
Originariamente Scritto da
MrBojangles
Anche noi, come il semprelucido senatore Paolo Guzzanti, abbiamo avuto il privilegio di visionare le schede contestate e anche noi ci siamo convinti che la questione dei brogli ai danni della Casa delle Libertà sia una cosa terribilmente seria.
Come dice Bellachioma, «il risultato deve cambiare», anche perché non coincide col sondaggio americano, con quello che gli è costato.
È evidente, infatti, che fra i sondaggisti americani e gli elettori italiani
(in Italia e all'estero)
sono i secondi che devono adeguarsi ai primi, e non viceversa.
Un po' come per le regionali del 1995, quando gli exit poll di Emilio Fede davano vincente il Polo, poi vinse l'Ulivo e il poveretto fu costretto a staccare a una a una le bandierine azzurre abusivamente piantate nelle regioni attribuite alla destra ma vinte dalla sinistra.
Subito dopo il Caimòna dichiarò:
«Gli elettori si sono sbagliati, erano giusti gli exit poll».
Ci corre pertanto l'obbligo, in dissenso con l'85% della stampa comunista, per l'attaccamento che portiamo ai valori della libertà e della democrazia, di svelare quanto abbiamo scoperto.
1) Seggio Bergamo Alta, annullata scheda inequivocabilmente segnata sul simbolo Lega Nord, solo perché firmata «Pota» e contenente in allegato una t-shirt su Maometto e la devolution.
2) Seggio Arcore, annullata scheda con voto a Forza Italia per via di un paio di corna disegnate, per varie impronte di cerone e tintura per capelli e perché l'elettore, sprovvisto di documenti, esibiva come segno di riconoscimento una tessera P2 n. 1816.
3) Seggio Arcore, annullate due schede recanti disegno stilizzato di mausoleo egizio con richieste di loculi a prezzi modici e firmate «Umilmente tuo, Emilio» e «Servilmente Suo, James».
4) Seggio Pizzighettone, annullata scheda firmata «Anonimo Coglione» con scritto «Nano malefico, trapiàntati 'sta scheda», sebbene chiaramente destinata al premier in carica.
5) Seggio Roma/Ambasciata Usa, annullata scheda Forza Italia firmata "Elefantino" con liquido rosso, all'apparenza sangue umano, poi rivelatosi essere sugo di coda alla vaccinara.
6) Seggio Roma-Regina Coeli, annullata scheda con effigiato un piede di porco, anch'essa evidentemente attribuibile al partito di maggioranza relativa.
7) Seggio Milano-San Vittore, annullata scheda con allegato estratto conto Banca Popolare di Lodi, sebbene indubitabilmente riferibile a vari candidati della Casa della Libertà.
8) Seggio Roma-Torpignattara, annullata scheda con chiazze di salsa per amatriciana, sebbene ictu oculi indicasse intenzione di voto per Udc, nota per l'ottimo appetito dei suoi candidati.
9) Seggio Torino-Mirafiori, annullata scheda contenente vecchia dentiera con scritta tremolante «Non mi serve più. Non ho più niente da mangiare», chiaramente indirizzata al premier per la ben nota promessa di dentiere per tutti.
10) Seggio Latina, annullata scheda con allegata foto autografa di Hitler e citazioni dal «Mein Kampf», sebbene universalmente noto che solo la Cdl ospita folta rappresentanza neonazista.
11) Seggio Patagonia-Terra del Fuoco, annullata scheda con croce runica su Lista Tremaglia, per via della postilla in calce: «Guarda Mirko che sono l'unico a votarti in tutto il continente. Gli altri si vergognano troppo, e votano in massa sinistra. Tuo cugino Peppe. Eiaeia alalà».
12) Seggio Roma/Viale Mazzini, annullate decine di schede con l'annotazione «Grazie per il diktat bulgaro», nonostante il palese riferimento ai posti di lavoro ivi creati dal presidente del Consiglio.
13) Seggi di Roma/Montecitorio e Palazzo Madama, annullate schede Forza Italia e Udc e firmate rispettivamente da tali Marcello e Pierferdy con identica scritta: «E quando ci ricapita?».
14) Seggio Palermo Centro, annullata scheda recante nota «Iddu pensa solu a Iddu. W Andreotti» e firmata «Federazione nazionale stallieri, filiale Palermo», quando è universalmente noto che di candidati con stalliere ce n'è uno in tutt'Italia.
15) Seggio Palermo-Corleone, annullata scheda formato pizzino da scrutatore comunista che sottilizzava sull'allegata cartuccia per lupara e fingeva di non saper decodificare l'inequivocabile frase di accompagnamento: «4 Vasa, 1 minchia, 2 Totò, 6 pigghiari, 3 Vasa, 8 facisti!, 7 ti, 5 cunnutazzu».
L'elettore, un anziano sui 74 anni affetto da gravi problemi di incontinenza, s'è allontanato dal seggio mormorando in corleonese stretto:
«Devo sbrigarmi in fretta perché aspetto gente a casa».