l Cammino Neocatecumenale
IL “SEGNO” CHE DIVIDE
Di Vittoria Prisciandaro ( Jesus n° 5 – Maggio 1999)
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Davide è stato battezzato la notte di Pasqua . “L’ho visto venire al mondo e quando è stato immerso nel fonte battesimale mi è sembrata una nuova nascita” . E’ un papà ancora commosso , Alberto. Si tratta del quarto figlio , ma in questi casi non si può parlare di abitudine . Il sig. Pellone ha 34 anni , una moglie , Luisa , di 31. Entrambi napoletani , da 15 anni seguono il Cammino Neocatecumenale e da quattro sono anche catechisti . “Sono sempre stato quello che si dice “un ragazzo di Chiesa”. Frequentavo la Parrocchia , ma la mia era una fede molto vicina alla superstizione”, racconta Alberto . Poi , un giorno , durante la Quaresima dell’ 83 , l’incontro con il Cammino. Il parroco propone alla comunità di seguire un corso di catechesi per adulti . In tanti rispondono . “E’ stata la riscoperta di una liturgia viva , di una Parola non più solo ascoltata , ma che parla alla vita , di un Dio Padre che mi ama così come sono” . Per Alberto è l’inizio di una vita nuova . Sposa Luisa , si trasferisce a Roma e , ironia della sorte , trova lavoro come portiere in Via della Conciliazione 1 , nel palazzo dell’Azione Cattolica italiana.
Che effetto fa lavorare per la “concorrenza” ? “ Credo che un neocate-
cumenale , tempo permettendo ,possa far parte dell’AC o degli scout senza problemi : il nostro è un cammino , infatti , non una associazione
è un itinerario per riscoprire il proprio Battesimo , per rinascere in Cristo , proprio come Davide”.
Alberto non ha dubbi sulla bontà del Cammino . E come lui sono tanti coloro che in ogni continente scommettono , facendo scelte di vita anche molto radicali , sulla realtà nata 35 anni fa nella baraccopoli di Palomeras Altas alla periferia di Madrid. Eppure oggi nessuna aggregazione ecclesiale , forse , è così controversa nella Chiesa catto-
lica quanto questa. E mentre i detrattori del Cammino vivono quasi come un dovere morale la necessità di testimoniare contro , dall’altro lato , a parte alcune eccezioni , si fa la scelta del silenzio stampa.
Anche per questo servizio alcuni responsabili dei neocatecumeni interpellati hanno opposto una grossa resistenza a rilasciare dichiarazioni.
Alla fine il Dottor Giampiero Donnini , referente italiano , aveva accettato di rilasciare un’intervista via fax,
che però non ha mai avuto risposta . “Il Cammino attende l’approvazione dello Statuto , deve stare attento a non fare passi falsi . E’ un momento delicato” , osserva una persona bene informata (1) . “Già più di una bozza stata bocciata . In realtà i neocatecumeni vorrebbero lasciare le cose così come sono , senza alcun tipo di struttura giuridica . Ma visto che l’ha chiesto il Papa…” .
E’ un giovane artista spagnolo , Kiko Arguello , che a partire dalla sua intensa esperienza di convertito in età adulta , pensa (2) alla proposta di un itinerario di fede centrato sulla riscoperta del Battesimo.
Nasce cosi “il Cammino” , un percorso dai tempi lunghi , anche vent’anni , diviso in sei tappe (3) , dall’ “annuncio del Kerygma” alla “rinnovazione delle promesse battesimali” . Ben presto all’esperienza di Kiko , cui si aggiunge quella di Carmen Hernandez , giovane chimica , laureata in Teologia ,si diffonde in tutto il mondo . Secondo gli ultimi dati le Comunità esistenti , tra le 30 e le 50 persone ciascuna , sarebbero circa 15.000 in 4500 parrocchie di 820 Diocesi distribuite tra 101 nazioni dei 5 continenti .
