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Discussione: Il segno che divide

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    Predefinito Il segno che divide

    l Cammino Neocatecumenale


    IL “SEGNO” CHE DIVIDE


    Di Vittoria Prisciandaro ( Jesus n° 5 – Maggio 1999)

    Cliccare sulla croce per vedere il doc. word con le foto



    Davide è stato battezzato la notte di Pasqua . “L’ho visto venire al mondo e quando è stato immerso nel fonte battesimale mi è sembrata una nuova nascita” . E’ un papà ancora commosso , Alberto. Si tratta del quarto figlio , ma in questi casi non si può parlare di abitudine . Il sig. Pellone ha 34 anni , una moglie , Luisa , di 31. Entrambi napoletani , da 15 anni seguono il Cammino Neocatecumenale e da quattro sono anche catechisti . “Sono sempre stato quello che si dice “un ragazzo di Chiesa”. Frequentavo la Parrocchia , ma la mia era una fede molto vicina alla superstizione”, racconta Alberto . Poi , un giorno , durante la Quaresima dell’ 83 , l’incontro con il Cammino. Il parroco propone alla comunità di seguire un corso di catechesi per adulti . In tanti rispondono . “E’ stata la riscoperta di una liturgia viva , di una Parola non più solo ascoltata , ma che parla alla vita , di un Dio Padre che mi ama così come sono” . Per Alberto è l’inizio di una vita nuova . Sposa Luisa , si trasferisce a Roma e , ironia della sorte , trova lavoro come portiere in Via della Conciliazione 1 , nel palazzo dell’Azione Cattolica italiana.
    Che effetto fa lavorare per la “concorrenza” ? “ Credo che un neocate-
    cumenale , tempo permettendo ,possa far parte dell’AC o degli scout senza problemi : il nostro è un cammino , infatti , non una associazione
    è un itinerario per riscoprire il proprio Battesimo , per rinascere in Cristo , proprio come Davide”.
    Alberto non ha dubbi sulla bontà del Cammino . E come lui sono tanti coloro che in ogni continente scommettono , facendo scelte di vita anche molto radicali , sulla realtà nata 35 anni fa nella baraccopoli di Palomeras Altas alla periferia di Madrid. Eppure oggi nessuna aggregazione ecclesiale , forse , è così controversa nella Chiesa catto-
    lica quanto questa. E mentre i detrattori del Cammino vivono quasi come un dovere morale la necessità di testimoniare contro , dall’altro lato , a parte alcune eccezioni , si fa la scelta del silenzio stampa.





    Anche per questo servizio alcuni responsabili dei neocatecumeni interpellati hanno opposto una grossa resistenza a rilasciare dichiarazioni.
    Alla fine il Dottor Giampiero Donnini , referente italiano , aveva accettato di rilasciare un’intervista via fax,
    che però non ha mai avuto risposta . “Il Cammino attende l’approvazione dello Statuto , deve stare attento a non fare passi falsi . E’ un momento delicato” , osserva una persona bene informata (1) . “Già più di una bozza stata bocciata . In realtà i neocatecumeni vorrebbero lasciare le cose così come sono , senza alcun tipo di struttura giuridica . Ma visto che l’ha chiesto il Papa…” .
    E’ un giovane artista spagnolo , Kiko Arguello , che a partire dalla sua intensa esperienza di convertito in età adulta , pensa (2) alla proposta di un itinerario di fede centrato sulla riscoperta del Battesimo.
    Nasce cosi “il Cammino” , un percorso dai tempi lunghi , anche vent’anni , diviso in sei tappe (3) , dall’ “annuncio del Kerygma” alla “rinnovazione delle promesse battesimali” . Ben presto all’esperienza di Kiko , cui si aggiunge quella di Carmen Hernandez , giovane chimica , laureata in Teologia ,si diffonde in tutto il mondo . Secondo gli ultimi dati le Comunità esistenti , tra le 30 e le 50 persone ciascuna , sarebbero circa 15.000 in 4500 parrocchie di 820 Diocesi distribuite tra 101 nazioni dei 5 continenti .





    Nel ’90 una lettera di incoraggiamento del Pontefice a Mons. Josef Cordes , incaricato ad personam per l’apostolato delle Comunità Neocatecumenali – (“Accogliendo la richiesta rivoltami riconosco il Cammino neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica , valida per la società e i tempi odierni”) –



    Viene accompagnata da una nota redazionale pubblicata su Acta Apostolicae Sedis : “ L’intento del Santo Padre , nel riconoscere il Cammino neocatecumenale come valido itinerario di formazione cattolica , non è quello di dare indicazioni vincolanti agli ordinari del luogo , ma soltanto ad incoraggiarli a considerare con attenzione le comunità neocatecumenali , lasciando tuttavia al giudizio degli stessi ordinari di agire secondo le esigenze pastorali delle singole diocesi”.

    La nota non è casuale : il rapporto con la Chiesa locale è infatti il vero nodo del Cammino , come dimostrano alcuni episodi. Nel ’96 in Inghilterra Mons.Mervyn Alexander , vescovo di Clifton ,fa partire una inchiesta , in seguito alla quale si forma il Pash ( Parishioners against a secret church) “formato da cattolici fedeli al Vaticano II che temono l’influsso reazionario che viene da alcuni nuovi movimenti come i Neocatecumenali” , racconta uno dei promotori , Ronald Haynes. (3)
    In Italia ex neocatecumeni , preti e laici , organizzano convegni , raccontano le loro esperienze e pubblicano documenti su internet , mentre diversi Vescovi tentano in qualche modo di chiarire qual è il ruolo del Cammi-
    no nelle Diocesi : interviene Mons. Foresti di Brescia , ; e poi i Cardinali Pappalardo , Saldarini e Piovanelli che si soffermano in particolare sulla figura del parroco e sul suo coinvolgimento nel Cammino. La conferenza episcopale pugliese scrive una lettera sottolineando il ruolo dei catechisti (“in occasione degli scrutini devono astenersi dall’entrare nel campo più intimo delle coscienze”) , il problema dell’Eucarestia settimanale (“le comunità ritengono indispensabile una celebrazione ad esse riservate”), la Veglia Pasquale
    (“uno dei punti di frizione più frequenti”).

    Un equivoco di base , secondo alcuni , è che i neocatecumeni rischiano di considerare “il Cammino” non una realtà tra le altre , ma “la” nuova Chiesa . “Il Cammino Neocatecumenale va riconosciuto come un dono dello Spirito alla sua Chiesa , ma l’inserimento del Cammino nella vita delle parrocchie va seguito con grande attenzione” , dice Mons. Pietro Nonis , Vescovo di Vicenza , che nel Novembre ’96 indirizzò una lettera ai parroci e ai superiori religiosi di comunità in cui è presente il Cammino . Oggi , dichiara Nonis “la mia posizione rimane immutata . Nella nostra situazione , fatta di parrocchie piccole , con un tessuto pastorale delicato e ricco di varie esperienze , quella del Cammino deve restare una delle proposte di fede, e non diventare di fatto la scelta prevalente o addirittura totalizzante. Su questo tema non ho mai trovato l’op-
    Posizione di principio dei responsabili del Cammino. Quello che poi accade nelle singole situazioni dipende in gran parte dall’equilibrio pastorale dei parroci e dalla loro capacità di procedere in armonia con la Chiesa diocesana e di sviluppare effettivamente la partecipazione di tutti , nella comunione e nella corresponsabilità”. (4)

    Abbiamo chiesto ai parroci di raccontare la loro esperienza. Numerosi sacerdoti interpellati “per opportunità” tacciono o preferiscono l’anonimato . Don Renato De Simone , di Napoli, parla invece senza problemi . A Santa Maria Apparente il Cammino è nato durante il terremoto dell’80 . “Oggi abbiamo sei comunità che hanno prodotto vocazioni sacerdotali e operatori pastorali”. Don Renato conviene che , “proprio perché questa esperienza arriva anche ai cosiddetti lontani , è reale il rischio che alcuni neocatecumeni abbiano una visione un po’ fanatica , tipica del neofita”.
    Ma , secondo De Simone , tutto sta al parroco che “deve “perdere” il suo tempo con queste persone e non può lasciare che vadano avanti da sole”. Ma non c’è il rischio che il parroco venga monopolizzato da questa realtà? “Il rischio c’è e sta al sacerdote riuscire a mantenere un certo equilibrio”.
    Per quanto riguarda l’accusa di una lettura fondamentalista della Bibbia , De Simone sostiene che “il metodo è quello dei Padri , la Parola che parla alla vita. . E poi i catechisti vanno aiutati , il parroco deve accompagnarli nell’esegesi biblica . Perché all’inizio non sono particolarmente formati , ma durante il Cammino acquisiscono conoscenze di Teologia biblica , dogmatica ,patristica.”
    Insomma , dopo vent’anni , nonostante alcuni limiti , don Renato non ha dubbi :” in quel personaggio stranissimo che è Kiko veramente passa l’esperienza del Signore”.

    Di tutt’altro tenore il tono di un parroco della provincia di Roma , che preferisce l’anonimato “ per non danneggiare ulteriormente i miei parrocchiani che stanno tentando di uscire dalla situazione drammatica provocata dal Cammino”.
    Agli inizi degli anni ’80 , racconta , “cercavo una realtà che i aiutasse ad evangelizzare . Un altro parroco mi magnificò il Cammino e così invitai alcuni catechisti” . Dopo i primi due anni però , scatta un campanello d’allarme : “Stava nascendo una comunità parallela . I catechisti facevano affermazioni teologicamente sbagliate e soprattutto erano loro a gestire la vita dei singoli , intervenendo nella sfera intima , senza nessun riguardo per la coscienza”.

    L’incontro con i libri di padre Enrico Zoffoli e don Gino Conti , due sacerdoti che “hanno speso tutte le loro energie a confutare le eresie del movimento neocatecumenale “ trasformano le impressioni del parroco in accuse circostanziate . C’è una manipolazione delle persone che avviene lentamente , ma soprattutto durante gli “scrutini” , le confessioni pubbliche dei peccati , il pagamento della decima , che a un certo punto del Cammino i neocatecumeni sono tenuti a versare”. (5)
    Un altro punto “scottante” è la segretezza dei testi di formazione. Si tratta delle registrazioni delle catechesi fatte da Kiko e Carmen negli anni ’70 . Essendo in mano a tutti i catechisti , in forma di dattiloscritto, i testi hanno ormai una segretezza relativa , ma è pur vero che non sono reperibili per vie normali.
    “Non le pubblicano perché si tratta di eresie , lontane dal Catechismo della Chiesa Cattolica “ sostiene la signora Maria Petralia ,professoressa di filosofia a Gela , uscita dal Cammino dopo 20 anni.

    I neocatecumeni sostengono invece che i testi servono a mo’ di traccia e sono accessibili solo alle guide perché indicano un itinerario molto impegnativo : fatto conoscere anzitempo potrebbero spaventare le “matricole” , le quali , invece, al momento giusto affronteranno tranquillamente ogni tappa.(6)

    Dove andrà a finire il Cammino Neocatecumenale ? Per capirlo , dice qualcuno , bisogna avere pazienza. E affidare alla sapienza millenaria di Santa Madre Chiesa la definizione di una realtà che comunque “lascia il segno” , suscitando forti passioni di segno opposto.




    COMMENTO :

    1) QUESTO ARTICOLO E’ DATATO (1999) , OGGI (2005) A STATUTI APPROVATI “AD EXPERIMENTUM ( 29 GIUGNO 2002) SI PUO’ DIRE CHE IL LAVORO TRA I “DIRIGENTI” DEL CAMMINO E LA SANTA SEDE E’ STATO PROFICUO PUR SE “Il dialogo èstato vivace , a volte anche difficile , ma sempre guidato da un alto senso di consapevolezza e di carità ecclesiale”( DISCORSO DEL CARD. STAFFORD –PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PRO LAICIS – APORTO S.GIORGIO IL 30 GIUGNO 2002) , E IL CAMMINO HA POTUTO MANTENERE LA SUA NATURA DI “ MODALITA’ ” SENZA ESSERE INQUADRATO COME ASSOCIAZIONE O ALTRA FORMA GIURIDICA CHE LO LIMITASSE IN UNA STRUTTURA RIGIDA . COLPISCE SEMPRE , INVECE , QUESTO METODO DI INFORMARSI ALLA “PISSI PISSI BAO BAO “ APPOGGIANDOSI AI COSIDDETTI “BENE INFORMATI” PUNTUALMENTE SENZA NOME…..

