normative comunitarie), la nostra alleanza con gli Stati Uniti d’America e la promozione nel mondo di istituzioni libere e democratiche. 3) Continueremo nell’azione di ammodernamento e di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e nella azione di contrasto ai privilegi, ai favoritismi e agli sprechi. 4) Continueremo a creare opportunità di lavoro per tutti, soprattutto per i giovani e per le donne. 5) Continueremo ad aumentare la sicurezza dei cittadini. 6) Continueremo nella nostra azione di aiuto e di sostegno alla famiglia, garantendo servizi pubblici sempre più di qualità nella scuola e nella sanità. E introducendo il quoziente familiare. 7) Continueremo la realizzazione del piano decennale delle grandi opere e l’azione di valorizzazione dei beni culturali quale fondamento della nostra identità e volano di sviluppo economico. 8) Continueremo a sostenere le imprese, ed in particolare le piccole e le piccolissime imprese, che sono gli insostituibili motori dello sviluppo economico e del mercato e continueremo nella politica di sostegno del made in Italy, garanzia di creatività e qualità in tutto il mondo.

    9) Vareremo un importante programma di edilizia per chi necessita di una casa. 10) Ridurremo il costo dello Stato in modo da far pagare meno tasse ai cittadini. Noi non dobbiamo cambiare campo. Come è evidente abbiamo già il nostro campo: il nostro programma di Governo e l’azione coerente e continua che ne è seguita, superando difficoltà e ostacoli nuovi ed imprevisti. E’ dunque ancora sul vecchio campo che ora dobbiamo e possiamo fare una nuova semina. Quelle che seguono sono alcune proposte che si sommano al nostro programma del 2001 ed all’azione in corso da parte del nostro Governo. Sono proposte concentrate in settori specifici, che vanno dalla finanza pubblica all’ordine pubblico, dal fisco allo sviluppo economico, dalla competitività alla ricerca, dal Sud fino alla nostra speranza di vivere e far vivere gli italiani in una società più solidale.

    PUNTO N. 1: FAMIGLIA 1. La famiglia, intesa come comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, è al centro di molte misure già varate in questi anni e sarà il centro privilegiato del rapporto fiscale basato sul criterio del quoziente familiare. 2. Il “Bonus bebè” per favorire la natalità. Sostegno alle famiglie meno agiate per l’acquisto di latte artificiale, fino ai sei mesi di età dei nuovi nati.








    3. Creazione sul modello francese, di un libretto vincolato per ogni nuovo nato, per aiutare le famiglie nel costo degli studi. Sostegno alle famiglie per una effettiva libertà di scelta educativa tra scuola pubblica e scuola privata. 4. Prosecuzione del piano di investimenti in asili aziendali e sociali, attraverso detassazione e fondi pubblici. 5. “Bonus locazioni”, per aiutare le giovani coppie e i meno abbienti a sostenere l’onere degli affitti.




    PUNTO N. 2: SUD Piano decennale straordinario per il superamento della questione meridionale 1. Potenziamento, completamento e realizzazione delle infrastrutture previste nel piano (porti, reti stradali e autostradali, Alta capacità ferroviaria, Ponte sullo stretto). 2. Federalismo fiscale solidale e misure di fiscalità di Sviluppo (compensativa) a favore delle aree svantaggiate. 3. Zone e porti franchi. 4. Contrasto alla criminalità organizzata. 5. Sviluppo Banca del Sud.

    PUNTO N. 3: SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITA’ 1. Creazione di un ulteriore milione di posti di lavoro, avendo come obiettivo la piena occupazione con particolare attenzione al Sud.







