«I risultati elettorali che il Ministero dell'Interno comunica alla pubblica opinione in base alla prassi istituzionale che dura da sempre sono non ufficiali e provvisori» dice Nicolò Zanon, docente di Diritto costituzionale all'Università Statale di Milano. Per il costituzionalista «i risultati ufficiali verranno invece comunicati dall'Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione che raccoglierà le indicazioni che verranno comunicate dalle diverse Corti d'Appello presenti sul territorio nazionale. È ciò che sta avvenendo ora».
«Le Corti d'Appello - prosegue Zanon - non ricontano le schede, di cui non dispongono, ma fanno le somme sulla base dei verbali che sono stati loro consegnati dai vari seggi e devono controllarne la conformità in tutte le loro parti. Il confronto fra i dati non ufficiali del Ministero degli Interni e i dati ufficiali proclamati alla fine dei conteggi formalmente previsti presenta delle discrepanze, non enormi, ma nell'ordine di qualche decina di migliaia di voti, che non si sa però dove finiscano. Voti che potrebbero aumentare la discrepanza fra i due schieramenti o anche ridurla».
«Forse sarebbe stata necessaria da parte di tutti un po' più di prudenza dal momento che si ragiona di millesimi in percentuale» - commenta Zanon, precisando - «non voglio con ciò dire che le cose si ribalteranno perché non ne ho contezza, ma forse sarebbe stata necessaria maggiore prudenza».
Circa la tempistica «nel giro di qualche giorno avremo la proclamazione ufficiale. Se il lavoro procede senza intoppi prima di Pasqua avremo il risultato ufficiale. Il problema dunque non sono le schede contestate che pure verranno verificate. Il problema è di avere dei risultati ufficiali nei cui confronti potranno scattare i ricorsi previsti dalla legge. Attualmente non avendo in mano un dato ufficiale, ma provvisorio, non è neppure pensabile il ricorso ad iniziative contenziose giudiziarie dal momento che non esiste un dato ufficiale contro cui ricorrere».
Per quanto riguarda il decreto «di cui parlerebbe il premier e di cui ho letto sulla stampa, mi sembra un falso problema. Ricontare materialmente le schede è vietato dalla legge. Le Corti d'Appello fanno verifiche su verbali. Le schede dovrebbero essere custodite gelosamente nell'ipotesi di ricorsi per presunti brogli seri. A quel punto anche le Commissioni delle giunte per le elezioni delle Camere potrebbero disporre delle verifiche sulle schede, ma succede molto di rado. L'ipotesi del decreto per ricontare tutte le schede mi sembra quindi fantascienza».
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