CHI HA PAURA DE "L'UNITA'" ? (articolo un po' datato ma interessante)
“Da un comunicato del Cdr de l’Unità si apprende che sarebbero in corso trattative a proposito di un cambio negli assetti proprietari della società editrice Nie Spa
Si fa riferimento alla Tosinvest di Angelucci e ad una cordata concorrente rappresentata dal banchiere Massimo Ponzellini amministratore delegato della Patrimonio spa che punterebbe alla conquista del pacchetto di maggioranza della Nie”.
Tuttavia ciò che effettivamente si sta consumando dietro le quinte di questo quotidiano è un qualcosa che poco ha a che fare con gli “affari” e molto con “i giochi di potere"
Da più parti e da tempo si parla di...
...una normalizzazione del quotidiano iniziata dapprima con l’estromissione di Alessandro Dalai ( l'editore che nel 2001 riuscì- dopo estenuanti trattative - ad acquistare la testata e a rilanciarla nelle edicole italiane sotto la guida dell'attuale direzione operando una scelta che fin dal primo momento si è rivelata vincente ) e proseguita, adesso, con quella di Colombo-Padellaro ritenuti troppo occhieggianti ai girotondini e a Cofferrati e poco servizievoli nei confronti della corrente dalemiana
La testata, che si avvarrebbe dei fondi dell’Ulivo, ( contributo ottenuto da quest’ultimo per le spese di gestione del proprio organo di stampa ) secondo i dalemiani userebbe “impropriamente” tali risorse economiche in quanto esprimerebbe posizioni non sempre in sintonia con quelle della dirigenza Ds
Ricompaiono dunque sulla scena gli Angelucci ( presenti nel quotidiano all’epoca della sua liquidazione) ai quali sarebbe stato assegnato il compito di procedere all’arrembaggio della proprietà
"Si tratta degli stessi imprenditori che anni fa furono già presenti nell'allora società editrice dell'Unità, il loro repentino ritiro contribuì alla chiusura del giornale. I giornalisti dell'Unità non comprendono quale logica imprenditoriale ed editoriale possa indurre gli stessi soggetti a mettere sul mercato testate così diverse." ( Cdr L'Unità)
Resta il fatto :
* che la redazione tutta è fortemente compatta, intenzionata a resistere a qualsiasi tentativo di cambiamento dell’attuale direzione ed è del tutto contraria all’ingresso degli Angelucci.
* che Furio Colombo, nonostante i pesanti attacchi di cui è vittima, è fermamente deciso a conservare il suo posto di direttore de l’Unità ( semmai fosse costretto a cederlo, per motivi personali, si presume lo cederebbe a Padellaro !)
* che al momento tutto tace ed il problema sembrerebbe accantonato almeno fino a dopo le elezioni
* che la spinta emotiva proveniente dai lettori del quotidiano, tutti concordi nel dare battaglia per difenderne l’attuale linea editoriale, non potrà essere sottovalutata né tantomeno ignorata
* che - se purtroppo esiste la volontà di far tacere l'unico ed ultimo giornale ancora in grado di emettere qualche voce fuori dal coro - non sarà compito facile impedire una tale sciagurata manovra
In conclusione, il famoso detto
Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io... è più che mai adatto al caso
Chi sono gli Angelucci
“Sono i *re delle cliniche private*. Si dice che siano fedelissimi di D´Alema ma loro stessi annoverano, tra gli amici più cari, non un Fini soltanto, il Gianfranco vice-presidente del Consiglio, ma anche il fratello Massimo, da anni primario una delle loro cliniche, quella a cui sono legati da maggior affetto, il San Raffaele alla Pisana, la capofila degli altri loro dieci centri di sanità privata ad alta specializzazione sparsi tra Roma e Lazio
E, sempre loro, sono ora divenuti proprietari anche di Botteghe Oscure, il palazzone in pieno Centro che è stata la storia del Pci, e che un giorno sì e l´altro pure, tra sussulti e grida su chi acquisterà le quote della Lazio calcio, vengono tirati in ballo
Sono tutto questo gli Angelucci, famiglia tra quelle che più contano a Roma, con un padre, Antonio, capofila, che avviò come portantino del San Camillo la sua ascesa nel mondo della sanità, e quattro figli, di cui uno, l´ultimissimo, il più coccolato, di appena un anno e mezzo, e una madre Silvana, scomparsa di recente, amata e ricordata come solida architrave di famiglia"
( Simona Casalini - La Repubblica - gennaio 2004)
Una Famiglia che ha fortemente investito nell'editoria.
Fino al 2000 è stata azionista - assieme ai Ds e ad Alfio Marchini - de l´Unità.
Oggi detiene l´intero pacchetto di Libero, il giornale diretto da Feltri, insieme ad una quota rilevante de Il Riformista quotidiano diretto da Antonio Polito
"Gli Angelucci soci di Capitalia e - come già detto in precedenza - amici di Massimo D’Alema e Gianfranco Fini, sono stati i finanzieri di fiducia dei Ds.
Furono loro ad accollarsi i debiti del partito, acquistando il patrimonio immobiliare (261 palazzi) compreso il Bottegone."
" Verso il 13/14 dicembre del 2003 in a pagina 14 del Corriere della Sera è comparsa la notizia che La Tosinvest di Angelucci compra i debiti Ds." Questo gruppo "acquisterebbe il 50,1% dei crediti totali al 30 settembre scorso, pari a 85,029 milioni di euro. Tosinvest insieme ai debiti erediterebbe anche le garanzie ipotecarie offerte dai Ds su 261 immobili sparsi per la penisola. La Tosinvest provvederebbe poi a pagare alle banche creditrici 42,5 milioni di euro (circa la metà dell'intera esposizione debitoria del partito di Fassino) per conto di Beta immobiliare, liberando del tutto il debitore originario e i Ds “ ( le banche creditrici avrebbero accettato di rinunciare all’altra metà della cifra). “ Per concludere l'operazione - precisava il Corriere - si aspetta solo il consenso di Capitalia, poiché le altre banche, tra le quali in prima fila il Monte dei Paschi di Siena, hanno già manifestato il loro assenso. Ma è da presumersi che il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi, - indagato per bancarotta e truffa in relazione alla vicenda Cirio, ma sereno perché si chiarirà tutto, secondo il suo avvocato Guido Calvi, senatore diessino - non mancherà di dare anche il suo assenso."




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