Questo è un apologo pasquale all’incontrario, come si confà ai tempi moderni. La cosa non deve stupire nessuno perché , rispetto ai valori tradizionali, viviamo in un mondo a rovescio.

Siamo alla vigilia di Pasqua e i giornali politicamente corretti hanno riportato una singolare notizia.

Ecco cosa scriveva in prima pagina Le Temps qualche giorno fa “ Giuda, il miglior amico di Gesù”. Alla buon’ora. Era tempo di finirla con questo Giuda con i suoi baci viscidi, con i suoi trenta denari. Un nuovo Vangelo ci voleva, più in sintonia con i tempi. E dire che ci sono ancora personaggi come Mel Gibson che aveva fatto un film sputacchiatissimo sulla Passione di Cristo in cui si vedevano Caifa e i vari sacerdoti del sinedrio diffamati in modo ignobile.

Tutti ormai sanno che la colpa dell’esecuzione di Cristo era dei Romani , la folla del crucifige erano ebrei di passaggio ma Pilato era un Gauleiter cattivo che passava il tempo a lavarsi le mani.

Assolti dunque Caifa, Anna, i mercanti del Tempio, beatificato Barabba che in fondo era un partigiano anti romano ( i romani erano i nazisti dell’antichità, come è noto) restava Giuda.






Il Vangelo parlava chiaro, proprio nome e cognome e persino il prezzo.

Giuda. Un nome e un programma per una decina di secoli. Ma ora siamo nel Terzo Millennio, che diavolo, basta con le diffamazioni. Si riabiliti, si riabiliti!

Siccome non si può cambiare il Vangelo se ne può fare uno nuovo, non sarà Hollywood ad opporsi. Anzi è un ottimo soggetto da film. Anzi è già stato fatto e puntualmente –in queste cose Telebalestra è all’avanguardia – la RTSI ha trasmesso a Falò un bel filmato su San Giuda, preconfezionato negli States: un uovo di Pasqua per commemorare l’ultima cena, senza tralasciare ovviamente la miliardesima sequenza sull’antisemitismo catto-germanico. Tutto fa brodo, tanto il brodo è sempre uguale.





Ma torniamo a San Giuda. Tutto cambia, basta cambiare la storia, la memoria. Con un memoria rifatta a nuovo, con una Storia confezionata su misura, cosa volete che sia cambiare il Vangelo, farne un su misura?

Hanno trovato un papiro, presentato nella sede della National Geographic Society di Washington: un manoscritto copto di 66 pagine, risalente al III-IV secolo, contenente il Vangelo di Giuda, Vergato su papiro, il codice fu ritrovato negli anni ’70 nel deserto di El Minya in Egitto e, siccome versava in pessime condizioni, è stato sottoposto a una serie di restauri con tecniche avanzatissime (almeno un migliaio di frammenti si erano staccati). Un testo apocrifo, quindi non incluso tra gli «ispirati» del Nuovo Testamento, scritto in greco intorno al 180 della nostra era (l’esemplare di Washington è una traduzione). Nacque in ambiente gnostico e quindi risente delle concezioni di questa corrente: la salvezza passa per vie segrete, il vero Dio (il padre di Gesù) è un ente superiore al Dio del Vecchio Testamento e così di seguito. Teologicamente parlando, dal punto di vista cristiano , un patacca.

In particolare, l’autore di questo scritto riprende tesi già presenti nella setta dei Cainiti (II secolo). La setta credeva che solo Giuda Iscariota, il traditore, avesse compreso il vero significato dell’insegnamento di Cristo, consegnandolo alle autorità per suo esplicito volere.

Interessante ricordare chi erano i Cainiti. Una setta gnostica estremista che venerava tutti i personaggi della Bibbia, oppositori del Creatore, come Esaù, Cam, gli abitanti di Sodoma e Gomorra, Giuda e soprattutto Caino (da cui il nome della setta), l'eone decaduto per colpa di sua madre Sophia (Eva) e quindi il personaggio depositario della gnosi. I «Cainiti» giustificavano ogni genere di oscenità e delitti. Vi ricorda niente lo slogan “nessuno tocchi Caino” che belano radicali e progressisti che notoriamente se ne infischiano di Abele? Viene il dubbio che vi sia un nesso. Nessuno tocchi Caino: tolleranza per gli assassini più che pietà per le vittime. E Cam, e Sodoma e Gomorra…Di che fare la felicità di Vladimir Luxuria, l’osceno compagno di strada dei neo comunisti italiani.

