Pacs:
Dall'intervista a Bertinotti al Corriere della Sera

Domanda: Vedremo mai in Italia un matrimonio tra omosessuali sul modello spagnolo?
(Gabri, Genova. E altri)
«Credo di sì. In ogni caso la proposta dei Pacs sarebbe adeguata all'Italia di oggi. C'è un punto di compromesso con elementi di arretramento sulle unioni civili nel programma dell'Unione. Uno dei pochi punti che ho vissuto con sofferenza. Sarebbe però stato incomprensibile distruggere l'Unione per un dissenso, che c'è, sulla questione dei Pacs. Comunque ci sarà una proposta di legge e dal compromesso si potrà andare avanti. Le domande delle comunità gay mi paiono accoglibili perché improntate su un criterio di giustizia.».

Unione http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=57248
«Incavolato nero», Clemente Mastella ripete il suo no «a qualsiasi surrogato di famiglia». L'Udeur, annuncia, «non firmerà mai un accordo di programma che preveda i Pacs».

Poco male, gli risponde Alfonso Pecoraro Scanio: «Se a Clemente non piacerà la legge sulle unioni civili che approveremo, da buon cattolico avrà tutto il diritto di non applicarla. Si sposerà in chiesa e non userà il profilattico».
Il livello dello scontro nel centrosinistra è questo: Romano Prodi, che predica unità e coesione, ha qualche ragione a dichiarsi «amareggiato». A Roma e Milano le piazze si riempiono per la difesa dell'aborto e la richiesta di Pacs. Sotto tiro il Vaticano. «Ratzinger e Ruini hanno lanciato un'Opa sulla politica italiana», dice Daniele Capezzone, che non risparmia nemmeno Francesco Rutelli, «il Giovanardi di sinistra». «Riconoscere le unioni civili significa contribuire a legalizzare uno Stato illegale», aggiunge Marco Pannella. Appena più moderato Enrico Boselli:«Capisco il travaglio di Prodi dopo le parole del Papa, ma non condivido la sua contrarietà alla manifestazione. Mentre Blair e Clinton possono inviare le congratulazioni per le nozze gay di Elton John, qui c'è un'offensiva fondamentalista delle gerarchie ecclesiastiche».
Giuseppe Fioroni, Margherita, è molto preoccupato: «Manifestazione come questa non servono a nulla, anzi. Su questi temi abbiamo già perso un referendum, non vorrei adesso perdere pure le elezioni. E i Pacs non fanno parte della bozza di programma».

Lavoro:

Lavoro: Mastella, Legge Biagi Va Modificata http://it.biz.yahoo.com/29032006/201...odificata.html

Legge Biagi: Montezemolo, Non Deve Essere Toccata
http://it.biz.yahoo.com/29032006/203...e-toccata.html

«Nel programma dell'Ulivo c'è l'impegno di combattere il lavoro precario. Ma questo non significa abrogare la legge Biagi — ha spiegato Treu in un'intervista — C'è sicuramente una parte della legge che va distrutta, in particolare quelle norme che rendono precario il lavoro e che del resto sono anche inutili dal punto di vista della creazione di nuova occupazione. Ma nessuno pensa ad una abrogazione completa del provvedimento»
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=908042


Tutti d'accordo, sindacati, Confidustria e centrosinistra: all'Italia serve una "politica industriale" seria ma il primo problema, per il nuovo governo, potrebbe essere rappresentato dalla legge 30.
Cgil e Confidustria restano su posizioni distanti: se per Emma Marcegaglia, "la legge Biagi non si tocca", e al massimo la si deve completare "con gli ammortizzatori sociali", Guglielmo Epifani lancia quasi un ultimatum: "Occorre riscrivere una nuova politica del lavoro".
Ciò che Epifani dice, intervenendo al convegno organizzato dal Comune di Piombino e dall'associazione 'ItalianiEuropei', è anche una risposta indiretta a Raffaele Bonanni, il segretario in pectore della Cisl, che proprio oggi, in un'intervista a 'Europa' era apparso molto più vicino alle posizioni degli industriali chiedendo al nuovo governo di non 'tagliare' la legge Biagi ma, eventualmente, solo di "modificarla", seguendo leindicazioni che dovrebbero arrivare dalla "concertazione tra sindacati e imprese". Un problema in più per il centrosinistra, tanto che il responsabile economico della Margherita, Enrico Letta, auspica "una moratoria verbale di tutti", mentre il suo omologo dei Ds,Pier Luigi Bersani, ricorda che nel programma dell'Unione "c'é già tutto scritto".
Fuori dal coro, al convegno di Piombino, va Giuliano Amato che invece di fermarsi sulla legge Biagi, punta sui costi dell'energia e chiede ai sindacati un impegno maggiore per rilanciare le liberalizzazioni, "ferme da cinque anni". E questo perché, secondo l'ex presidente del Consiglio e neo deputato dell'Ulivo, "solo così si avrebbe una risposta anche sui problemi dell'energia che continua a costare troppo al consumatore: "Non è possibile che Enel aumenti i suoi profitti con la crescita del costo delle materie prime e non è possibile che l'Autority non intervenga", ha detto. Proprio su questo tema, e sul ruolo dell'Autority, Amato ha chiesto a Confidustria "un intervento e una maggiore pressione". Poi, Amato ha aggiunto: "io sono molto contento che con i miei soldi Enel abbia potuto acquistare Wind, ma nessuno mi aveva chiesto preventivamente se questo mi andava bene". (ANSA).