Capisci che se uno ti può dire "voglio morire", allora lo puoi mettere nelle condizioni di compiere da solo l'atto che gli toglie la vita, senza coinvolgere direttamente un'altra persona?
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Non ti sipego come. Il modo c'è: se può comunicarti "voglio morire", allora il modo c'è. Ingegnati.
Non coinvolgerebbe direttamente altra persona. L'atto omicida lo fa lui, caso mai il concorso sarebbe in suicidio e non in omicidio.
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C'è un satanello parapsicologico che non se ne vuole andare... Lo dovrò prendere ad esorcismi? O a calci in quel posto?
Si, penso di cavarmela, perchè le "mille e mille" soluzioni possibili sono madide dinanzi al mio intelletto, ma mi sembra troppo arrivar a si tal suggerimento. Credo tu possa farcela da te, leggendo anche solo la pubblicità dei telefoni cellulari sui quotidiani sportivi...
Devo solo ammetterlo, si... Ma mi stai prendendo in giro? :-D
Veronesi commenta il caso Welby: "Liberi di decidere su ciò
che ci appartiene. Affermare il principio dell'autodeterminazione"
"Un atto di giustizia e carità,
negarla è una vera tortura"
intervista di CARLO BRAMBILLA a Umberto Veronesi
VENEZIA - "L'eutanasia è un atto di carità. Un atto di giustizia. Uno Stato che non accetta l'eutanasia è sostanzialmente uno Stato oppressivo. Perché non accetta un principio fondamentale di libertà: quello dell'autodeterminazione. Cioè che la vita ci appartiene. Come diceva Indro Montanelli, ognuno di noi deve essere libero di scegliere della propria vita e della propria morte". Umberto Veronesi commenta con fermezza ma anche con grande umanità il drammatico video-appello lanciato da Piergiorgio Welby al capo dello Stato. E lo fa da Venezia, nella giornata conclusiva della seconda Conferenza mondiale sul futuro della scienza.
Proprio nel giorno in cui i più grandi esperti mondiali di neuroscienze discutono di "emozioni" e "razionalità". Marc Hauser, professore ad Harvard di psicologia e antropologia biologica, ha appena illustrato le ricerche che mostrano come l'uomo abbia una grammatica morale che spesso ostacola le sue scelte razionali. Ha mostrato come l'eutanasia passiva (staccare la spina a un malato terminale) sia meglio accettata di quella attiva (l'iniezione di un farmaco che porti alla morte), anche se il risultato è assolutamente il medesimo.
Professor Veronesi, ha visto le immagini di Piergiorgio Welby?
"Non conosco il caso specifico di Welby. Ma trovo che negare l'eutanasia a un paziente che la chiede, in piena lucidità, sia una vera e propria tortura fatta ai danni di una persona che è incapace di difendersi, proprio perché paralizzata. Il presidente Napolitano non ha poteri in questo campo. Non può certo concedere una forma di grazia. Ma è importante venga affermato il principio dell'autodeterminazione. Il suicidio è un comportamento legalmente accettato. Il tentato suicidio è considerato un fatto personale, privato, che non viene perseguito. Se uno tenta il suicidio potrà essere condannato dalla religione, potrà fare un atto contro Dio, ma legalmente non danneggia nessuno. Danneggia se stesso e basta".
L'eutanasia è una forma di suicidio?
"Sì. Io penso proprio questo, che l'eutanasia sia una forma di suicidio. Solo che non potendolo fare il paziente, perché incapace, immobilizzato, chiede che qualcuno lo aiuti a farlo".
Ma un paziente potrebbe stare attraversando un periodo di depressione transitoria. Non c'è il rischio di prendere decisioni affrettate?
"La decisione di praticare l'eutanasia deve avvenire, come in Olanda, solo dopo un lungo processo, accurate verifiche psicologiche. Solo dopo aver accertato che il suo desiderio è genuino, ripetuto, costante e lucido, legato alla presenza di una malattia mortale che lo sta spegnendo inesorabilmente. Non si abbrevia una vita con un lungo futuro. Si abbreviano le sofferenze inutili e ingiustificate. Si abbrevia una vita che nella percezione del paziente non è più vivibile".
Si pone l'accento sulla qualità della vita oltre che sulla quantità?
"Esatto. Un principio che ci viene dalla filosofia greca. Seneca diceva che la vita vale se è degna di essere vissuta. Cioè se è una vita piena. Una vita senza qualità non è più vita".
La cultura cattolica non accetterà mai questa visione.
"Certo, se si afferma il principio della sacralità della vita, che la vita appartiene non a te ma a Dio, allora tutti i termini cambiano. Ma attenzione: nessuno vuole imporre a un religioso di suicidarsi. Chiediamo solo che per un non credente sia possibile farlo. Perché non è giusto imporre un credo a un non credente".
Qualcuno pensa che la battaglia per una legge che regoli il testamento biologico, che lei sta conducendo, possa essere una strategia per arrivare prima o poi, in realtà, alla legalizzazione dell'eutanasia.