    2) NON RISULTA CHE KIKO ABBIA “ PENSATO ALLA PROPOSTA DI UN ITINERARIO DI
    FEDE …..” , COME AD UN PROGETTO STUDIATO A TAVOLINO . KIKO HA VISTO ACCA-DERE UNA COSA STRAORDINARIA , FRA I POVERI DELLE BARACCHE DI PALOMERAS ALTAS : CHE LA PAROLA DI DIO PROCLAMATA , METTEVA INSIEME DELLE PERSONE DIVERSE FRA LORO ( SPESSO NEMICHE ) , CHE L’EUCARESTIA , LA CONDIVISONE DELLA PREGHIERA E DELLA VITA QUOTIDIANA LE SPINGEVA AD UN CAMBIAMENTO MORALE PROFONDO ( CONVERSIONE) . KIKO INOLTRE DICHIARA , IN UN INCONTRO FACCIA A FACCIA CON IL S.PADRE (GIOVANNI PAOLI II) AVVENUTO IL 3 SETTEMBRE 1979 A CASTELGANDOLFO “Con grande sofferenza gli raccontai come avevo sentito dalla Vergine Maria di fare piccole comunità come la Sacra Famiglia di Nazareth , che vivessero in umiltà , semplicità e lode e dove l’altro è Cristo . La mia grandissima difficoltà proveniva dal fatto che pensavo potesse immaginare di aver davanti un visionario , un esaltato o qualcosa del genere . Dopo avermi ascoltato e dopo alcuni minuti di silenzio mi disse che durante la Messa , pensando a noi , aveva visto davanti a sé : ATEISMO – BATTESIMO – CATECUMENATO. Ebbi la sensazione che si riferisse ai paesi dell’Est e mi impressionò che avesse invertito l’ordine mettendo la parola Catecumenato dopo il Battesimo.” ( Il Cammino Neocatecumenale secondo Paolo VI e Giovanni Paolo II – PAG.12, Ediz. S.Paolo 1993) .QUINDI IL CAMMINO , NELLE PAROLE DI KIKO , E’ FRUTTO DI UNA ISPIRAZIONE SUSCITATA DIRETTAMENTE DALLA MADONNA E L’ATTEGGIAMENTO NEI SUOI CONFRONTI DEL S.PADRE LO CONFERMA.

    3) QUESTI INGLESI “FEDELI AL CONCILIO VATICANO II” DANDO DEL REAZIONARIO AL
    CAMMINO DIMOSTRARONO DI AVER CAPITO TUTTO…. E INFATTI BEN 10 COMUNITA’ FURONO “TOLTE DI MEZZO” SENZA TANTI COMPLIMENTI! FORSE GIUDICAVANO REAZIONARIO ANCHE PAPA PAOLO VI CHE AVEVA AFFERMATO ALL’UDIENZA DELL’8
    MAGGIO 1974 CONCESSA AL CAMMINO NEOCATECUMENALE :”Salutiamo il gruppo di sacerdoti e di laici che rappresentano il movimento – ecco le cose post-conciliari!
    delle Comunità Neocatecumenali , convenuti a Roma da molte Diocesi d’Italia e di altri Paesi per un convegno sul tema della evangelizzazione del mondo contemporaneo , lo stesso che sarà preso in esame dalla prossima Assemblea del Sinodo dei Vescovi.
    Quanta gioia e quanta speranza ci date con la vostra attività! “ ( Notitiae , 95-96 , luglio-agosto 1794 ,p.230 )

    4) QUI SONO INTERPELLATO PERSONALMENTE , ESSENDO IL SOTTOSCRITTO VICENTINO E APPARTENENTE ALLA DIOCESI DI VICENZA. LE PAROLE DI MONS. NONIS RIPORTATE IN QUESTO ARTICOLO SEMBRANO LASCIARE UNO SPAZIO ALL’ATTIVITA’ DEL CAMMI-
    NO IN DIOCESI E METTONO IN RILIEVO IL FATTO CHE I RESPONSABILI DEL CAMMINO IN DIOCESI ( DA ME BEN CONOSCIUTI PERSONALMENTE ) NON HANNO POSTO OBIE-
    ZIONI DI PRINCIPIO ALLE CONSIDERAZIONI DEL VESCOVO.

    DI FATTO NELLA STESSA LETTERA CITATA ( DATATA 8 DICEMBRE 1996) IL VESCOVO NONIS DISPONE IL BLOCCO DELLE CATECHESI IN NUOVE PARROCCHIE , PERMETTENDOLE ESCLUSIVAMENTE NELLE PARROCCHIE CHE HANNO GIA’ IL CAMMINO , MA SENZA LA FORMAZIONE DI NUOVE COMUNITA’ , CIOE’ SOLO CATECHESI “DI RINFORZO” ALLE COMUNITA’ ESISTENTI , L’ELIMINAZIONE DELL’ANNUNCIO DELLE CATECHESI IN CHIESA DURANTE LE S.MESSE E , OVVIAMENTE , L’ELIMINAZIONE DELLA VEGLIA PASQUALE NOTTURNA E LA MESSA DEL SABATO SERA SOLO A COMUNITA’ RIUNITE SALVO NEI CASI DI SCRUTINI O CONVIVENZE MENSILI.
    EVIDENTE LA STRATEGIA DI “SOFFOCARE” L’ATTIVITA’ EVANGELIZZATRICE DEL CAMMINO , CHE E’ , DI FATTO , IL MOTIVO STESSO DELLA SUA ESISTENZA.

    IN CURIA VESCOVILE , DI FATTI , DAVANO IL CAMMINO ORMAI PER SPACCIATO , TANTO PIU’ CHE STAVANO PER ESSERE PUBBLICATI I NUOVI ORIENTAMENTIPASTORALI “CRISTIANI SI DIVENTA” ( DIVENUTI REALTA’ NEL 2002) CON UNA IMPOSTAZIONE , SULLA CARTA , FORTEMENTE CATECUMENALE .



    DA FINE NOVEMBRE 2003 MONS. NONIS HA CEDUTO IL TIMONE DELLA DIOCESI A MONS. CESARE NOSIGLIA , EX VICE-GERENTE DELLA DIOCESI DI ROMA EST ( VICE DEL CARD . RUINI , INSOMMA) . NOMINA CONTESTATISSIMA A LIVELLO POLITICO DALL’AREA LEGHISTA E ACCOLTA CON MOLTI PUNTI INTERROGATIVI DALLA CHIESA LOCALE ( CON ARTICOLI SULLA STAMPA LOCALE “SIBILLINI” A RIGUARDO).

    DI FATTO NEL VENETO E’ IN ATTO UN PROFONDO CAMBIAMENTO A PARTIRE DALLA NOMINA DI MONS. SCOLA CARDINALE PATRIARCA DI VENEZIA , NOTORIAMENTE VICINO A COMUNIONE E LIBERAZIONE , IL QUALE SEMBRA ABBIA AVUTO UN PESO NOTEVOLE NELLA NOMINA DI MONS.NOSIGLIA A VICENZA. ABBIAMO VISTO SUBITO UN CAMBIAMENTO CHE HA CONFERMATO L’APERTURA DEL NUOVO VESCOVO AI MOVIMENTI E , IN PARTICOLARE, AL CAMMINO NEOCATECUMENALE TANTO DA POTER CELEBRARE L’EUCARESTIA DI RINGRAZIAMENTO PER L’APPROVAZIONE DEGLI STATUTI IL 7 GIUGNO 2004 , TORNARE AD ANNUNCIARELE CATECHESI IN CHIESA E FORMARE NUOVE COMUNITA’. IL CAMMINO E’ STATO APERTO , O RIAPERTO , IN NUOVE PARROCCHIE E , COSA PIU’ IMPORTANTE DI TUTTE , SI TORNA A CELEBRARE LA VEGLIAPASQUALE TUTTA LA NOTTE IN UNA CHIESA CITTADINA .

    C’E’ , TUTTAVIA , UNA CONSIDERAZIONE DA FARE : COME E’ POSSIBILE CHE AL CAMBIO DEL VESCOVO DI UNA DIOCESI , CAMBINO “LE ESIGENZE PASTORALI DELLE SINGOLE DIOCESI” , PER CUI IN UNA DIOCESI CHE NELLA SUA PASTORALE PREVEDE L’OPZIONE DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE , QUANDO ARRIVA IL NUOVO VESCOVO QUESTA OPZIONE NON E’ PIU’ RITENUTA UTILE? FORSE CHE LE ESIGENZE PASTORALI DELLA DIOCESI CAMBIANO CON IL VESCOVO ? O CHE IL VESCOVO PRECEDENTE HA SVOLTO MALE IL SUO LAVORO PASTORALE PER CUI QUESTE “ESIGENZE” SONO RIMASTE DISATTESE SE NON IGNORATE O NON COLTE O SOPRAVVALUTATE ?
    OPPURE E’ VERO CHE LE ESIGENZE PASTORALI DI UNA DIOCESI NASCANO DALLA SITUAZIONE OGGETTIVA E OBBIETTIVA VALUTAZIONE DELLA MATURITA’ DI FEDE DEL GREGGE DIOCESANO?

    5) QUESTA AFFERMAZIONE E’ OFFENSIVA NON SOLO DELL’INTELLIGENZA DELLE PERSONE CHE SONO NEL CAMMINO NEOCATECUMENALE , MA ANCHE DELLA LORO DIGNITA’ DI CRISTIANI. RAGIONANDO NELLO STESSO MODO , COSA DIRE ALLORA
    DELLA TRASMISSIONE DELLA FEDE AI FIGLI : CHE I CRISTIANI MANIPOLANO LENTAMENTE LE COSCIENZE DEI LORO FIGLI , CERCANDO DI INCULCARGLI LA FEDE CRISTIANA ? FORSE DOVREBBERO FARE COME MOLTI PENSANO E CIOE’ CHE E’ GIUSTO NON BATTEZZARE NE’ FORMARE ALLA FEDE I FIGLI , PERCHE’ “E’ GIUSTO CHE SCELGANO LORO LIBERAMENTE QUALE RELIGIONE ABBRACCIARE QUANDO SARANNO IN GRADO DI INTENDERE E DI VOLERE?”.


    CERTO , AD UN CERTO PUNTO DEL CAMMINO SI E’ INVITATI A VERSARE LA DECIMA , MA SE SI E’ PERCORSO SERIAMENTE IL CAMMINO PRECEDENTE , NON VI E’ ALCUNO SCANDALO NE’ ALCUNA DIFFICOLTA’ PERCHE’ LA CONDIVISIONE DEI BENI RISULTA , AL CONTRARIO , DECISIVA PER LA COMUNIONE FRA I FRATELLI .NON SOLO , MA SUL
    PIANO PRATICO SI SPERIMENTA POI CHE LA COSA E’ VANTAGGIOSA , PERCHE’ NEI CASI DI BISOGNO ( MANCANZA DI LAVORO , DISGRAZIE ECONOMICHE , NECESSITA’ URGENTI ED IMPROVVISE DEI FRATELLI) LA SOLIDARIETA’ DELLA COMUNITA’ SUPERA LARGAMENTE IL VALORE CHE TU HAI VERSATO E DEL QUALE RIMANI PADRONE AL100% ( ATTI DEGLI APOSTOLI CAP.2 , CAP.5 , ) , SENZA CONTARE I BENEFICI PER I POVERI DELLA PARROCCHIA AI QUALI VA’ UNO SPECIFICO CONTRIBUTO DELLE COMUNITA’.
    E’ NATURALE , QUINDI ,CHE SE UNO RIFIUTA DI VERSARE LA DECIMA NON PUO’ RIMANERE CON LA SUA COMUNITA’ , PERCHE’ RISULTA EVIDENTE CHE LA SUA MATURAZIONE NELLA FEDE E’ ANCORA IN RITARDO , RISPETTO AI FRATELLI , E QUINDI NECESSITA’ DI UN TEMPO ULTERIORE DI CONVERSIONE . MA NESSUNO E’ ESCLUSO DAL CAMMINO !
    LA REALTA’ E’ CHE DI FRONTE A QUESTO DISTACCO DALLA SICUREZZA DEL DENARO O DEI BENI , QUALCUNO SI SCANDALIZZA E SI ALLONTANA SPONTANEAMENTE DALLA COMUNITA’ E DAL CAMMINO , CON GRANDE TRISTEZZA E RAMMARICO DEI FRATELLI.
    MA QUESTA E’ LA VIA DELLA PERFEZIONE TRACCIATA DA GESU’ STESSO , NON DA KIKO O DAI CATECHISTI !
    SI DICE : CHE AUTORITA’ HANNO I CATECHISTI DI CHIEDERE QUESTO ? QUELLA CONFERITA LORO DAL VESCOVO , PRIMO CATECHISTA DELLA DIOCESI , CHE SA BENISSIMO IN COSA CONSISTE IL CAMMINO NEOCATECUMENALE , DAL MOMENTO CHE LO ACCETTA NELLA SUA DIOCESI ( E NON MI SI VENGA A DIRE IL CONTRARIO OFFENDENDO , ANCHE IN QUESTO CASO , L’INTELLIGENZA DEI VESCOVI CHE HANNO IL CAMMINO IN DIOCESI….).