    2. Le liberalizzazioni negli anni '90, avrebbero dovuto essere fatte prima delle privatizzazioni od in parallelo a queste e non dopo. E’ stato fatto il contrario creando così monopoli o quasi monopoli. Occorre quindi più concorrenza nella gestione dei servizi in settori nevralgici come le banche, le assicurazioni, l’energia, le autostrade, le telecomunicazioni. Introduzione del principio della libera, immediata e gratuita “portabilità” del proprio conto da una banca all’altra (come per i telefonini) per far crescere la competizione bancaria. 3. Nuova legge sulle professioni. 4. Per far ripartire l’economia: I detassazione degli utili reinvestiti in attivi produttivi; II prosecuzione e sviluppo della riduzione del cuneo fiscale; III detassazione integrale degli straordinari; IV rimborsi IVA in tempo commerciale (da 60 a 90 giorni), per lasciare liquidità nelle imprese; V obbligo di versamento IVA solo dopo il reale incasso della fattura, per non penalizzare le imprese che già hanno problemi di clientela insolvente. 5. Sviluppo ulteriore della nuova legge sui distretti industriali. 6. Basic Tax del 5% omnicomprensivo, per microiniziative di giovani o anziani. 7. Abolizione totale della tassa sulle piccole insegne commerciali. 8. Graduale progressiva riduzione dell’IRAP.






    9. Riduzione IVA sul turismo, sul modello della Francia. 10. Misure fiscali di incentivo per l’attrazione in Italia di residenti esteri (come in altri Paesi). 11. Microcredito: superare da un lato l’usura e dall’altro lato il costo delle banche, utilizzando la sede degli sportelli postali per combinare la massa del microrisparmio con la domanda di microfinanziamenti per piccoli investimenti produttivi. Soprattutto da parte dei giovani. 12. Agricoltura: completamento del disegno strategico di questi anni da realizzare attraverso: - definizione d’intesa con le Regioni di un programma unico per integrare e coordinare gli interventi comunitari, le politiche di mercato, la ristrutturazioni delle grandi filiere nazionali, lo sviluppo delle misure e il sostegno dei distretti agricoli e agroalimentari introdotti con l’ultima legge finanziaria; - consolidamento dei nuovi mercati locali di prodotti alimentari e di servizi nonché del rapporto diretto tra imprese agricole e consumatori; - realizzazione di un Piano Unico di Sviluppo rurale di concerto con le Regioni; - investimenti sul capitale umano per garantire un ricambio generazionale; - rilettura della normativa sulla caccia e sui parchi alla luce delle più recenti esperienze applicative.




    PUNTO N. 4: FISCO 1. Proroga e attuazione della Legge delega per la riforma fiscale (2003), con l’obiettivo di portare la pressione fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo, con focalizzazione sulla famiglia attraverso una “no tax area” specifica. In particolare, si terrà conto della composizione del nucleo familiare (quoziente familiare), del lavoro della casalinga (lavori di cura), dei disabili e degli anziani a carico. 2. Avanzamento delle misure di contrasto all’evasione fiscale già contenute nella legge finanziaria: riforma della riscossione esattoriale, potenziamento della partecipazione dei Comuni all’accertamento tributario. Nuove misure per attivare il contrasto d’interessi tra prestatori di servizi e consumatori sul modello della detrazione del 36% per i lavori dell’edilizia abitativa. 3. Riforma degli studi di settore che sono alla base degli accertamenti tributari partendo dalla conoscenza oggettiva delle realtà territoriali. In questa logica coinvolgendo anche i Comuni.


    PUNTO N. 5: FINANZA PUBBLICA Dentro la struttura della nostra finanza pubblica, come si è via via formata in questi ultimi trenta anni, noi vediamo emergere 5 punti caratteristici essenziali: a) l’attivo è superiore al passivo. Il patrimonio pubblico (circa 1.800 miliardi di euro) è in specie superiore al debito pubblico (circa 1.500 miliardi di euro); b) tutto il passivo è collocato come debito pubblico sul mercato, mentre la parte di attivo che potrebbe essere collocata e valorizzata sul mercato, fatta da azioni, aziende, immobili, crediti, diritti di concessione, etc. (fino al 40% del totale, fino a circa 700 miliardi di euro) è ancora in mano pubblica; c) simmetricamente, il grosso del risparmio privato è direttamente ed indirettamente investito in passività (ed in specie in titoli del debito pubblico) e non in attività; d) mentre quasi tutto il debito pubblico è del Governo centrale (dello Stato), il grosso del patrimonio pubblico che può essere collocato e valorizzato sul mercato – circa i due terzi del totale – è dei Governi locali (Regioni, Province, Comuni). Da ultimo, mentre il Governo centrale (lo Stato) tende a privatizzare, molti Governi locali seguono il processo opposto tendendo a pubblicizzare; e) mentre quasi tutto il prelievo fiscale è centrale (dello Stato), la parte crescente della spesa pubblica discrezionale è locale (di Regioni, Province, Comuni). La nostra proposta è un grande e libero patto tra Stato, Regioni, Province, Comuni, risparmiatori ed investitori. Un patto che: - realizzi il federalismo fiscale solidale, di cui all’art. 119 della Costituzione. L’attuazione di questo federalismo fiscale è ormai da tutti considerata necessaria. Non sarà causa di aumento, ma all’opposto di riduzione della spesa pubblica. Maggiore trasparenza dei conti, maggiore efficienza, minore evasione e minori sprechi. Soprattutto maggiore e più diretto controllo da parte dei cittadini sul governo della cosa pubblica; - riduca il debito dello Stato, immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico;








