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    Predefinito Considerazioni di un illuso

    Ho come l’impressione che la “classe dirigente” italiana (e per far parte di tale élite non bisogna nemmeno avere alle spalle un particolare curriculum formativo va solo capacita’ affabulatorie e mediatrici al ribasso) stia facendo una tranquilla partita a risiko in cui in palio vi sono solo ed esclusivamente gli interessi di poltrona di poche centinaia di persone (ta incarichi istituzionali e nomine amministrative), mentre fuori dalla finestra esiste un paese che fingono di ignorare con problemi presenti e prospettici immani.

    Continuiamo a definirci il sesto paese industrializzato del mondo, come se questo contribuisse di per se’ a migliorare le cose. Cosi’ su due piedi, mi verrebbe un elenco di paesi che per potere economico/politco, risorse naturali, numeri demografici e/o bagaglio culturale singolo e nazionale a cui nemmeno potremmo pensare di paragonarci, (USA, Russia, Cina, India, Regno Unito, Germania, Francia, Giappone, Canada, Australia, Iran, Brasile,….), senza contare tutti quelli che di sicuro almeno peggio di noi non stanno.

    Abbaimo una serie di problemi talmente enormi ed, in prospettiva, devastanti che, se la famosa classe dirigente (tutta insieme) non vi mettera’ mano al di la’ di egoismi e ritorni elettorali, saremo destinati ad un declino che infuenzera’ notevolemente il tenore di vita e la sostanziale stabilita’ sociale a cui il bel paese e’ abituato.

    I problemi si trascinano da tempo e sono principalmente frutto della miopia delle varie classi dirigenti che si sono alternate nelle persone ma non negli atteggiamenti di egoismo personale, con azioni e decisioni finalizzate solo ed esclusivamente al consenso elettorale che le legittimasse a ripresentarsi la volta succesiva.

    Il mondo e’ cambiato in maniera veloce ed in una direzione da cui non e’ possibile tornare indietro, eppure noi continuiamo ad affrontare la situazione con ricette che gia’ a malapena erano efficaci negli anni 60/70. Gli anni 80 e primi anni 90 hanno visto nella svalutazione e nella spesa pubblica gli unici veri strumenti utilizzati dalla classe politica, strumenti che erano come un cerotto su un taglio all’arteria femorale.

    Una visione di ampio respiro con uno sguardo al ventennio successivo invece che alla tornata elettorale successiva non era immaginabile nemmeno negli incubi dei nostri governabili di allora, figuriamoci di quelli di oggi (al di la’ di vuote e vane parole profuse alle platee di giornalisti, come se il lavoro della nostra classe dirigente fosse ormai solo quello di dire le cose giuste per poter avere un buon articolo sui giornali del giorno dopo).

    Eppure e’ l’unico modo per cercare di venire a capo di una matassa che e’ orribilmente aggrovigliata.

    Siamo un paese estremamente povero di materie prime, con un costo dell’energia per Kilowattore spaventoso eppure che facciamo; sulla scorta di un incidente nucleare irripetibile e causato da una serie di circostanze tanto assurde quanto proprie dell’ex Unione Sovietica, diamo l’addio al nostro programma nucleare (in cui almeno a livello teorico eravamo all’avanguardia) e ci condanniamo alla totale dipendenza da petrolio e gas che ci vengono forniti da paesi sui quali non abbiamo la minima influenza politica (e poi ci domandiamo perche’ stiamo tanto attaccati alla gonna degli USA tanto da seguirli e legittimarli anche nelle guerre).

    Potremmo darci un po’ piu’ di respiro ampliando il numero dei paesi da cui acquistare il gas, ma per far questo servono rigassificatori che lo riportino in forma gassosa da quella liquida necessaria per il trasporto. Invece di dotarci dei rigassificatori nemmeno se ne parla, utilizzando l’argomento solo per fare cagnara nelle varie trasmissioni televisive (che sono ormai diventate, al pari dei giornali, uno strumento in cui i politici voglio legittimarsi a parole dopo il nulla delle loro azioni concrete).

