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Discussione: La Cina

  1. #51
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    In Cina le automobili meno inquinanti


    La decisione del governo cinese precorre i tempi e le preoccupazioni mondiali sull'impatto del rapido sviluppo in Cina.

    Contrariamente ad ogni stereotipo occidentale, il governo cinese impone per legge ai produttori di automobili l'uso di motori meno inquinanti rispetto agli Usa. La notizia è stata pubblicata su La Repubblica il 28 settembre 2004. Si tratta di un vero e proprio paradosso poiché le automobili cinesi saranno fabbricate proprio dall'americana General Motors, ovvero dalla principale casa automobilistica americana.

    La nuova legge stabilisce che, entro luglio 2005, ogni nuova automobile fabbricata o importata in Cina dovrà percorrere almeno 30 miglia con un gallone di benzina (rispetto ai 28 previsti negli Usa). Le automobili virtuose nei consumi di benzina hanno il pregio di inquinare meno, è quindi evidente la portata ecologista del provvedimento.
    Un mercato da 250 milioni di automobili


    La decisione è molto importante. Basti pensare che in Cina oggi circolano in Cina 25 milioni di automobili destinate ad aumentare fino a 250 milioni nei prossimi 15-20 anni.

    La spinta nei consumi e nella produzione cinese preme con forza sulla domanda energetica mondiale e sull'inquinamento da emissioni di CO2, principale causa dell'effetto serra e del surriscaldamento del pianeta.

    Il boom industriale cinese rischia pertanto di dare il famigerato colpo di grazia all'effetto serra mondiale semplicemente imitando il modello di sviluppo dei paesi industriali avanzati. Il mercato cinese coinvolge circa 1,3 miliardi di persone, circa il 20% della popolazione mondiale che, fino a qualche decennio fa, viveva quasi allo stato di sussistenza alimentare.

    Nello stesso periodo la Cina inaugura anche un nuovo indicatore nelle proprie statistiche ufficiali, il Pil Verde per misurare l'aumento della ricchezza naturale al netto dei costi di distruzione della natura e dei costi provocati alla salute umana.

    Si tratta di reale spinta ecologista?

    Una dichiarazione del ministro dell'ambiente cinese Pan Yue rende bene l'idea: «Nelle grandi città i bambini respirano un´aria così inquinata che le radiografie ai loro polmoni sono identiche a quelle di chi fuma due pacchetti di sigarette al giorno». (fonte ecodallecittà.it)

    Le conseguenze sulla salute dell'inquinamento non sono in alcun modo minimizzate dai governi cinesi.

    E' nota la minore speranza di vita dei cittadini residenti nelle grandi città o nei pressi dei centri industriali, costretti a respirare lo smog provocato dal traffico urbano o dalle ciminiere dell'industria pesante (vedi inquinamento in Cina).

    I danni alla salute si affiancano alle ripercussioni economiche causate dai mutamenti climatici in termini di desertificazione, pioggia acida e maggiore frequenza degli uragani. Sconvolgimenti del clima che si trasformano in modo evidente in danni da riparare.

    In questo contesto diventa razionale, anche dal punto di vista economico, sostenere la produzione e l'acquisto di automobili con basse emissioni inquinanti.

    La Cina sembra essersi resa conto del nesso ambiente-salute-economia. Quando si sveglierà anche l'occidente dal suo torpore genericamente anti-ambientalista?

    La Cina meglio degli USA ?

    Negli Usa il delicato equilibrio di interesse tra politica e case automobilistiche rallenta qualsiasi processo di riduzione delle emissioni inquinanti, fatta eccezione per la California, e pur essendo il più grande paese produttore di emissioni CO2 gli Usa non hanno ancora firmato il Protocollo di Kyoto.

  2. #52
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    La Cina diventerà il terzo grande Paese al mondo produttore di automobili


    2005-11-18 17:21:24 cri


    Secondo la previsione della Federazione industriale automobilistica cinese, quest'anno la produzione cinese di automobili raggiungerà probabilmente 5,6 milioni di unità, superando la Russia e diventando il terzo grande Paese al mondo produttore di automobili.

    Secondo gli esponenti professionisti, questa tendenza renderà il mercato della Cina un obiettivo conteso fra i commercianti mondiali di ricambi automobilistici e dei prodotti relativi.

  3. #53
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    Cina: il rapido sviluppo delle auto di piccola cilindrata



    2006-04-10 1959 cri


    Al fine di risparmiare le risorse energetiche, il governo cinese ha chiesto alle varie città di annullare tutte le limitazioni riguardo le auto di piccola cilindrata, affermando che applicherà politiche relative per incitare la produzione e il consumo delle auto di piccola cilindrata. Secondo gli esperti, questa iniziativa ha pronosticato che le auto di cilindrata inferiore vedranno un rapido sviluppo e diventerebbero una nuova rivelazione nella vendita automobilistica nel 2006.

