da: www.politikon.it
Il voto degli Italiani residenti all’estero è stato quasi tutto per il Centrosinistra.
E oltre ad essere determinante per l’esito elettorale, ha fatto arrabbiare il regista della legge sull’estero: Mirko Tremaglia (AN), ex repubblichino, orgoglioso di essere stato Fascista e di aver militato nella Repubblica di Salò.
Tremaglia aveva fiutato l’affaire da qualche tempo.
Effettivamente pochi conoscono i veri numeri degli Italiani che vivono all’estero.
Ma soprattutto Tremaglia è stato il fautore di quella legge sull’ottenimento della cittadinanza italiana da parte di milioni di oriundi che prevede si possa divenire cittadini del Bel Paese dimostrando di avere discendenze paterne fino alla quarta generazione.
Questo perché?
Perché Tremaglia conosce molto bene la situazione:
mezza Argentina è italiana con i suoi 15 milioni di oriundi,
mezzo Uruguay anche,
ma soprattutto la realtà sud Brasiliana dove negli stati di Sao Paulo, Paranà, Santa Catarina, Rio Grande e Espiritu Santo vivono 25 milioni circa di discendenti italiani di cui 18 milioni di origine triveneta.
Ricca di italiani anche il Venezuela,
15 milioni di oriundi in USA
e il 4% della popolazione Canadese.
Anche in Australia il 4% della popolazione è di origine italiana.
Poi c’è l’Europa, soprattutto Germania, Francia, Benelux.
In alcune zone geografiche la concentrazione di oriundi italiani è straordinaria:
Buenos Aires con i suoi tre milioni di oriundi e New York con quasi quattro milioni sono più italiane di Roma.
Sao Paulo nello stato omonimo conta cinque milioni di oriundi e 15 milioni disseminati nello stesso stato, tanto che in alcune città si conta il 90% di italiani e si parla ancora oggi una lingua autoctona parlata da circa cinque milioni di persone e capita da almeno 10 milioni: il Taliàn.
Questi i numeri, per un totale di circa 60 milioni di discendenti oriundi sparsi nel mondo: un'altra Italia.
Tremaglia si è dato un gran da fare in questi anni allacciando esclusive alleanze con circoli, associazioni.
La legge sulla cittadinanza italiana è stata accolta in Sud America come una panacea, creando il caos più totale:
in coincidenza con la crisi argentina, milioni di oriundi italiani hanno tempestato municipi, parrocchie, lontani parenti con richieste di alberi genealogici e certificati di nascita.
In Brasile si sono scatenate improvvisate agenzie di ricerche genealogiche con un boom spaventoso che ha letteralmente fatto impazzire i parroci di tutti i paesi del Veneto.
Il tutto in concomitanza con il successo della telenovela Terra Nostra sull'emigrazione biblica italiana nel "Sul" brasileiro, che ha cambiato perfino il costume dell'intero paese creando una sorta di privilegio nell'avere discendenti veneto-brasiliani.
Sotto la forte spinta televisiva, perfino la moglie di Lula, di origine padovana, ha chiesto ed ottenuto la cittadinanza italiana.
I centri di ricerca di Sao Paulo sono andati in tilt, mentre le istituzioni italiane non hanno mosso un dito per aiutare una situazione creata dalla nuova legge che è stata fatta in fretta e senza prevedere un'organizzazione atta a modulare le richieste.
Tremaglia, infatti, non aveva a cuore l'organizzazione e gli tecnici effetti della legge, ma il risultato:
agganciare sotto la sua vece questi milioni di oriundi e coccolarli, organizzare feste strapaesane, premi, promesse, infondere lo spirito di Patria, la " saudade" nostalgica.
Passato a monetizzare alla cassa, ovvero alle elezioni politiche, dopo tutto questo suo gran movimentismo, scopre che gli italiani all'estero sono diversissimi da quelli in Patria.
A differenza, infatti, degli Italiani in Patria, gli oriundi o residenti non hanno vissuto tutto il battage mediatico berlusconiano e hanno percepito invece, spesso con preoccupazione, la degenerazione della politica italiana, conl'improbabile figura di Berlusconi che all'estero è disastrosamente presentata dei maggiori media televisivi e giornalistici.
Dal Guardian a Economist, da Newsweek a Finacial Time, da Le Monde a El Diario, da documentari ma arrivati in Italia al film tedesco "bye bye Berlusconi", bloccato alle frontiere di Chiasso, da Citizen Berlusconi alle versioni del libro "L'Odore dei Soldi" di Travaglio-Veltri che in Francia ha letteralmente spopolato, fino alle T-shirt inglesi dei residenti italiani in GB con la scritta chiarificatrice " I don't vote Berlusconi", il mondo intero ha dipinto la coalizione di Berlusconi come un pericolo per l'Europa, un "Nuovo Fascismo", un errore che gli italiani pagheranno caro, un personaggio ridicolo fino a produrre con disprezzo affermazioni quasi offensive come quella fatta a me personalmente in una conferenza stampa da Ken Livingston, meglio conosciuto come Ken il Rosso, sindaco di Londra, che si è ufficialmente spinto fino ad asserire:
" Il popolo italiano rimanderà nel "cestino" della storia Berlusconi, dal quale non avrebbe mai dovuto emergere".
In Italia tutte queste cose sono arrivate, ma il Minculpop telegiornalistico di Berlusconi ha drenato egregiamente il tutto.
Punto su punto i soliti Ferrara, Feltri, Fede, Masotti, Mimun, Rossella, Vespa, Moncalvo, Giordano, Belpietro, Feltri, La Rosa, Giordano Bruno, Gervaso, Capuozzo, spalmati provvidenzialmente su tutte le Tv pubbliche e private, dopo l'epurazione quasi totale degli anchorman di sinistra, hanno ribattuto spesso in modo rabbioso a queste accuse gettando in pasto al popolino altre verità ribaltate.
Ma all'estero il Minculpop non c'era,
Così il voto degli Italiani all'estero è stato all'altezza delle aspettative nazionali: ha stravinto il Centrosinistra.
Un risultato così strepitoso dopo tanti sforzi è stato mal digerito da Mirko Tremaglia che ha urlato ai soliti brogli, sbagli, e tutto lo sciocchezzaio rabbioso che accompagna ogni coalizione che perde.
Mirko, il primo ministro italiano orgogliosamente fascista da dopoguerra, quello che lottava per la vittoria di Hitler durante la Resistenza, Quello che militava nella Decima Mas di Salò dedicandosi a catturare quei Partigiani che hanno reso libera l'Italia e che oggi vengono sempre meno festeggiati dal Centrodestra il 25 aprile in segno di disprezzo, il Ministro che ha scritto su carta ministeriale intestata che "L'Europa è culattona", è lì, basito e rabbioso, davanti al suo cinque a uno di seggi.
Gli Italiani all'estero non sono ancora imbevuti dallo stupidario televisivo italiano.
Da quella cultura televisiva che ha triturato il tessuto culturale dell'Italia in 20 anni.
La loro diversità dovrebbe farci riflettere.
Diversità ben differente da quella che forse Tremaglia ha in mente oggi.
Non sono loro i diversi. E' lui diverso.
Fabio Greggio
max






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