L’Indice di Sviluppo Umano (ISU) è un indice elaborato dalla UNDP (United Nations Development Programme), una delle più prestigiose e influenti agenzie dell’ONU. La UNDP, sull’onda dell’elaborazione di economisti quali Amartya Sen, sostiene che lo sviluppo umano non può essere calcolato solamente in base alla crescita economica, e per questo ha elaborato l’ISU, che tiene conto dell’aspettativa di vita alla nascita, del tasso di analfabetismo e del reddito procapite.
In base a queste elaborazioni, la UNDP ha dichiarato l’8 settembre 2005 che la Cina ha registrato negli ultimi due decenni uno dei più rapidi miglioramenti dello sviluppo umano nella storia. Dal 1990 il suo ISU è aumentato di circa il 20%.
Un altro degli obiettivi della UNDP è di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni più povere. A tal fine, l’assemblea delle Nazioni Unite ha votato nella seduta plenaria del 2000 gli Obiettivi del millennio. Uno dei primi è dimezzare la povertà, basandosi sui livelli del 1990, entro il 2015. La Repubblica Popolare Cinese ha già raggiunto questo traguardo: circa 130 milioni di persone considerate povere nel 1990 non lo sono più. In generale, la UNDP prevede che l’obiettivo del dimezzamento della povertà entro il 2015 sarà raggiunto grazie alle sorprendenti performance della Cina, dell’India, del Viet Nam e di altri paesi asiatici, mentre l’Africa sub-sahariana continuerà a vivere in mezzo alla povertà.




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