Certo Giuda, anche per il nome che porta, è l’anello più importante del revisionismo evangelico, quel revisionismo che non conduce in galera, anzi. Non è facile riabilitare Giuda. E’ un pezzo grosso, una colonna portante.

Prima come detto c’era stato Pilato, bersaglio facile: Pilato era per l’ordine, per la legge, per la giustizia: un fascista ante litteram nell’universo della sovversione.

Poi gli attacchi si erano moltiplicati, la dissacrazione, grazie anche ad una struttura clericale sempre più vicina alle multinazionali e comprensiva con i mercanti del Tempio di cui anela ai favori e all’amicizia, aveva toccato vertici inauditi.

Poi è arrivato il Codice da Vinci, che aveva scosso persino la Chiesa. Ha scritto Vittorio Messori, uno degli ultimi autentici scrittori cattolici: “Il Codice da Vinci di Dan Brown è solo l’esempio più fortunato di un filone che, da qualche anno, sembra un fiume in piena. Una pseudo-storia, una fanta-esegesi strizzano l’occhio al lettore, ammonendolo che uno come lui non può essere tanto sprovveduto da accettare il racconto delle Chiese «ufficiali» - a cominciare da quella cattolica - sulle origini cristiane. Mica è come ce la contano da troppi secoli i preti, che sanno la verità, ma ce la nascondono. Ad esempio, sono disposti a ricorrere all’omicidio piuttosto che a far trapelare i «veri» rapporti tra Gesù e Maria di Magdala, con le conseguenze che essi hanno avuto sulla storia dell’Occidente. Il che, come si sa, è la tesi centrale di Dan Brown, che non ha fatto altro che mescolare i contenuti di un cocktail stantio che già nel 1988 Umberto Eco metteva in burla - ferocemente quanto inutilmente - nel suo Pendolo di Foucault . Se questo, comunque, è ciò che vuole il mercato, come non approfittare di un autentico «documento segreto», di un pezzo di quei «vangeli apocrifi» in cui starebbe la verità celata, per ingolosire le masse, spingendole a comprare giornali, libri, vedere film, magari acquistare magliette, berretti, portachiavi? I Dan Brown hanno ricostruito per voi la figura «autentica» della Maddalena, altri quella di Pietro, di Simone di Cirene, di Nicodemo, di Gesù stesso: ecco a voi un Giuda come non avreste mai pensato, un amicone, un benefattore, un privilegiato da Dio, altro che lo sciagurato traditore di cui vi hanno sempre parlato quelle Chiese che vi menano per il naso. Carta, anzi papiro, canta... La strumentalizzazione ideologica del reperto si è fatta esplicita, alla presentazione di Washington, quando qualcuno ha detto che - con il nuovo, benemerito Iscariota - si taglieranno le unghie all’antigiudaismo cristiano. “

Ai nostri tempi di Mercato trionfale naturalmente la propaganda non è mai disgiunta dal guadagno. Così i vangeli apocrifi di San Giuda sono un’ operazione economica, visto che il National Geographic Magazine è tra i periodici più redditizi del mondo, con edizioni in molte lingue. La sua sponsorizzazione per la traduzione e la pubblicazione del papiro trovato tra le sabbie egiziane non è certo disinteressata. Milioni di dollari verranno dall’aumento delle vendite, dall’acquisto del volume che sarà proposto in combinata col giornale, dal documentario comprato già da molte televisioni. Senza contare l’enorme pubblicità determinata dal fatto che, ieri, i media di ogni continente hanno citato la testata. Non a caso si sono scelti, per il lancio, i giorni che precedono la Settimana Santa, quando in tutta la cristianità risuonerà il nome di Giuda Iscariota e sarà più agevole che si parli di questo suo presunto «Vangelo”

Tirata per i capelli questa volta la Chiesa ha reagito per bocca dello stesso Pontefice.

Benedetto XVI è stato questa volta categorico: “ Giuda, ha spiegato il Papa, 'valuta Gesu' secondo le categorie del potere e del successo: per lui solo potere e successo sono realta', l'amore non conta. Ed egli e' avido: il denaro e' piu' importante della comunione con Gesu', piu' importante di Dio e del suo amore'. Secondo il Papa, Giuda cosi' diventa anche un bugiardo, che fa il doppio gioco e rompe con la verita'; uno che vive nella menzogna e perde il senso per la verita' suprema, per Dio'. 'In questo modo - ha concluso Papa Ratzinger - egli si indurisce, diventa incapace della conversione, del fiducioso ritorno del figliol prodigo, e butta via la vita distrutta'.” Parole chiare.

