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  1. #1
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    Predefinito I dubbi di Helga, sudtirolese con il «divo Giulio» nel cuore

    La Thaler Ausserhofer eletta con il centrosinistra: non so ancora se lo sceglierò, ma l’ex premier è un candidato perfetto

    Sono giorni esaltanti e insieme angosciosi per Helga Thaler Ausserhofer, la storica senatrice della Val Pusteria (Pusterthal). Le sorti del Senato della Repubblica, e forse proprio della Repubblica, sono nelle sue mani. Come dirigente della Südtiroler Volkspartei, il suo voto viene conteggiato nella colonna di Franco Marini. Ma la senatrice Thaler è anche nota come l’andreottiana della Svp. Grande amica ed estimatrice — ricambiata — del senatore a vita, è ovviamente tentare dal passare nella colonna di Giulio Andreotti.
    «Non mi ritiro—aveva detto l’altro ieri lo stesso Andreotti —. Il gruppo delle autonomie mi ha candidato alla presidenza del Senato. Che faccio adesso, chi glielo dice agli altoatesini?». Gli altoatesini se ne farebbero una ragione: «Noi non abbiamo avanzato nessuna candidatura » ha precisato ieri Elmar Pichler Rolle, presidente (Obmann) del partito. Al solo nome di Andreotti, però, la senatrice Thaler addolcisce il suo temperamento, di solito forte ai limiti dell’asprezza: «Diciamo la verità: è un ottimo candidato. È un grande europeista e un grande amico del Sud Tirolo, e non da oggi; da sempre. Non solo è uomo di esperienza e prestigio internazionale, ma è molto adatto per un incarico istituzionale, saprebbe far funzionare bene i lavori dell’Aula. Soprattutto, non è uomo di parte, è un indipendente. Potrebbe essere l’anello di congiunzione tra due poli altrimenti divisi su tutto. Lui stesso mi ha spiegato che la sua candidatura andava interpretata così: come un anello». Senatrice, così non sarà. L’Unione ha già ribadito il suo sostegno a Marini. «Vedremo come sarà. Io non posso dire per chi voterò, perché non l’ho ancora deciso». Farete una riunione per stabilirlo? «Anche più di una». Il suo collega Manfred Pinzger appoggiaMarini; la Svp dovrà trovare una soluzione unitaria, oppure ognuno si esprimerà secondo coscienza? «Anche di questo dobbiamo ancora discutere ».
    Convincere la Thaler a non votare Andreotti, magari nel segreto dell’urna, potrebbe rivelarsi difficile. Il feeling tra i due è saldo e duraturo. Più volte, nelle sue interviste al Corriere dell’Alto Adige, il senatore a vita ha avuto buone parole per la collega. Il 10 aprile il suo primo commento postelettorale, raccolto da Francesco Battistini del Corriere, fu: «Sono contento perché nel Tirolo la nostra presidentessa, Helga Thaler, è andata bene».
    Il gruppo delle autonomie è infatti un’invenzione congiunta di Frau Helga e del Divo Giulio, che hanno convinto personaggi del calibro di Giovanni Agnelli e Francesco Cossiga. «L’idea fu mia—racconta la senatrice —. Quando sono arrivata a Palazzo Madama, nel ’94, dopo una legislatura alla Camera, nel gruppo misto eravamo in quattro gatti. Dopo mesi di ribaltoni e trasformismi, eravamo cinquanta. Il gruppo era diventato un parcheggio di senatori in transito da uno schieramento all’altro. Noi sudtirolesi eravamo spariti, non riuscivamo a prendere la parola in Aula, a entrare nelle commissioni. Così, nel 2001, sono andata da Andreotti e gli ho proposto di creare un nuovo gruppo insieme. Lui ha accettato e ha portato con sé due senatori di Democrazia europea. Poi venne l’Avvocato, quindi Cossiga, altro grande amico del Sud Tirolo ». Non a caso, durante la crisi di governo del 2005, la Thaler è stato il primo politico a essere consultato da Ciampi per due volte in un giorno, prima come rappresentante Svp poi come presidente del gruppo delle autonomie.
    Filo di perle, tailleur scuro, 56 anni non dimostrati, Helga Thaler è per il piglio elegante maduro una delle figure simbolo di Palazzo Madama, e sogno erotico di numerosi senatori, come raccontò sul Giornale Massimiliano Lussana: «È la più corteggiata. Merito di quel caschetto moro, di quel sorriso sornione, di quella dolcezza tutta femminile, di quel fascino arricchito dalla pronuncia sudtirolese, con le lettere cartavetrate e un po’ ruvide». Sposata con Herr Ausserhofer, come lei commercialista—e consigliere d’amministrazione della Cassa di Risparmio di Bolzano—,molto legata al paese natale, Campo Tures (Sand Im Taufers), la Thaler è uno dei leader della corrente moderata e da sempre dominante della Svp, quella detta dell’Economia (Wirtschaft), contrapposta a quella sociale detta dei Lavoratori (Arbeitnemer).
    Tra i suoi grandi elettori ci sono gli Ebner, la famiglia che controlla Dolomiten, una macchina formidabile da oltre 60 mila copie. Sospettata talora di simpatie berlusconiane, nega così: «Nel 1996 Prodi ricordò le autonomie nel discorso di investitura, e io votai la fiducia. Berlusconi nel 2001 non lo fece, e io votai contro. Questo non mi impedì di appoggiare il suo governo quando faceva scelte che consideravo giuste. No alla devolution, sì all’abolizione della tassa di successione ». E quando i senatori del centrosinistra abbandonarono la commissione Telekom Serbia, lei non li seguì: «Rimasi per consentire la prosecuzione dei lavori. Gli elettori della Pusterthal mi mandano a Roma per lavorare».
    Se anche supereranno l’insidia Andreotti, l’Unione e Prodi dovranno continuare a interessarsi della senatrice Thaler. «La fiducia la voteremo, a maggior ragione se il nuovo premier tornerà a citare le autonomie. Ma sui provvedimenti che riguardano gli interessi della nostra terra e i nostri valori di riferimento decideremo di volta in volta». Ad esempio, sulla reintroduzione della tassa di successione? «Voteremmo no. L’ho già detto a Prodi».Ei Pacs, i patti per le coppie omosessuali? «Voteremmo no. Siamo per la difesa della famiglia tradizionale. Ci sta a cuore anche la questione dell’energia. In Sud Tirolo abbiamo tante centrali idroelettriche la cui concessione è scaduta o in scadenza. Ci sono molte cose da negoziare».
    Aldo Cazzullo
    25 aprile 2006