    6) E’ VERO QUELLO CHE DICONO I CATECHISTI . PROVA TU A DAR DA MANGIARE A UN NEONATO UNA BISTECCA DI MANZO . PER QUANTO BEN COTTA E GUSTOSA , RISCHI DI
    UCCIDERLO ( ANZI E’ SICURO) ! ANCHE S.PAOLO USA LO STESSO PARADIGMA PER ESPRIMERE LA CAPACITA’ DI UNA PERSONA NEL COMPIERE LA GIUSTIZIA : SI PARTE CON IL LATTE , SI ARRIVA ALLA BISTECCA . IL PROBLEMA NON E’ IL LATTE O LA BISTECCA ( LA CATECHESI) , MA LA CAPACITA’ DELLA PERSONA DI DIGERIRE IL CIBO !
    QUESTO GRANDE INGANNO DI VOLER SAPERE TUTTO PRIMA ! E PERCHE’ ? PER POTERDECIDERE COSA MI PIACE E COSA NO ! COSA ACCETTARE E COSA RIFIUTARE !
    FORSE CHE GESU’ CRISTO HA FATTO UNA COSA SIMILE NELLA SUA VITA ? ANZI , PUR SAPENDO TUTTO HA ACCETTATO TUTTO IL “MENU” CHE IL PADRE GLI HA PREPARATO!
    PERCHE ‘ LUI HA DETTO : “MIO CIBO E’ FARE LA VOLONTA’ DEL PADRE MIO!”.
    FORSE CHE QUALCUNO PENSA DI DIVENTARE CRISTIANO (PERCHE’ A QUESTO SERVE IL CAMMINO) , FACENDO LA PROPRIA VOLONTA’ , MANGIANDO CIO’ CHE GLI PIACE E RIFIUTANDO CIO’ CHE (APPARENTEMENTE) LO DISGUSTA ?
    COMUNQUE STIANO TRANQUILLI QUELLI CHE VOGLIO TUTTO CHIARO E SCRITTO NERO SU BIANCO , TRA UN PO’ L’AVRANNO A DISPOSIZIONE ( GIA’ SONO PUBBLICATE LE QUINDICI CATECHESI KERIGMATICHE ) , ALLORA SARA’ PLACATA LA LORO SETE DI “SAPERE”….
    __________________________________________________ _________

    Contro Cammino doc. word:
    http://it.msnusers.com/CATHECUMENIUM...0Cammino%2Edoc

  2. #2
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    du palle ......

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos
    du palle ......
    Certo, non le ....tue (non ne hai! )

  4. #4
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    L´exploit dei neocatecumenali. Kiko, Carmen e i faraoni

    Approvazione vaticana per il più controverso dei movimenti cattolici. Il segreto della vittoria: tante conversioni, tantissime vocazioni, natalità alle stelle

    di Sandro Magister
    (Da "L´Espresso" n. 34 del 15-22 agosto 2002)


    Erano e restano covo di eresia e di scisma, a sentire certi cardinali e vescovi. Anche il Vaticano ha resistito a lungo a dare il via libera. Ma alla fine hanno vinto. Il 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, i neocatecumenali hanno strappato l´approvazione ufficiale del loro "Cammino". E adesso dilagano. Alla Giornata mondiale della gioventù di Toronto sono andati in 35 mila, da 70 nazioni, ad acclamare Giovanni Paolo II. Loro grandissimo protettore.

    Il Cammino neocatecumenale è il più misterioso ed esplosivo dei nuovi movimenti cattolici. I suoi capi sono inavvicinabili e i suoi testi sono top secret. Non solo i censori vaticani del Sant´Uffizio hanno dovuto sudare per averli in visione, ma persino agli adepti non vengono mai dati in mano. Perché il Cammino deve restare segreto anche a chi vi si avventura, come fosse un percorso iniziatico che dev´essere svelato per gradi. Può durare vent´anni, trenta, o anche più. Nello statuto approvato dal Vaticano la parola fine non c´è. Una volta partita, una comunità neocatecumenale è per sempre.

    L´inizio è in incognito. Sulla facciata di una chiesa parrocchiale compare un cartello con scritto "Catechesi per adulti" e gli orari, due sere la settimana per sette settimane di fila. C´è anche un´immagine della Madonna dipinta da uno spagnolo di nome Francisco Argüello, per gli amici Kiko, che dei neocatecumenali è il fondatore. Ma nessuno lo dice. Né si dichiarano subito per quello che sono i due catechisti venuti da fuori, accompagnati da un prete. Il corso si conclude con una tre giorni di ritiro e solo all´ultimo giorno arriva lo svelamento. Chi ci sta, sa che da lì in avanti è entrato nel Cammino neocatecumenale, per diventare un «cattolico vero». Sa che migliaia di altre comunità come la sua, nel mondo, sono nate così e anch´esse stanno facendo Cammino, chi più avanti chi indietro. Sa che i suoi capi supremi sono Kiko e una ex suora di nome Carmen Hernández, anch´essa spagnola.

    A vescovi e parroci di tutto il mondo, ormai da trent´anni, Kiko e Carmen offrono un progetto chiavi in mano completo, inclusa la fornitura del personale specializzato, per risvegliare la fede sia dei miscredenti che dei credenti tiepidi. Prendere o lasciare. Molti hanno preso e hanno avuto le loro parrocchie invase da comunità neocatecumenali, ciascuna con le sue riunioni, le sue messe, i suoi ritiri, i suoi capi. Le messe sono celebrate contemporaneamente ogni sabato sera, da ciascuna comunità per suo conto, chi in una cappella, chi in un´aula, chi in uno stanzone. Lo statuto approvato dal Vaticano fa obbligo che siano «aperte anche ad altri fedeli», ma i fatti dicono il contrario. Sono messe chiuse, chiusissime.

    E su quelli di fuori i giudizi non sono benevoli. Sono massa dannata. Gli uomini di Chiesa che non si fidano del Cammino e lo criticano sono i moderni faraoni, nemici del popolo eletto. Ricadono tra i faraoni, in Italia, i cardinali Carlo Maria Martini, Silvano Piovanelli, Giovanni Saldarini, Salvatore Pappalardo, più una nutrita schiera di vescovi. L´ultimo che s´è pronunciato contro il Cammino, l´arcivescovo di Catania, Luigi Bommarito, ne ha dette di pesanti. Ha accusato i neocatecumenali di «costituire una Chiesa parallela»; di «dividere il popolo di Dio in due blocchi, uno di serie A e uno di serie B»; di «imporre il loro metodo come fosse insuperabile e addirittura l´unico salvifico»; di «cadere in un fondamentalismo integralista destinato a creare ghetti»; di «scarnificare le coscienze con domande che nessun confessore farebbe».

    Quest´ultima critica fa riferimento agli «scrutinii», i riti di passaggio tra una tappa e l´altra del Cammino, nei quali ciascun adepto deve confessare alla comunità le proprie colpe passate e presenti, anche le più turpi e segrete. Perché non c´è momento della vita privata che lì sia al riparo. La contraccezione è bandita, anche quella naturale approvata dalla Chiesa, e le figliolanze plurime sono praticate ed esaltate. Fidanzamenti e matrimoni sono instradati tra membri del Cammino. Se poi di due coniugi l´uno è fuori e l´altro dentro, quest´ultimo non avrà pace finché non avrà portato in comunità il riluttante. E se non vi riesce, fuori anche lui. A meno che non si separi. Sì, per salvare la fede del coniuge buono, Kiko e Carmen hanno introdotto qua e là tra i loro seguaci la prassi della separazione dal consorte cattivo, ripescando una soluzione che l´apostolo Paolo applicava al matrimonio con i pagani.

    I fondatori del Cammino neocatecumenale si fanno vanto di ripristinare le forme pure della Chiesa primitiva. Nel dire messa imitano l´ultima cena e nella veglia pasquale mangiano un agnello arrostito. Anche l´architettura cristiana la rivoltano a modo loro. Le loro chiese vogliono riprodurre il corpo d´una gestante: il vecchio altare sparisce e al suo posto c´è la «bocca», il pulpito da cui si legge la Bibbia; più giù c´è lo «stomaco», una grande tavola da pranzo quadrata attorno a cui si fa la comunione seduti, con focacce e boccali di vino; e più giù ancora c´è l´«utero» che è la vasca scavata nel pavimento, nelle cui acque il battezzato si immerge per uscirne fatto uomo nuovo.

    Si può capire che in curia il cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, prefetto della congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, veda malissimo queste bizzarrie liturgiche. Ma poi ci sono anche le stranezze dottrinali. Il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della congregazione per la dottrina della fede, ha imposto di riscrivere sotto la sua supervisione i 13 volumi segreti del Cammino, che raccolgono la predicazione di Kiko e Carmen ai loro iniziali discepoli, prima che divengano pubblici. La riscrittura è in corso e risulta parecchio complicata.

    Ma ormai nessuno può più accusare i neocatecumenali d´eresia, nè di creare una Chiesa scismatica. Il timbro vaticano sul loro statuto è un lasciapassare potente. Ma ancor più potenti sono i numeri del loro successo: l´aumento incessante di seguaci, il moltiplicarsi esponenziale delle comunità e dei catechisti itineranti, le miriadi di vocazioni al sacerdozio e al chiostro, la gran quantità di famiglie che vanno in missione in terre remote, la natalità altissima. Tutto l´opposto di quel che avviene tra i cattolici comuni e nella Chiesa ordinaria. Il giorno dopo la veglia col papa, 2.500 giovani neocatecumenali accorsi a Toronto si sono offerti d´entrare in seminario e 1.500 ragazze d´entrare in convento. Giovanni Paolo II ne è entusiasta. E a Kiko e Carmen questo basta, per umiliare i faraoni.

    __________



    Tutti i numeri del Cammino

    Da Madrid alla Galilea, l'identikit d'una rete di comunità


    Nato una trentina d´anni fa a Madrid, il Cammino neocatecumenale è oggi impiantato in 105 paesi dei cinque continenti, con mezzo milione di adepti, attivi in quasi 17 mila comunità.

    Ha una rete di 46 seminari strapieni, chiamati "Redemptoris Mater": 20 in Europa, 14 nelle Americhe, 7 in Asia, 3 in Africa e 2 in Australia. In essi ha già formato 731 preti, ma molti di più sono quelli in arrivo. Gli studenti di teologia sono 1.500 e almeno altri 3.000 sono in lista d´attesa.

    Impetuosi anche gli ingressi in monasteri e conventi femminili. Sono più di 4.000 le neocatecumenali che si sono date alla vita religiosa.

    All´espansione del Cammino danno un forte apporto le famiglie che vanno in terra di missione, con tanto di figli piccoli al seguito.

    Anche l´alta natalità tra i neocatecumenali incrementa le statistiche. Sono numerose le famiglie con otto, dieci, dodici figli. E la gran parte di questi entrano a loro volta nel Cammino. Lo statuto scrive che l´ingresso in comunità «strappa i giovani dalle discoteche del sabato sera e dalla droga».

    La direzione mondiale del Cammino è a Roma. Ma un altro centro importante è in costruzione in Galilea, sul luogo del "discorso della montagna" di Gesù. L´ha inaugurato Giovanni Paolo II il 24 marzo 2000, durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa.


    NOSTRO CONTROCOMMENTO:

    Tutto l’articolo è costruito su un sottofondo da”caccia alle streghe”che lascia stupefatti . La terminologia usata è tipica di chi vuole fomentare disprezzo , anziché osservare e cercare di dare una chiave interpretativa oggettiva della realtà costituita dal Cammino Neocatecumenale. L’articolo è perciò chiaramente fazioso , non stupirebbe se la modalità di scrittura avesse un suggeritore nascosto…..
    Ma noi cerchiamo di ribattere punto per punto :

    “Erano e restano covo di eresia e scisma per molti Cardinali e Vescovi”
    questa affermazione a inizio articolo è un insulto a Giovanni Paolo II , al Card. Stafford , a Mons. Cordes e, soprattutto al Card. Ratzinger ( oggi Benedetto XVI, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede) che sono stati i principali responsabili della approvazione “ad experimentum” degli Statuti . Se “molti” Cardinali e Vescovi pensano al Cammino nei termini sopra citati , è lecito chiedersi : chi è più vicino all’eresia e allo scisma? Il Cammino che è stato sottoposto ad un lungo e durissimo iter di verifica dottrinale ed ecclesiale , oppure questi “molti” prelati che esprimo questo gravissimo giudizio ?



    “Ma alla fine hanno vinto…hanno strappato l’approvazione”
    sembra la conclusione di una epica lotta tra nemici …Ben diverso il tono usato dal Card. Stafford a Porto San Giorgio , in occasione del
    primo incontro di ringraziamento per gli Statuti. Dice il Cardinale: “Il dialogo è stato vivace, a volte anche difficile, ma sempre guidato da un alto senso di consapevolezza e di carità ecclesiale
    (30Giugno2002, Domenica).

    E , aggiungiamo, non poteva essere diversamente. Pensiamo solo ad un fatto : dopo 16 secoli torna a pieno titolo nella Chiesa un itinerario catecumenale , sul modello del catecumenato primitivo . Non poteva essere un processo di approvazione né semplice, né sbrigativo , né superficiale. Anzi queste note di discussione “vivace”, “a volte difficile” , sottolineano l’importanza degli argomenti e della prassi che la Chiesa andava ad approvare.

    “ilCamminoNeocatecumenale è il più misterioso ed esplosivo…..capi inavvicinabili…testi top secret…
    i censori vaticani del Sant’Uffizio hanno dovuto sudare…gli adepti….un percorso iniziatico svelato per gradi … non c’è la parola fine…”
    anche qui vengono fatte affermazioni azzardate, soprattutto sulla disponibilità dei testi delle catechesi , che sono state messe a disposizione delle varie Congregazioni fin quasi dall’inizio della diffusione del Cammino in Italia, quando queste catechesi erano nient’altro che delle tracce , copiate in ciclostile , per permettere ai catechisti di seguire il filo logico della formazione . Questi testi sono stati poi corretti, sviluppati e integrati nel corso degli anni insieme con le Congregazioni coinvolte , specialmente con la Congregazione per la Dottrina della Fede sotto la supervisione dell’allora Card. Ratzinger . E’ certo che con la scadenza della approvazione “ad experimentum” degli Statuti il prossimo Giugno 2007 , se il Cammino Neocatecumenale riceverà il benestare definitivo della Santa Sede , questo sarà strettamente legato alla approvazione del Direttorio Catechetico che diverrà perciò ufficiale e di pubblico dominio.