Nel ’90 una lettera di incoraggiamento del Pontefice a Mons. Josef Cordes , incaricato ad personam per l’apostolato delle Comunità Neocatecumenali – (“Accogliendo la richiesta rivoltami riconosco il Cammino neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica , valida per la società e i tempi odierni”) –
Viene accompagnata da una nota redazionale pubblicata su Acta Apostolicae Sedis : “ L’intento del Santo Padre , nel riconoscere il Cammino neocatecumenale come valido itinerario di formazione cattolica , non è quello di dare indicazioni vincolanti agli ordinari del luogo , ma soltanto ad incoraggiarli a considerare con attenzione le comunità neocatecumenali , lasciando tuttavia al giudizio degli stessi ordinari di agire secondo le esigenze pastorali delle singole diocesi”.
La nota non è casuale : il rapporto con la Chiesa locale è infatti il vero nodo del Cammino , come dimostrano alcuni episodi. Nel ’96 in Inghilterra Mons.Mervyn Alexander , vescovo di Clifton ,fa partire una inchiesta , in seguito alla quale si forma il Pash ( Parishioners against a secret church) “formato da cattolici fedeli al Vaticano II che temono l’influsso reazionario che viene da alcuni nuovi movimenti come i Neocatecumenali” , racconta uno dei promotori , Ronald Haynes. (3)
In Italia ex neocatecumeni , preti e laici , organizzano convegni , raccontano le loro esperienze e pubblicano documenti su internet , mentre diversi Vescovi tentano in qualche modo di chiarire qual è il ruolo del Cammi-
no nelle Diocesi : interviene Mons. Foresti di Brescia , ; e poi i Cardinali Pappalardo , Saldarini e Piovanelli che si soffermano in particolare sulla figura del parroco e sul suo coinvolgimento nel Cammino. La conferenza episcopale pugliese scrive una lettera sottolineando il ruolo dei catechisti (“in occasione degli scrutini devono astenersi dall’entrare nel campo più intimo delle coscienze”) , il problema dell’Eucarestia settimanale (“le comunità ritengono indispensabile una celebrazione ad esse riservate”), la Veglia Pasquale
(“uno dei punti di frizione più frequenti”).
Un equivoco di base , secondo alcuni , è che i neocatecumeni rischiano di considerare “il Cammino” non una realtà tra le altre , ma “la” nuova Chiesa . “Il Cammino Neocatecumenale va riconosciuto come un dono dello Spirito alla sua Chiesa , ma l’inserimento del Cammino nella vita delle parrocchie va seguito con grande attenzione” , dice Mons. Pietro Nonis , Vescovo di Vicenza , che nel Novembre ’96 indirizzò una lettera ai parroci e ai superiori religiosi di comunità in cui è presente il Cammino . Oggi , dichiara Nonis “la mia posizione rimane immutata . Nella nostra situazione , fatta di parrocchie piccole , con un tessuto pastorale delicato e ricco di varie esperienze , quella del Cammino deve restare una delle proposte di fede, e non diventare di fatto la scelta prevalente o addirittura totalizzante. Su questo tema non ho mai trovato l’op-
Posizione di principio dei responsabili del Cammino. Quello che poi accade nelle singole situazioni dipende in gran parte dall’equilibrio pastorale dei parroci e dalla loro capacità di procedere in armonia con la Chiesa diocesana e di sviluppare effettivamente la partecipazione di tutti , nella comunione e nella corresponsabilità”. (4)
Abbiamo chiesto ai parroci di raccontare la loro esperienza. Numerosi sacerdoti interpellati “per opportunità” tacciono o preferiscono l’anonimato . Don Renato De Simone , di Napoli, parla invece senza problemi . A Santa Maria Apparente il Cammino è nato durante il terremoto dell’80 . “Oggi abbiamo sei comunità che hanno prodotto vocazioni sacerdotali e operatori pastorali”. Don Renato conviene che , “proprio perché questa esperienza arriva anche ai cosiddetti lontani , è reale il rischio che alcuni neocatecumeni abbiano una visione un po’ fanatica , tipica del neofita”.
