ELEZIONI/ SELVA:PRODI ANDRA' A P.CHIGI,MA SU IRAN SI SPACCHERANNO
"La Cdl voterà per il bene dell'Italia"
15-04-2006 16:41
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Roma, 15 apr. (Apcom) - "Non ci sono stati brogli, e va bene per la democrazia. Romano Prodi, prima o poi, andrà a Palazzo Chigi, e va bene". Il neosenatore di Alleanza nazionale Gustavo Selva ammette la vittoria dell'Unione ma, in un'articolo che verrà pubblicato domani sul Secolo d'Italia, elenca tutti i nodi - soprattutto di politica estera - sui quali la coalizione di centrosinistra "si spaccherà".
"La signora Levi Montalcini - osserva Selva - con i suoi 97 anni, sarà chiamata a votare la fiducia al Senato e ad essere sempre presente per votare le leggi programmatiche, e va bene. Con lei voteranno uomini del Canada, dell'Australia e dell'America Latina, e va bene. Va tutto bene, e superati i 'piccoli scogli' delle presidenze delle Camere e della Repubblica il Centrosinistra vittorioso (?) comincerà a governare".
"Romano Prodi e l'Italia intera - sottolinea Selva - dovranno dire qualcosa sulla questione iraniana, che minaccia di precipitare da un giorno all'altro e che, comunque, figurerà nell'agenda delle cancellerie mondiali a brevissima scadenza. Poi a fine giugno c'è da rinnovare il finanziamento della missione militare in Iraq visto che l'Italia si è impegnata con il governo irakeno e con l'alleato americano a restare almeno fino al 31 dicembre prima di cambiare il carattere da militare a civile. Come la metteranno Prodi, Fassino, D'Alema, Rutelli con gli Stati Uniti e con l'ONU?".
"Qualunque sia la decisione da prendere, specialmente sulla politica estera che coinvolga gli Usa - è convinto Selva - la maggioranza si spaccherà e, al Senato, ma probabilmente neppure alla Camera avrà i voti per farla passare. E serviranno i voti della Casa delle Libertà per non far fare al nostro Paese una 'zapateriana' figura davanti all'Europa e agli Stati Uniti".
"Ed è a questo punto che la minoranza (?) dovrà decidere". Secondo Selva la Cdldovrà "per l'interesse superiore della Patria votare in favore dei doveri dell'alleanza euroatlantica?". "Il risultato elettorale ha parlato chiaro - argomenta - l'Italia 'occidentale' è in larga maggioranza e non merita che una minoranza radicale di sinistra, girotondina e violenta la faccia 'deragliare' dalle alleanze che l'hanno portata, in più di mezzo secolo, nell'area della pace e della prosperità; questo è il sommo bene e la garanzia che deve dare un popolo civile e democratico. Del resto, quando verranno in discussione questi problemi, che cosa faranno i senatori eletti in Canada o in Argentina o in Australia? Voteranno secondo le indicazioni di Pecoraro Scanio e Diliberto? Non credo proprio; così come non voteranno con loro tanti senatori a vita, compreso Carlo Azeglio Ciampi, se non sarà di nuovo al Quirinale".
"Per ciò che riguarda la CdL - conclude Selva - so già che cosa dovrà fare: voterà per quello che io credo sia il bene dell'Italia, dell'Unione Europea e degli Stati Uniti, e, subito dopo, se il nostro voto sarà servito a non tradire le alleanze, ne dovremo chiedere conto a Prodi, invitandolo, con fermezza, a lasciare Palazzo Chigi a chi della politica estera in questo momento di lotta al terrorismo e di grande tensione internazionale ha fatto uno dei pilastri del proprio essere italiano".


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