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    Predefinito VECCHIE E NUOVE ERESIE - Il Vangelo di Giuda: contro le eresie

    Pubblicato sul Corriere della Sera. 8 aprile 2006
    di Vittorio Messori
    No, non dovremo riscrivere le origini del cristianesimo; e la fede dei credenti non andrà in crisi per la pubblicazione di un frammento del cosiddetto “vangelo di Giuda“. Per dirla subito, la clamorosa presentazione a Washington, davanti alla stampa mondiale appositamente convocata, è soprattutto un’operazione economica e, probabilmente, anche ideologica. Storia e teologia c’entrano poco, gli specialisti veri sono al massimo incuriositi, non certo frementi di eccitazione per una “novità” che non è tale e che, essi, già conoscevano. Magari da più di 1800 anni, visto che fu verso il 180 che Ireneo, vescovo di Lione ma greco e gran conoscitore del Medio Oriente, compose il suo Contro le eresie.

    leggi tutto l'articolo su:
    http://rassegnastampa.totustuus.it/m...ticle&sid=1993
    Ultima modifica di emv; 02-06-20 alle 13:35 Motivo: Rititolazione a scopo classificazione argomenti

  2. #2
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    Exclamation Re: Il Vangelo di Giuda: contro le eresie.

    Il "Vangelo di Giuda" è una sciocchezza pazzesca nonché un’operazione economica ed ideologica; come ben sintetizzato da Vittorio Messori, quelle invenzioni furono già confutate da vari Padri della Chiesa e da Sant'Ireneo in "Contro le eresie".
    Il "Vangelo secondo Giuda" ("NUOVO VANGELO", da anatemizzare secondo gli insegnamenti di San Paolo stesso, della "GNOSI SPURIA", FALSO ed APOCRIFO, esaltato dalla massonica "National Geographic Society" e dai laicisti come ALBERTO FLORES D'ARCAIS, non a caso).

    NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO l’ha detto chiaramente, come si legge in noti passi dei Vangeli, che Giuda Iscariota NON si è salvato!!


    «Filius quidem hominis vadit, sicut scriptum est de illo; vae autem homini illi, per quem Filius hominis traditur: bonum erat ei si natus non fuisset homo ille». (Mt XXVI, 24) che tradotto in italiano equivale a «Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!»


    Come ha giustamente dimostrato Atila Guimarães, nel suo libro “Animus Injuriandi I” (“Voglia di offendere”), il “nuovo teologo” eretico svizzero von Balthasar fu uno dei primi difensori del tradimento di Giuda inventandosi una “teologia” apposta per salvare Giuda Iscariota dalla condanna eterna.
    Secondo lui sarebbe stato Dio Padre a tradire Cristo, abbandonandolo ad una morte crudele; quindi, il Padre avrebbe fatto per primo quello che Giuda fece dopo. Ciò che insinuava von Balthasar era che o entrambi sarebbero traditori - Dio Padre e Giuda - o nessuno dei due sarebbe colpevole!!
    Guimarães continua: “Secondo von Balthasar, quindi, Giuda fu scelto da Dio per interpretare il ruolo di Suo rappresentante”. Con ciò, egli assolveva Giuda, presentandolo come un ministro di Dio, che eseguì la sentenza del Padre (Animus Injuriandi I, pp. 48-50).
    In un’altra opera, von Balthasar appoggiava la teoria blasfema del poeta francese Charles Péguy, sulla base della quale egli immaginava che l’amore di Cristo per Giuda, mentre si trovava appeso alla croce, fosse così grande che gridò come “un pazzo” per esprimere la Sua mancanza di condivisione sulla dannazione del traditore.
    Von Balthasar dipingeva insomma un’immagine di Giuda edulcorata per suscitare simpatia allo scopo di diminuire il giusto orrore che dovremmo avere per il suo tradimento (ibid., Pp. 51-53).
    Questo era l’insegnamento romanzesco di von Balthasar, elogiato e sostenuto da “Giovanni Paolo II” e da “Benedetto XVI” e da “Francesco” ancor oggi.