    “L’inizio è in incognito”
    questa è una bugia perché l’inizio delle catechesi è preceduto dall’annuncio in Chiesa durante le S.Messe . All’esterno delle chiese vengono consegnati personalmente gli inviti alle catechesi stampati per l’occasione.

    “Né si dichiarano per quello che sono i due catechisti venuti da fuori , accompagnati da un prete”
    anche questa è una bugia perché già al primo incontro i catechisti dichiarano la loro appartenenza ecclesiale e illustrano una breve storia del Cammino.

    “….Kiko e Carmen offrono un progetto chiavi in mano completo…..prendere o lasciare..”
    Il commento più autorevole a questa affermazione sprezzante su Kiko e Carmen viene da Papa
    Paolo VI , il quale parlò direttamente del Cammino per la prima volta il giorno 8 Maggio 1974
    Con queste parole “…Il vostro proposito, mentre per voi è un modo consapevole ed autentico di vivere la vostra vocazione cristiana, si traduce in una testimonianza efficace per gli altri: fate dell’apostolato solo PERCHE’ SIETE QUELLO CHE SIETE!…”
    ALTRO CHE PRENDERE O LASCIARE !

    “Sono messe chiuse, chiusissime”
    Non sappiamo se il giornalista parla per esperienza personale , la nostra esperienza invece indica il contrario : chi lo desidera può partecipare liberamente alle messe, anzi non è raro che siano i fratelli stessi ad invitare qualche conoscente . Inoltre , quelli che vengono alle messe del sabato sera vengono presentati all’assemblea e salutati con un applauso di benvenuto!.

    “E su quelli di fuori i giudizi non sono benevoli. Sono massa dannata” , “Gli uomini di Chiesa che non si fidano del Cammino e lo criticano sono i moderni faraoni, nemici del popolo eletto”

    Anche queste considerazioni sono espresse in modo fazioso perché non corrispondono alla verità.Di solito queste sono espressioni che si “prelevano” da ex neocatecumenali ed elaborate in modo acritico, che contribuiscono a marchiare con il segno della intolleranza e del disprezzo una realtà ecclesiale i cui frutti di bene sono evidenti . Il diritto di critica sul Cammino è sacrosanto ma deve essere accompagnato da un discernimento serio e oggettivo , specialmente da parte degli uomini di Chiesa. Questo non esclude che , talvolta, qualche neocatecumenale , specialmente se catechista, possa cadere nel peccato di superbia o nel giudizio contro i detrattori del Cammino, ma in questo caso è compito della Comunità stessa correggere il fratello : la Comunità sovrintende al carisma personale , allo stesso modo con il quale Santa Madre Chiesa sovrintende ai carismi ecclesiali.
    Il Cammino ha nemici? Certo , quelli che il Cammino stesso è chiamato ad amare come tali.

    Per quanto riguarda la lettera dell’Arcivescovo di Catania Mons.Bommarito , è evidente che il prelato parla per la situazione da lui riscontrata nella sua Diocesi . Mons. Bommarito supporta le sue pesanti (su questo termine siamo d’accordo) dichiarazioni con le testimonianze delle “esperienze concrete vissute con una certa sofferenza nell’ambito di molte chiese locali italiane e non solo italiane” : dal punto di vista del Cammino potremmo dire che sarebbe anche opportuno parlare non solo in termini di “certe sofferenze” ma anche in termini di “certe INsofferenze”. Cioè : queste “sofferenze” non è che “casualmente” nascano da originarie “INsofferenze” ? Nel testo della Lettera lo svela lo stesso Arcivescovo, quando “sollecita velatamente” il Cammino ad adeguarsi al Piano Pastorale dell’episcopato italiano e del Pastore locale.
    Singolare , dopo tante pesanti accuse, l’auspicio finale che l’Arcivescovo dichiara nella Lettera :

    “Adesso occorre riesaminare però i passi compiuti e rivedere e verificare – alla luce della ecclesiologia conciliare, del Catechismo della Chiesa Cattolica, degli orientamenti del Piano pastorale dell’episcopato italiano e del Piano pastorale del proprio Pastore – quanto le nostre comunità parrocchiali attendono dal carisma che vi è stato affidato dal Signore e che speriamo venga riconosciuto quanto prima dallo Spirito attraverso l’approvazione dello Statuto da anni presentato alla S.Sede.
    Il Signore Gesù e la Vergine Santa benedicano e assistano il vostro Cammino perché sia illuminato dalla Scrittura Santa da voi meditata e perché viva in stretta comunione con il Vescovo, con i Parroci e con tutte le realtà ecclesiali che lo Spirito suscita per il cammino di santità di tutto il popolo di Dio.

    Con larga cordiale benedizione anche per l’Avvento e il Natale del Signore nostro Gesù.
    Avvento 2001 Vostro + Luigi, Arcivescovo”
    Potremmo dire : il bastone , prima, la carota , poi. Il ceffone alla guancia destra ma una carezza alla sinistra. Il senso recondito dello scritto è : non mi sta bene niente di quello che dite e che fate ma non posso non vedere i frutti del vostro lavoro…….e la cosa mi secca parecchio! E non solo a me , anche a tanti altri confratelli Vescovi!
    Sono molto più coerenti i detrattori “duri e puri” del Cammino che vanno giù a mazzate sia sul piano teologico che su quello catechetico e pratico! Almeno quelli sono trasparenti nella loro avversione!

    “Scarnificare le coscienze con domande che nessun confessore farebbe”. Quest’ultima critica fa riferimento agli “scrutini”….
    Qui si tocca un punto essenziale non solo della prassi catechetica del Cammino Neocateucmenale, ma
    quella della Chiesa cattolica intera : il rispetto del foro interno. Cosa significa “rispettare il foro interno” di una persona? Significa evitare assolutamente di interpellare la coscienza sulle esigenze della Fede cristiana e cattolica? Noi siamo convinti di no, altrimenti si fa della fede una astrazione, senza alcun legame con la vita concreta delle persone. Allora , se la fede è una astrazione, anche Cristo si riduce a una astrazione , si fa di Lui il semplice promotore di una ideologia , di un castello di valori che poi possono essere vissuti concretamente a discrezione della volontà personale. Ma noi sappiamo che la Verità svelata in Cristo è che siamo chiamati a vivere nella volontà di Dio , non nella nostra.
    Se accettiamo questa logica , allora possiamo accettare di essere interpellati dalla Parola di Dio , là dove siamo presenti noi e Dio , nel Santuario dove ciascuno di noi è nudo di fronte al suo Creatore e perciò nulla gli può nascondere ( neanche, e soprattutto, “le proprie colpe passate e presenti, anche le più turpi e segrete”) .
    Se , al contrario, rifiutiamo questa logica, allora parliamo di una fede self-made , fatta in casa e adattata alle proprie convinzioni. Allora non parliamo più di Fede in Cristo e nella sua Chiesa.

    Allora , probabilmente, il problema è : a chi tocca? A chi compete entrare nel foro interno e interpellare la coscienza personale? Al prete o al laico? Non è una questione secondaria, anzi.
    Su questo tema tocca alla Chiesa dare una risposta . Noi, come fedeli, pensiamo che tocchi al prete
    sia nella veste di confessore che in quella di direttore spirituale. L’importante è che lo faccia.
    Per questo ci sembra grave l’affermazione del Vescovo Bommarito dove dice che vengono fatte “domande che nessun confessore farebbe”. Perché se nessun confessore o direttore spirituale al quale un cristiano si affida per accedere al Sacramento della Riconciliazione o per la guida spirituale della propria vita, è autorizzato ad interpellare la coscienza del fedele secondo Verità, allora di cosa si parla nella Confessione o nella direzione spirituale ? Di cose astratte? Di concetti? Di principi?
    E allora quale valore concreto ha la mediazione , la quale è una specifica prerogativa dell’Ordine sacerdotale? Un valore meramente filosofico?
    E quando si dice che il prete agisce “in persona Christi”cosa si intende allora ?


    “La contraccezione è bandita, anche quella naturale approvata dalla Chiesa, e le figliolanze plurime sono praticate ed esaltate”

    Ci risulta che la contraccezione sia “bandita” ( che termine!!!!) dalla Chiesa, non dal Cammino.Anche quella basata sui metodi naturali. Basta leggere , senza distorcerla, l’Enciclica “Humanae Vitae” di Paolo VI. Il giornalista ripropone il suo disprezzo per l’apertura alla vita delle coppie del Cammino.
    Altri commenti sono superflui.

    “Se poi di due coniugi uno è fuori e l’altro è dentro, quest’ultimo non avrà pace finchè non avrà portato in comunità il riluttante. E se non vi riesce, fuori anche lui….”

    Questa è un’ulteriore fandonia. Io stesso sono in Cammino da ormai 17 anni e mia moglie no. Nessuno mi ha mai detto di andarmene. Certo è più difficile , una strada più dura da percorrere , perché manca
    una comune esperienza di conversione. Ma, per molti versi, è anche una condizione privilegiata, perché permettere di toccare con mano che Dio agisce attraverso le persone e un coniuge che si converte, converte anche l’altro . E questa è una esperienza che rafforza la Fede, non la indebolisce , perché è una Fede provata dal confronto con l’altro, anche dalle incomprensioni o addirittura dalle persecuzioni.
    E’ nei fatti che si misura il valore di questa situazione . Se la conversione personale è vera, Dio è garante dell’unità coniugale, indipendentemente dalla partecipazione o meno di entrambi all’esperienza neocatecumenale.


    “A meno che non si separi…..”

    Questa è un’altra enorme bugia : al contrario , Kiko , Carmen e qualsiasi catechista del Cammino al mondo , mettono l’unità del matrimonio prima di ogni altra cosa , anche della partecipazione stessa al percorso neocatecumenale . Ma si tratta di una cosa ben diversa dall’estromissione di tipo “se non vi riesce, fuori anche lui” , vista sopra.

    “Anche l’architettura cristiana la rivoltano a modo loro….” , “le focacce e i boccali di vino”

    Kiko Arguello ha studiato all’Accademia di Belle Arti a Madrid , è stato pittore di fama nazionale in Spagna , fino al momento della sua conversione, personale e artistica. Ha studiato profondamente , non solo sui libri, la genesi e lo sviluppo dell’estetica cristiana .Ha cercato e trovato i legami tra la tradizione iconografica orientale e la tradizione pittorica occidentale girando in lungo e in largo l’Europa. Con queste basi sta proponendo una sua personale sintesi artistica e architettonica del luogo sacro , specialmente del luogo del culto eucaristico .
    Su questo aspetto ciascuno può avere la sua opinione , esprimere un giudizio positivo o negativo , ma presentare l’architettura cristiana del Cammino come una distorsione di quella tradizionale è semplicemente disonesto sotto il profilo critico e intellettuale. Evidentemente il giornalista ha poca frequentazione con le moderne architetture sacre , queste SI sono un vero e proprio affronto alla migliore tradizione architettonica cristiana.
    Per ciò che riguarda focacce e boccali , stendiamo un velo pietoso sull’ironia a buon mercato di questo dotto giornalista che molto probabilmente non ha neanche mai visto il pane eucaristico preparato nelle Comunità e le coppe che contengono il vino.

    “Si può capire che in curia il Cardinale Jorge Arturo Medina Estevez , Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, veda malissimo queste bizzarrie liturgiche”

    Che il Cardinale veda malissimo queste bizzarie liturgiche lo dice il giornalista, che il Cardinale sappia che queste “bizzarrie” corrispondono a specifiche autorizzazioni concesse al Cammino dalla stessa Congregazione citata è certamente incontestabile. Basta conoscere gli AAS ( Acta Apostolicae Sedis) che riguardano le modifiche alla Liturgia concesse al Cammino. Ma al nostro giornalista questo sembra non interessare…..

    Il cardinale Joseph Ratzinger , (allora) Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha imposto di riscrivere sotto la sua supervisione i 13 volumi segreti del Cammino, la predicazione di Kiko e Carmen ai loro iniziali discepoli,prima che divengano pubblici.La riscrittura è in corso e risulta parecchio complicata.

