LA PRIMA MOSSA DEL NUOVO GOVERNO SARA’ SULL’IVA (DAL 20 AL 22%)
“SVALUTAZIONE MASCHERATA MA VIRTUOSA” CHE GRAVEREBBE SUI CETI MEDIO-BASSI
CONFINDUSTRIA FELICE – COSA NE PENSANO I SINDACATI E BERTINOTTI E DILIBERTO?
Roberto Mania per la Repubblica
Una manovra tra i 5 e i 7 miliardi di euro, da varare entro l’estate e centrata sull’aumento dell´Iva, come ha già fatto la Merkel. È la direzione di marcia che si sono dati i tecnici del prossimo governo di centrosinistra, dopo l’accelerazione impressa ieri da Romano Prodi che ha annunciato interventi rapidi per correggere il deficit tendenziale e per rispondere all´ennesimo richiamo del Fondo monetario internazionale. Dunque le richieste arrivate da Washington e, ancora prima, delle agenzie di rating internazionali che hanno riacceso i riflettori sul nostro debito, non resteranno inevase. Prima, però, sarà indispensabile comprendere le reali condizioni della finanza pubblica italiana dopo il quinquennio di Tremonti-Siniscalco-Tremonti. L’eredità di Berlusconi, insomma. Ci sarà la cosiddetta due diligence affidata alla Ragioneria generale, poi la palla passerà al nuovo governo.
In ogni caso la strada appare sostanzialmente segnata dato che la premessa è quella di non ricorrere a misure tampone perché non hanno mai raggiunto gli obiettivi e spesso si sono anche trasformate in veri e propri boomerang. L’ambizione del Professore è quella di mettere in campo, fin dall’inizio, provvedimenti di politica economica che abbiamo le caratteristiche della strutturalità. L’incremento dell´Iva, infatti, dovrebbe essere direttamente legato alla riduzione del costo del lavoro di cinque punti nel primo anno di legislatura e contestuale ad un primo pacchetto di misure contro l’evasione fiscale. In linea con l’idea di fondo di non separare gli interventi di risanamento dei conti pubblici (il deficit viaggia oltre il 4 per cento e il debito è tornato paurosamente a salire sopra il 106 per cento) con quelli necessari per lo sviluppo. «Abbiamo sempre detto no alla logica dei due tempi», ripete Tiziano Treu, responsabile del Lavoro della Margherita. La manovra-bis, dunque, anticiperà solo una parte della Finanziaria 2007.
La possibile ricetta prodiana ricorda molto quella appena varata dal Cancelliere Angela Merkel: aumento dell’Iva dal 16 al 19 per cento per far entrare nelle casse dello Stato quasi 20 miliardi di euro e riportare il disavanzo tedesco entro i parametri di Maastricht. Di aliquote i tecnici ulivisti non hanno ancora cominciato a ragionare. Certo se si vuole ottenere un gettito significativo si dovrà agire soprattutto sull’aliquota ordinaria (quella al 20 per cento) da cui deriva tra il 65 e il 70 per cento degli incassi complessivi dovuti all’Iva. Secondo alcune prime stime basterebbe un aumento sotto i due punti per ottenere le risorse per l’intera manovrina, visto che ogni punto in più di Iva si concretizza in circa 3,5 miliardi di euro.
L’innalzamento dell´Iva - ragionano i tecnici vicino a Prodi - finirebbe per tradursi in una sorta di «svalutazione mascherata ma virtuosa»: peserebbe sui prodotti importati ma non su quelli destinati all’estero. E non è un caso la Confindustria di Montezemolo non sarebbe affatto contraria ad un’operazione di questa natura. Anzi, è stato lo stesso presidente degli industriali a indicarla tra le possibili misure per il recupero di competitività delle imprese italiane. Secondo i tecnici le eventuali tensioni inflazionistiche sarebbero piuttosto contenute, anche perché si tratterebbe di un lieve incremento dei prezzi fatto una volta sola e non ripetuto. In più, nonostante i primi segnali di ripresa, la domanda interna è destinata a restare debole, mentre è su quella tedesca che il nuovo governo dovrà scommettere
Dagospia 24 Aprile 2006




Rispondi Citando