"Il testamento biologico è un'altra cosa. E' l'allargamento del consenso informato. C'è una legge italiana che dice che ogni terapia deve essere accettata dal paziente adeguatamente informato. Se però quella terapia la devi eseguire su una persona che ha perso la conoscenza non sai come comportarti. Allora il paziente può anticipare la sua decisione ed esprimere le sue volontà quando è nel pieno delle sue facoltà, nel caso non fosse più in grado di esprimerle durante la malattia. Anche il consenso informato, potrebbe essere vissuto come un passo verso l'eutanasia. Recentemente una donna ha rifiutato di farsi amputare una gamba in cancrena. E poco dopo è morta. E' stata una forma di suicidio. I medici l'avrebbero salvata se avesse accettato l'amputazione. Ma lei ha preferito morire piuttosto che vivere con una gamba sola".
(24 settembre 2006)
AHhahaha!
Si, mi stai prendendo in giro, spero per te... :D
Perchè l'altro forumista al quale l'ho detto, invece, l'ha capito al volo?
Ma quando dovessi rivelarti il l'insondabile misterioso metodo per farlo, che fai, ti vai a sotterrare?
Sei pregato di rispondermi, perchè mi fai ridere e mi allieti la giornata.
Noto anche il tuo tentativo di scopiazzare la mia dialettica, questo non ti fa onore, e ti rilega allo status di "incapace di originalità e copia mal riuscita, sempre per incapacità, da stampo ottimo, direi". :D
Non te lo dico come si fa... Tiè! Ma studi medicina... Poveri noi...
Una mia amica che studia medicina mi ha detto che non lo fanno più usare. Viene loro consegnato un foglio con il testo e basta. Beh! allora tanto vale andarlo a cecare in Internet che si trova agevolmente.Citazione:
io reputo che il medico debba attenersi al giuramento di Ippocrate
Comunque non è lecito a nessuno dare il proprio consenso o partecipare attivamente ad un suicidio. In questi casi disperati uno deve cercare di far desistere la persona dal suicidio, mi rendo conto come non sia facile.
Che io sappia con cure ordinarie si intendono la respirazione, la nutrizione e l'idratazione anche se artificiali.
http://www.vatican.va/roman_curia/po...anasia_it.html
http://www.gesuiti.it/moscati/Italiano/It_Etica.html
http://www.acquaviva2000.com/BIOETICA/eutanasia%202.htm
CIAO :)
Lo sai che se sei medico e dici 'ste cazzate ti posso far passare un guaio legale?
Meglio lasciare perdere, perchè mi pari uno scemetto.
Ti prego rispondimi ancora! Si sta esibendo, ebbenesì, un MEDICO in una rappresentazione genuina della ignoranza tecnologica: con cosa curi? Coi coltelli arrugginiti? Misericordia!
Qualcuno dovrebbe deferirti al tuo albo... Qualcuno sano di mente...
Anzitutto vedo che non sai leggere, inquanto non si è proprosta una tecnologia per uccidere, ma bensì per capacitare al suicidio. I medici doverebbero almeno essere capaci (capacitati!?) di cogliere il significato di concettualtà, non dico complesse, ma almeno quasi elementari. Misericordia!
Intanto hai dovuto ammettere che non ci sei arrivato, e quindi i fatti evidenziano che le energie scarsine sono le tue... Neghi la realtà, ti scolli dalla realtà, accedi alla malattia mentale... Per non parlare delle risposta al post su Veronesi che hai dato, nella quale, almeno, mostri di non saper scrivere, e non solo.
Sei l'emblema del ridicolo, oltrechè la copia mal riuscita, dialetticamente parlando, di ciò che non puoi raggiungere.
Ti prego rispondimi ancora, che faccio la raccolta dei tuoi messaggi. :D
Un MEDICO, misericordia, se lo dicevo allo spazzino lo capiva!
Comincia a fare uso di questi famaci su te stesso. Sai quasi quasi che faccio? Mi informo su chi sei e porto i tuoi messaggi al tuo referente all'albo dei medici. Si scopriranno le seguaenti cose:
1 - Non sai scrivere
2 - Non sai manipolare concetti
3 - Sei un po' pericolosetto
4 - Sei tecnologicamente ignorante
5 - Secondo me, non sei nemmeno degno di fare il medico
6 - Hai rsposto a Veronesi peggio di come avrebbe risposto un cane
Non c'è bisogno di essere specialisti di niente per avere la capacità mentale di capire il semplice concetto che ti ho riportato. Basta uno spazzino, informati da lui, non da me...
Guarda che i sapiens sapiens non spendono alcuna energia mentale per far ciò, bensì è evidente al loro intelletto! E' gratis, compreso nel pacchetto "sapiens sapiens". Misericordia!
Pensa che a causa di quello che scrivi e di come lo scrivi, ti ho sempre creduto un mezzo spostato, un poveretto un po' mentecatto, e anche dopo questa rivelazione riguardo la tua professione, l'impressione non cambia, anzi... Non sai manipolare concetti, mio Dio...
Poi non si capisce se sei pro o contro l'eutanasia, illuminaci!! Per modo di dire...
Come vedi anche tuoi illustri "colleghi" pensano come capacitare, chi lo volesse, nel togliersi la vita. Mi riferisco a Umberto Veronesi, ma capisco che nel chiamarlo tuo "collega" lo insulto pesantemente!
Fai un favore alla medicina, lascia perdere...
A parte gli insulti, non preceduti da alcun mio insulto, non degni di un medico che si dichiari tale nel discorso che porta avanti, alla fine sei riuscito a capire anche tu che "se il malato può comunicare allora puo' anche togliersi la vita" se capacitato tecnologicamente. Hai capito che hai torto e che lo stupido e l'ignorante sei tu?