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Citazione:
Originariamente Scritto da
niocat55
e no! alt! noi si siamo noi stessi, ma siamo stati creati, e per chi è "credente" siamo stati creati da Dio. Non siamo venuti al mondo per caso, ne per nostra scelta, quindi siamo "creature" di Colui che è il Signore della Vita, e abbiamo il dovere diritto davanti a Dio e agli uomini di far prevalere la vita contro la morte, noi non siamo i padroni di noi stessi.
dal CCC:
364. http://www.catechismochiesacattolica.it/freccia2.gif(1)Il corpo dell'uomo partecipa alla dignità di " immagine di Dio ": è corpo umano proprio perché è animato dall'anima spirituale, ed è la persona umana tutta intera ad essere destinata a diventare, nel corpo di Cristo, il tempio dello Spirito.(a)
" Unità di anima e di corpo, l'uomo sintetizza in sé, per la sua stessa condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, così che questi, attraverso di lui, toccano il loro vertice e prendono voce per lodare in libertà il Creatore.http://www.catechismochiesacattolica.it/freccia2.gif(2) Allora, non è lecito all'uomo disprezzare la vita corporale; egli anzi è tenuto a considerare buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perché creato da Dio e destinato alla risurrezione nell'ultimo giorno ".
Articolo 5
IL QUINTO COMANDAMENTO
"Non uccidere" (Es 20,13).
" Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio". Ma io vi dico: Chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio " (Mt 5,21-22) http://www.catechismochiesacattolica.it/freccia2.gif(1). http://www.catechismochiesacattolica.it/freccia2.gif(1)
Mt 5,21-22
2258. (1)" La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente ".(a)
L'eutanasia
2276. (1)Coloro la cui vita è minorata o indebolita richiedono un rispetto particolare. Le persone ammalate o handicappate devono essere sostenute perché possano condurre un'esistenza per quanto possibile normale.
http://www.catechismochiesacattolica.it/freccia2.gif(1)ccc 15
2277. Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l'eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa è moralmente inaccettabile.
Cosi un'azione oppure un'omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un'uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L'errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest'atto omicida, sempre da condannare e da escludere.(a)
a) Cf SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dich. lura et bona: AAS 72 (1980) 542-552.
2278.
L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'" accanimento terapeutico ". Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. http://www.catechismochiesacattolica.it/freccia2.gif(1) Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.http://www.catechismochiesacattolica.it/freccia2.gif(1)ccc 1007
</H5>
2279.
Anche se la morte è considerata imminente, le cure che d'ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte. L'uso di analgesici per alleviare le sofferenze del moribondo, anche con il rischio di abbreviare i suoi giorni, può essere moralmente conforme alla dignità umana, se la morte non è voluta né come fine né come mezzo, ma è soltanto prevista e tollerata come inevitabile. Le cure palliative costituiscono una forma privilegiata della carità disinteressata. A questo titolo devono essere incoraggiate.
Chiesa; Magistero; Tradizione
Oppure cristiani fai da te? :-0#09o
Si sta facendo un discorso anche per chi credente non è.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
niocat55
E questo lo chiami "esporre"?
Cmq sta il fatto che ragioni da laico.
La tua libertà.....e chi te la nega, sei tu che in nome della "tua" libertà, non lasci a me la mia (okkio v. sopra).
p.s. - tanto per diritto di replica, passo e chiudo qui.
si è esporre tanto quanto lo è il tuo, e per puntualizzare io nn ho mai detto di voler negare la tua libertà,infatti, nel caso l'eutanasia fosse approvata, la tua libertà non ne sarebbe assolutamente lesa, poichè potresti comunque non avvalerti di tale trattamento.
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Tentato suicidio.
Citazione:
Originariamente Scritto da
MazingaZ
C'è la possibilità di parlare di "suicidio".
Il suicidio è un "peccato", e di questo se ne occuperà Dio...
Altro discorso è "l'omicidio" su richiesta... O peggi ancora l'omicidio volontario su un essere umano che non si trova nelle perfette condizioni di dire SI o No.
Il fatto che sia un peccato non vuol dire che debba essere anche un reato. Oggi come oggi lo è ancora, credo. Io lo terrei come reato solo nei casi nei quali il suicida vada a lasciare moglie e figli, o crei situazioni di pericolo o gravosa onerosità, col suo gesto. Si può dire: che senso ha condannare uno che è morto? Forse, però, in questo caso, risulta sanzionabile anche chi solo tenta di compiere il reato, come nel caso del tentato omicidio.
