
Originariamente Scritto da
salvo.gerli
L'ambiguità dell'UDC anche negli slogan
Lo
spettacolo indecoroso delle candidature per le
elezioni regionali ha raggiunto ormai un livello di
mercimonio indegno, e la confusione che regna sovrana in molte regioni non aiuta a districare una situazione che andrebbe risolta a breve, essendo le elezioni tra circa due mesi.
A spadroneggiare, in questo mercato delle vacche, sono gli esperti in politichese ed in poltrone dell’ UDC, quelli che vaneggiano da anni su una possibile alternativa, senza spiegarci di cosa si tratti, e che danno prova, in queste settimane, di avere un comportamento che un Gianfranco Fini di dieci anni fa avrebbe definito (per altro in un’aula Parlamentare) da “puttani della politica“.
Il giochino che Casini (nomen omen) sta conducendo é semplice e tortuoso al tempo stesso:
una politica dei due forni, offrendosi al miglior contendente ma soprattutto a chi ha maggiori chance di vittoria, senza tuttavia fare accordi prevalentemente con una parte per non sbilanciarsi, e poi vendersi, ad urne chiuse, come forza determinante per alzare il proprio prezzo per il futuro. Niente di nuovo, per chi é nato ed ha campato su meccanismi ben oliati durante la prima repubblica. Niente di accettabile per i cittadini, che meritano rispetto e soprattutto chiarezza.
L’UDC gioca una partita tutta sua ormai da molti anni, in attesa di un grande centro che, come Godot, non arriva e non arriverà mai.
Già durante l’ultima legislatura di centro destra
i continui distinguo dell’ex segretario Follini, con l’assenso di Pierfurby, avevano minato in continuazione l’unità del centrodestra, fino a portarlo alla sconfitta di misura, e
la decisione di sbarazzarsi di un elemento di disturbo nel 2008 non ha portato nessun danno al centrodestra, che é uscito dalle urne con la più grande maggioranza di sempre, e contro tutti i pronostici degli stessi che oggi parlano di un UDC come essenziale.
Ha ben detto Sandro Bondi pochi giorni fa:
la sconfitta dell’UDC e di questa politica basata sull’opportunismo sarebbe una vittoria per la democrazia, ed allora che seguano, domani nell’ufficio di Presidenza del Popolo delle Libertà, opportuni provvedimenti, e che si passi dalle lettere ai giornali ai fatti.
L’alleanza con l’UDC deve essere rifiutata ai centristi in tutte le regioni d’Italia.
E’ dannosa a livello nazionale, perché darebbe an eterno sopravvalutato Casini un potere che in realtà non ha.
E’ inutile, perché gli elettori hanno già dimostrato un alto grado di riconoscimento nel bipolarismo, e punirebbero ancora una volta le derive solitarie.
Non porta vantaggi sostanziali, perché il PDL é a massimi livelli di consenso e perché il centrosinistra é fortemente diviso in molte regioni chiave, che potrebbero essere vinte dal centrodestra senza grandi patemi d’animo e soprattutto senza sottostare ai diktat di chi ha la faccia di dichiarare sulle regionali pugliesi:
« Se il PD non sceglie Boccia, ci metto cinque minuti a fare un altro numero di telefono ».
Un po’ di orgoglio, Popolo delle Libertà, una regione in meno é accettabile, se si spazzano via una volta per tutte progetti ambigui ed opportunistici, che da sempre gli elettori hanno dimostrato di non accettare.
Le vacche dell’UDC DAW, il blog.
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SE PENSO POI A PIERFURBY, ADORNATO, BUTTIGLIONE...MI VIENE LA DIARREA....