    Aggiungo adesso a tal proposito varie mie analisi.
    Anche se il tradimento di Giuda Iscariota si è rivelato indirettamente “benefico” (dato che Dio sa trarre il bene dal male) nell’ottica della condanna, della morte e della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo – e quindi nell’economia e nella teologia della Salvezza – resta comunque un’infamia alla luce del libero arbitrio.
    Sennò pure coloro che ammazzano i fedeli cristiani in odio alla Fede facendone dei Martiri che vanno in Paradiso dovrebbero essere ringraziati!!
    Eh no, troppo semplice, così si giustificherebbe qualunque aberrazione con la scusa che era “necessaria” e che in fin dei conti si è rivelata “benefica”, malgrado l’intenzione malvagia da parte del traditore o dell’assassino in questione.
    Pur considerando che il tradimento di Giuda Iscariota del Mercoledì Santo era in un certo modo necessario affinché si consumassero i fatti della Passione e della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, resta il fatto che egli è condannabile non solo per il suo tradimento – che in sé sarebbe stato perdonabile - ma soprattutto e definitivamente per il suo mancato pentimento con successivo suicidio in preda all’estrema disperazione, quindi ciò è stato davvero inescusabile anche da quanto si legge nei Vangeli.
    Come ben scrisse il forumista “Sùrsum corda!” qui:




    Per il resto, va sottolineato che persino Vittorio Messori ha sostenuto che ci sarebbe comunque un pur minimo dubbio sulla sorte ultraterrena di Giuda Iscariota in una sua pur validissima opera…
    Sto rileggendo con maggiore attenzione, anni fa l’avevo solo sfogliato e leggiucchiato un po’ qua e là, in questo periodo “PATI' SOTTO PONZIO PILATO?” che è un documentatissimo e famoso libro di Vittorio Messori sulla storicità e veridicità dei racconti evangelici a proposito della condanna e morte in Croce di Nostro Signore Gesù Cristo (cfr. Vittorio Messori, Patì sotto Ponzio Pilato? Un'indagine sulla passione e morte di Gesù, S.E.I., Torino 1992, ho questa prima edizione, v. qui le varie edizioni, copertine, traduzioni e recensioni sul sito ufficiale dell’autore: Patì sotto Ponzio Pilato? ? Vittorio Messori Patì sotto Ponzio Pilato? ? Vittorio Messori ) e tra i vari capitoli interessantissimi (sulla Passione di Cristo, su Ponzio Pilato, su Barabba, sulla distruzione di Gerusalemme, ecc.) c’è a tal proposito quello (capitolo V, “Ma l’Iscariota è esistito?”, pag. 42-51) dedicato alla vicenda di Giuda Iscariota, l’apostolo ladro e traditore che vendette ai nemici Nostro Signore Gesù Cristo e poi si suicidò per disperazione senza vero pentimento (viene analizzata in dettaglio la possibile modalità del suo suicidio e si fa notare che la contraddizione tra le fonti degli Evangelisti è solo apparente perché in sostanza c’è una relativa concordanza); malgrado Messori riporti i vari passi evangelici che paiono dimostrare inequivocabilmente l’esatto contrario ossia che sia finito all’inferno come dannato - frasi assai eloquenti come “Satana entrò in Giuda”(Lc 22, 3; cfr. Gv 13, 27), “il figlio della perdizione” (Gv 17,12) che “è andato perduto”, “Sarebbe meglio per quell’uomo che non fosse mai nato” (cfr. Mt 26, 24; Mc 14, 21), ecc. eppure al tempo stesso lascia aperto un piccolo spiraglio nel senso che ci sono però alcuni riferimenti che potrebbero far pensare ad una sua ipotetica salvezza…
    Messori sottolinea il fatto che “L’Antico Testamento non si pronuncia in modo esplicito sulla immoralità del suicidio” e poi cita Santa Caterina da Genova (XV secolo) che avrebbe lasciato intendere in base ad una rivelazione privata che forse persino Giuda Iscariota si sarebbe salvato per un eccesso divino di “misericordia” affermando di aver ascoltato in visione un Cristo sorridente dirle: «Se tu sapessi quel che io ho fatto per Giuda...!»…
    Ma la fonte precisa non viene menzionata. Provando a fare qualche ricerca anche su internet non ho trovato nulla di convincente.
    Anche sul sito “sedeplenista” degli “Amici Dominicani” si mette in dubbio il valore di tale presunta “rivelazione privata”; probabilmente si fa riferimento a Messori stesso scrivendo un “illustre autore”:



