26-04-2006
Ma i conti non tornano
Davide Baldi
Massimo Bordignon
Sono trascorsi quindici giorni dalle elezioni politiche e ancora oggi sul sito del ministero degli Interni non sono disponibili i dati finali. Confrontando i numeri, poi, emergono contraddizioni, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi del dopo-contestazioni.
Il mistero dei numeri
Dopo le polemiche sorte nei giorni successivi al conteggio dei voti riguardanti le schede contestate (l’11 aprile erano 43.028 per la Camera e 39.822 per il Senato), la Direzione centrale per i servizi elettorali in data 14 aprile precisava “che in alcune province sono state sommate, per errore materiale, schede contestate e schede nulle o bianche, quindi si riduce il numero delle schede elettorali contestate”; le schede contestate si riducevano di circa 40mila unità alla Camera e di 36mila al Senato.
In seguito, il 19 aprile, l’Ufficio elettorale centrale nazionale costituito presso la Corte suprema di Cassazione forniva i voti finali alla Camera ripartiti per schieramento.
In base a questi comunicati, possiamo provare a tirare le somme su votanti e voti validi delle elezioni politiche del 2006
http://www.hostfiles.org/files/20060427104500_conti.jpg
Il dato che colpisce maggiormente è la percentuale di partecipazione al voto. Ancora oggi sul sito del ministero la partecipazione è indicata all’81,4 per cento. I nostri calcoli mostrano una partecipazione del 79,8 per cento del totale votanti (Italia + estero).
Ma anche le percentuali di partecipazione parziali sarebbero sbagliate. Secondo il ministero, considerando soltanto l’Italia, la partecipazione sarebbe stata dell’83,6 per cento, mentre i nostri calcoli, riportati nella tabella, danno un 82 per cento circa. Allo stesso modo per quanto riguarda il voto all’estero, l’affluenza segnalata dal ministero è del 39 per cento. Invece se si fa un rapporto fra le schede spedite ai consolati di tutto il mondo con le schede "rispedite" dagli stessi in Italia, si registra un ben diverso 42,1 per cento.
Contrariamente a quanto universalmente affermato dalla stampa all’indomani del voto, sembrerebbe dunque che non sia vero che la partecipazione al voto sia aumentata nel 2006 rispetto alle elezioni del 2001. Al contrario, dai dati ufficiali del ministero, appare in diminuzione dell’1,72 per cento. Nel 2006 il corpo elettorale complessivo è risultato di 500mila unità in più rispetto a quello di cinque anni fa, ma i votanti sono stati circa 450mila in meno. Dunque, è minore e non maggiore la partecipazione al voto, con buona pace del dibattito sulla straordinaria mobilitazione degli elettori in quest’ultima tornata elettorale.
D’altra parte, è vero che i voti validi sono stati di più nel 2006 rispetto al 2001, per circa 1.800.000 unità. Il mistero si spiega con i voti non validi. Alla fine del conteggio delle schede contestate, i voti non validi nel 2006 sono stati solo 670mila, a fronte di quasi tre milioni nel 2001. Una variazione enorme. E' attribuibile solo al fatto che il sistema elettorale proporzionale, e senza preferenze, è risultato più semplice e più comprensibile agli elettori? Sarebbe utile saperne di più. Così come sarebbe utile che il ministero chiarisse definitivamente tutti i numeri sulle elezioni 2006.
http://www.lavoce.info/news/view.php?cms_pk=2138




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