«Battaglia nei cieli fra aerei tedeschi e israeliani» In Sardegna un' esercitazione che supera il passato
La Luftwaffe invita i piloti dello Stato ebraico nella base di Decimomannu per un' operazione congiunta
Riva Orsola
Aerei dell' aviazione israeliana che ingaggiano battaglia nei cieli d' Europa con i piloti della Luftwaffe. No, non è l' ultimo giochino elettronico della Playstation, del tipo «Preparatevi alla terza guerra mondiale». E' accaduto davvero, in questi giorni. Ma lo scenario è tutt' altro che catastrofico. Si è trattato, infatti, di un' esercitazione congiunta alla base Nato di Decimomannu, una ventina di chilometri a nord di Cagliari, dove i piloti della Heyl Haavir, l' aviazione israeliana, sono giunti su invito dei militari tedeschi. Un evento carico di significati, soprattutto simbolici. A partire dalla croce uncinata stampata sulla fusoliera dei Mig-29 della Luftwaffe e dalla stella di Davide disegnata sotto le ali degli F-15 israeliani. L' aviazione dello Stato ebraico non è nuova a questo genere di esercitazioni congiunte. I suoi piloti hanno «bastonato» più volte (sempre virtualmente) quelli della Us Airforce e di altre forze alleate. Niente di strano che l' aviazione israeliana sia una delle migliori del mondo: i suoi uomini non sono semplicemente molto ben addestrati, ma perennemente operativi (basti pensare alle incursioni quasi quotidiane in Libano). Semmai il problema è che lo spazio aereo israeliano è molto limitato. E' per questo che l' ospitalità in altre basi (non solo negli Usa, ma anche in Turchia, in Canada, l' anno scorso qui da noi a Gioia del Colle) risulta tanto preziosa. Le esercitazioni militari congiunte rientrano nell' ambito del cosiddetto «Dialogo col Mediterraneo» avviato dalla Nato a metà degli anni Novanta con sette Paesi dell' area (oltre a Israele, anche Egitto, Giordania, Mauritania, Marocco, Tunisia e Algeria). In questo senso, l' episodio di Decimomannu fa parte della «normale amministrazione» dei rapporti fra Israele e l' Alleanza Atlantica. Inoltre, fra l' esercito di Berlino e quello di Gerusalemme, esiste da tempo una collaborazione strettissima: non è una novità, ad esempio, che gli ufficiali tedeschi vadano di tanto in tanto «a scuola» dai colleghi dello Tsahal, l' esercito israeliano. Da tempo Israele considera la Germania uno dei suoi alleati più affidabili. Come si è visto anche in questi ultimi mesi, quando alla vigilia della guerra con l' Iraq, il governo Schröder, che pure si era fieramente schierato col fronte del no a un intervento militare americano, non si è voluto sottrarre al «dovere morale e storico» (parole del cancelliere) di fornire un aiuto militare a Israele (missili Patriot e panzer Fuchs da trasporto) in caso di attacco iracheno. Ma tutto questo non toglie nulla alla forza suggestiva dello «scontro» nei cieli di Sardegna fra Luftwaffe e Heyl Haavir avvenuto nei giorni scorsi. E forse non è un caso se per l' «evento» l' aviazione israeliana ha voluto scomodare i suoi migliori piloti. Arrivati a Decimomannu all' inizio del mese, ci sono rimasti una decina di giorni. E ne sono ripartiti venerdì scorso, con una nuova «vittoria» in tasca. Orsola Riva
Corriere della Sera, 22-9-2003
Territori sardi
La notizia è di quelle che passano inosservate. Nei cieli di Sardegna, sopra la base di Decimomannu, Mig-29 tedeschi e F-15 israeliani hanno condotto per 10 giorni simulazioni di guerra. Nessuno scandalo: si tratta di esercitazioni della Nato nell'ambito del «dialogo mediterraneo» con 7 paesi extra-Alleanza. Così il Corriere della sera sottolinea il valore catartico dell'iniziativa («un'esercitazione che supera il passato»). E, ancora senza scandalo, il Corriere evidenzia la destrezza dell'aviazione di Tel Aviv, «sempre operativa nelle sue incursioni in Libano» e, aggiungiamo noi, nei Territori occupati. Il problema semmai sarebbe il «ridotto spazio aereo» di Israele, che lo costringe a chiedere ospitalità all'estero. Chissà se, data la scarsità di spazi nei territori palestinesi, non vedremo spuntare tra i nuraghi anche i carri armati con la stella di David?
Esselle
il Manifesto, 23-9-2003




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