    In un mercato automobilistico di Pechino, il Signore Ou Qing sta scegliendo l'auto di piccola cilindrata che preferisce. Egli ha detto ai giornalisti che l'applicazione della politica riguardo l'annullamento delle limitazioni sulle auto di piccola cilindrata e il costante aumento del prezzo della benzina costituiscono il motivo principale dell'acquisto di questo tipo di auto:

    "Il prezzo delle auto di lusso è alto, non posso permettermelo. Per quanto riguarda le utilitarie, vigevano molti controlli e limitazioni sulla loro circolazione, quindi avevo delle riserve anche sul loro acquisto. Dopo l'attuale apertura, la circolazione delle utilitarie non verrà più regolata, e il loro prezzo me lo posso permettere. Sono anche sicuro che consumano meno delle auto di lusso. Anche se il prezzo della benzina è aumentato, non è intollerabile, potrei sostenerlo."

    In Cina ci sono numerosi ordinari consumatori che sperano di comprare delle auto economiche come il signor Ou, quindi il mercato dispone di una grande domanda di utilitarie. Secondo le statistiche dell'Associazione dell'Industria automobilistica cinese, le auto di piccola cilindrata costituiscono più della metà nella classifica delle vendite del 2005. Sebbene le auto di piccola cilindrata abbiano buone prospettive, oltre ad essere contento, Ou ha espresso anche alcune preoccupazioni:

    "Scegliere il modello delle utilitarie, non significa desiderare una macchina troppo piccola, che sarebbe fonte di apprensioni psicologiche, come la paura della mancanza di sicurezza."

    Secondo un sondaggio di un sito internet cinese, dopo la cancellazione delle limitazioni relative alle auto di piccola cilindrata, il 39,2% dei consumatori ha affermato di intendere aquistare utilitarie ed il 30,5% ha detto che potrebbe scegliere di comprarle. Dall' indagine emerge nel contempo che secondo i consumatori, il maggiore vantaggio delle auto di piccola cilindrata è costituito dai loro bassi prezzi e dal risparmio di energia, mentre lo svantaggio più consistente sta nella ridotta potenza del motore, la scarsa sicurezza e l'inferiorità di classe.

    Tuttavia, gli esponenti del settore assumono diverse opinioni riguardo all'inferiorità di classe delle auto di piccola cilindrata. Il Vice direttore della fabbrica Peugeot di Dongfeng, uno dei maggiori produttori di automobili cinese, Tang Teng, ha detto:

    "Forse si nutrono alcuni pregiudizi verso le auto di piccola cilindrata, visto che colleghiamo facilmente le auto del genere a prodotti relativamente semplici e con una tecnologia arretrata. In realtà nell'attuale mercato automobilistico internazionale, le auto di piccola cilindrata non si possono assolutamente definire così."

    Da un lungo periodo, visto che alcune imprese produttrici delle auto di piccola cilindrata credevano che i profitti sulle utilitarie fossero bassi, per ridurne i costi di produzione e i prezzi, non hanno dato la giusta importanza alla loro rifinizione e sicurezza, tanto da far credere ai diversi consumatori che questo tipo di autovettura fosse qualitativamente scadente.

    Il Dottor Tang Teng ha affermato che la situazione ha visto un cambiamento, i produttori automobilistici cinesi attualmente tengono in gran conto la qualità delle vetture di cilindrata inferiore. Per quanto riguarda la disposizione, i produttori di automobili hanno dotato le utilitarie di alcuni accessori che originalmente appartenevano esclusivamente alle auto di prima classe, come i componenti per la manutenzione intelligente, le luci automatiche, l'aria condizionata, che saranno la tendenza al prossimo sviluppo.

    La società automobilistica per la responsabilità limitata N°1 di Tianjin costituisce un'azienda che fa perno sulle auto di piccola cilindrata. Nel 2005 la vendita delle proprie utilitarie modello Xiali ha superato 200 mila vetture, occupando il 30% delle auto del genere sul mercato. Il Direttore generale della società Wang Gang ha affermato che visto che la Cina ha messo in pratica le politiche che incitano allo sviluppo delle auto di piccola cilindrata, loro eleveranno ulteriormente la qualità di questo tipo di autovetture per elevare l'interesse dei consumatori:

    "Dotiamo sempre di più le utilitarie delle funzioni delle auto di prima classe, così che le vetture economiche possano soddisfare la loro domanda, raggiungendo gli obiettivi di risparmio sia economico che energetico, nonché di tutela ambientale. Una volta diffusa la concezione delle mini-auto, l'aquisto di queste vetture potrebbe diventare un'abitudine."