    https://www.amicidomenicani.it/sul-d...one-dell-uomo/
    «Sul destino eterno di Giuda e sul motivo della creazione dell’uomo

    (…) La Chiesa non canonizza i dannati, ma i santi. Di questi con certezza sappiamo che sono in paradiso.
    Non conosciamo invece l’identità di chi si sia dannato.
    Meglio tralasciare le rivelazioni private, che talvolta vengono riferite anche malamente. Sull’asserita affermazione di S. Caterina da Genova ho letto che un illustre autore scrive così: “Si narra che…”. Che credito può avere un’affermazione del genere? Nessuna.
    Gesù invece ha detto di Giuda: “Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato” (Mt 26,24). Quest’affermazione ci lascia senza fiato ed è in assoluto più credibile di tutte le rivelazioni private (…)».


    Esatto, su questo hanno ragione gli “Amici Dominicani”! E Messori no, direi.
    Tra l’altro quella medesima frase, in sé ambigua, la si potrebbe meglio intendere piuttosto come una sorta di triste esclamazione del Signore sul fatto che Gesù ha fatto davvero di tutto per salvarlo ma senza che Giuda accettasse la Misericordia di Dio chiedendo sinceramente perdono!
    A dire il vero mi hanno lasciato perplesso questi suoi accenni in un libro per il resto quasi eccellente, la vedo assai dura, è a dir poco improbabile dato che nessun giudizio così severo è stato mai espresso nei confronti di qualcun altro. L’eccesso di “perdonismo”, il voler concedere a tutti i costi persino a Giuda Iscariota il beneficio del dubbio circa la sua sorte eterna, è ingiustificato.
    La tesi classica dell’impossibilità di affermare l’avvenuta dannazione di qualsiasi anima non vale però per Giuda, l’unico di cui sia praticamente impossibile sperare nella salvezza dato che la sentenza di condanna è stata espressa nei Vangeli a chiare lettere.
    Pare certo che la frase di Gesù NON possa venire intesa, neanche volendosi arrampicare disperatamente sugli specchi, come designante la condizione paradisiaca…


    https://www.maurizioblondet.it/i-figli-di-perdizione/
    «I FIGLI DI PERDIZIONE 16 Dicembre 2019 di Danilo Quinto

