TRANS POLITICA – ARRIVA LUXURIA E IL PARLAMENTO SI ARRAPA: “ANDRO’ AI BAGNI DELLE SIGNORE, SONO PIU’ PULITI”. “NIENTE PIUME E TRUCCO DI SCENA, MI VESTIRO’ LESBO CHIC NEWYORKESE”. “OMOFOBI E MASCHILISTI CI SONO ANCHE A SINISTRA, VEDI RIZZO…”
Maria Giovanna Maglie per News Settimanale
«Ma sì, prendiamola una bottiglia di vino. Siamo a cena, no? La piazza è una meraviglia, l’aria è profumata, e Roma è la più bella città del mondo. Se penso che vent’anni fa sono arrivata alla Casa dello studente di Casal Bertone, altro che piazza di Pietra. Guai a saltare un esame, mi avrebbero messo fuori e a casa mia non c’erano soldi per mantenere un figlio all’università. Se adesso mi sistemo economicamente con lo stipendio di parlamentare, gliela voglio proprio comprare una casetta a Foggia, ai miei genitori. Ora stanno in una casa popolare, l’ultima volta che sono andata a trovarli c’era la muffa sulle pareti della camera da letto, non è una cosa giusta».
È fatto/fatta così VladimiroGuadagno, in arte Vladimir Luxuria, dal 10 aprile deputato al Parlamento della Repubblica italiana, eletta nel Lazio, dove, anche grazie a lei, Rifondazione comunista ha ottenuto uno sfolgorante 9 per cento, praticamente alla pari con la Margherita di Rutelli. È semplice, timida fino a essere guardinga, eppure spontanea e ironica, nei suoi ragionamenti abita senza disagio una normalità disarmante, spunta una passione bruciante tenuta accuratamente sotto controllo. È elegante, lunga gonna nera con top ricamato rigorosamente opaco, giacca arancio sole, sciarpa in tinta, scarpette sportive nere con lacci arancione, un solo anello grande e pop, fluorescente, su lunghe mani curate.
Mi piace questo mio nuovo stile austero, lesbo chic, newyorkese». «I giornalisti che hanno voglia di inventarsi tutto dovrebbero scrivere romanzi. Uno di voi di recente mi ha convinto a un’intervista doppia con Maurizio Gasparri. Aveva un unico scopo: scrivere che io c’avrei provato con il maschio di An. Io non ci pensavo nemmeno, lui l’ha scritto lo stesso. Non gli ho detto niente, ma prima o poi lo rincontrerò». «Una cosa è certo, piaccia o no a Calderoli e alla Lussana, alla Camera userò il bagno delle signore. L’ho sempre fatto, anzittutto perché sono più puliti, poi perché se un trans entra nel loro bagno, gli uomini si spaventano, si agitano, si credono tutti oggetto di desiderio, invece figurati, io in un bagno non lo farei mai, il sesso non è mica un bisogno, è un piacere.
Le donne invece non si scompongono proprio, sono molto più avanti». «Quando mi chiamano onorevole, ancora penso che mi stiano prendendo in giro. Anche nel mio quartiere, il Pigneto, tutti a salutarmi “buongiorno onorevole”, “complimenti onorevole”, tutti a dire che adesso sicuramente cambierò casa e quartiere. Io non ho nessuna intenzione di muovermi da lì, ho appena comprato un piccolo studio proprio di fronte al mio appartamento. Vorrei anche continuare a recitare, almeno un po’. Che dite, me lo faranno fare?».
«Marco Rizzo, quando Bertinotti mi ha candidato, ha subito dichiarato: “Scelgono i trans invece degli operai”. La verità è che maschilisti e omofobi ce ne sono tanti anche a sinistra. Sono stata eletta per battermi per il riconoscimento delle unioni civili. Spero che si possa vincere con un’alleanza trasversale, almeno in privato molti esponenti di Forza Italia e An me lo hanno assicurato. Inutile illudersi che Prodi possa fare come ha fatto in Spagna Zapatero.
Però mi piacerebbe anche occuparmi di cultura, non vorrei che la mia passione e il mio dovere nelle battaglie civili diventassero un ghetto». «Fausto e sua moglie Lella sono persone meravigliose. Il segretario è attento, colto, gentile, sarà un grande presidente della Camera, non farà sconti a nessuno. Io sono grata al partito, ma farò anche di testa mia». «Ma veramente avrò un ufficio? E dove? Ci posso andare quando voglio, anche di notte? Anche il posto per la macchina? Fantastico. Io pensavo di arrivarci in autobus alla Camera, c’è l’81 che è tanto comodo. Anche perché in campagna elettorale ho dovuto mollare la radio e la televisione, e le mie finanze sono pessime. Però se posso parcheggiare la mia Punto… Chi me lo diceva a me, vent’anni fa a Casal Bertone…».
Dagospia 27 Aprile 2006
Per una volta sono d'accordo con Marco Rizzo.
Se penso a mio nonno Francesco, socialista già nel 1895 e comunista nel 1921, di mestiere scariolante, ed alle sue lotte per il lavoro e per la libertà, ed oggi vedo in Parlamento tale Luxuria che, poverino, vuol regalare a papy e mammy, un appartamentino con lo stipendiuccio da Deputato. Quando i comunisti eleggevano gli operai, questi destinavano buona parte della loro paga, al Partito. Oggi che eleggono i trans, questi vogliono fare il regalino a papy ed a mamy.




Rispondi Citando