    Secondo quanto rivelato dal Vice direttore esecutivo del Comitato esperti dell'Associazione dell'industria automobilistica cinese Rong Huikang, nel 2006 la Cina riaggiusterà il metodo dell'imposizione fiscale sui consumi delle autovetture, e l'aliquota delle imposte sui consumi delle auto di piccola cilindrata potrebbe essere ridotta così da stimolare ulteriormente il consumo di questo tipo di macchine:

    "Quest'anno potrebbero essere attuate alcune politiche per appoggiare e guidare lo sviluppo delle auto di piccola cilindrata. Ad esempio, l'attuale imposizione fiscale sui consumi è quasi uguale per tutti, mentre in futuro potrebbe essere differenziata a seconda delle classi: più piccola è la macchina e la cilindrata, più basse saranno le tasse sui suoi consumi; più grande è la cilindrata, più alte saranno le tasse. Prima si dividevano le classi in modo generale, ora si intende classificarle in sei o sette classi, in particolare per quelle di cilindrata inferiore ad un litro".

    Viene riferito che nei diversi Paesi dell'Europa e in altri come Giappone e Corea del Sud, le auto di piccola cilindrata hanno riscosso successo. Questi Paesi hanno anche attuato politiche preferenziali relative per promuoverne lo sviluppo. Le utilitarie non solo non sono soggette a nessun tipo di limitazione nella circolazione stradale, ma godono anche di un trattamento preferenziale sulle imposte sul consumo e sulle spese di pedaggio. In Cina, attualmente, le vendite di auto di piccola cilindrata occupano solo il 20% circa di quelle totali, percentuale di gran lunga inferiore a quelle delle vendite nei Paesi europei, ammontante a quasi il 70%. Da questo punto di vista, lo sviluppo delle auto piccola cilindrata ha un grande spazio. L'esponente dell'Associazione dell'Industria automobilistica cinese Rong Huikang ritiene che le auto di piccola cilindrata potrebbero diventare quest'anno la tendenza principale del mercato automobilistico cinese:

    "Le auto come i modelli Xiali si sono vendute bene l'anno scorso. Attraverso questo costante miglioramento, i modelli Xiali attualmente sono dotato di una bassa cilindrata, e molti consumano meno di un litro. Le vendite delle autovetture dalla cilindrata di 0,8 e 1,1 litri come QQ prodotte da Qirui hanno visto un forte rialzo nel 2005. Questo fenomeno è diventato una tendenza nazionale."

    Secondo quanto previsto, nel 2006 le vendite di automobili in Cina realizzeranno un aumento del 12%, e quelle annuali supereranno 6,4 milioni di vetture. Nel contesto dell' annullamento delle limitazioni, le auto di piccola cilindrata rivestiranno una posizione più preminente sul mercato automobilistico cinese.

  4. #54
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    Scusatemi, ma son chiacchere e citazioni di giornaletti su internet...

    Il problema chiave della formazione non l'avete argomentato, Harvard è una pessima università non un termine di paragone. Il fatto è che in Cina non ci sono brevetti e poi manca totalmente la libertà di espressione. L'introduzione degli esami di profitto è stata recente e la formazione dei docenti stessi è molto bassa, prima di decenni non ci sarà una formazione adeguata. La Cina supplirà, come hanno fatto gli USA, importando cervelli, appena saranno in grado di farlo(non solo per soldi, ma anche per condizioni di vita e libertà).

    Miles Insulae

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo
    Scusatemi, ma son chiacchere e citazioni di giornaletti su internet...

    Il problema chiave della formazione non l'avete argomentato, Harvard è una pessima università non un termine di paragone. Il fatto è che in Cina non ci sono brevetti e poi manca totalmente la libertà di espressione. L'introduzione degli esami di profitto è stata recente e la formazione dei docenti stessi è molto bassa, prima di decenni non ci sarà una formazione adeguata. La Cina supplirà, come hanno fatto gli USA, importando cervelli, appena saranno in grado di farlo(non solo per soldi, ma anche per condizioni di vita e libertà).