    Sarà stato lo “spirito di Pannella” – come lui lo chiamò – ad ispirare mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontifica Accademia per la vita”, che ha dichiarato: “Eretico chi dice che Giuda è dannato”. Già il suo mentore – il cardinale Bergoglio – più volte, ha definito Giuda “povero uomo pentito”. Così si espresse, ad esempio, durante un’omelia del 10 aprile 2016, riportata nel resoconto che ne diede “L’Osservatore Romano” in un articolo dal titolo significativo, “Aggrappati alla lettera”. Di quale “lettera” intendesse dire il giornale della Santa Sede non è dato sapere.
    Forse alla “lettera” che s’inventa chi non tiene conto – in questo ed in altri casi – della Sacra Scrittura, dei Padri della Chiesa e del Magistero perenne.
    Bergoglio disse in quell’occasione:
    “Mi fa male quando leggo quel passo piccolo del Vangelo di Matteo, quando Giuda pentito va dai sacerdoti e dice: ‘ho peccato”, e vuol dare… e dà le monete. Ma loro gli rispondono: ‘Che ci importa! Te la vedrai tu!’. Hanno un cuore chiuso davanti a questo povero uomo pentito che non sapeva cosa fare. Gli dicono: ‘Te la vedrai tu’. E così Giuda andò ad impiccarsi”. Ma “cosa fanno loro quando Giuda va ad impiccarsi? Parlano e dicono: ‘ma povero uomo…’. E quelle monete poi, aggiungono riferendosi ai trenta denari, ‘sono a prezzo di sangue, non possono entrare nel tempio’. In buona sostanza sono i dottori della lettera e così seguono la regola tale, tale, tale, tale…”. A loro, ha ribadito il papa, “non importa la vita di una persona, non importa il pentimento di Giuda: il Vangelo dice che è tornato pentito”. A loro “importa soltanto il loro schema di leggi e tante parole e tante cose che hanno costruito”.
    Dicevamo della Sacra Scrittura. Matteo cita i nomi dei dodici apostoli, tra i quali, per ultimo Giuda l’Iscariota, «che poi lo tradì» (Mt 10, 2-4). Luca (22, 21-23) non nomina Giuda, ma riporta le parole di Gesù: «Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!». Anche Giovanni parla di tradimento, ma riporta anche le parole di Gesù, che definisce Giuda un diavolo (6, 64-70):
    «Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: “Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio“. Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: “Forse anche voi volete andarvene?”. Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. Rispose Gesù: “Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!“. Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici». In Gv 13, 2, Giuda viene indicato come colui che è nelle mani del diavolo: «Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo (…)». Giuda – racconta Giovanni (12, 1-8) – è presente in occasione della visita che Gesù compie nella casa di Lazzaro, che era stato da Lui resuscitato. Mentre Marta serve la cena, Maria cosparge i piedi di Gesù con una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso e li asciuga con I suoi capelli. «Allora», scrive Giovanni, «Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: “Perchè quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?”. Questo egli disse perchè era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro». Da questo passo e da Gv 13, 29 apprendiamo che Giuda era incaricato di amministrare il denaro. Attraverso piccoli furti continuati – l’esigua borsa di Gesù e dei Dodici non avrebbe potuto offrirgli di più – erano venute maturando in Giuda le disposizioni d’animo che concorsero al tradimento; la sua lagnanza per la generosità di Maria costituisce un atto d’ipocrisia. Dice San Paolo: «Spesso i servitori di satana si mascherano da servitori della giustizia» (2 Cor 11, 14-15).
    Abbiamo indicato solo alcuni passi del Vangelo. Ve ne sono molti altri, soprattutto quelli relativi all’Ultima Cena – in particolare nel Vangelo di Matteo e in quello di Luca – nei quali si scopre come Giuda non abbia mai accolto i delicatissimi e ripetuti inviti di Gesù al pentimento, che è la sola strada attraverso la quale si può accedere alla Sua Misericordia. Davanti a Gesù, al Maestro che lo aveva scelto, Giuda non si è mai pentito. Che si sia pentito per il solo fatto che abbia restituito il frutto del suo tradimento ai sacerdoti del Tempio o si sia impiccato dopo il tradimento che aveva consumato è, quindi, una pura illazione. La restituzione della somma ricevuta per il tradimento di Gesù, peraltro a coloro che furono i carnefici di Nostro Signore e il suicidio per impiccagione, che Giuda scelse di compiere, sono forse ragioni di rimorso, non di pentimento, che presuppone l’abbandono completo alla Misericordia di Dio. Che debba essere definito eretico chi dice che Giuda è dannato – ed io sono eretico, caro mons. Paglia, perchè credo nell’Inferno e affermo che Giuda è certamente dannato per l’eternità – è cosa che può inventarsi solo una gerarchia che dice “parole al vento” senza considerare la Parola di Nostro Signore, il quale dice (Mt 26, 24): «Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». E ancora: «Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura» (Gv. 17, 12).