Ma , secondo De Simone , tutto sta al parroco che “deve “perdere” il suo tempo con queste persone e non può lasciare che vadano avanti da sole”. Ma non c’è il rischio che il parroco venga monopolizzato da questa realtà? “Il rischio c’è e sta al sacerdote riuscire a mantenere un certo equilibrio”.
Per quanto riguarda l’accusa di una lettura fondamentalista della Bibbia , De Simone sostiene che “il metodo è quello dei Padri , la Parola che parla alla vita. . E poi i catechisti vanno aiutati , il parroco deve accompagnarli nell’esegesi biblica . Perché all’inizio non sono particolarmente formati , ma durante il Cammino acquisiscono conoscenze di Teologia biblica , dogmatica ,patristica.”
Insomma , dopo vent’anni , nonostante alcuni limiti , don Renato non ha dubbi :” in quel personaggio stranissimo che è Kiko veramente passa l’esperienza del Signore”.
Di tutt’altro tenore il tono di un parroco della provincia di Roma , che preferisce l’anonimato “ per non danneggiare ulteriormente i miei parrocchiani che stanno tentando di uscire dalla situazione drammatica provocata dal Cammino”.
Agli inizi degli anni ’80 , racconta , “cercavo una realtà che i aiutasse ad evangelizzare . Un altro parroco mi magnificò il Cammino e così invitai alcuni catechisti” . Dopo i primi due anni però , scatta un campanello d’allarme : “Stava nascendo una comunità parallela . I catechisti facevano affermazioni teologicamente sbagliate e soprattutto erano loro a gestire la vita dei singoli , intervenendo nella sfera intima , senza nessun riguardo per la coscienza”.
L’incontro con i libri di padre Enrico Zoffoli e don Gino Conti , due sacerdoti che “hanno speso tutte le loro energie a confutare le eresie del movimento neocatecumenale “ trasformano le impressioni del parroco in accuse circostanziate . C’è una manipolazione delle persone che avviene lentamente , ma soprattutto durante gli “scrutini” , le confessioni pubbliche dei peccati , il pagamento della decima , che a un certo punto del Cammino i neocatecumeni sono tenuti a versare”. (5)
Un altro punto “scottante” è la segretezza dei testi di formazione. Si tratta delle registrazioni delle catechesi fatte da Kiko e Carmen negli anni ’70 . Essendo in mano a tutti i catechisti , in forma di dattiloscritto, i testi hanno ormai una segretezza relativa , ma è pur vero che non sono reperibili per vie normali.
“Non le pubblicano perché si tratta di eresie , lontane dal Catechismo della Chiesa Cattolica “ sostiene la signora Maria Petralia ,professoressa di filosofia a Gela , uscita dal Cammino dopo 20 anni.
I neocatecumeni sostengono invece che i testi servono a mo’ di traccia e sono accessibili solo alle guide perché indicano un itinerario molto impegnativo : fatto conoscere anzitempo potrebbero spaventare le “matricole” , le quali , invece, al momento giusto affronteranno tranquillamente ogni tappa.(6)
Dove andrà a finire il Cammino Neocatecumenale ? Per capirlo , dice qualcuno , bisogna avere pazienza. E affidare alla sapienza millenaria di Santa Madre Chiesa la definizione di una realtà che comunque “lascia il segno” , suscitando forti passioni di segno opposto.
COMMENTO :
1) QUESTO ARTICOLO E’ DATATO (1999) , OGGI (2005) A STATUTI APPROVATI “AD EXPERIMENTUM ( 29 GIUGNO 2002) SI PUO’ DIRE CHE IL LAVORO TRA I “DIRIGENTI” DEL CAMMINO E LA SANTA SEDE E’ STATO PROFICUO PUR SE “Il dialogo èstato vivace , a volte anche difficile , ma sempre guidato da un alto senso di consapevolezza e di carità ecclesiale”( DISCORSO DEL CARD. STAFFORD –PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PRO LAICIS – APORTO S.GIORGIO IL 30 GIUGNO 2002) , E IL CAMMINO HA POTUTO MANTENERE LA SUA NATURA DI “ MODALITA’ ” SENZA ESSERE INQUADRATO COME ASSOCIAZIONE O ALTRA FORMA GIURIDICA CHE LO LIMITASSE IN UNA STRUTTURA RIGIDA . COLPISCE SEMPRE , INVECE , QUESTO METODO DI INFORMARSI ALLA “PISSI PISSI BAO BAO “ APPOGGIANDOSI AI COSIDDETTI “BENE INFORMATI” PUNTUALMENTE SENZA NOME…..