    Miles Insulae

    Non so a cosa ti riferisci. Le mie citazioni sono dall'ANSA, dal sito dell'Università di Udine, da cri (China Radio International che cita agenzie di stampa o Ministeri Cinesi), la notizia sull'auto non iquinante era stata data inizialmente da Repubblica e poi data in varie salse da quasi tutti i giornali. Il resoconto giornalistico, secondo me con osservazioni molto valide, sebbene discutibili, è tratto da Rebellion (sito spagnolo). Un altro articolo è preso da "Il manifesto" che a sua volta cita il Wall Street Journal. Altro che giornaletti!!!
    Che Harvard, dove assieme a Yale, si forma tradizionalmente la Ruling Class americana sia una mediocre università lo lascio a te...mi sa che sia come i "giornaletti" trovati su Internet.

  6. #56
    Vittima del kali yuga
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    Citazione Originariamente Scritto da FCYMan
    Già...chissà se al rifondarolo Matrix piacerebbero i sistemi cinesi applicati in Italia visto che si lamenta dei ritardi sulla TAV...
    li accuserebbe di essere servi dell'imperialismo usa!

  7. #57
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo
    No! Li mettono a lavorare alla TAV!!

    Miles Insulae
    già, si sa che i cinesi amano molto i lavoratori

  8. #58
    Vittima del kali yuga
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    Citazione Originariamente Scritto da FCYMan
    Eh...bèh noi nella miserabile Europa ci limitiamo a costruirla da Lisbona a Kiev...





    170.000 km???

    Dopo cosa faranno i prodigiosi cinesi? Un Maglev per la Luna?
    quoto

  9. #59
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    29 Aprile 2005 CINACina: economia sull’orlo di una crisi inflazionistica

    Pechino (AsiaNews/Agenzie) – L’inflazione cinese cresce in maniera vertiginosa. L'allarme viene da un gruppo di esperti di economia internazionale che vedono nella crescita del prodotto interno lordo (Pil) cinese - più 9,5% nei primi 3 mesi del 2005 – un’ulteriore spinta agli investimenti, accompagnata però da una brusca frenata dell’offerta di credito, con conseguente aumento dei tassi di interesse.
    Le cause principali di questo fenomeno sono il grande flusso di investimenti e di esportazioni, che consentono al colosso asiatico di invadere il mercato mondiale in diversi campi, primo fra tutti il tessile. Lo sviluppo dell’economia cinese soffre però di mali strutturali, in quanto i finanziamenti privati e bancari privilegiano fenomeni solo speculativi, le numerose imprese pubbliche sono inefficienti e la legislazione commerciale non è adeguata (con scarsa protezione per la proprietà intellettuale).
    La forte richiesta di materie prime come petrolio, carbone e ferro porta all’estremo i prezzi dei prodotti finiti e dei servizi: l’indice dei prezzi al consumo è aumentato in questi primi 3 mesi del 2,8% rispetto al marzo 2004, mentre l’indice dei prezzi per i produttori è aumentato del 5,6%. L’inflazione ha raggiunto un picco del 5,3% in agosto: da allora è diminuita solo grazie agli sforzi del governo per frenare gli investimenti. Gli esperti concordano in maniera unanime che il tasso di inflazione continuerà a salire. Pechino ha dichiarato che “spera” di contenere il fenomeno entro il 4%, almeno nel 2005.
    In alcuni settori, come l’edilizia, esiste una vera “bolla speculativa”: nei quartieri residenziali di Pechino o Shanghai una tradizionale villa cinese (4 abitazioni unite tra loro, con una corte interna) costa milioni di yuan: il reddito annuo pro capite di chi abita nelle città, dato fornito da fonti ufficiali, è di 2.938 yuan, mentre nelle zone rurali è di 967 yuan. Le banche concedono con larghezza finanziamenti ai costruttori e agli acquirenti e tutti confidano nell’ulteriore aumento dei prezzi, ma un “raffreddamento” del mercato, giudicato quasi inevitabile, avrà effetti disastrosi per venditori, proprietari e soprattutto per le banche.
    Il premier Wen Jiabao e il ministro dell’Economia auspicano un aumento degli investimenti - con il rischio di maggiore inflazione – ma nello stesso tempo pongono come obiettivo primario il contenimento dell’inflazione stessa. Questa misura viene attuata con misure che non hanno nulla di liberista (aumento delle imposte, “indicazione” alle banche di contenere i mutui immobiliari, restrizione delle concessioni edilizie).
    Fonti ufficiali prevedono inoltre – per tutto il 2005 - di non poter soddisfare la domanda di energia, anche per la riduzione dell’estrazione di carbone, che consegue alle denunce internazionali per le diverse violazione dei diritti umani e lavorativi dei minatori (oltre 6 mila morti nel 2004 per incidenti). (PB)

  10. #60
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