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Mettiamola così una legge che da la facoltà a una persona di abbreviare sofferenze insopportabili autorizzando altri ad agire essendo egli impossibilitato, è giusta. Naturalmente dovranno essere prese tutte le precauzioni possibili per evitare abusi, e ci si dovrà accertare dell'effettiva volontà dell'interessato oltre ogni ragionevole dubbio. Ma, fatto questo, non vedo perchè negare a qualcuno quella possibilità. Dare a qualcuno una facoltà non vuol dire obbligare, chi rifiuta l'eutanasia per sè potrà continuare a rifiutarla.Non potete imporre l'obbligo di continuare a soffrire a chi non lo condivide.
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Assassino
Citazione:
Originariamente Scritto da
Ashmael
Mettiamola così una legge che da la facoltà a una persona di abbreviare sofferenze insopportabili autorizzando altri ad agire essendo egli impossibilitato, è giusta. Naturalmente dovranno essere prese tutte le precauzioni possibili per evitare abusi, e ci si dovrà accertare dell'effettiva volontà dell'interessato oltre ogni ragionevole dubbio. Ma, fatto questo, non vedo perchè negare a qualcuno quella possibilità. Dare a qualcuno una facoltà non vuol dire obbligare, chi rifiuta l'eutanasia per sè potrà continuare a rifiutarla.Non potete imporre l'obbligo di continuare a soffrire a chi non lo condivide.
Chiunque compie un atto col quale toglie la vita ad un altro, oggettivamente è omicida, anche se è stato autorizzato.
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Ma se è stato autorizzato dall'interessato la cosa cambia, dal punto di vista legale e morale.Quanto meno, la gravità della cosa si attenua.
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Il respiratore non dona la vita, ma aiuta a mantenerla. Se il malato può comunicare: voglio morire, allora può anche togliersi la vita. Quello che noi possiamo fare è fornirgli gli strumenti. Non premere il "grilletto".
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Siceramente penso che nessuno abbia il diritto di togliersi la vita. Essa non ci appartiene, ne siamo gli amministratori non i padroni. Le cure ordinarie come la respirazione, la nutrizione, l'idratazione non possono essere interrotte, sarebbe eutanasia vera e propria. Neanche è ammesso l'accanimento terapeutico, cure sproporzionate rispetto ai risultati che si vuole conseguire. Ma non è mai lecita l'interruzione delle cure ordinarie. Per quanto riguarda le cure palliative, gli antidolorifici sono ammesse. In tal caso la morte non è voluta né come fine, né come mezzo, come nella rinuncia ad accanimento terapeutico dove la morte è tollerata come inevitabile, ma non voluta.
Ho visto situazioni difficili, ma questo non ha mutato la mia opinione che ritengo fondata: la nostra vita non ci appartiene.
CIAO :)
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We, buonino
Citazione:
Originariamente Scritto da
antonio
risposta incontestabilmente stupida.
il respiratore non aiuta a vivere ma , nel caso di welby, a sopravvivere: e' una cosa diversa e comunque non e' questo il solo punto.
il punto e' la tua ignoranza su cosa sia , ad esempio, la sclerosi laterale amiotrofica.
se lo sapessi (almeno questo voglio sperare) non ti permetteresti di dire : se il malato puo' comunicare allora puo' anche togliersi la vita.
questa e' una boutade davvero molto stupida che non ti fa onore.
si puo' essere e si deve anche essere contro l'eutanasia, ma rispettando i fatti , non irridendo la persona malata.
CHIARO?
Senti scemo, io non irrido nessuno. Dico quello che penso, e cioè:
- Chi compie un atto che provoca la morte di una persona commette oggettivamente omicidio.
- Lo stato non può legalizzare l'omicidio, oggettivo, anche se autorizzato da chi vuol morire.
- Al massimo, credo, possiamo limitarci a mettere i malati nelle condizioni di interrompere loro stessi, con un diretto atto della loro volontà, la loro vita.
- Ogni malato che possa comunicare al mondo: "voglio morire" può essere messo in tali condizioni senza coinvolgere direttamente, nell'atto, altre persone.
ghet' capì?
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Eugenius
Siceramente penso che nessuno abbia il diritto di togliersi la vita. Essa non ci appartiene, ne siamo gli amministratori non i padroni. Le cure ordinarie come la respirazione, la nutrizione, l'idratazione non possono essere interrotte, sarebbe eutanasia vera e propria. Neanche è ammesso l'accanimento terapeutico, cure sproporzionate rispetto ai risultati che si vuole conseguire. Ma non è mai lecita l'interruzione delle cure ordinarie. Per quanto riguarda le cure palliative, gli antidolorifici sono ammesse. In tal caso la morte non è voluta né come fine, né come mezzo, come nella rinuncia ad accanimento terapeutico dove la morte è tollerata come inevitabile, ma non voluta.
Ho visto situazioni difficili, ma questo non ha mutato la mia opinione che ritengo fondata: la nostra vita non ci appartiene.
CIAO :)
Non so quali siano i fondamenti giuridici per i quali il suicidio risulti reato.