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  1. #1
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    Predefinito Nucleare: meglio non dare i numeri....

    L'energia nucleare è una fonte energetica da valutare attentamente sia negli aspetti positivi che negativi. In primo luogo è necessario comprendere il suo funzionamento. Nelle centrali nucleari l'energia scaturisce dal bombardamento dell'uranio con[b] neutroni. Il nucleo dell'uranio si divide in due nuclei più piccoli tramite un processo detto di 'fissione nucleare' durante il quale si genera energia e altri neutroni che, a loro volta, continueranno a far dividere i nuclei di uranio dando luogo alla famosa 'reazione a catena nucleare'. Durante questo processo viene emessa radioattività ad alta intensità. Gli oggetti e i metalli esposti alle radiazioni diventano essi stessi radioattivi, ossia scorie radioattive. Le scorie dovranno essere stoccate per migliaia di anni fin quando non decade il livello di radioattività. Il grado di radioattività non consente all'uomo di avvicinarsi alle scorie e, al momento, la scienza non è in grado di distruggere le scorie radioattive o di accelerare il periodi di decadimento della radioattività.
    L'uranio è la materia prima delle centrali nucleari a fissione. Una minima quantità di uranio consente di produrre un'elevata quantità energia, e a differenza del carbone o del petrolio, senza emissioni di anidride carbonica (principale causa dell'effetto serra). Non esistono stime ufficiali sull'estrazione annuale di uranio. Questi dati sono coperti dal segreto militare o dal segreto di Stato.

    Fin quì i vantaggi che hanno determinato lo sviluppo dell'energia nucleare nella seconda metà del novecento.

    Su altri aspetti il nucleare non trova ancora valide risposte:

    Il principale svantaggio del nucleare sono le drammatiche conseguenze in caso di incidente. L'epilogo di Chernobyl ha causato conseguenze globali e, ancora oggi, non si conosce il reale impatto sulla salute. Se da un lato le nuove centrali di ultima generazione garantiscono un livello di sicurezza elevato, dall'altro non si può fare a meno di pensare che anche la centrale di Chernobyl era stata considerata sicura a suo tempo.

    Le scorie radioattive devono essere stoccate per migliaia di anni. Nessun paese al mondo è giunto a una soluzione definitiva di stoccaggio. In Italia, nel 2003 si fermò in protesta un'intera regione italiana per impedire la realizzazione di un deposito geologico di scorie.

    La produzione di armi nucleari resta l'ultimo grande handicap. Non si può negare un legame tecnologico tra la produzione civile di energia nucleare e l'industria bellica. Nel 2004 gli USA e altri paesi occidentali fecero grande pressione sull'Iran per impedire la costruzione di una centrale nucleare civile proprio per il timore che questi impianti fossero utilizzati anche per finalità belliche. Pertanto il legame tra le due attività esiste.

    Il costo reale del nucleare. Da circa 15 anni nessun paese occidentale, salvo la Finlandia, ha messo in cantiere nuove centrali nucleari. Il nucleare comporta costi elevati fin dalla realizzazione degli impianti. Vanno poi ad aggiungersi i costi militari per garantire la sicurezza dagli attentati terroristici e i costi per smantellare la centrale nucleare al termine della sua attività. Tutti questi costi non sono sostenibili da un'industria privata. Lo Stato deve necessariamente intervenire a copertura delle spese aumentando tasse e imposte ai contribuenti. In breve, il basso costo dell'energia in bolletta potrebbe essere più che compensato dall'aggravio fiscale in termini di imposte.

    La localizzazione degli impianti nucleari. Le comunità locali sono restie ad accettare un deposito di scorie o una centrale nucleare vicino casa.
    Abbiamo considerato sia i pro sia i contro dell'energia nucleare. Volendo sintetizzare il nucleare a fissione realizzato con reattori di ultima generazione è relativamente sicuro. Resta però il problema dei costi sociali e quello della localizzazione delle centrali e del deposito di scorie. Finora nessuna soluzione sembra essere stata condivisa con i cittadini del luogo destinato ad ospitare un deposito di scorie.

    http://www.ecoage.com/energia-nucleare-introduzione.htm
    -----------------------------------------------------------------

    Ho inteso aprire questo nuovo 3d per discutere delle tecnologie inerenti l'energia nucleare, giacche' nel 3d in cui si inizia a ragionare ci sono pochissimi riferimenti tecnologici.