    Vediamo ora cosa dicono i Padri della Chiesa. Per tutti, Sant’Agostino, con il Commento al salmo 108. (...)
    Per comprendere meglio di quanto possa dire io, che non sono un teologo, della figura di Giuda e non solo, dal punto di vista del Magistero perenne della Chiesa, segnalo l’articolo di Don Curzio Nitoglia intitolato “Giuda, apostolo e diavolo. Bergolio, papa e diavolo? INTER MULTIPLICES UNA VOX.
    In conclusione, è bene sottolineare che chi dice di Giuda il “povero uomo pentito” (Bergoglio) e chi accusa di eresia coloro che pensano che Giuda sia dannato (mons. Paglia), ha un sottile e diverso obiettivo: la difesa di una posizione – questa sì – anticristica. Vuole negare l’esistenza del peccato e quella dell’Inferno. Una posizione indifendibile per chi crede nella Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Gesù è sceso sulla terra per salvarci dai nostri peccati, se li riconosciamo e se ci pentiamo. Altrimenti, il nostro destino sarà inesorabilmente quello toccato a Giuda. Usare arbitrariamente la Parola di Dio, senza attribuirle il giusto significato, è un fatto che non è permesso al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, nè tanto meno a chi dovrebbe custodire e tramandare la fede.
    I “figli della perdizione” – tale è Giuda – sono sempre esistiti, perchè l’angelo ribelle opera nei nostri cuori e nelle nostre menti con perseveranza, momento dopo momento. C’è chi ha sostenuto – ed ha forse ragione – che quando Gesù scelse Giuda come apostolo, questi stesse dalla parte del bene e che in seguito fu corrotto dal demonio. E’ possibile. Primo perchè la scelta di Gesù non toglieva a Giuda la sua libertà, anche la libertà di tradire e quindi di ripudiare il bene e di schierarsi con il male; secondo perchè l’opera dell’angelo ribelle è quella di sedurre e richiamare a sè le anime, per sottrarle a Dio, essendo egli invidioso e geloso del nostro rapporto con Dio. Questo è il combattimento che devono fare gli amici di Gesù, i cristiani, testimoni della Verità e avversari della menzogna.
    [B]ACQUISTA IL MIO ULTIMO LIBRO, “MARIA E IL SERPENTE. Chiesa, Politica, societa’ immersi nel ministero dell’iniquità”»



    Giuda apostolo e diavolo - Bergoglio papa e diavolo? - Articolo di Don Curzio Nitoglia
    “GIUDA APOSTOLO E DIAVOLO di Don Curzio Nitoglia

    (…) La natura del peccato di Giuda
    Il tradimento di Giuda fu ispirato anche dal fatto che era ladro (Giov., XII, 6), ma non soltanto. Infatti quando Giuda capì che Gesù si presentava come Messia spirituale venuto per la salvezza di tutte le anime di tutti i popoli tramite la sofferenza e la morte, in netta opposizione alle sue ambiziose speranze (attinte all’Apocalittica e al Messianismo giudaico (2)) di un Messia militante, glorioso e trionfante per sé e per i Giudei senza alcun riguardo ai gojim e portatore di ogni prosperità materiale al solo Israele, concepì in cuor suo una profonda delusione mista ad una grande avversione per il Messia sofferente ed entrò, pertanto, in cuor suo l’idea del tradimento.
    Si vede che il motivo principale del peccato di Giuda fu la sua falsa fede nel Messia trionfante e la sua mancanza di fede nel Messia sofferente. Non si tratta solo di vizi privati, che accompagnano quasi sempre la fede deviata, ma il cuore della rivolta di Giuda fu la mancanza di fede o la fede deviata, in breve la “perfidia giudaica” (3).
    Il professor Fedele Pasquero scrive: “La crisi di Giuda cominciò nella sinagoga di Cafarnao, ove la risposta di Gesù a Pietro (Giov., VI, 70 ss.) lascia capire che Giuda non condivideva la Fede del capo degli Apostoli. Giuda dovette essere scandalizzato dalle reiterate predizioni della Passione di Gesù. […]. Dopo l’entrata gloriosa di Gesù in Gerusalemme, quando il Maestro accennò alla propria crocifissione (Giov., XII, 32), allora la crisi scoppiò. E Giuda andò dai Sacerdoti a domandare quanto gli avrebbero dato perché consegnasse loro il Maestro” (in Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1951, vol. VI, col. 689, voce Giuda Iscariota). (…)
    2 - Monsignor Antonino Romeo spiega : «L’Apocalittica ha falsificato il Vecchio Testamento e, abbassando l’ideale messianico dei Profeti, ha ostruito le vie al Vangelo, ha predisposto i Giudei a respingere Gesù. Presentando un Messia che ridona a Israele l’indipendenza politica e gli procura il dominio universale, l’Apocalittica accentuò il particolarismo nazionalistico e spinse Israele alla ribellione contro Cristo» (in Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1948, vol. I, col. 1615).
    3 - Cfr. F. SPADAFORA, Dizionario biblico, cit., pp. 299-301, voce Giuda; M. J. LAGRANGE, L’Evangelo di Gesù Cristo, Brescia, II ed., 1935, pp. 417 ss., 483 ss., 494-499, 525 ss., 538 ss.; F. SPADAFORA, Gesù e l’istituzione dell’Eucarestia, Rovigo, 1953, pp. 383-391; S. TOMMASO D’AQUINO, S. Th., II-II, q. 33, a. 7; q. 118, a. 8; G. RICCIOTTI, Vita di Cristo, Milano, 1941,II vol., pp. 613-619; F. PRAT, Gesù Cristo, Firenze, 1945, II vol., pp. 270-273; D. BERGAMASCHI, Giuda Iscariota nella leggenda, nella Tradizione e nella Bibbia, in “Scuola cattolica”, n. 15, 1909, pp. 292-580. (…)”