    - offra a risparmiatori ed investitori maggiori e migliori opportunità di impiego privato dei loro capitali. Gli effetti finali attesi sono: abbattimento del debito pubblico; minore costo del debito pubblico residuo; maggiore trasparenza, responsabilità ed efficienza della spesa pubblica; rilancio dell’economia. Solo su questa base, non aumentando le tasse sulla casa, sul risparmio, sulle partite IVA, ma abbattendo la manomorta del debito pubblico, l’Italia può ripartire. L’effetto positivo cumulato atteso è stimabile in termini di 1 punto di prodotto interno lordo di minore spesa pubblica corrente e di 1 punto di prodotto interno lordo di maggiore crescita. Sommando questi effetti con gli effetti dell’azione concreta già avviata contro l’evasione fiscale, per ridurla del 30% (con la riforma delle esattorie, con il potenziamento della partecipazione dei Comuni all’accertamento, con il potenziamento dell’amministrazione finanziaria, con il progetto della riforma dal basso e non dall’alto degli studi di settore), possiamo assumere che tutte le ipotesi di intervento di finanza pubblica presenti in questo programma siano ampiamente coperte.




    PUNTO N. 6: CASA 1. “Piano casa”: realizzazione del piano attraverso il riscatto da parte degli inquilini delle case di proprietà pubblica e conseguente finanziamento di mutui per acquisto, affitti e costruzione di abitazioni per giovani coppie, nonché forme di “RISPARMIO CASA” sul modello tedesco e austriaco. 2. Detassazione degli investimenti in riscaldamento e/o difesa termica delle abitazioni. 3. Detassazione degli investimenti per la costruzione nelle città di nuovi posti-auto sotterranei. 4. Fondo pubblico di garanzia per i mutui contratti dai condomini per le opere di manutenzione e/o ristrutturazione. 5. Stabilizzazione definitiva delle norme fiscali (IVA + Imposte dirette) sui lavori di ristrutturazione edilizia. 6. Applicazione della Legge Obiettivo anche alle città con agevolazioni agli interventi di riqualificazione urbana/demolizioni/ricostruzioni.


    PUNTO N. 7: SANITA’ 1. Completamento del piano per l’eliminazione delle liste d’attesa. 2. Incremento dei fondi per la ricerca sanitaria. 3. Riforma della Legge 180 (malati di mente), fortemente avvertita dalle famiglie. 4. Educazione sanitaria nelle scuole. 5. Misure di prevenzione per le popolazioni giovanili e quelle immigrate.


    PUNTO N. 8: RICERCA ED ENERGIA 1. Libera trasformabilità delle Università in Fondazioni, in modo da aprire le università italiane ai contributi della società civile, al mercato, all’estero. 2. Incremento degli investimenti pubblici in ricerca pubblica e privata.









    3. Importazione tale e quale dalla Francia in Italia dei 4 “fondi di fondi” per finanziare gli investimenti in ricerca. 4. Raddoppio della detassazione degli utili se reinvestiti in ricerca ed innovazione tecnologica. 5. Realizzazione dei rigassificatori già autorizzati (Nord, Centro, Sud) per ridurre la nostra dipendenza dall’estero. 6. Realizzazione di termovalorizzatori eliminando lo scandalo della spedizione all’estero dei rifiuti solidi urbani (applicando il principio di responsabilità nazionale e locale: tanto si produce, tanto si deve smaltire). 7. Incentivi alla diversificazione, alla cogenerazione, all’uso efficiente di energia, alle fonti rinnovabili (vere, non assimilate), dal solare al geotermico, dall’eolico alle biomasse, ai rifiuti urbani, per ridurre i costi dell’energia per le famiglie e per le imprese. 8. Diversificazione del funzionamento degli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito. 9. Partecipazione ai progetti europei di sviluppo del nucleare di ultima generazione.