    A me pare che questa analisi sia in sostanza lo stato dell'arte sul nucleare.

    I grandi problemi irrisolti (trascuro i costi di cui poco mi interessa sugli altri) sono la sicurezza e le scorie.

    Se qualcuno volesse dare notizie tecnologiche in merito, posti qua...I numeri... la'.

  2. #2
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    Cominciamo dal discorso delle scorie visto che ho già rilevato delle imprecisioni.

    Le scorie ad alta pericolosità sono la parte minore il 7%, altre di solito possono essere reimpiegate come il Cesio 137 ad esempio che viene utilizzato per la radioterapia.

    Altre scorie sono elementi transuranici dal numero atomico maggiore del combustibile di partenza e ad alta radioattività e queste possono essere reimpiegate in altri reattori nucleari per la produzione di energia.

    Per altre scorie come lo iodio 129, lo stronzio 90 e altre potranno essere trattate con tecnologie in via di perfezionamento basate sul laser in modo che il periodo di decadenza radioattiva si riduca da molti anni a poche ore rendendo queste scorie praticamente innocue.

  3. #3
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    Dunque, abbiamo visto che alla base di tutto c'e' la fissione, ossia un processo consistente nella scissione di un nucleo atomico in due o più parti. La fissione ha luogo solo nei nuclei più pesanti che presentano notevole instabilità rispetto al processo, in particolare nell'uranio e nel plutonio.
    Di per se tutto sarebbe semplice... senonche' la fissione incotrollata e' alla base della bomba atomica.

    Un po' come avviene in tutti i "sistemi ad anello aperto" il fenomeno si autoalimenta tendendo all'infinito.

    Per esemplificare, e' noto a tutti il fastidiosissimo fischio che si innesca quando ascoltiamo la nostra telefonata alla radio senza abbassare il volume.

    Io uso spesso il modello dei sistemi ad anello aperto per dimostrare che l'anarchia genera solo casino, ma questa e' un'altra storia, piu' propriamente politica.

    Tornando a noi, l'unico modo per tenere a bada i nuclei frantumati e' applicare il modello dei sistemi "controreazionati" ossia, un controllo che reagisca in modo da non permettere che il sistema diventi instabile.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim
    Cominciamo dal discorso delle scorie visto che ho già rilevato delle imprecisioni.

    Le scorie ad alta pericolosità sono la parte minore il 7%,
    Prendiamo atto e intanto pensiamo a come ridurle prossime allo zero oppure a dove mandare (perche' di questo si tratta) il 7 percento...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiglobal
    Prendiamo atto e intanto pensiamo a come ridurle prossime allo zero oppure a dove mandare (perche' di questo si tratta) il 7 percento...
    le vendi alla russia o le butti in mare

  6. #6
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    Mario Francini, nel suo libro “Quante storie…”, ci racconta cosa avvenne nel giorno in cui Fermi avviò per la prima volta la sua “pila”:



    “Erano in una ventina, quel 2 dicembre 1942, nella palestra dello stadio universitario di Chicago, quando Enrico Fermi mise per la prima volta in attività la pila atomica sperimentale destinata a tenere a battesimo la nuova era dell'atomo. Si trattava di professori e di studenti, ma c'era anche un "profano", l'industriale Greenewalt, che rappresentava la società Du Pont De Nemours, cui sarebbe stata affidata la produzione delle pile indispensabili per la fabbricazione della bomba atomica. Proprio per lui Fermi aveva voluto che l'esperimento avesse una certa spettacolarità: si trattava di coinvolgerlo nella grande impresa. E per questo era stato predisposto in un angolo della palestra un palco con delle sedie per gli "spettatori".La catasta delle mattonelle di grafite purissima aveva già raggiunto i cinque metri di altezza e nel suo "cuore" erano già racchiusi i cilindri di uranio; non restava che estrarre le ultime aste di cadmio per dare il via alla fase critica: la pila si sarebbe accesa e avrebbe cominciato a funzionare. Il ticchettio impazzito dei contatori Geiger avrebbe annunciato l'inizio della reazione a catena. Verso mezzogiorno Fermi fece spostare leggermente indietro l'ultima "asta di controllo" ma appena i contatori presero a sussultare ordinò di rimetterla a posto e annunciò che era l'ora di andare a colazione. Tutti avevano rifatto i loro calcoli e avevano concluso che non ci sarebbero state sorprese, ma era meglio procedere con calma.