    corriere.it

  2. #2
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    Siccome si voterà a scrutinio segreto molti saranno i voti imprevedibili.

    Ci andrei piano a fare previsioni, in un senso o nell'altro

  3. #3
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    Concordo
    Andreotti ha fatto molti favori a TUTTI e son certo che a scrutinio segreto molti ricambieranno.

  4. #4
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    Bene bene, no ai PACS e no alla tassa di successione.
    Con i 3 di Mastella sono 5 senatori in meno per Prodi su questi temi.
    Against all odds

  5. #5
    Basileus ton Romaion
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    Citazione Originariamente Scritto da socialista1892
    Concordo
    Andreotti ha fatto molti favori a TUTTI e son certo che a scrutinio segreto molti ricambieranno.
    Quindi il Senatore Dell'Utri voterà Marini, che voto contro il suo arresto. Bisogna ricambiare gli amici...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis
    Bene bene, no ai PACS e no alla tassa di successione.
    Con i 3 di Mastella sono 5 senatori in meno per Prodi su questi temi.
    e poi c'era chi diceva che la Svp era composta da pericoli comunisti

  7. #7
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    Tutt'altro. Io l'ho sempre detto che la SVP è un partito ultracattolico, razzista e assistenzialista.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da willy
    e poi c'era chi diceva che la Svp era composta da pericoli comunisti
    E chi lo diceva?
    In realtà è la CSU sudtirolese, fieramente conservatrice in una terra culturalmente e politicamente omogenea che va dalla Baviera a Innsbruck a Bolzano, fatta di benessere, modernizzazione economica e tradizionalismo cattolico che convivono insieme.
    L'alleanza con il csx è solo per le vechie beghe nazionalistiche, e spero sarà superata presto.
    Against all odds

  9. #9
    Basileus ton Romaion
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    La SVP è stata per 60 anni alleata della DC. Poi nel 1994 appoggiò il PPI o corse da sola (non ricordo). Dal 1996 è saldamente alleata del Centrosinistra.
    Perchè?
    Perchè nella CDL c'è gente che chiama la SVP il partito dei traditori della Patria, e che vorrebbe riempire il Trentino di Monumenti all'Irredentismo.
    Meglio stare quindi coi Comunisti.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis
    E chi lo diceva?
    In realtà è la CSU sudtirolese, fieramente conservatrice in una terra culturalmente e politicamente omogenea che va dalla Baviera a Innsbruck a Bolzano, fatta di benessere, modernizzazione economica e tradizionalismo cattolico che convivono insieme.
    L'alleanza con il csx è solo per le vechie beghe nazionalistiche, e spero sarà superata presto.
    sul pol c'era chi lo affermava. fidati.
    per il resto concordo con te. sai come la penso ma in baviera ci andrei anche subito ad abitare. altroché

 

 

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