    PUNTO N. 9: SOCIETA’ SOLIDALE 1. Incremento ad 800 euro delle pensioni minime, oggi a 551 euro e mantenimento del potere di acquisto delle pensioni, attraverso il recupero dell’inflazione.
    2. Agevolazioni per le persone oltre i settant’anni, come ad esempio: eliminazione canone TV; carta oro per accesso gratuito a viaggi ferroviari, teatri, cinema, stadi, etc.. 3. Continuità nell’assegnazione di libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate ed estensione fino al 18° anno di età per garantire la fruizione del diritto/dovere all’istruzione. 4. Stabilizzazione del 5x1000 ed estensione all’intera quota di imposte per volontariato, non-profit, ricerca, etc.. 5. Introduzione di un secondo 5x1000 a sostegno delle famiglie con disabili. 6. Tesseramento ed assicurazione gratuita dei giovani che praticano sport. 7. In conseguenza dell’abolizione della leva obbligatoria, potenziamento del servizio civile nazionale, per i giovani, su base volontaria.




    PUNTO N. 10: GIUSTIZIA E SICUREZZA TERRITORIALE Terminare l’opera intrapresa nella legislatura 2001/2006 con il completamento della riforma dei codici e la definitiva razionalizzazione delle leggi esistenti con particolare attenzione ai seguenti punti: 1. Sicurezza del territorio. I cosiddetti piccoli reati sono un grande problema per i cittadini: furto in appartamento, furto d’auto, spaccio di droga, prostituzione, etc. La repressione di questi reati deve essere fatta con l’inasprimento delle pene, in loco ed in tempo rapido, correggendo tanto le leggi degli anni ’90 che hanno allontanato gli Uffici giudiziari dai territori dove erano commessi i reati, quanto attuando l’art. 106 secondo comma della Costituzione. 2. Aumento fino a diecimila unità dei poliziotti e dei carabinieri di quartiere e fondi di incentivazione per le polizie locali. 3. Rafforzamento del contrasto all’immigrazione clandestina e ingresso dei lavoratori nel Paese nei limiti stabiliti dalle quote, con precedenza ai Paesi che garantiscono la reciprocità dei diritti. 4. Certezza della pena, prevedendo che i condannati con sentenza definitiva scontino effettivamente la pena inflitta (con particolare attenzione per i reati contro la persona). Per i reati minori previsione di pene alternative al carcere quali i lavori socialmente utili al fine del reinserimento sociale del condannato. 5. Inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne e gratuito patrocinio a favore delle vittime di tali reati. 6. Completamento della riforma dell’ordinamento giudiziario. Dopo la distinzione delle funzioni tra Pubblico Ministero e Giudice già realizzata nella legislatura 2001/2006 è necessario passare ad una riforma di ancor maggior garanzia per i cittadini arrivando alla separazione delle carriere. 7. Attuazione dei principi costituzionali del giusto processo per una maggior tutela delle vittime e degli indagati. 8. Riformulazione dell’attuale normativa anche costituzionale in tema di responsabilità penale, civile e disciplinare dei magistrati, al fine di aumentare le garanzie per i cittadini. 9. Completamento della riforma del codice di procedura civile con ulteriore snellimento dei tempi di definizione e particolare incentivo alle procedure extra giudiziali. 10. Riforma della normativa civile e penale relativa ai minori con l’istituzione del Tribunale della famiglia. 11. Riforma del codice penale in conformità ai principi del punto 4 (certezza della pena) e del codice di procedura penale in conformità del punto 7 (giusto processo). Questo programma completa e qualifica quanto è stato realizzato nella passata legislatura, consolidandone i risultati e rendendo irreversibile la trasformazione e la modernizzazione del Paese.




