prima della fine dei nostri popoli?
prima della fine dei nostri popoli?
fra denatalità, aumento dell' immigrazione, incremento matrimoni misti, auto-dissoluzione etnica credo, che se non interverranno situazioni nuove e straordinarie, ci rimangono ancora una decina di anni. Poi inizierà la fase di declino irreversibile.


Io naturalmente posso testimoniare sulla mia piccola realtà, non so quale sia quella degli altri popoli padani.
Per me i veneti non esistono più come popolo; tra propaganda italiana che rimbecillisce le menti, a scuola come in televisione, e invasione terronica ed extracomunitaria, per me spazio per un popolo veneto non c'è più.
I veneti, a parte qualche lodevole eccezione, si credono stupidamente italiani e sono addirittura auto-razzisti.
Disprezzano la loro lingua e la loro cultura, e non sanno niente delle loro origini e della loro storia.
Naturalmente questo è il risultato di 140 anni di storia unitaria, che aveva come obiettivo quello di fare gli italiani distruggendo le identità etniche.
Per me la situazione è molto più grave di quella da te prospettata, il declino è già iniziato da molto tempo.
Forse ci vuole un movimento che faccia in modo che la gente si riappropri della propria appartenenza etnica, che riscopra le propire radici, e che capisca che l'italia è uno stato pagliaccio che deve finire al più presto in quanto miscuglio immondo di diverse etnie che tra loro non hanno niente a che fare.
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Ci rimangono circa 30 anni


con la vittoria della sinistra e la relativa imminente prossima ventura poderosa accentuazione delle politiche immigrazioniste a ogni livello, direi meno di 5 anni prima dello scoppio di guerre interetniche di cui i nostri popoli saranno povere vittime totalmente passive come pecore al macello.


secondo me non è nemmeno questione di propaganda itagliona, che è sopravvalutata da molti: la gran maggioranza dei veneti contemporanei non è nemmeno itagliana di sentimenti, ma in realtà, a ben vedere, è una massa amorfa di cittadini del mondo, e questo indipendentemente dal fatto che si sentano più o meno superficialmente "di destra" o "di sinistra" e che siano invece degli irrimediabili qualunquisti: quelli un po' più acculturati e vagamente di sinistra perchè hanno assorbito tutto l'internazionalismo terzomondista possibile, quelli un po' più vagamente a destra (o i qualunquisti puri) perchè in realtà la loro vera patria è il loro portafogli il più possibile gonfio, i schei insomma, e se il fatto di divenire cittadini del Tanganica, del Nepal, della Groenlandia indifferentemente garantisse loro esotiche vacanzette in località alla moda, la macchinetta di lusso-il fuoristrada alla moda, le diavolerie elettroniche, le serate di sballo in discoteca ecc ecc. senza troppi sforzi non esiterebbero un secondo a divenire cittadini di quei paesi: altro che attaccamento al territorio...Originariamente Scritto da lanzichenecco
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Poi per carità non è che siano così solo i veneti, tutt'altro, ma il mal comune non è certo confortante.
riguardo alla lingua veneta: in realtà credo che in tutta la Padania siano i veneti quelli messi meglio come perdurante uso della nostra lingua, che è molto diffuso nonostante i fortissimi attacchi globalizzanti in atto da decenni.
Ma anche qui va detto purtroppo che l'uso della propria lingua atavica non è affatto sinonimo di presa di coscienza etnica. Purtroppo nella maggioranza dei casi che conosco io è un mero fatto meccanico e casuale.
Bè ora arriva il Fronte rivoluzionario indipendentista e sistema tutto in un baleno, di cosa vi preoccupate più?Originariamente Scritto da lanzichenecco
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La denatalità è un bruttissimo segno ragazzi !Originariamente Scritto da kalashnikov47
Brutto, brutto! E' il sintomo di una generale sfiducia verso il futuro, di un abbandono, di una resa.
Anche io ho votato 10 anni e oltre alle osservazioni fatte da te aggiungerei anche un'entrata in massa nell'età pensionabile dei lavoratori nati negli anni '50 fino alla metà degli anni '60.Originariamente Scritto da kalashnikov47
Un evento straordinario che potrebbe salvare l'Europa può essere una grande crisi economica che diminuisca il benessere generale, una diminuzione delle risorse energetiche o nel caso peggiore una guerra mondiale.
Credo che queste circostanze possano rendere gli europei più austeri nel rapportarsi alla realtà visto la vita dura che forse ci si ritroverà ad avere d'avanti. Con questi presupposti ci potrà essere un ritorno ad una concezione comunitaria della vita in cui ci sarà poco spazio per l'egoismo e l'individualismo.
Originariamente Scritto da lanzichenecco
Giusto. Anche l'autorazzismo, che però è un fenomeno indotto. Non dimentichiamolo mai.
E qui entra in ballo la disgraziatissima unità nazionale. Che Dio la stramaledica insieme a tutti quei delinquenti di massoni.
Sono d'accordo; ma non vorrei che in caso di crisi economica fosse la sinistra a cavalcare il legittimo malcontento popolare che nascerebbe.Originariamente Scritto da Squalo
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