    Potremmo e dovremmo ripartire tutti insieme su un programma nucleare che ci porti, entro 10/15 anni ad avere almeno una decina di centrali nucleari dotate delle nuove tecnologie che rendono tali centrali meno pericolose dell’attraversare la strada in una via di Milano, invece si liquida l’argomento con poche battute destinate a rinviarlo all’infinito nel tempo.

    Tanto il fatto che il petrolio sia destinato a superare i 100 dollari al barile entro 2/3 anni e’ un aspetto di secondaria importanza che e’ legittimo ignorare da parte dei nostri politici.

    Sono state fatte riforme del sistema previdenziale (riforma dal sistema retributivo a quello contributivo) che porteranno il reddito dei nostri pensionati entro 20 anni al 55% dell’ultima busta paga, che gia’ pemetteva loro di vivere esclusivamente alla giornata.

    Riforme che avevano come unico obiettivo rimettere in sesto la “curva del costo previdenziale” del paese, infischiandosene delle conseguenze reali di tali scelte (oltre al fatto che coloro che hanno approvato tale norma sono gli stessi che hanno aiutato o fatto finta di non vedere il depredaggio dei fondi Inps effettuato negli anni 80. Per qualsiasi necessita’ alla fine si attingeva li’, IRI in testa (vero Prodi?).

    Si potrebbe per lo meno affiancare a tale legge scempio un sistema di previdenza complementare realmente efficiente (visto che tra l’altro verrebbe alimentato con i risparmi ed i salari dei lavoratori sottoforma di TFR), invece si vara nel 93 una normativa (centrosinistra) poi ulteriormente modificata nel 2000 (centrosinistra) e poi ulteriormente modificata nel 2005 (centrodestra) che ha come unico reale effetto, se avessero almeno avuto la forza di farla partire (per fortuna almeno per ora si e’ fallito nel metterla in pratica su grande scala), di regalare utili prospettici mostruosi alle compagnie assicurative (che erogheranno le pensioni complementari di tutti i fondi, aperti e chiusi sotto forma di rendita di un contratto assicurativo), di “comprare” il silenzio dei sindacati dando a loro il potere “politico” sui fondi chiusi, e di garantire utili ingenti immediati al sistema di gestione dei vari fondi (in questo caso aperti) che vengono spacciati con tecniche di vendita da piazzisti porta a porta (senza offesa per quelli che si fanno unmazzo cosi’ per vendere i loro bravi “folletto”).

    Una normativa che abbia al centro il lavoratore/pensionato e la tutela del suo tenore di vita futuro e’ un qualcosa che non farebbe guadagnare nessuna lobbie politico/economica, quindi e’ una normativa che in Italia non si puo’ nemmeno concepire.

    Viviamo in mezzo a numeri che non hanno nessun senso ma che influenzano le nostre vite in modo enorme.

    Si varano leggi e finanziarie con copertura di spesa che si basa sulle prospettive di crescita dell’anno successivo, prospettive che poi immancabilmente non si avverano e che creano buchi disastrosi nella finanza pubblica (basta vedere le previsioni di crescita anno su anno dal 2000 in poi e la reale crescita dell’anno seguente per mettersi a ridere ogni volta che qualcuno faccia una previsione sul PIL).

    Basiamo gran parte delle scelte economiche e lacontrattazione salariae sull’inflazione che ci viene gentilmente fornita dall’Istat, un dato matematicamente sicuramente corretto ma che non ha nulla a che fare con la reale situazione di tutti i giorni, a meno che esista qualcuno che spenda il proprio reddito esattamente nel modo stabilito dal ridicolo (per non dire in malafede) paniere utilizzato dall’istat.

    Servirebbero piu’ panieri con i pesi percentuali dei prodotti in linea con le reali spese degli italiani, ripartiti per classi di reddito e dimensione di famiglie, ma questa sarebbe una scelta che aprirebbe un baratro su certe verita’ intoccabili che ci raccontiamo anno dopo anno.

    Abbiamo un sistema scolastico lento, inefficiente e farraginoso che non e’ modificabile da riforme di questo o quel ministro, il piu’ delle volte una incontrasto con l’altra e che creano confusione su confusione.

