La Svezia non sarà presente alle esercitazioni militari di “peacekeaping” che si svolgeranno in Sardegna dall’8 al 25 maggio. Motivo ufficiale: la presenza di Israele. «Israele - ha spiegato il ministro svedese degli Esteri, Nina Ersman - non partecipa attualmente ad alcuna operazione di pace e la sua presenza in questo genere di operazioni è alquanto improbabile, data la situazione politica in Medio Oriente».
L'addestramento aereo “Spring Flag” che si svolgerà nella base di Decimomannu, fa parte delle esercitazioni dell'Eag, ossia dell’European air group : una forza europea nata nel 1995, dopo la prime guerra del Golfo, per iniziativa di Francia e Gran Bretagna.
Oltre a Germania, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Olanda e Svezia alle esercitazioni quest’anno partecipano per la prima volta anche le forze aeree israeliane. Subito dopo la decisione del governo svedese di tirarsi fuori dallo Spring Flag il capo di stato maggiore dell’Aeronautica italiana, il generale Tricarico, ha chiamato il collega israeliano, il gen. Eliezer Skhedy (a cui è legato, viene sottolineato, «da solida amicizia») per esprimergli «comprensione e solidarietà» per un evento che è apparso «quantomeno inatteso, stante il fatto che la Svezia sin da febbraio era a conoscenza di quali fossero i Paesi partecipanti, Israele incluso». «Questa inaspettata defezione dell'ultimo minuto - ha detto Tricarico al capo di Stato maggiore dell'Aeronautica israeliana - non getta alcuna ombra né pone riserve sui legami professionali e sulla amicizia tra le due aeronautiche ed anzi l'aeronautica israeliana sarà, se possibile, ancora di più la benvenuta a prendere parte all'esercitazione».
Critiche alla decisione del governo svedese anche da parte di Israele: «Se la Svezia non può prendere parte a esercitazioni di peacekeeping perché vi partecipa Israele, non vediamo come gli svedesi potrebbero partecipare ad operazioni di pace nella nostra regione» hanno commmentato dall’ambasciata israeliana a Stoccolma. Ma Svezia e Israele sono ai ferri corti anche anche la posizione del governo svedese in merito alla imminente visita nel Paese scandinavo di due rappresentanti di Hamas. «I due membri di Hamas che verranno in Svezia a maggio, cercheranno di conquistare consensi per Hamas, ovvero per un gruppo terroristico. Non sono innocenti passanti», ha detto l'ambasciata.
La Svezia ha una lunga tradizione di neutralità anche se attualmente partecipa a missioni Onu e Nato cosiddette di peacekeaping.




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