TRAVAGLIO, GIORNALISTI SI SCHIERINO SOLO CON SE STESSI
17.03.2006
MIMUN E VESPA? CHI E' DI DESTRA E CHI DI SINISTRA?
(ANSA) I giornalisti dovrebbero schierarsi soltanto con se stessi, essere imprevedibili e incontrollabili: Marco Travaglio ricorda l'eredita' di Indro Montanelli, pensa che i giornalisti non solo non dovrebbero candidarsi ma a loro non dovrebbero neanche arrivare offerte di candidature politiche. Usa l'ironia e non lesina stoccate Marco Travaglio presentando 'Diario di uno spaventapasseri' di Oliviero Beha insieme all'autore, a Sandro Curzi, a Bruno Tabacci e al moderatore del dibattito Enrico Vaime.
L'informazione schierata e' un male necessario? Questa la domanda chiave del dibattito dove tutti i partecipanti hanno convenuto sullo scadimento intellettuale, politico, giornalistico e culturale degli ultimi tempi. Il caso Beha e' paradigmatico, fuori dalla Rai, epurato senza un perche'.
''Penso - ha esordito Travaglio - che Beha si sia meritato quello che ha avuto o quello che non ha avuto. Se uno vuole lavorare nelle televisione, di certo non deve parlare di marchette o di pubblicita' occulta...''. In piu', Beha non ha una collocazione politica: ''A sinistra pensano che sia di destra e a destra pensano che sia di sinistra''. Travaglio ancora una volta boccia coloro che si schierano sempre dalla stessa parte, senza esercitare il proprio spirito critico.
''Perfino io - ha detto riferendosi al caso Annunziata-Berlusconi - per la prima volta ho dato ragione a Berlusconi. Ma, si sa, anche gli orologi fermi due volte al giorno segnano l'ora esatta''. Critico con la Annunziata, ha difeso la scelta di Paolo Mieli in linea con la tradizione dei grandi giornali anglosassoni, e ha fatto un un riferimento anche alla sfida Berlusconi-Prodi: ''Non vedo Oliviero Beha come arbitro... Hanno scelto Mimun e Vespa. Ma chi e' stato scelto dalla destra e chi dalla sinistra?'', si e' chiesto.
Curzi ha ricordato la sua storia, alla guida del tg3, i tempi di 'Telekabul', passando per la Rai dei professori e arrivando alle cronache di oggi: ''Qualcosa non ha funzionato, ma non mi arrendo e ancora coltivo la speranza che si possa ricominciare''. ''Beha - ha osservato - ha scritto un libro bello, attualissimo. Con lui ho un instaurato un ottimo rapporto. Lo ammiro per la tenacia e il coraggio. Altri si sono lasciati andare, sono entrati in crisi o si sono fatti prendere dalla paranoia. Lui aspetta e resiste. Nel frattempo scrive cose bellissime''. Anche Tabacci ha stigmatizzato lo scadimento dell'Italia, l'incapacita' della politica, a destra come a sinistra, di portare avanti battaglie al fianco dei cittadini. Le conclusione a Beha: ''C'e' la sfida Berlusconi-Prodi e l'approccio e' di tipo calcistico, come Inter-Ajax. Viviamo in un Paese che ha perso i connotati politici, giornalisti, culturali. Si parla di Annunziata-Berlusconi invece di affrontare temi come la morte di Milosevic o le lunghe file alle poste per regolarizzare gli immigrati. Siamo sempre piu' persi in una sorta di autoreferenzialita' che depista dalla qualita' dei giornalisti''. (ANSA).


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