    Roma, 24 febbraio 2006






  2. #2
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    Predefinito

    Io pensavo che il programma della CDL fosse questo, scritto negli anni '70 dal Venerabile Licio Gelli. La cosa imbarazzante è che è più lungo e articolato il programma della P2 che quello della CDL...

    Lo Statuto

    PREMESSA
    1) L' aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema
    2) il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.
    3) Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti - anche alternativi - di attuazione ed infine nell'elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.
    4) Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.

    OBIETTIVI
    1) Nell'ordine vanno indicati:

    a) i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC al PLI (con riserva di verificare la Destra Nazionale)
    b) la stampa, escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia, per i quotidiani; e per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV va dimenticata.
    c) i sindacati, sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un punto di leva per ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione e successiva costituzione di una libera associazione dei lavoratori;
    d) il Governo, che va ristrutturato nella organizzazione ministeriale e nella qualità degli uomini da proporre ai singoli dicasteri;
    e) la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e scrupolosa applicazione delle leggi;
    f) il Parlamento, la cui efficienza e' subordinata al successo dell'operazione sui partiti politici, la stampa e i sindacati.

    2) Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni possibili sul piano della manovra di tipo economico finanziario. La disponibilità di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo.
    Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi, accessibili soltanto dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due fasi sono necessariamente destinate a subire intersezioni e interferenze reciproche, come si vedrà in dettaglio in sede di elaborazione dei procedimenti.

    3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell'operazione e' la costituzione di un club (di natura rotariana per l'etereogenità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità. Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l'onere dell'attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante e' stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.

    PROCEDIMENTI
    1) Nei confronti del mondo politico occorre:
    a) selezionare gli uomini - anzitutto - ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);
    b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
    c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti -con i dovuti controlli- a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
    d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un'azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da da parte della pubblica opinione e' da ritenere inevitabile.

    2) Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l'impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nominativamente. Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell'altro. L'azione dovrà essere condotta a macchia d'olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l'ambiente. Ai giornalisti acquisti dovrà essere affidato il compito di "simpatizzare" per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.
    In un secondo tempo occorrerà:
    a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
    b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;
    c) coordinare molte TV via cavo con l'agenzia per la stampa locale;
    d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.

    3) Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria e' fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell'UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all'interno dell'attuale trimurti.
    Gli scopi reali da ottenere sono:
    a) restaurazione della libertà individuale, nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l'elezione dei consigli di fabbrica, con effettive garanzie di segretezza del voto;
    b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello legittimamente assente di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.
    Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con gli autonomi sembra preferibile anche ai fini dell'incidenza positiva sulla pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della libertà di lavoro e della tutela economica dei lavoratori. Anche in termini di costo e' da prevedere un impiego di strumenti finanziari di entità inferiori all'altra ipotesi.

    4) Governo Magistratura e Parlamento

    a) selezionare gli uomini - anzitutto - ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (Per il PSI, ad esempio Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);
    b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
    c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti - con i dovuti controlli - a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
    d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI - PSDI - PRI - Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà, e tendenzialmente disponibili per un'azione politica pragmatica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da parte della pubblica opinione e' da ritenere inevitabile.