2) NON RISULTA CHE KIKO ABBIA “ PENSATO ALLA PROPOSTA DI UN ITINERARIO DI
FEDE …..” , COME AD UN PROGETTO STUDIATO A TAVOLINO . KIKO HA VISTO ACCA-DERE UNA COSA STRAORDINARIA , FRA I POVERI DELLE BARACCHE DI PALOMERAS ALTAS : CHE LA PAROLA DI DIO PROCLAMATA , METTEVA INSIEME DELLE PERSONE DIVERSE FRA LORO ( SPESSO NEMICHE ) , CHE L’EUCARESTIA , LA CONDIVISONE DELLA PREGHIERA E DELLA VITA QUOTIDIANA LE SPINGEVA AD UN CAMBIAMENTO MORALE PROFONDO ( CONVERSIONE) . KIKO INOLTRE DICHIARA , IN UN INCONTRO FACCIA A FACCIA CON IL S.PADRE (GIOVANNI PAOLI II) AVVENUTO IL 3 SETTEMBRE 1979 A CASTELGANDOLFO “Con grande sofferenza gli raccontai come avevo sentito dalla Vergine Maria di fare piccole comunità come la Sacra Famiglia di Nazareth , che vivessero in umiltà , semplicità e lode e dove l’altro è Cristo . La mia grandissima difficoltà proveniva dal fatto che pensavo potesse immaginare di aver davanti un visionario , un esaltato o qualcosa del genere . Dopo avermi ascoltato e dopo alcuni minuti di silenzio mi disse che durante la Messa , pensando a noi , aveva visto davanti a sé : ATEISMO – BATTESIMO – CATECUMENATO. Ebbi la sensazione che si riferisse ai paesi dell’Est e mi impressionò che avesse invertito l’ordine mettendo la parola Catecumenato dopo il Battesimo.” ( Il Cammino Neocatecumenale secondo Paolo VI e Giovanni Paolo II – PAG.12, Ediz. S.Paolo 1993) .QUINDI IL CAMMINO , NELLE PAROLE DI KIKO , E’ FRUTTO DI UNA ISPIRAZIONE SUSCITATA DIRETTAMENTE DALLA MADONNA E L’ATTEGGIAMENTO NEI SUOI CONFRONTI DEL S.PADRE LO CONFERMA.
3) QUESTI INGLESI “FEDELI AL CONCILIO VATICANO II” DANDO DEL REAZIONARIO AL
CAMMINO DIMOSTRARONO DI AVER CAPITO TUTTO…. E INFATTI BEN 10 COMUNITA’ FURONO “TOLTE DI MEZZO” SENZA TANTI COMPLIMENTI! FORSE GIUDICAVANO REAZIONARIO ANCHE PAPA PAOLO VI CHE AVEVA AFFERMATO ALL’UDIENZA DELL’8
MAGGIO 1974 CONCESSA AL CAMMINO NEOCATECUMENALE :”Salutiamo il gruppo di sacerdoti e di laici che rappresentano il movimento – ecco le cose post-conciliari! –
delle Comunità Neocatecumenali , convenuti a Roma da molte Diocesi d’Italia e di altri Paesi per un convegno sul tema della evangelizzazione del mondo contemporaneo , lo stesso che sarà preso in esame dalla prossima Assemblea del Sinodo dei Vescovi.