    I 13 “volumi segreti” del Cammino, ovvero il Direttorio catechetico , sono oggetto di studio e verifica ormai da alcuni decenni presso le varie Congregazioni competenti per gli aspetti propriamente catechetici (Congregazione del Clero), liturgici (Congregazione per il Culto Divino) dottrinali ( Congregazione per la Dottrina della Fede). Questo è un fatto assolutamente normale in un processo di approvazione di uno strumento di catechesi nato su una predicazione viva, non studiata a tavolino , che doveva incarnarsi in situazioni personali concrete e quindi sicuramente ricca di espressioni figurate, paradossi , esempi legati a fatti concreti , certamente né dotta, né dogmatica e neppure “logica” sotto il profilo della continuità del discorso.
    Questo processo di “riscrittura” sarà certamente completato per l’anno 2007, nel quale la Chiesa dovrà esprimersi definitivamente sul Cammino Neocatecumenale ,sulla sua ortodossia alla Dottrina Cattolica, sulla conformità del Direttorio catechetico al Catechismo della Chiesa Cattolica e……..sulla realtà dei frutti raccolti dalla Chiesa per mezzo di questo itinerario di “formazione cattolica valido per la società e i tempi odierni” , secondo le parole di Giovanni Paolo II nella sua lettera “Ogniqualvolta”
    del 1990 nella quale riconosceva nel Cammino Neocatecumenale uno dei frutti del Concilio VaticanoII.

    La parte conclusiva dell’articolo parla di “potenza dei numeri del successo neocatecumenale” e della “umiliazione inferta da Kiko e Carmen ai moderni faraoni” :

    vorremmo proporre al nostro integerrimo giornalista un reportage sulla vita quotidiana di Kiko e di Carmen, ma , ancor di più, della vita quotidiana degli itineranti e delle famiglie in missione nel mondo , senza dimenticare di visitare qualche seminario Redemptoris Mater e di partecipare a qualche celebrazione eucaristica per poter dare UN GIUDIZIO OGGETTIVO degno di un giornalista libero e responsabile.
    Quanto alle umiliazioni , questo articolo è un perfetto paradigma di quanto il Cammino Neocatecumenale sta subendo in termini di umiliazione oramai da molti anni fuori e, putroppo, dentro la Chiesa Cattolica.
    Senza rispondere, porgendo l’altra guancia.

  5. #5
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    Cattiva storia, cattiva maestra. La strana liturgia dei neocatecumenali
    Un libro autorizzato dai fondatori Kiko e Carmen fa l’apologia del Cammino, dottrinale e liturgica. Ma sul modo con cui celebrano la messa le critiche restano intatte

    di Sandro Magister

    ROMA, 24 gennaio 2005 – Tra i nuovi movimenti sorti nella Chiesa cattolica negli ultimi decenni – sui cui “pericoli” ha messo in guardia un editoriale della “Civiltà Cattolica” del 19 agosto 2004 – ce n’è uno che più di altri è sotto osservazione: il Cammino Neocatecumenale.

    Iniziato nel 1964 in Spagna da Francisco “Kiko” Argüello e da Carmen Hernández (nella foto), il Cammino ha avuto uno sviluppo impressionante in tutto il mondo. Il 29 giugno 2002 la Santa Sede ne ha approvato lo statuto. Ma con ciò gli esami non sono finiti. Quello stesso anno, il 21 settembre, Giovanni Paolo II ha ricordato ai capi del Cammino:

    “Spetta ora ai dicasteri competenti della Santa Sede esaminare il direttorio catechetico e tutta la prassi catechetica nonché liturgica del Cammino stesso”.

    In effetti, i catechismi scritti da Kiko e Carmen, che modellano l’intero Cammino, non sono stati mai resi pubblici, e sono tutt’ora sotto l’esame della congregazione vaticana per la dottrina della fede.

    Scritti “in modo un po’ caotico, con formulazioni teoriche non nitide, con il ricorso a paradossi, più per immagini che per concetti” (così in una valutazione della loro stesura iniziale, da parte della congregazione vaticana del clero
    ),(QUESTI CATECHISMI INIZIALI SONO IN MANO ALLA CONGREGAZIONE DA “SOLO” 30 ANNI E GIUDICATI PRIVI DI AFFERMAZIONI CONTRARIE ALLA DOTTRINA CATTOLICA (vedi libro “Il Cammino Neocatecumenale nelle parole di Paolo VI e Giovanni Paolo II, Ed.S.Paolo a pag.9)(INOLTRE ,NON RISULTANO DOCUMENTI UFFICIALI RIPORTANTI LE PAROLE MESSE SOTTO VIRGOLETTE DA MAGISTER – E QUINDI “LOGION” CIOE’ PAROLECOSI’ COME SONO STATE DETTE , e DA CHI POI ? SE MAGISTER HA PARLATO CON QUALCHE PRELATO – cosa di cui dubito peraltro- NE FACCIA IL NOME. OGNI GIORNALISTA CHE SVOLGE CON COSCIENZA LA PROPRIA PROFESSIONE SA CHE E’ INDISPENSABILE CITARE LE FONTI , ALTRIMENTI LA NOTIZIA E’ PRIVA DIFONDAMENTO ( ergo se le può essere sognate lui di notte le parole citate) , essi si sono prestati negli anni ad accuse di errori dottrinali, che la loro pubblicazione riveduta e corretta dovrebbe fugare (VORREI VEDERE CHE LA CHIESA PUBBLICA DOCUMENTI CONTENENTI ERRORI DOTTRINALI….. QUALE ARGUZIA , MI VERREBBE DA DIRE , E LO DICO)

    Ma tale pubblicazione appare ancora lontana ( E LUI LO HA SAPUTO DAQUALCUNO ?LE FONTI , LE FONTI !!!!) Di nota c’è finora soltanto una sintesi delle prime quindici catechesi e dei successivi due giorni di convivenza, cioè della fase di nascita di ogni nuova comunità: due mesi su un arco di quindici anni che è la durata minima della catechesi del Cammino( E CHE VUOL DIRE “DI NOTA”? CIOE’ CHE L’UNICO DOCUMENTO UFFICIALE E’ QUESTO ARTICOLO , ALLORA I CATECHISTI SONO DEI BUGIARDI QUANDO CI DICONO CHE MANCA SOLO LA VALUTAZIONE DELLE CATECHESI RELATIVE ALLA TAPPA DELL’ELEZIONE E DEL RINNOVO DELLE PROMESSE BATTESIMALI… - CHIEDO VENIA MA CREDO AI CATECHISTI (TESTIMONI E NONMAGISTER!)

    La sintesi è stata resa pubblica – evidentemente per volontà di Kiko e Carmen e con l’utilizzo di loro testi inediti – alla fine del 2004, in Italia, da un sacerdote del Cammino, Piergiovanni Devoto, in un libro dal titolo: “Il neocatecumenato. Un’iniziazione cristiana per adulti”, stampato dall’editrice Chirico, di Napoli.

    Il libro è un’aperta apologia del Cammino Neocatecumenale, in risposta alle critiche fin qui avanzate anche da vescovi e cardinali autorevoli, prima e dopo l’approvazione dello statuto
    (CHE SIA UNA APOLOGIA LO DICE LUI , QUINDI RIMANE UNA OPINIONE.POI VORREI CAPIRE QUANDO MAI LUI HA SCRITTO QUALCOSA CONTRO SE STESSO!)
    Avvalorano tale apologia la calorosa prefazione scritta dall’arcivescovo Paul Josef Cordes, presidente del pontificio consiglio “Cor Unum”, e più ancora le innumerevoli attestazioni di stima da parte di Giovanni Paolo II, raccolte nella seconda parte del libro. (CIOE’ SE LA CHIESA – IL PAPA – TI DICE CHE SEI NEL GIUSTO TU LA CHIAMI APOLOGIA…..MAH! )
    * * *

    C’è però un punto sul quale l’apologia resta debole. E riguarda la prassi liturgica del Cammino.

    I neocatecumenali usano celebrare la messa domenicale il sabato sera, separatamente dalla comunità parrocchiale alla quale appartengono.
    Non solo. Dato che ciascuna comunità neocatecumenale corrisponde a un preciso stadio del Cammino, ciascuna comunità di venti, trenta persone ha la sua messa. Se in una parrocchia vi sono dieci comunità, il sabato sera vi saranno dieci messe a sé stanti, in locali separati.

    Dal 2002 lo statuto approvato dalla Santa Sede obbliga tali messe ad essere “aperte anche ad altri fedeli” (art. 13, 3), ma nei fatti niente è cambiato
    .( E’ VERO , IO NON HO VISTO ALTRI FEDELI PARTECIPARE ALL’EUCARESTIA , NONOSTANTE LE PORTE REGOLARMENTE APERTE . CI VENGONO SOLO QUELLI ACCOMPAGNATI DAI FRATELLI SU INVITO O SU RICHIESTA . PERCHE’ ? FORSE PERCHE’ ALLE 21,00 E’ TROPPO TARDI ? O FORSE PERCHE’ GLI ALTRI FEDELI NON “VOGLIONO AVERE A CHE FARE CON I NEOCATECUMENALI”? DI FATTO , AL CONTRARIO , QUANDO LE COMUNITA’ VENGONO CONVOCATE DAL PARROCO ALLE LITURGIE DELLA PARROCCHIA ,LA PARTECIPAZIONE E’ PIENA , ALLORA COME LA METTIAMO ‘STA FACCENDA?)

    E poi, soprattutto, è il modo con cui le messe sono celebrate a sollevare forti riserve, in Vaticano e fuori.

    Il 7 ottobre 2004 Giovanni Paolo II ha indetto per tutta la Chiesa “l’anno dell’eucaristia”, con la finalità di ravvivare la celebrazione della messa.

    A tale scopo ha scritto la lettera apostolica “Mane Nobiscum Domine”, dopo aver già pubblicato nel 2003 l’enciclica “Ecclesia de Eucharistia”, seguita il 25 marzo 2004 dall’istruzione “Redemptionis Sacramentum” della congregazione per il culto divino, “su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la santissima eucaristia”.

    Tra l’enciclica, l’istruzione, le indicazioni per l’anno eucaristico da un lato, e la prassi liturgica del Cammino Neocatecumenale dall’altro, il confronto è stridente.
    (HO LETTO TUTTE LE ENCICLICHE CITATE E IN NESSUNA DI ESSE LE “DEFORMAZIONI” RIPORTATE CORRISPONDONO AD ATTI PRATICATI NELLA LITURGIA NEOCATECUMENALE . POI , S.MAGISTER HA MAI PARTECIPATO A UNA LITURGIA EUCARISTICA NEOCATECUMENALE : 1) NO – E ALLORA DI CHE PARLA? 2) SI – E ALLORA NON E’ VERO CHE ALTRI NON SONO AMMESSI ALLA LITURGIA

    Il libro “autorizzato” di don Devoto cerca di difendere il Cammino da alcune delle accuse ricorrenti: in particolare di oscurare la natura sacrificale della messa e di minimizzare la permanente presenza reale di Cristo nel pane consacrato.

    E per giustificare la prassi liturgica del Cammino l’autore si rifà a testi inediti di Kiko e di Carmen, nei quali essi dettano ai discepoli una loro particolarissima storia della messa, stando alla quale il grande merito del Cammino sarebbe di riportare la celebrazione della messa alla purezza delle origini.

    Ma è proprio questa ricostruzione storica – con la prassi che ne vien fatta derivare – il punto più criticabile dell’apologia
    ( E RIDAJE! – direbbero i romani –SE IL BUON MAGISTER AGGIUNGESSE ALMENO QUALCHE RIFERIMENTO STORICO CHE SUPPORTASSE LA CRITICA , CIOE’ INDICASSE QUALE E’ LA “RICOSTRUZIONE STORICA” INDISCUTIBILE …)

    Eccone qui di seguito alcuni passaggi esemplificativi, tratti dalle pagine 71-77:

    “Nel corso dei secoli l’eucaristia è stata spezzettata e ricoperta, rivestita fino al punto che noi non vedevamo nella nostra messa da nessuna parte la risurrezione di Gesù Cristo”...

    “Nel IV secolo, con la conversione di Costantino e con l’ingresso nella Chiesa di masse pagane che non capiscono né vivono la Pasqua, il cristianesimo diventa religione ufficiale dell’impero e, pertanto, protetto. Va in chiesa per celebrare l’eucaristia anche l’imperatore col suo corteo: nascono così liturgie di ingresso, rese solenni da canti e da salmi, che perdurano nel tempo e, quando questi vengono poi eliminati, rimane solo l’antifona, senza più il salmo, costituendo un vero e proprio assurdo”...

    “Analogamente prendono campo le processioni offertoriali, nelle quali emerge la concezione propria della religiosità naturale che tende a placare la divinità mediante doni e offerte”...

    “Col passare dei secoli le orazioni private che si inseriscono in notevole quantità nella messa. L’assemblea non c’è più, la messa ha preso un tono penitenziale, in netto contrasto con l’esultanza pasquale da cui è sorta”...

    “E mentre il popolo vive la privatizzazione della messa, da parte dei dotti vengono elaborate teologie razionali, che, se contengono ‘in nuce’ l’essenziale della Rivelazione, sono ammantate di abiti filosofici estranei a Cristo e agli apostoli”...

    “Allora si capisce perché sorse Lutero, che fece piazza pulita di tutto ciò che credeva fosse aggiunta o tradizione puramente umana”...

    “Quando si perde di vista che cosa è il sacramento, che cosa è il memoriale, allora si passa a dare definizioni filosofiche che non solo non possono esaurire la realtà che contengono, ma sono necessariamente legate alla filosofia che le esprime. Così Lutero, che non ha mai dubitato della presenza reale di Cristo nell’eucaristia, ha rifiutato la ‘transustanziazione’, perché legata al concetto di sostanza aristotelico-tomistico, estraneo alla Chiesa degli apostoli e dei Padri”...