    PROGRAMMI
    Per programmi si intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni in forma di:
    a) azioni di comportamento politico ed economico;
    b) atti amministrativi (di Governo);
    c) atti legislativi; necessari a ribaltare - in concomitanza con quelli descritti in materia di procedimenti - l'attuale tendenza di disfascimento delle istituzione e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi non funzionano più secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di "registrare" - come nella stampa in tricromia - le funzioni di ciascuna istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui derivano confusione e indebolimento dello Stato.
    A titolo di esempio, si considerano due fenomeni:
    1) lo spostamento dei centri di potere reale dal Parlamento ai sindacati ed al Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il CNEL e una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi perduti;
    2) l'involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell'area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonché dalla programmazione dei fabbisogni in tema di occupazione.
    Ne e' conseguente una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale - con gravi deficienze invece nei settori tecnici nonché la tendenza a individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all'egualitarismo assolto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell'ideologia dell'eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.
    Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersecherà temi e notazioni già contenute nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica - indubbiamente notevole - quale diagnosi della situazione del Paese, tenendo, però, ad indicare terapie più che a formulare nuove analisi.
    Detti programmi possono essere esecutivi - occorrendo - con normativa d'urgenza (decreti legge).
    a) Emergenza a breve termine . Il programma urgente comprende, al pari degli altri provvedimenti istituzionali (rivolti cioè a "registrare" le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale.
    a1) Ordinamento giudiziario: le modifiche più urgenti investono:
    - la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;
    - il divieto di nomina sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari;
    - la normativa per l'accesso in carriera (esami psicoattitudinali preliminari);
    - la modifica delle norme in tema di facoltà libertà provvisoria in presenza dei reati di eversione - anche tentata - nei confronti dello Stato e della Costituzione, nonché di violazione delle norme sull'ordine pubblico, di rapina a mano armata, di sequestro di persona e di violenza in generale.
    a2) Ordinamento del Governo
    1 - legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri (Cost. art. 95) per determinare competenze e numero (ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);
    2 - legge sulla programmazione globale (Cost. art. 41) incentrata su un Ministero dell'economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. - PPSS - Mediocredito Industria - Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d'incontro delle forze sociali e sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d'incontro con il Parlamento e le Regioni;
    3 - riforma dell'amministrazione (Cost. artt. 28 -97 - 98) fondato sulla teoria dell'atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
    4 - definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla Costituzione e individuazione delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in ispecie di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell'ambito delle leggi cornice.
    a3) Ordinamento del Parlamento
    1) ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR);
    2) modifica (già in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al principio del rapporto (Cost. art. 64) fra maggioranza-Governo da un lato, e opposizione, dall'altro, in luogo della attuale tendenza assemblearistica;
    3) adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione del programma
    governativo.

    b) Provvedimenti economico-sociali
    b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione);
    b2) adozione di un orario unico nazionale di 7 ore e 30' effettive (dalle 8,30 alle 17) salvi i turni necessari per gli impianti a ritmo di 24 ore, obbligatorio per tutte le attività pubbliche e private;
    b3) eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo 2 giugno – Natale - Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;
    b4) obbligo di attuare in ogni azienda ed organo di Stato i turni di festività - anche per sorteggio - in tutti i periodi dell'anno, sia per annualizzare l'attività dell'industria turistica, sia per evitare la "sindrome estiva" che blocca le attività produttive;
    b5) revisione della riforma tributaria nelle seguenti direzioni:
    1 - revisione delle aliquote per i lavoratori dipendenti aggiornandole al tasso di svalutazione 1973-76;
    2 - nettizzazione all'origine di tutti gli stipendi e i salari delle P.A. (onde evitare gli enormi costi delle relative partite di giro);
    3 - inasprimento delle aliquote sui redditi professionali e sulle rendite;
    4 - abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni scientifiche e culturali riconosciute, allo scopo di sollecitare l'autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
    5 - alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l'autofinanziamento delle aziende produttive;
    6 - reciprocità fra Stato e dichiarante nell'obbligo di mutuo acquisto ai valori dichiarati ed
    accertati;
    b6) abolizione della nominatività dei titoli azionari per ridare fiato al mercato azionario e
    sollecitare meglio l'autofinanziamento delle aziende produttive;
    b7) eliminazione delle partite di giro fra aziende di Stato ed istituti finanziari di mano pubblica in sede di giro conti reciprochi che si risolvono - nel gioco degli interessi - in passività inutili dello stesso Stato;
    b8) concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall'estero;
    b9) costituzione di un fondo nazionale per i servizi sociali (case - ospedali - scuole - trasporti) da alimentare con:
    1 - sovraimposta IVA sui consumi voluttuari (automobili - generi di lusso)
    2 - proventi dagli inasprimenti ex b5)4;
    3 - finanziamenti e prestiti esteri su programma di spesa;
    4 - stanziamenti appositi di bilancio per investimenti;
    5 - diminuzione della spesa corrente per parziale pagamento di stipendi statali superiori a L. 7.000.000 annui con speciali buoni del Tesoro al 9% non commerciabili per due anni.
    Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno 10.000 miliardi. Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata assicurata la disponibilità dei fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in assenza di validi strumenti (si ricordino i guasti della riforma sanitaria di alcuni anni or sono che si risolvette nella creazione di 36.000 nuovi posti di consigliere di amministrazione e nella correlativa lottizzazione partitica in luogo di creare altri posti letto) Per quanto concerne la realizzabilità del piano edilizio in presenza della caotica legislazione esistente, sarà necessaria una legge che imponga alle Regioni programmi urgenti straordinari con termini brevissimi surrogabili dall'intervento diretto dello Stato; per quanto si riferisce in particolare all'edilizia abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo migliore per rilanciare questo settore che e' da considerare il volano della ripresa economica;
    b10) aumentare la redditività del risparmio postale elevando il tasso al 7%;
    b11) concedere incentivi prioritari ai settori:
    I - turistico
    II - trasporti marittimi
    III - agricolo specializzato (primizie zootecnia)
    IV - energetico convenzionale e futuribile (nucleare - geotermico - solare)
    V - industria chimica fine e metalmeccanica specializzata di trasformazione; in modo da
    sollecitare investimenti in settori ad alto tasso di mano d'opera ed apportatori di valuta;
    b12) sospendere tutte le licenze ed i relativi incentivi per impianti di raffinazione primaria del petrolio e di produzione siderurgica pesante.

