Notte prima delle elezioni.
Anche se è pomeriggio.
In queste ore, in questi minuti, i questi secondi sento il forte bisogno di scrivere e lasciare qualcosa di quello che sto vivendo.
E’ da anni che aspetto la giornata di domani. Dopo anni di opposizione, dopo anni di elezioni, ora si è giunti al momento più importante. Il giorno del giudizio, come l’hanno chiamato alcuni.
In questi ultimi giorni, la mia personale tensione è aumentata a dismisura, e ciò lo ritengo anche un fatto salutare, vuol dire che qualche passione e qualcosa in cui credere esiste. E questo è importante, molto importante.
Ricordo tuttora quel 13 maggio del 2001, quella trasmissione su Raduno dal nome “Italia Vota” prima di una penosa “festa della mamma” del coro dell’Antoniano. Il programma iniziò alle 21:15. Ricordo quella simbolo di Forza Italia che si prendeva quota fino a giungere al 29,4% dei consensi, ricordo l’amarezza e la tristezza che vissi allora dodicenne, anche pochi giorni dopo un lutto familiare.
Ricordo l’amarezza del giorno dopo a scuola, facevo la prima media, ma ricordo anche il parziale riscatto con la vittoria alle comunali, dove fregammo i destri.
Oggi è una bellissima giornata a Roma. Sono uscito. I Palazzi “del potere” sembrano aspettare con tranquillità l’esito di queste elezioni che potrebbero cambiare fortemente il nostro paese dopo una legislatura che è durata interamente cinque anni.
Sono abbastanza teso, e provo a distrarmi. Studio un po, ma il pensiero è sempre quello. Nel pomeriggio farò qualcosa per distrarmi, sicuramente. Comunque devo esser sereno.
In questa legislatura negativa e quasi tragia per il paese, ho imparato cosìè la politica, la militanza e la passione per essa.
Mi accorgo che, anche se ce ne saranno molte altre di elezioni nella mia vita, il pensiero di questi giorni mi rimarrà per sempre impresso nella mia vita perché, oltre a cambiare il paese, potrebbe chiudersi una parentesi della mia vita.




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