    “La rigidità e il fissismo del Concilio di Trento generarono una mentalità statica in liturgia, arrivata fino ai nostri giorni, pronta a scandalizzarsi di qualsisasi mutamento o trasformazione. E questo è un errore, perché la liturgia è vita, una realtà che è lo Spirito vivente tra gli uomini. Perciò non lo si può mai imbottigliare”...

    “Usciti fuori da una mentalità legalista e fissista, abbiamo assistito col Vaticano II a un profondo rinnovamento della liturgia. Sono stati tolti dall’eucaristia tutti quei paludamenti che la ricoprivano. È interessante vedere che in origine l’anafora [cioè la preghiera della consacrazione] non era scritta ma improvvisata dal presidente”...

    “La Chiesa ha tollerato per secoli forme non genuine. Così si è visto che il ‘Gloria’, che faceva parte della liturgia delle ore recitate dai monaci, è entrato nella messa quando delle due azioni liturgiche si è fatta un unica celebrazione, e che il ‘Credo’ è comparso all’apparire di eresie e di apostasie. Anche l’’Orate Fratres’ è esempio culminante delle preghiere con cui si infarciva la messa”...

    “La celebrazione dell’eucaristia il sabato sera non è per facilitare l’esodo domenicale, ma per andare alle radici: il giorno di riposo per gli ebrei parte dalle prime tre stelle del venerdì e i primi vespri della domenica per tutta la Chiesa sono da sempre il sabato sera”...

    “Il sabato si tratta di entrare nella festa con tutto l’essere, per sedersi alla mensa del Gran Re e gustare già ora il banchetto della vita eterna. Dopo la cena, un po’ di festa cordiale e amichevole concluderà questa giornata”...

    * * *

    I frutti di questa discutibile
    (E DISCUTIAMONE ! MA CON ARGOMENTI , PER FAVORE!) lezione di storia sono visibili nelle liturgie celebrate dalle comunità neocatecumenali in tutto il mondo.

    Le messe sono celebrate quasi sempre, comunità per comunità, non nelle chiese, ma in locali di parrocchia. Secoli di architettura e di arte sacra sono così azzerati
    (QUESTA E’ UNA BARZELLETTA DA RACCONTARE AI FIGLI – HA MAI VISTO IL SIG. MAGISTER CERTE CHIESE REALIZZATE DA ARCHITETTI MODERNI? NON SONO FORSE LA NEGAZIONE DI SECOLI DI ARCHITETTURA E ARTE SACRA ?) E sostituiti da una nuova ambientazione tipica del Cammino, dominata da una grande tavola da pranzo quadrata al centro della stanza (PECCATO CHE IL QUADRATO ABBIA 4 LATI DI UGUALLUNGHEZZA , MENTRE LE TAVOLE CHE PREPARIAMO NOI SONO RETTANGOLARI E PROPORZIONATEALLO SPAZIO DELL’AMBIENTE DOVE SI CELEBRA) Le immagini in uso sono nello stile del fondatore, Kiko, che è pittore bizantineggiante (E’ UNCOMPLIMENTO O UNA OFFESA ?) E così i canti. L’accompagnamento musicale è alla chitarra, definito lo strumento “che più si avvicina all’antico salterio ebraico”.

    La celebrazione è formalmente aperta a chiunque. In realtà il momento d'ingresso è uno scambio di saluti, di presentazioni, di applausi, che fanno da sbarramento agli estranei alla comunità
    (BALLA ENORME ! FORSE HA VISTO UN CONGRESSO DEL PCI –GLI OSPITI –NORMALMENTE ESTRANEI ALLA COMUNITA’ VENGONO PRESENTATI , TALVOLTA SI AUTO-PRESENTANO , VIENE PORTO LORO UN SALUTO DI BENVENUTO,CON APPLAUSO FINALE A LORO DEDICATO , ALLA FACCIA DELLO SBARRAMENTO )

    Nella liturgia della Parola le letture sono precedute e seguite ciascuna da lunghe “ammonizioni” da parte dei catechisti
    (CI RISIAMO , MA HA PARTECIPATO A QUALCHE LITURGIA EUCARISTICA ?LE AMMONIZIONI –CHE I CATECHISTI RACCOMANDANO ESSERE BREVI – SONO FATTE DAI FRATELLI CHE PREPARANO LA LITURGIA DELLA PAROLA , RARAMENTE DAI CATECHISTI , LE AMMONIZIONI DEI QUALI SONONORMALMENTE BREVISSIME) e seguite da “risonanze” da parte di numerosi presenti. L’omelia del sacerdote poco si distingue dall’insieme dei commenti (INFATTI NON A CASO E’ SVOLTA AL TERMINE DELLE RISONANZE , CON TANTO DI LEZIONARIO IN MANO AL PRESBITERO CHE SPIEGA LA PAROLA , ANCHE TENENDO CONTO DELLE RISONANZE)

    La liturgia eucaristica si distacca anch’essa dalla norma
    (MA COSA DICE? DI QUALE NORMA PARLA ? GLI ADATTAMENTI DELLA LITURGIA EUCARISTICA DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE SONO STATI AUTORIZZATI IL 19 DICEMBRE 1988 DALLA CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO IN RIFERIMENTO ALL’ISTRUZIONE “ACTIOPASTORALIS” PAR. 6-11) per riproporre invece i presunti gesti fisici della primitiva comunità apostolica: col pane che è una grossa pagnottaPANE EUCARISTICO IN USO NELLA LITURGIA EUCARISTICA DEL CAMMINO


    Cattiva storia, cattiva maestra. La strana liturgia dei neocatecumenali
    Un libro autorizzato dai fondatori Kiko e Carmen fa l’apologia del Cammino, dottrinale e liturgica. Ma sul modo con cui celebrano la messa le critiche restano intatte

    di Sandro Magister



    ROMA, 24 gennaio 2005 – Tra i nuovi movimenti sorti nella Chiesa cattolica negli ultimi decenni – sui cui “pericoli” ha messo in guardia un editoriale della “Civiltà Cattolica” del 19 agosto 2004 – ce n’è uno che più di altri è sotto osservazione: il Cammino Neocatecumenale.

    Iniziato nel 1964 in Spagna da Francisco “Kiko” Argüello e da Carmen Hernández (nella foto), il Cammino ha avuto uno sviluppo impressionante in tutto il mondo. Il 29 giugno 2002 la Santa Sede ne ha approvato lo statuto. Ma con ciò gli esami non sono finiti. Quello stesso anno, il 21 settembre, Giovanni Paolo II ha ricordato ai capi del Cammino:

    “Spetta ora ai dicasteri competenti della Santa Sede esaminare il direttorio catechetico e tutta la prassi catechetica nonché liturgica del Cammino stesso”.

    In effetti, i catechismi scritti da Kiko e Carmen, che modellano l’intero Cammino, non sono stati mai resi pubblici, e sono tutt’ora sotto l’esame della congregazione vaticana per la dottrina della fede.

    Scritti “in modo un po’ caotico, con formulazioni teoriche non nitide, con il ricorso a paradossi, più per immagini che per concetti” (così in una valutazione della loro stesura iniziale, da parte della congregazione vaticana del clero
    ),(QUESTI CATECHISMI INIZIALI SONO IN MANO ALLA CONGREGAZIONE DA “SOLO” 30 ANNI E GIUDICATI PRIVI DI AFFERMAZIONI CONTRARIE ALLA DOTTRINA CATTOLICA (vedi libro “Il Cammino Neocatecumenale nelle parole di Paolo VI e Giovanni Paolo II, Ed.S.Paolo a pag.9)(INOLTRE ,NON RISULTANO DOCUMENTI UFFICIALI RIPORTANTI LE PAROLE MESSE SOTTO VIRGOLETTE DA MAGISTER – E QUINDI “LOGION” CIOE’ PAROLECOSI’ COME SONO STATE DETTE , e DA CHI POI ? SE MAGISTER HA PARLATO CON QUALCHE PRELATO – cosa di cui dubito peraltro- NE FACCIA IL NOME. OGNI GIORNALISTA CHE SVOLGE CON COSCIENZA LA PROPRIA PROFESSIONE SA CHE E’ INDISPENSABILE CITARE LE FONTI , ALTRIMENTI LA NOTIZIA E’ PRIVA DIFONDAMENTO ( ergo se le può essere sognate lui di notte le parole citate) , essi si sono prestati negli anni ad accuse di errori dottrinali, che la loro pubblicazione riveduta e corretta dovrebbe fugare (VORREI VEDERE CHE LA CHIESA PUBBLICA DOCUMENTI CONTENENTI ERRORI DOTTRINALI….. QUALE ARGUZIA , MI VERREBBE DA DIRE , E LO DICO)

    Ma tale pubblicazione appare ancora lontana ( E LUI LO HA SAPUTO DAQUALCUNO ?LE FONTI , LE FONTI !!!!) Di nota c’è finora soltanto una sintesi delle prime quindici catechesi e dei successivi due giorni di convivenza, cioè della fase di nascita di ogni nuova comunità: due mesi su un arco di quindici anni che è la durata minima della catechesi del Cammino( E CHE VUOL DIRE “DI NOTA”? CIOE’ CHE L’UNICO DOCUMENTO UFFICIALE E’ QUESTO ARTICOLO , ALLORA I CATECHISTI SONO DEI BUGIARDI QUANDO CI DICONO CHE MANCA SOLO LA VALUTAZIONE DELLE CATECHESI RELATIVE ALLA TAPPA DELL’ELEZIONE E DEL RINNOVO DELLE PROMESSE BATTESIMALI… - CHIEDO VENIA MA CREDO AI CATECHISTI (TESTIMONI E NONMAGISTER!)

    La sintesi è stata resa pubblica – evidentemente per volontà di Kiko e Carmen e con l’utilizzo di loro testi inediti – alla fine del 2004, in Italia, da un sacerdote del Cammino, Piergiovanni Devoto, in un libro dal titolo: “Il neocatecumenato. Un’iniziazione cristiana per adulti”, stampato dall’editrice Chirico, di Napoli.

    Il libro è un’aperta apologia del Cammino Neocatecumenale, in risposta alle critiche fin qui avanzate anche da vescovi e cardinali autorevoli, prima e dopo l’approvazione dello statuto
    (CHE SIA UNA APOLOGIA LO DICE LUI , QUINDI RIMANE UNA OPINIONE.POI VORREI CAPIRE QUANDO MAI LUI HA SCRITTO QUALCOSA CONTRO SE STESSO!)
    Avvalorano tale apologia la calorosa prefazione scritta dall’arcivescovo Paul Josef Cordes, presidente del pontificio consiglio “Cor Unum”, e più ancora le innumerevoli attestazioni di stima da parte di Giovanni Paolo II, raccolte nella seconda parte del libro. (CIOE’ SE LA CHIESA – IL PAPA – TI DICE CHE SEI NEL GIUSTO TU LA CHIAMI APOLOGIA…..MAH! )
    * * *

    C’è però un punto sul quale l’apologia resta debole. E riguarda la prassi liturgica del Cammino.

    I neocatecumenali usano celebrare la messa domenicale il sabato sera, separatamente dalla comunità parrocchiale alla quale appartengono.
    Non solo. Dato che ciascuna comunità neocatecumenale corrisponde a un preciso stadio del Cammino, ciascuna comunità di venti, trenta persone ha la sua messa. Se in una parrocchia vi sono dieci comunità, il sabato sera vi saranno dieci messe a sé stanti, in locali separati.

    Dal 2002 lo statuto approvato dalla Santa Sede obbliga tali messe ad essere “aperte anche ad altri fedeli” (art. 13, 3), ma nei fatti niente è cambiato
    .( E’ VERO , IO NON HO VISTO ALTRI FEDELI PARTECIPARE ALL’EUCARESTIA , NONOSTANTE LE PORTE REGOLARMENTE APERTE . CI VENGONO SOLO QUELLI ACCOMPAGNATI DAI FRATELLI SU INVITO O SU RICHIESTA . PERCHE’ ? FORSE PERCHE’ ALLE 21,00 E’ TROPPO TARDI ? O FORSE PERCHE’ GLI ALTRI FEDELI NON “VOGLIONO AVERE A CHE FARE CON I NEOCATECUMENALI”? DI FATTO , AL CONTRARIO , QUANDO LE COMUNITA’ VENGONO CONVOCATE DAL PARROCO ALLE LITURGIE DELLA PARROCCHIA ,LA PARTECIPAZIONE E’ PIENA , ALLORA COME LA METTIAMO ‘STA FACCENDA?)

    E poi, soprattutto, è il modo con cui le messe sono celebrate a sollevare forti riserve, in Vaticano e fuori.

    Il 7 ottobre 2004 Giovanni Paolo II ha indetto per tutta la Chiesa “l’anno dell’eucaristia”, con la finalità di ravvivare la celebrazione della messa.

    A tale scopo ha scritto la lettera apostolica “Mane Nobiscum Domine”, dopo aver già pubblicato nel 2003 l’enciclica “Ecclesia de Eucharistia”, seguita il 25 marzo 2004 dall’istruzione “Redemptionis Sacramentum” della congregazione per il culto divino, “su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la santissima eucaristia”.