    c) Pregiudiziale e' che oggi ogni attività secondo quanto sub a) e b) trovi protagonista e gestore un Governo deciso ad essere non già autoritario bensì soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti. Così e' evidente che le forze dell'ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda. Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facoltà di interrogatorio d'urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell'ordinamento, nonché di violenza e resistenza alle forze dell'ordine, di violazione della legge sull'ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

    d) Altro punto chiave è l'immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese. E' inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva "Settimanale".

    MEDIO E LUNGO TERMINE

    Nel presupposto dell'attuazione di un programma a breve termine come sopra definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con l'avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali è possibile fin d'ora formulare ipotesi concrete, in materia di interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi temi, è necessario rinviare nel tempo l'elencazione di problemi e relativi rimedi.
    a) Provvedimenti istituzionali
    a1) Ordinamento Giudiziario
    I - unità del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione - articoli 107 e 112 ove il P.M. e' distinto dai giudici);
    II - responsabilità del Guardasigilli verso il Parlamento sull'operato del P.M. (modifica costituzionale);
    III - istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte ai giudici giudicanti, con abolizione di ogni segreto istruttorio con i relativi e connessi pericoli ed eliminando le attuali due fasi di istruzione;
    IV - riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
    V - riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile;
    VI - esperimento di elezione di magistrati (Costit. art. 106) fra avvocati con 25 anni di funzioni in possesso di particolari requisiti morali;
    a2) Ordinamento del Governo
    I - modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio e' eletto dalla Camera all'inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso le elezioni del successore;
    II - modifica della Costituzione per stabilire che i Ministri perdono la qualità di parlamentari;
    III - revisione della legge sulla contabilità dello Stato e di quella sul bilancio dello Stato (per modificarne la natura da competenza in cassa);
    IV - revisione della legge sulla finanza locale per stabilire - previo consolidamento del debito attuale degli enti locali da riassorbire in 50 anni - che Regioni e Comuni possono spendere al di là delle sovvenzioni statali soltanto i proventi di emissioni di obbligazioni di scopo (esenti da imposte e detraibili) e cioè relative ad opere pubbliche da finanziare, secondo il modello USA. Altrimenti il concetto di autonomia diviene di sola libertà di spesa basata sui debiti;
    V - riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le province e ridefinire i compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari;
    a3) Ordinamento del Parlamento
    I - nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di secondo grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari - ex magistrati - ex funzionari e imprenditori pubblici - ex militari ecc.);
    II - modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica (nomina del Primo Ministro) ed alla Senato preponderanza economica (esame del bilancio);
    III - stabilire norme per effettuare in uno stesso giorno ogni 4 anni le elezioni nazionali, regionali e comunali (modifica costituzionale);
    IV - stabilire che i decreti-legge sono inemendabili;
    a4) Ordinamento di altri organi istituzionali
    I - Corte Costituzionale: sancire l'incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in organo legislativo di fatto);
    II - Presidente della Repubblica: ridurre a 5 anni il mandato, sancire l'ineleggibilità ed eliminare il semestre bianco (modifica costituzionale);
    III - Regioni: modifica della Costituzione per ridurre il numero e determinarne i confini secondo criteri geoeconomici più che storici. Provvedimenti economico sociali.