Quanta gioia e quanta speranza ci date con la vostra attività! “ ( Notitiae , 95-96 , luglio-agosto 1794 ,p.230 )
4) QUI SONO INTERPELLATO PERSONALMENTE , ESSENDO IL SOTTOSCRITTO VICENTINO E APPARTENENTE ALLA DIOCESI DI VICENZA. LE PAROLE DI MONS. NONIS RIPORTATE IN QUESTO ARTICOLO SEMBRANO LASCIARE UNO SPAZIO ALL’ATTIVITA’ DEL CAMMI-
NO IN DIOCESI E METTONO IN RILIEVO IL FATTO CHE I RESPONSABILI DEL CAMMINO IN DIOCESI ( DA ME BEN CONOSCIUTI PERSONALMENTE ) NON HANNO POSTO OBIE-
ZIONI DI PRINCIPIO ALLE CONSIDERAZIONI DEL VESCOVO.
DI FATTO NELLA STESSA LETTERA CITATA ( DATATA 8 DICEMBRE 1996) IL VESCOVO NONIS DISPONE IL BLOCCO DELLE CATECHESI IN NUOVE PARROCCHIE , PERMETTENDOLE ESCLUSIVAMENTE NELLE PARROCCHIE CHE HANNO GIA’ IL CAMMINO , MA SENZA LA FORMAZIONE DI NUOVE COMUNITA’ , CIOE’ SOLO CATECHESI “DI RINFORZO” ALLE COMUNITA’ ESISTENTI , L’ELIMINAZIONE DELL’ANNUNCIO DELLE CATECHESI IN CHIESA DURANTE LE S.MESSE E , OVVIAMENTE , L’ELIMINAZIONE DELLA VEGLIA PASQUALE NOTTURNA E LA MESSA DEL SABATO SERA SOLO A COMUNITA’ RIUNITE SALVO NEI CASI DI SCRUTINI O CONVIVENZE MENSILI.
EVIDENTE LA STRATEGIA DI “SOFFOCARE” L’ATTIVITA’ EVANGELIZZATRICE DEL CAMMINO , CHE E’ , DI FATTO , IL MOTIVO STESSO DELLA SUA ESISTENZA.
IN CURIA VESCOVILE , DI FATTI , DAVANO IL CAMMINO ORMAI PER SPACCIATO , TANTO PIU’ CHE STAVANO PER ESSERE PUBBLICATI I NUOVI ORIENTAMENTIPASTORALI “CRISTIANI SI DIVENTA” ( DIVENUTI REALTA’ NEL 2002) CON UNA IMPOSTAZIONE , SULLA CARTA , FORTEMENTE CATECUMENALE .
DA FINE NOVEMBRE 2003 MONS. NONIS HA CEDUTO IL TIMONE DELLA DIOCESI A MONS. CESARE NOSIGLIA , EX VICE-GERENTE DELLA DIOCESI DI ROMA EST ( VICE DEL CARD . RUINI , INSOMMA) . NOMINA CONTESTATISSIMA A LIVELLO POLITICO DALL’AREA LEGHISTA E ACCOLTA CON MOLTI PUNTI INTERROGATIVI DALLA CHIESA LOCALE ( CON ARTICOLI SULLA STAMPA LOCALE “SIBILLINI” A RIGUARDO).
DI FATTO NEL VENETO E’ IN ATTO UN PROFONDO CAMBIAMENTO A PARTIRE DALLA NOMINA DI MONS. SCOLA CARDINALE PATRIARCA DI VENEZIA , NOTORIAMENTE VICINO A COMUNIONE E LIBERAZIONE , IL QUALE SEMBRA ABBIA AVUTO UN PESO NOTEVOLE NELLA NOMINA DI MONS.NOSIGLIA A VICENZA. ABBIAMO VISTO SUBITO UN CAMBIAMENTO CHE HA CONFERMATO L’APERTURA DEL NUOVO VESCOVO AI MOVIMENTI E , IN PARTICOLARE, AL CAMMINO NEOCATECUMENALE TANTO DA POTER CELEBRARE L’EUCARESTIA DI RINGRAZIAMENTO PER L’APPROVAZIONE DEGLI STATUTI IL 7 GIUGNO 2004 , TORNARE AD ANNUNCIARELE CATECHESI IN CHIESA E FORMARE NUOVE COMUNITA’. IL CAMMINO E’ STATO APERTO , O RIAPERTO , IN NUOVE PARROCCHIE E , COSA PIU’ IMPORTANTE DI TUTTE , SI TORNA A CELEBRARE LA VEGLIAPASQUALE TUTTA LA NOTTE IN UNA CHIESA CITTADINA .