    Tra l’enciclica, l’istruzione, le indicazioni per l’anno eucaristico da un lato, e la prassi liturgica del Cammino Neocatecumenale dall’altro, il confronto è stridente.
    (HO LETTO TUTTE LE ENCICLICHE CITATE E IN NESSUNA DI ESSE LE “DEFORMAZIONI” RIPORTATE CORRISPONDONO AD ATTI PRATICATI NELLA LITURGIA NEOCATECUMENALE . POI , S.MAGISTER HA MAI PARTECIPATO A UNA LITURGIA EUCARISTICA NEOCATECUMENALE : 1) NO – E ALLORA DI CHE PARLA? 2) SI – E ALLORA NON E’ VERO CHE ALTRI NON SONO AMMESSI ALLA LITURGIA

    Il libro “autorizzato” di don Devoto cerca di difendere il Cammino da alcune delle accuse ricorrenti: in particolare di oscurare la natura sacrificale della messa e di minimizzare la permanente presenza reale di Cristo nel pane consacrato.

    E per giustificare la prassi liturgica del Cammino l’autore si rifà a testi inediti di Kiko e di Carmen, nei quali essi dettano ai discepoli una loro particolarissima storia della messa, stando alla quale il grande merito del Cammino sarebbe di riportare la celebrazione della messa alla purezza delle origini.

    Ma è proprio questa ricostruzione storica – con la prassi che ne vien fatta derivare – il punto più criticabile dell’apologia
    ( E RIDAJE! – direbbero i romani –SE IL BUON MAGISTER AGGIUNGESSE ALMENO QUALCHE RIFERIMENTO STORICO CHE SUPPORTASSE LA CRITICA , CIOE’ INDICASSE QUALE E’ LA “RICOSTRUZIONE STORICA” INDISCUTIBILE …)

    Eccone qui di seguito alcuni passaggi esemplificativi, tratti dalle pagine 71-77:

    “Nel corso dei secoli l’eucaristia è stata spezzettata e ricoperta, rivestita fino al punto che noi non vedevamo nella nostra messa da nessuna parte la risurrezione di Gesù Cristo”...

    “Nel IV secolo, con la conversione di Costantino e con l’ingresso nella Chiesa di masse pagane che non capiscono né vivono la Pasqua, il cristianesimo diventa religione ufficiale dell’impero e, pertanto, protetto. Va in chiesa per celebrare l’eucaristia anche l’imperatore col suo corteo: nascono così liturgie di ingresso, rese solenni da canti e da salmi, che perdurano nel tempo e, quando questi vengono poi eliminati, rimane solo l’antifona, senza più il salmo, costituendo un vero e proprio assurdo”...

    “Analogamente prendono campo le processioni offertoriali, nelle quali emerge la concezione propria della religiosità naturale che tende a placare la divinità mediante doni e offerte”...

    “Col passare dei secoli le orazioni private che si inseriscono in notevole quantità nella messa. L’assemblea non c’è più, la messa ha preso un tono penitenziale, in netto contrasto con l’esultanza pasquale da cui è sorta”...

    “E mentre il popolo vive la privatizzazione della messa, da parte dei dotti vengono elaborate teologie razionali, che, se contengono ‘in nuce’ l’essenziale della Rivelazione, sono ammantate di abiti filosofici estranei a Cristo e agli apostoli”...

    “Allora si capisce perché sorse Lutero, che fece piazza pulita di tutto ciò che credeva fosse aggiunta o tradizione puramente umana”...

    “Quando si perde di vista che cosa è il sacramento, che cosa è il memoriale, allora si passa a dare definizioni filosofiche che non solo non possono esaurire la realtà che contengono, ma sono necessariamente legate alla filosofia che le esprime. Così Lutero, che non ha mai dubitato della presenza reale di Cristo nell’eucaristia, ha rifiutato la ‘transustanziazione’, perché legata al concetto di sostanza aristotelico-tomistico, estraneo alla Chiesa degli apostoli e dei Padri”...

    “La rigidità e il fissismo del Concilio di Trento generarono una mentalità statica in liturgia, arrivata fino ai nostri giorni, pronta a scandalizzarsi di qualsisasi mutamento o trasformazione. E questo è un errore, perché la liturgia è vita, una realtà che è lo Spirito vivente tra gli uomini. Perciò non lo si può mai imbottigliare”...

    “Usciti fuori da una mentalità legalista e fissista, abbiamo assistito col Vaticano II a un profondo rinnovamento della liturgia. Sono stati tolti dall’eucaristia tutti quei paludamenti che la ricoprivano. È interessante vedere che in origine l’anafora [cioè la preghiera della consacrazione] non era scritta ma improvvisata dal presidente”...

    “La Chiesa ha tollerato per secoli forme non genuine. Così si è visto che il ‘Gloria’, che faceva parte della liturgia delle ore recitate dai monaci, è entrato nella messa quando delle due azioni liturgiche si è fatta un unica celebrazione, e che il ‘Credo’ è comparso all’apparire di eresie e di apostasie. Anche l’’Orate Fratres’ è esempio culminante delle preghiere con cui si infarciva la messa”...

    “La celebrazione dell’eucaristia il sabato sera non è per facilitare l’esodo domenicale, ma per andare alle radici: il giorno di riposo per gli ebrei parte dalle prime tre stelle del venerdì e i primi vespri della domenica per tutta la Chiesa sono da sempre il sabato sera”...

    “Il sabato si tratta di entrare nella festa con tutto l’essere, per sedersi alla mensa del Gran Re e gustare già ora il banchetto della vita eterna. Dopo la cena, un po’ di festa cordiale e amichevole concluderà questa giornata”...

    * * *

    I frutti di questa discutibile
    (E DISCUTIAMONE ! MA CON ARGOMENTI , PER FAVORE!) lezione di storia sono visibili nelle liturgie celebrate dalle comunità neocatecumenali in tutto il mondo.

    Le messe sono celebrate quasi sempre, comunità per comunità, non nelle chiese, ma in locali di parrocchia. Secoli di architettura e di arte sacra sono così azzerati
    (QUESTA E’ UNA BARZELLETTA DA RACCONTARE AI FIGLI – HA MAI VISTO IL SIG. MAGISTER CERTE CHIESE REALIZZATE DA ARCHITETTI MODERNI? NON SONO FORSE LA NEGAZIONE DI SECOLI DI ARCHITETTURA E ARTE SACRA ?) E sostituiti da una nuova ambientazione tipica del Cammino, dominata da una grande tavola da pranzo quadrata al centro della stanza (PECCATO CHE IL QUADRATO ABBIA 4 LATI DI UGUALLUNGHEZZA , MENTRE LE TAVOLE CHE PREPARIAMO NOI SONO RETTANGOLARI E PROPORZIONATEALLO SPAZIO DELL’AMBIENTE DOVE SI CELEBRA) Le immagini in uso sono nello stile del fondatore, Kiko, che è pittore bizantineggiante (E’ UNCOMPLIMENTO O UNA OFFESA ?) E così i canti. L’accompagnamento musicale è alla chitarra, definito lo strumento “che più si avvicina all’antico salterio ebraico”.

    La celebrazione è formalmente aperta a chiunque. In realtà il momento d'ingresso è uno scambio di saluti, di presentazioni, di applausi, che fanno da sbarramento agli estranei alla comunità
    (BALLA ENORME ! FORSE HA VISTO UN CONGRESSO DEL PCI –GLI OSPITI –NORMALMENTE ESTRANEI ALLA COMUNITA’ VENGONO PRESENTATI , TALVOLTA SI AUTO-PRESENTANO , VIENE PORTO LORO UN SALUTO DI BENVENUTO,CON APPLAUSO FINALE A LORO DEDICATO , ALLA FACCIA DELLO SBARRAMENTO )

    Nella liturgia della Parola le letture sono precedute e seguite ciascuna da lunghe “ammonizioni” da parte dei catechisti
    (CI RISIAMO , MA HA PARTECIPATO A QUALCHE LITURGIA EUCARISTICA ?LE AMMONIZIONI –CHE I CATECHISTI RACCOMANDANO ESSERE BREVI – SONO FATTE DAI FRATELLI CHE PREPARANO LA LITURGIA DELLA PAROLA , RARAMENTE DAI CATECHISTI , LE AMMONIZIONI DEI QUALI SONONORMALMENTE BREVISSIME) e seguite da “risonanze” da parte di numerosi presenti. L’omelia del sacerdote poco si distingue dall’insieme dei commenti (INFATTI NON A CASO E’ SVOLTA AL TERMINE DELLE RISONANZE , CON TANTO DI LEZIONARIO IN MANO AL PRESBITERO CHE SPIEGA LA PAROLA , ANCHE TENENDO CONTO DELLE RISONANZE)

    La liturgia eucaristica si distacca anch’essa dalla norma
    (MA COSA DICE? DI QUALE NORMA PARLA ? GLI ADATTAMENTI DELLA LITURGIA EUCARISTICA DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE SONO STATI AUTORIZZATI IL 19 DICEMBRE 1988 DALLA CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO IN RIFERIMENTO ALL’ISTRUZIONE “ACTIOPASTORALIS” PAR. 6-11) per riproporre invece i presunti gesti fisici della primitiva comunità apostolica: col pane che è una grossa pagnotta ( E QUI CI METTO ANCHELEFOTO PERCHE’ QUESTO NON SA DI COSA PARLA)


    GROSSA PAGNOTTA PAGNOTTINA (CON CROCE)

    PANE EUCARISTICO IN USO NELLA LITURGIA EUCARISTICA DEL CAMMINO






    impastata e cotta dalla comunità secondo le precise istruzioni di Kiko, col vino che circola di mano in mano in boccali (FORSE HA PARTECIPATO A QUALCHE ADDIO AL CELIBATO E HA ALZATO UN PO’ IL GOMITO O FORSE HA VISTO PER STRADA LA FOTO QUI ALLEGATA , PENSANDO CHE FOSSE LA PUBBLICITA’ DEL CAMMINO)
    con la comunione che è un mangiare e bere tra commensali seduti, attorno alla tavola da pranzo... ( NO COMMENT )
    * * *

    Lo statuto del Cammino Neocatecumenale è stato approvato nel 2002 dalla Santa Sede “ad experimentum” per cinque anni. Ai vescovi è affidato il compito di vigilare sulla sua applicazione.

    Diversi vescovi hanno avanzato riserve, anche recentemente. Ad esempio quello di Brescia, Giulio Sanguineti. Nel 2004, in una lettera, ha scritto che "bisogna evitare che l'eucaristia celebrata nelle comunità neocatecumenali venga percepita come la 'vera' eucaristia rispetto a quella celebrata per tutti i fedeli
    ".(ECCO, QUI DICE UNA COSA VERAMENTE GRAVE : PERCEPITA DA CHI? COME FA UN VESCOVO A DIRE CHE UNA EUCARESTIA E’ “VERA” E , PER LOGICA DEDUZIONE, UN’ALTRA E’ “FALSA” ? QUESTA SI’ E’ ERESIA PURA , MA DUBITO CHE IL VESCOVO SANGUINETI ABBIA MAI DETTO UNA COSA SIMILE)

    Altri vescovi, invece, e in numero crescente, sono entusiasti del Cammino. Ne ammirano la forza di propagazione e la fioritura di vocazioni.
    (AH , SI. E COME MAI SIG. MAGISTER ? FORSE PERCHE’ SONO TUTTI INGANNATI?)

    Giovanni Paolo II è uno dei loro più convinti sostenitori. In Vaticano, li appoggia con forza il cardinale Crescenzio Sepe, prefetto della congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.
    (COSA VUOI…. DUE CHE NON CONTANO NIENTE )

    Ma anche fuori della Chiesa i neocatecumenali fanno qua e là fortuna. Da quando hanno costruito una loro cittadella mondiale sul monte di Korazym, sopra il Mare di Galilea,
    (DETTO ANCHE IL MONTE DELLE BEATITUDINI , SIG.MAGISTER , MATTEOCAP.5…) inaugurata nel 2000 dal papa in persona e frequentatissima da loro pellegrini (MA NON SOLO , C’E’ ANDATO ANCHE IL CARD.MARTINI , POCO FAVOREVOLE ALCAMMINO , E NON MI RISULTA L’ABBIANO CACCIATO VIA…) , godono in Israele di grande favore, specie in alcuni settori dell’ebraismo osservante. ( E QUESTO AI COMUNISTI DA UN FASTIDIO INSOPPORTABILE….)