    Dopo la sosta tutti ripresero il loro posto e si ricominciò. Alle 15 e 20 Fermi si volse verso gli "spettatori" e guardando Mr Greenewalt spiegò: "Adesso mostreremo sul serio come si produce la reazione a catena. Farò estrarre la sbarra di un altro paio centimetri. A questo punto i contatori cominceranno subito a salire finché non darò l'ordine di stop". Si volse all'operatore e disse: "George, questa è la volta buona. Tira fuori l'asta di un piede". Subito i contatori Geiger cominciarono a ticchettare, prima lentamente poi con ritmo sempre più accelerato e infine a velocità frenetica. Benché nessuno tra gli scienziati presenti mostrasse sorpresa per quello che stava accadendo, una certa tensione si creò nel laboratorio: dopo tutto ci si stava avventurando in un terreno inesplorato.

    Dopo venti minuti Fermi fece reinserire le sbarre e tutti si sentirono più sollevati perché i contatori smisero di ticchettare. Allora ci furono delle strette di mano e fu spiegato a Mr Greenewalt che l'esperimento era finito. Il professor Eugene Wigner, che veniva da Princeton, tirò fuori un fiasco di Chianti e alcuni bicchierini di carta: tutti bevvero due dita di vino e firmarono il fiasco. Subito dopo Arthur Compton, il direttore dei laboratori di Chicago, telefonò a un collega dell'università di Harvard. Disse: "Il navigatore italiano è arrivato nel nuovo mondo". Sebbene il codice fosse stato improvvisato lì per lì da Compton, l'altro comprese al volo e domandò, ansioso: "E gli indigeni come sono stati?" La risposta fu: "Molto cordiali".

    L'industriale Greenewalt salutò tutti e si allontanò in macchina. Disse di essere stato impressionato dall'abilità di Fermi, e questo dimostra che lo scienziato aveva saputo drammatizzare uno "spettacolo" altrimenti incomprensibile per un profano. Per il momento il mondo ignorò di essere entrato in una nuova era e i giornali continuarono a parlare degli scontri in Tunisia, della battaglia di Guadalcanal, dei tedeschi accerchiati a Stalingrado, ma della grande vittoria del "navigatore italiano" nessuno seppe nulla.

    Enrico Fermi aveva abbandonato l'Italia quattro anni prima, tra l'indifferenza generale. Nessuno gli aveva chiesto di lasciare l'università di Roma, ma a farlo decidere erano state le leggi razziali, dal momento che egli aveva una moglie ebrea. A espatriare l'aiutò una felice circostanza: l'invito a recarsi a Stoccolma per ritirare il premio Nobel che gli era stato assegnato per la fisica. Nessuno sapeva che aveva deciso di non tornare in patria ad eccezione di pochissimi amici intimi: a salutarlo alla stazione c'erano soltanto loro.”

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da -Duca-
    le vendi alla russia o le butti in mare
    E perche' non le vendiamo al panettiere che ti vende il pane?

    E' su queste basi che sostieni il nucleare?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiglobal
    E perche' non le vendiamo al panettiere che ti vende il pane?

    E' su queste basi che sostieni il nucleare?
    Sostengo?
    Tu non sai leggere.
    Ho risposto alla domanda: "dove vanno a finire le scorie?" e ho risposto: o si vendono alla Russia, se ne ha bisogno, o si buttano in mare.
    Forse te non conosci il fatto che una centrale nucleare di media dimensioni emette in un anno scorie per la dimensione di circa 3 metri cubi.
    Nell'oceano è presente il 40% dell'uranio presente nel globo.

    p.s. per la tua testa bacata poi magari lo scemo sono io.


  9. #9
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    Miscellanea di propaganda pseudo-ecologista mischiata a fisichetta spicciola e nessun dato concreto. Questo thread è poco produttivo ed interessante. Molto meglio gli altri due già aperti.

  10. #10
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    Per non parlare dei miliardi didollari dei soldi dei contribuenti spesi ogni anno solo per il trattamento e il mantenimento delle scorie radioattive, che ricordiamo rimangono tali per migliaia di anni senza ancora una garanzia assoluta di sicurezza. Significa lasciarle come un'ipoteca sulle future generazioni.

 

 
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