    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    Ultima modifica di emv; 11-04-20 alle 03:34
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  3. #3
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    Predefinito


    holuxar, hai fatto un copia e incolla dal nuovo post che hai fatto poche ore prima in un altro 3d.

    Non potevo che cancellarlo come da avvisi dati numerose volte.

    E non venire a dire che non ti porto rispetto. Te ne porto eccome!
    Ti ho scritto una lunga e laboriosa risposta al tuo post nel 3d sugli omicidi rituali.
    e tu invece di rispondere continui con questo copia e incolla.

    Stavo preparando una risposta a questo tuo nuovo post nel 3d "giuda... l'iscariota..." che domani concluderò,
    se però non modifichi il tuo modo di approcciarti al forum cattolico, un giorno mi vedrò costretto
    a chiedere il ban perpetuo da questo forum e potrai continuare a postare solo negli altri forum.

    Il mio entusiasmo catechistico sarebbe infinito ma è giusto porsi dei limiti, si chiama disciplina
    cosa che tra l'altro un tradizionalista dovrebbe comprendere abbastanza bene, no?


    Dai! Grazie per la collaborazione.







    Ultima modifica di emv; 09-04-20 alle 06:22
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    Predefinito Re: Il Vangelo di Giuda: contro le eresie.

    @Holuxar data l'importanza della tematica ti ho ripristinato il post ma espunto dai tuoi attacchi sedevacantisti alla Chiesa conciliare e al Papa. Va bene invece attaccare i teologi. Va bene far emergere tutti gli argomenti ma senza mancare di rispetto alla Chiesa visibile.
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    Predefinito Re: VECCHIE E NUOVE ERESIE - Il Vangelo di Giuda: contro le eresie

    ...molto simile come struttura ad un vangelo di Bartolomeo, ed un altro che non rammento.
    Se ben ricordo , ha come divinitá , la grande madre barbelo.

    Mi pare di aver letto che fosse una produzione letteraria di una setta chiamata barbelognostici, forse cainiti, ma può essere che sbaglio. Sono letture lontane.

    Però ricordo due tra le svariate ipotesi circa la genesi di questo scritto:

    Forse , in seguito a qualche contesa o ambizione di proselitismo, qualche edotto pensò sovvertire i comprimari in un racconto che poteva attrarre gente intrigata da atmosfere esoteriche.


    Oppure , assistendo ad una sistematica demonizzazione della figura di Giuda, qualcuno, sulla falsa riga dei summensionati apocrifi ne scrisse un altro .

    Vi risparmio le altre.

    Buona Pasqua.

 

 

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