La notizia data stasera su RPL da Patrizia Giubileo durante la trasmissione di Sammy Varin.
Memoria imperitura per il grande padanisìta.
Condoglianze al figlio.
Ciao Archimede, veglia su tutti noi.


La notizia data stasera su RPL da Patrizia Giubileo durante la trasmissione di Sammy Varin.
Memoria imperitura per il grande padanisìta.
Condoglianze al figlio.
Ciao Archimede, veglia su tutti noi.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Le mie più sentite condoglianze alla famiglia di un valoroso combattente per la libertà e l'identità delle nostre comunità padano-alpine e amico del popolo serbo.
Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis.
![]()
Ultima modifica di Eridano; 08-01-10 alle 13:11
Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)


Se ne vanno i migliori come è successo poco tempo fa con il povero Tabladini, mentre le
male piante tipo calderoli rimangono per completare l'opera di distruzione della padania.
Ultima modifica di Josef; 08-01-10 alle 22:51
R.I.P.


Quell’editore-poeta che cantò la nascita della Padania
di Gilberto Oneto
Quelleditore-poeta che cantò la nascita della Padania - Interni - ilGiornale.it del 09-01-2010
Per molti la morte di Archimede Bontempi è solo quella di un distinto e colto signore che si occupava di poesia, letteratura e di storia dell’Europa orientale. Per molte migliaia di vecchi leghisti la sua immagine è invece strettamente, affettuosamente, collegata alla cerimonia di proclamazione dell’indipendenza della Padania, il 15 settembre del 1996 a Venezia.
Con la sua aria da professore d’altri tempi, Bontempi aveva allora declamato dal palco una sorta di manifesto-dichiarazione d’amore per la sua terra, pieno di colore e affetto, che tutti ricordano come uno straordinario bouquet di dolcezza, dipinto con voce educata, fra tanti roboanti proclami. Bontempi è rimasto nell’immaginario collettivo leghista come l’uomo dei sentimenti patriottici, il portatore delle istanze del cuore a fianco a quelle del braccio e della testa. Un improbabile segno di cultura in mezzo al rinsecchito paesaggio dei partiti.
Della cultura aveva fatto il suo mestiere: consulente della Rizzoli e poi della Bompiani, era stato animatore della Editoriale Viscontea. La politica aveva reso omaggio alle sue qualità affidandogli la mansione di assessore alla cultura della città di Pavia e poi di inviato in cento missioni in Europa orientale in cui lui si muoveva con naturalezza: un ruolo che gli era stato riconosciuto sia a Bruxelles che dal ministero del Commercio estero. Si ricordano le ambascerie anche spericolate nei Paesi baltici e in Serbia che ha affrontato con la sua solita competenza coniugata a una incredibile dose di bonomia e ironia.
Negli ultimi tempi, in cui molti ruoli politici si confondono, alleanze e sodalizi cambiano, in cui anche molte connotazioni identitarie ritenute inossidabili sembrano sbiadire, Bontempi era stato messo in disparte e aveva con un po’ di amarezza rinunciato al ruolo di «contrabbandiere» della poesia nella politica per cui molti lo ricordano e rimpiangono.
Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)