C’E’ , TUTTAVIA , UNA CONSIDERAZIONE DA FARE : COME E’ POSSIBILE CHE AL CAMBIO DEL VESCOVO DI UNA DIOCESI , CAMBINO “LE ESIGENZE PASTORALI DELLE SINGOLE DIOCESI” , PER CUI IN UNA DIOCESI CHE NELLA SUA PASTORALE PREVEDE L’OPZIONE DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE , QUANDO ARRIVA IL NUOVO VESCOVO QUESTA OPZIONE NON E’ PIU’ RITENUTA UTILE? FORSE CHE LE ESIGENZE PASTORALI DELLA DIOCESI CAMBIANO CON IL VESCOVO ? O CHE IL VESCOVO PRECEDENTE HA SVOLTO MALE IL SUO LAVORO PASTORALE PER CUI QUESTE “ESIGENZE” SONO RIMASTE DISATTESE SE NON IGNORATE O NON COLTE O SOPRAVVALUTATE ?
OPPURE E’ VERO CHE LE ESIGENZE PASTORALI DI UNA DIOCESI NASCANO DALLA SITUAZIONE OGGETTIVA E OBBIETTIVA VALUTAZIONE DELLA MATURITA’ DI FEDE DEL GREGGE DIOCESANO?
5) QUESTA AFFERMAZIONE E’ OFFENSIVA NON SOLO DELL’INTELLIGENZA DELLE PERSONE CHE SONO NEL CAMMINO NEOCATECUMENALE , MA ANCHE DELLA LORO DIGNITA’ DI CRISTIANI. RAGIONANDO NELLO STESSO MODO , COSA DIRE ALLORA
DELLA TRASMISSIONE DELLA FEDE AI FIGLI : CHE I CRISTIANI MANIPOLANO LENTAMENTE LE COSCIENZE DEI LORO FIGLI , CERCANDO DI INCULCARGLI LA FEDE CRISTIANA ? FORSE DOVREBBERO FARE COME MOLTI PENSANO E CIOE’ CHE E’ GIUSTO NON BATTEZZARE NE’ FORMARE ALLA FEDE I FIGLI , PERCHE’ “E’ GIUSTO CHE SCELGANO LORO LIBERAMENTE QUALE RELIGIONE ABBRACCIARE QUANDO SARANNO IN GRADO DI INTENDERE E DI VOLERE?”.
CERTO , AD UN CERTO PUNTO DEL CAMMINO SI E’ INVITATI A VERSARE LA DECIMA , MA SE SI E’ PERCORSO SERIAMENTE IL CAMMINO PRECEDENTE , NON VI E’ ALCUNO SCANDALO NE’ ALCUNA DIFFICOLTA’ PERCHE’ LA CONDIVISIONE DEI BENI RISULTA , AL CONTRARIO , DECISIVA PER LA COMUNIONE FRA I FRATELLI .NON SOLO , MA SUL
PIANO PRATICO SI SPERIMENTA POI CHE LA COSA E’ VANTAGGIOSA , PERCHE’ NEI CASI DI BISOGNO ( MANCANZA DI LAVORO , DISGRAZIE ECONOMICHE , NECESSITA’ URGENTI ED IMPROVVISE DEI FRATELLI) LA SOLIDARIETA’ DELLA COMUNITA’ SUPERA LARGAMENTE IL VALORE CHE TU HAI VERSATO E DEL QUALE RIMANI PADRONE AL100% ( ATTI DEGLI APOSTOLI CAP.2 , CAP.5 , ) , SENZA CONTARE I BENEFICI PER I POVERI DELLA PARROCCHIA AI QUALI VA’ UNO SPECIFICO CONTRIBUTO DELLE COMUNITA’.