    Il numero di laureati e’ ridicolo e la qualita’ degli stessi (a parte pochi indirizzi e poche eccezioni) ci impedisce di paragonarci a qualsiasi paese occidentale. Si esce dalle scuole a 26/27 anni dopo aver vivacchiato tra un esame e l’altro (spesso superati con studio memonico e non finalizzat ad un piano di stufdi efficiente e correlato tra le varie materie) e si viene fagocitati da un mondo del lavoro che ha le sue regole e la pretesa di sfruttare risorse con bassi costi e per lavori meccanici e ripetitivi.

    La scuola dovrebbe sfornare giovani di 21 anni preparati soprattutto culturalmente, con una buona preparazione di base su una serie di materie economiche, giuridiche, scientifiche, il tutto corroborato dall’inglese e dall’informatica e impreziosito da nozioni umanistiche.

    Sarebbero giovani gia’ pronti per vivere e lavorare con consapevolezze diverse da quelle odierne. Chi di essi volesse poi seguire un ulteriore percorso formativo specifico ecco allora aprirso le porte di universita’ nuove e specializzate, da cui avere a 26/27 anni la nuova spina dorsale del paese.

    Esiste in Italia una criminalita’ organizzata (ed una visione della stessa da parte della nazione) che non ha eguali nel mondo.

    Una criminalita’ che e’ una delle principali zavorre del paese e che impedisce soprattutto al mezzogiorno di svilupparsi lungo le direttrici che lo potrebbero valorizzare (turismo, agricoltura, particolari distretti industriali, sistema portuale avanzato ed all’avanguardia da costruire).

    Eppure tale criminalita’ e’ intrecciata indissolubilmente con il sistema politico che la tollera e da cui addirittura trae profitto.

    A parole tutti noi, politici compresi, la condanniamo, ma nei fatti poi la alimentiamo continuamente con complicita’, connivenze o (altrettanto dannoso) ignorandola.

    Esiste inoltre una cultura dell’illegalita’ propria del nostro modo di essere italiani, cultura che ci porta ad essere tutti d’accordo nel combattere l’evasione fiscale ma che poi ci impedisce di prendere il portafoglio per pagare Tutte le tasse che ci competerebbero. E cio’ porta a 200 mld di euro di evasione (vi rendete conto della cifra?).

    Esiste un altro posto del mondo in cui questo fenomeno sia solo lontanamente vicino all’Italia (con le giuste proporzioni tra PIL ed abitanti)?

    Abbiamo uno stato formalmente laico ma che invece non muove un dito senza il beneplacito del Vaticano (sempre per la paura di perdere voti).
    Una continua genuflessione a compromessi che comporta notevoli danni alla civilta’ ed alla cultura dell’intera nazione.

    Abbiamo un sistema politico basato costituzionalmente sui partiti (e guai a toccare questa parte della costituzione) che porta i partiti a moltiplicarsi ed avere come unico obiettivo la propria sopravvivenza in primis e la propria affermazione sugli altri poi.

    La conseguenza di cio’ e’ uno stato profondamente paralizzato qualunque compagine politica prevalga di volta in volta, incapace di profondi interventi su di uno Stato che ne necessita per la sua futura sopravvivenza.

    Potrei continuare nella dissertazione citando un sistema viario profondamente inadatto all’attuale stile di vita e modello economico, una cultura del compromesso e della corruzzione che e’ trasversale e ad ogni livello, un mondo dell’informazione che e’ servile ai poteri forti e ben si guarda di criticarli profondamente ed in modo insistito se non in occasioni di forma e di nessuna importanza.

    Di fronte a tutto cio’ e’ necessario, estremamente necessario, indispensabile, un accordo almeno decennale tra le principali forze politiche esistenti che sottoscrivano un vero programma di lavoro con respiro decennale per iniziare un processo di profonde ed efficienti riforme e rivisitazioni dell’intero Stato.

    Programma da portare a compimento congiuntamente e che veda l’accordo costante di tutti gli esponenti, senza che se ne approfitti per tornaconti elettorali.

    Sono sicuro che gli italiani sarebbero disposti anche a fare enormi sacrifici se questi fossero indirizzati realmente verso un progetto che permetta di far intravedere un po’ di luce alla fine di quel tunnel che, altrimenti, finira’ con il crollarci addosso.

    Fine della predica.

  2. #2
    FuoriTempo
    Ospite

    Predefinito

    buona notte e sogni d'oro.

 

 

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