    b1) Nuova legislazione antiurbanesimo subordinando il diritto di residenza alla dimostrazione di possedere un posto di lavoro e un reddito sufficiente (per evitare che saltino le finanze dei grandi Comuni);
    b2) Nuova legislazione urbanistica favorendo le città satelliti e trasformando la scienza urbanistica da edilizia in scienza dei trasporti veloci suburbani;
    b3) nuova legislazione sulla stampa in senso protettivo della dignità del cittadino (sul modello inglese) e stabilendo l'obbligo di pubblicare ogni anno i bilanci nonché le retribuzioni dei giornalisti;
    b4) unificazione di tutti gli istituti ed enti previdenziali ed assistenziali in un unico ente di sicurezza sociale da gestire con formule di tipo assicurativo allo scopo di ridurre i costi attuali;
    b5) disciplinare e moralizzare il settore pensionistico stabilendo: il divieto del pagamento di pensioni prima dei 60 anni salvo casi di riconosciuta inabilità; il controllo rigido sulle pensioni di invalidità; l'eliminazione del fenomeno del cumulo di più pensioni;
    b6) dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati limitando il diritto di sciopero nel senso di:
    I - introdurre l'obbligo di preavviso dopo aver spedito il concordato;
    II - escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte; pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;
    III - limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di lavoro;
    b7) nuova legislazione sulla partecipazione dei lavoratori alla proprietà azionaria delle imprese e sulla gestione (modello tedesco);
    b8) nuova legislazione sull'assetto del territorio (ecologia, difesa del suolo, disciplina delle acque, rimboscamento, insediamenti umani);
    b9) legislazione antimonopolio (modello USA);
    b10) nuova legislazione bancaria (modello francese);
    b11) riforma della scuola (selezione meritocratica - borse di studio ai non abbienti - scuole di Stato normale e politecnica sul modello francese);
    b12) riforma ospedaliera e sanitaria sul modello tedesco.
    c) Stampa - Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI-TV.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano
    Io pensavo che il programma della CDL fosse questo, scritto negli anni '70 dal Venerabile Licio Gelli. La cosa imbarazzante è che è più lungo e articolato il programma della P2 che quello della CDL...
    esattamente, è proprio questo! e in parte è già stato attuato!

  4. #4
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    Che devo leggere una mucchio di carta straccia... giusto per allibire i fessi italian filo bananas... andate a casa tra una settimana...

  5. #5
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    non hai capito che il nano, dopo aver sbraitato con un cane rabbioso per andare a spiegare alla gente cosa avava fatto invandendo tutte le tv, non trova ora di meglio che incutere terrore raccontando menzogne?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct
    esattamente, è proprio questo! e in parte è già stato attuato!
    Il bello è che questo programma è in gran parte condivisibile a 30 anni di distanza.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Nikalte
    Che devo leggere una mucchio di carta straccia... giusto per allibire i fessi italian filo bananas... andate a casa tra una settimana...
    Peccato che il programma del 2001 è stato in grandissima parte realizzato, a differenza dei vostri programmi fatti solo di parole vaghe (come quello del '96) che sono veramente carta straccia (e pure tanta, povere piante).

  8. #8
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    C'è qualcuno che conosce i nomi dei sottoscrittori? Perchè secondo i più ci sarebbero anche AS e la Fiamma, ma i suddetti lo negano. C'è qualcuno che sa qualcosa di preciso (possibilmente documentato)?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da bianconero
    Il bello è che questo programma è in gran parte condivisibile a 30 anni di distanza.
    una celata forma di dittatura oligarchica per te quindi è condivisibile... ok... allora fai bene a votare il nano!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da sicilia_libera
    non hai capito che il nano, dopo aver sbraitato con un cane rabbioso per andare a spiegare alla gente cosa avava fatto invandendo tutte le tv, non trova ora di meglio che incutere terrore raccontando menzogne?

    Poi non lamentatevi se riteniamo che molti sinistri sono degli idioti....

 

 
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