    Nel 2004 il Cammino Neocatecumenale stava addirittura per avere in concessione dal governo israeliano l’uso permanente dell’aula del Cenacolo, a Gerusalemme. La concessione è stata bloccata in extremis.
    ( FIUUU ! SIAMO SALVI ! SENNO’ ANCHE IL BIGLIETTO CI TOCCAVA PAGARE !) Il progetto allo studio del governo israeliano è di donare l’uso del Cenacolo al papa. (PAPA MINUSCOLO ? : ECCO SVELATO L’ARCANO DI QUESTO ARTICOLO , ATTACCARE E DIFFAMARE IL CAMMINO NEOCATECUMENALE PER ATTACCARE IL PAPA ! E CON LUI TUTTA LA CHIESA CATTOLICA ! VEDI CHE A VOLTE BASTA UN DETTAGLIO PER SCOPRIRE COSA STA’ SOTTO A UN INSIEME DI PAROLE BUTTATE IN PASTO ALLA PUBBLICA OPINIONE SENZA UN RISCONTRO OGGETTIVO E DOCUMENTATO)
    impastata e cotta dalla comunità secondo le precise istruzioni di Kiko, col vino che circola di mano in mano in boccali (FORSE HA PARTECIPATO A QUALCHE ADDIO AL CELIBATO E HA ALZATO UN PO’ IL GOMITO O FORSE HA VISTO PER STRADA LA FOTO QUI ALLEGATA , PENSANDO CHE FOSSE LA PUBBLICITA’ DEL CAMMINO
    con la comunione che è un mangiare e bere tra commensali seduti, attorno alla tavola da pranzo... ( NO COMMENT )
    * * *

    Lo statuto del Cammino Neocatecumenale è stato approvato nel 2002 dalla Santa Sede “ad experimentum” per cinque anni. Ai vescovi è affidato il compito di vigilare sulla sua applicazione.

    Diversi vescovi hanno avanzato riserve, anche recentemente. Ad esempio quello di Brescia, Giulio Sanguineti. Nel 2004, in una lettera, ha scritto che "bisogna evitare che l'eucaristia celebrata nelle comunità neocatecumenali venga percepita come la 'vera' eucaristia rispetto a quella celebrata per tutti i fedeli
    ".(ECCO, QUI DICE UNA COSA VERAMENTE GRAVE : PERCEPITA DA CHI? COME FA UN VESCOVO A DIRE CHE UNA EUCARESTIA E’ “VERA” E , PER LOGICA DEDUZIONE, UN’ALTRA E’ “FALSA” ? QUESTA SI’ E’ ERESIA PURA , MA DUBITO CHE IL VESCOVO SANGUINETI ABBIA MAI DETTO UNA COSA SIMILE)

    Altri vescovi, invece, e in numero crescente, sono entusiasti del Cammino. Ne ammirano la forza di propagazione e la fioritura di vocazioni.
    (AH , SI. E COME MAI SIG. MAGISTER ? FORSE PERCHE’ SONO TUTTI INGANNATI?)

    Giovanni Paolo II è uno dei loro più convinti sostenitori. In Vaticano, li appoggia con forza il cardinale Crescenzio Sepe, prefetto della congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.
    (COSA VUOI…. DUE CHE NON CONTANO NIENTE )

    Ma anche fuori della Chiesa i neocatecumenali fanno qua e là fortuna. Da quando hanno costruito una loro cittadella mondiale sul monte di Korazym, sopra il Mare di Galilea,
    (DETTO ANCHE IL MONTE DELLE BEATITUDINI , SIG.MAGISTER , MATTEOCAP.5…) inaugurata nel 2000 dal papa in persona e frequentatissima da loro pellegrini (MA NON SOLO , C’E’ ANDATO ANCHE IL CARD.MARTINI , POCO FAVOREVOLE ALCAMMINO , E NON MI RISULTA L’ABBIANO CACCIATO VIA…) , godono in Israele di grande favore, specie in alcuni settori dell’ebraismo osservante. ( E QUESTO AI COMUNISTI DA UN FASTIDIO INSOPPORTABILE….)

    Nel 2004 il Cammino Neocatecumenale stava addirittura per avere in concessione dal governo israeliano l’uso permanente dell’aula del Cenacolo, a Gerusalemme. La concessione è stata bloccata in extremis.
    ( FIUUU ! SIAMO SALVI ! SENNO’ ANCHE IL BIGLIETTO CI TOCCAVA PAGARE !) Il progetto allo studio del governo israeliano è di donare l’uso del Cenacolo al papa. (PAPA MINUSCOLO ? : ECCO SVELATO L’ARCANO DI QUESTO ARTICOLO , ATTACCARE E DIFFAMARE IL CAMMINO NEOCATECUMENALE PER ATTACCARE IL PAPA ! E CON LUI TUTTA LA CHIESA CATTOLICA ! VEDI CHE A VOLTE BASTA UN DETTAGLIO PER SCOPRIRE COSA STA’ SOTTO A UN INSIEME DI PAROLE BUTTATE IN PASTO ALLA PUBBLICA OPINIONE SENZA UN RISCONTRO OGGETTIVO E DOCUMENTATO)

  6. #6
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    <H1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">MESSIANISMI PARALLELI : GLI EBREI LUBAVITCHER E I NEOCATECUMENALI

    Si intensificano le amicizie tra gli ebrei ortodossi e i cattolici “rinati”, nel nome della fede nel Messia. Ma in campo ebraico c’è chi grida al pericolo : Una intervista al Custode della Terra Santa.

    Di Sandro Magister ( Espressonline.it – www.chiesa )


    In un’ampia intervista sul primo numero di Oasis , la nuova rivista internazionale del Patriarcato di Venezia , il Custode della Terra Santa , il francescano Pierbattista Pizzaballa , parla degli “Ebrei israeliani che hanno incontrato il Cristo e ricevuto il battesimo”.
    In Israele , dice , sono “diverse centinaia di persone”. E prevede che resteranno pochi : “L’ebraismo non ammette la conversione. Certo , lo stato non vieta di fare scelte diverse .Però ci sono incomprensioni , tensioni”. Per questo motivo gli ebrei cristiani mantengono “una certa discrezione” e “non mettono in eccessiva evidenza la loro appartenenza al cristianesimo ; non provocano e non costringono l’ambiente circostante ad occuparsi troppo di loro”.
    Ma questi sono gli Ebrei che si sono integrati nella Chiesa Cattolica , con un Vescovo espressa-
    mente per loro . Perché ve ne sono anche altri , più numerosi , che non hanno un rapporto con la Chiesa.
    Semplicemente credono che il Gesù del Nuovo Testamento è il Messia che tornerà alla fine dei tempi. Sono gli “ebrei messianici” e padre Pizzaballa li valuta in “migliaia”. Sia i primi che i secondi provengono in prevalenza dall’ebraismo religioso , quello generalmente chiamato “ortodosso”.

    * * *

    Il messianismo è tornato prepotentemente in primo piano nell’ebraismo. E lo stesso è avvenuto nel cristianesimo , specie in quei suoi settori “evangelical” e pentecostali oggi in forte espansione in tutto il mondo. Questi ultimi fenomeni sono per lo più esterni al cattolicesimo , ma anche la Chiesa romana ne è segnata .
    Ebbene , un elemento che caratterizza queste nuove correnti cristiane è proprio l’amicizia con Israele , in controtendenza rispetto alle Chiese storiche protestanti , in genere ostili. Nel periodo più nero dell’ultima intifada , quando i viaggi in Terra Santa si erano quasi azzerati , le Chiese “evangelical” non hanno mai cessato di portarvi i loro pellegrini . E lo stesso hanno fatto , nella Chiesa Cattolica , le comunità del Cammino Neocatecumenale , sicuramente il più filoisraeliano di tutti i movimenti di rinascita cattolica dell’ultimo mezzo secolo.

    La riscoperta del messianismo avvicina idealmente i neocatecumenali soprattutto a una corrente dell’ebraismo ortodosso : i Lubavitcher .

    Lo scorso 22 Gennaio , su una intera pagina del quotidiano italiano “Il Foglio” è apparsa una dotta ed entusiastica presentazione del messianismo dei Lubavitcher . L’autore del saggio era Giuseppe Gennarini , uno dei fondatori del Cammino Neocatecumenale in Italia.

    * * *


    SEGUE LA DESCRIZIONE DEI LUBAVITCHER RIPRESA DALL’ARTICOLO DI GIUSEPPE GENNARINI PUBBLICATO SU “IL FOGLIO” DEL 22 GENNAIO 2005 E DEL QUALE SI PUO’ LEGGERE IL TESTO INTEGRALE NELLA SEZIONE “IL CAMMINO E ISRAELE” DEL NOSTRO SITO
    * * *

    In campo cattolico , il commento di Giuseppe Gennarini è molto simile al precedente (Magister si riferisce ad un commento positivo sui Lubavitcher da parte di un esponente di rilievo dell’ebraismo “classico” americano ,David Singer – NDR) . Questa è la conclusione della sua nota ( di Gennarini) sui Lubavitcher :

    “Questo dibattito getta una luce nuova sui rapporti tra cristianesimo ed ebraismo , dimostrando che molti aspetti di Gesù e del cristianesimo ,che secondo alcuni erano frutto di contaminazioni ellenizzanti o comunque estranee alla tradizione ebraica , sono invece profondamente radicati nella tradizione di Israele . Ma ,soprattutto , in un’epoca di “pensiero debole” e in un mondo che vedenell’omologazione onell’assimilazione l’ideale supremo , i Lubavitcher sono i testimoni viventi che la fede nel Messia – venuto o venturo – è il centro della fede giudeo – cristiana.

    I Neocatecumenali , dei quali Gennarini fa parte , sono molto presenti e attivi in Israele. Sopra il Monte di Korazym , i vista del Mare di Galilea , hanno costruito una cittadella per la formazione dei loro missionari , chiamata “Domus Galilaeae” , affrescata dal loro fondatore Kiko Arguello e inaugurata da Giovanni Paolo II nel 2000, tra gli applausi di molti rabbini compiaciuti per lo stile anticotestamentario della costruzione.

    E al luogo scelto per la loro cittadella i neocatecumenali attribuiscono esplicite valenze messianiche.
    E’ la “Galilea dei pagani”, la “terra di Zabulon e di Neftali” annunciata da Isaia come il luogo della venuta del Messia .
    Ha scritto Gennarini in un altro suo intervento su “Il Foglio” del 27 Gennaio 2004 (altro documento visibile nella sezione del gruppo “IL CAMMINO E ISRAELE”) :

    “Gli ebrei cabalisti di Isaac Luria a Safed nel 1500 , e ancora oggi gli ebrei osservanti , seguendo le profezie commentate nel Talmud e nello Zohar , aspettano la manifestazione del Messia nella “Galilea dei pagani”, immagine storico-geografica che annuncia una speranza quando l’uomo è arrivato al colmo della tristezza , dell’umiliazione e della disperazione”

    Inoltre ogni sabato una processione di insoliti visitatori anima la collina di Korazym . Sono ebrei ortodossi che bussano alla “Domus Galilaeae” . Accanto all’entrata trovano un “bimah” , un pulpito , come nelle sinagoghe ; a lato del chiostro un decalogo di Mosè scolpito in ebraico su marmo ;al centro della biblioteca una Torah del XV secolo ; popola visita vengono salutati con il canto dello “Shemah Israel” , e se ne vanno commossi.
    Insomma , tra ebrei ortodossi e cristiani “rinati” , cattolici e non , le amicizie si moltiplicano. Per alcuni sono amicizie felici , per altri sospette , per altri decisamente temute . In Israele , oltre ai giudeocristiani e agli ebrei messianici , vi sono decine di migliaia di immigrati dalla Russia e dall’Europa dell’est , di identità religiosa debole ed incerta , sul confine tra ebraismo e cristianesimo. Potenziali convertiti per i missionari dell’uno o dell’altro Messia

    COMMENTO :
    L’ARTICOLO LASCIA TRASPARIRE UN CERTO “FASTIDIO” PER QUESTA ASSONANZA TRA IL CAMMINO E QUESTI EBREI MESSIANICI NELLA LORO ATTIVITA’ MISSIONARIA . UN METODO CLASSICO USATO PER PORRE IN CATTIVA LUCE UNA ASSOCIAZIONE O UN MOVIMENTO E’ QUELLO DI CONTRAPPORLO ALLA “POLITICA” UFFICIALE DELLA CHIESA (CHE UFFICIAL- MENTE SMENTISCE MIRE DI ESPANSIONE (PROSELITISMO) NEI “TERRITORI VERGINI” DEL POST COMUNISMO , RUSSIA IN PRIMIS ) , CON LO SCOPO DI DENIGRARLO DI FRONTE ALLA GERARCHIA . E’ IL CLASSICOMETODO DEI COMUNISTI .
    COSI’ COME DA’ OVVIAMENTE FASTIDIO AI COMUNISTI QUESTA AMICIZIA DEL CAMMINO VERSO ISRAELE , PERCHE’ E’ UN FATTO CULTURALE ( QUESTO DELLA RISCOPERTA DELLE RADICI DELLA FEDE ) CHE SPIAZZA POLITICAMENTE LA SINISTRA CHE COCCOLA I CATTOLICI PACIFISTI VICINI AI NO-GLOBAL , CATTOLICI TANTO UTILI PER ALIMENTARE
    IL RADICALE ANTI-SIONISMO DELLA CULTURA MATERIALISTA ATEA.
    </H1>

  7. #7
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    Furono soppressi i gesuiti , perchè voi non potete essere soppressi lo stesso ? La riforma della Chiesa non puo iniziare se non venite soppressi sia voi e sia l attuale A. C.
    Ci vorebbe nella Chiesa una novita di vita , un nuovo cammino .......da percorrere ......

    du pallle ......

  8. #8
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    du pallle ......
    Ho capitoooo.....ma di chi? Tu non ai attributi!!

    Come fai ha parlare, se al posto della materia grigia hai un sanpietrino

 

 

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