Abbiamo però l’impressione che molti, anche dentro la Chiesa, siano diventati più indulgenti verso Giuda: in nome della moderna tolleranza e anche perché al giorno d’oggi, insomma, con il caro vita trenta denari facilitano il dialogo.

E difatti , forse per farsi perdonare l’ardire di aver respinto San Giuda, la Chiesa ha chiesto persino di far tacere una radio cattolica. L’emittente polacca Radio Maria.

Una radio che ha il gravissimo torto di essere favorevole al governo nazionalconservatore di Varsavia. Roba da far torcere le budella a post comunisti, post conciliari, sionisti e compagnia canante. Una radio xenofoba e anti europeista, latra La Repubblica di De Benedetti. Intollerabile, gli fa eco il Corriere di Mieli e Elkan. Bisogna spegnerla, balbetta il Nunzio del Vaticano in Polonia. E’ la Chiesa di Marcinkus che vede minacciati i suoi interessi. Peggio che i nazisti, blaterano i mass media degli burocrati al guinzaglio sionista. E già perché Radio Maria polacca ha osato parlare di gruppi di pressione ebraici. Ho osato lamentarsi perché le solite organizzazione ebraiche, ben note in Svizzera, stanno chiedendo risarcimenti alla Polonia. Ha osato criticare l’invadenza di una certa cultura ebraica che si arroga il diritto di criticare chiunque, addirittura chiedere che venga mutata l’interpretazione dei Vangeli, pretende di giudicare tutto e tutti ma rifiuta sdegnata qualsiasi critica.

E difatti nessuno osa fiatare. Lo fa dalla Polonia Radio Maria. E partono le solite baggianate che ci scassano le orecchie trenta a volte al giorno: arrivano i nazisti. Bisogna chiudere subito Radio Maria, magari bombardarla, magari mandare qualche sicario della Mossad. Il mondo è pieno di nazisti: Khomeini, Saddam, Milosevic, Amahdinejad. E tanti altri: chi ha capelli troppo corti, chi vota Le Pen, chi vota Haider ( nel frattempo bombardato) chi aiuta i palestinesi, chi scrive libri di storia al bando, chi difende quelli che scrivono libri di storia al bando, chi si permette di aver dubbi, chi potrà magari averli in futuro. Chi non capisce che la libertà ha limiti decisi da chi li mette, chi non capisce che non saranno tollerati gli intolleranti. Bisogna che stiano subito zitti , che il mondo parli finalmente con una voce sola, la voce dell’amore che fa tacere tutte quelle brutte critiche piene di odio. Con le buone o con le cattive. Se lo ficchi in testa Radio Maria. I tempi sono cambiati, è Giuda il miglior amico di Gesù, l’ha aiutato a liberarsi dal peso di vivere. E’ anche un modesto avvertimento.

L’ultimo segno dei tempi ci viene da una notizia che leggiamo in prima pagina su un grande quotidiano: una grande organizzazione internazionale femminista proclama il diritto, e magari il dovere, delle donne di non fare figli.

Sacrosanto.Con tutte le cose belle che si possono fare, la carriera, lo sport, il ballo africano o il sudoku come diavolo si può chiedere alle donne di fare figli? Un’infame pretesa maschile, una chiara prevaricazione anti democratica di cui il collettivo femminile, riunito in seduta plenaria, ha finalmente preso coscienza. Perché diavolo lasciare un discendenza? Fortunato Vladimir Luxuria che non ha di questi problemi, pur essendo compartecipe della condizione femminile.

I figli sono inutili, sono faticosi da mettere al mondo, fanno soffrire e per giunta costano. Avessero almeno un futuro, ma con l’aria che tira rischiano di farsi mantenere fino a quarant’anni.

Tolgono senso alla vita, uccidono il tunnel del divertimento.

Viva le femministe. Se vincono loro avremo finalmente di nuovo un pianeta vuoto, senza bipedi.

E non si può negare vedendo un collettivo femminista che la prospettiva sia sinceramente esaltante.

Buona Pasqua e buone feste ora che Giuda finalmente è stato riabilitato e Radio Maria mandata all’Inferno insieme con Giovanni, l’apostolo che nel suo Vangelo parlava malissimo di quel brav’uomo e dei suoi sudati trenta denari.