E’ NATURALE , QUINDI ,CHE SE UNO RIFIUTA DI VERSARE LA DECIMA NON PUO’ RIMANERE CON LA SUA COMUNITA’ , PERCHE’ RISULTA EVIDENTE CHE LA SUA MATURAZIONE NELLA FEDE E’ ANCORA IN RITARDO , RISPETTO AI FRATELLI , E QUINDI NECESSITA’ DI UN TEMPO ULTERIORE DI CONVERSIONE . MA NESSUNO E’ ESCLUSO DAL CAMMINO !
LA REALTA’ E’ CHE DI FRONTE A QUESTO DISTACCO DALLA SICUREZZA DEL DENARO O DEI BENI , QUALCUNO SI SCANDALIZZA E SI ALLONTANA SPONTANEAMENTE DALLA COMUNITA’ E DAL CAMMINO , CON GRANDE TRISTEZZA E RAMMARICO DEI FRATELLI.
MA QUESTA E’ LA VIA DELLA PERFEZIONE TRACCIATA DA GESU’ STESSO , NON DA KIKO O DAI CATECHISTI !
SI DICE : CHE AUTORITA’ HANNO I CATECHISTI DI CHIEDERE QUESTO ? QUELLA CONFERITA LORO DAL VESCOVO , PRIMO CATECHISTA DELLA DIOCESI , CHE SA BENISSIMO IN COSA CONSISTE IL CAMMINO NEOCATECUMENALE , DAL MOMENTO CHE LO ACCETTA NELLA SUA DIOCESI ( E NON MI SI VENGA A DIRE IL CONTRARIO OFFENDENDO , ANCHE IN QUESTO CASO , L’INTELLIGENZA DEI VESCOVI CHE HANNO IL CAMMINO IN DIOCESI….).
6) E’ VERO QUELLO CHE DICONO I CATECHISTI . PROVA TU A DAR DA MANGIARE A UN NEONATO UNA BISTECCA DI MANZO . PER QUANTO BEN COTTA E GUSTOSA , RISCHI DI
UCCIDERLO ( ANZI E’ SICURO) ! ANCHE S.PAOLO USA LO STESSO PARADIGMA PER ESPRIMERE LA CAPACITA’ DI UNA PERSONA NEL COMPIERE LA GIUSTIZIA : SI PARTE CON IL LATTE , SI ARRIVA ALLA BISTECCA . IL PROBLEMA NON E’ IL LATTE O LA BISTECCA ( LA CATECHESI) , MA LA CAPACITA’ DELLA PERSONA DI DIGERIRE IL CIBO !
QUESTO GRANDE INGANNO DI VOLER SAPERE TUTTO PRIMA ! E PERCHE’ ? PER POTERDECIDERE COSA MI PIACE E COSA NO ! COSA ACCETTARE E COSA RIFIUTARE !
FORSE CHE GESU’ CRISTO HA FATTO UNA COSA SIMILE NELLA SUA VITA ? ANZI , PUR SAPENDO TUTTO HA ACCETTATO TUTTO IL “MENU” CHE IL PADRE GLI HA PREPARATO!
PERCHE ‘ LUI HA DETTO : “MIO CIBO E’ FARE LA VOLONTA’ DEL PADRE MIO!”.
FORSE CHE QUALCUNO PENSA DI DIVENTARE CRISTIANO (PERCHE’ A QUESTO SERVE IL CAMMINO) , FACENDO LA PROPRIA VOLONTA’ , MANGIANDO CIO’ CHE GLI PIACE E RIFIUTANDO CIO’ CHE (APPARENTEMENTE) LO DISGUSTA ?
COMUNQUE STIANO TRANQUILLI QUELLI CHE VOGLIO TUTTO CHIARO E SCRITTO NERO SU BIANCO , TRA UN PO’ L’AVRANNO A DISPOSIZIONE ( GIA’ SONO PUBBLICATE LE QUINDICI CATECHESI KERIGMATICHE ) , ALLORA SARA’ PLACATA LA LORO SETE DI “SAPERE”….
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Contro Cammino doc. word:
http://it.msnusers.com/CATHECUMENIUM...0Cammino%2Edoc




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