Cesare Battisti racconta la sua Fuga
Dopo la fuga dalla Francia e quasi due anni di silenzio, il terrorista invia un libro di memorie in autodifesa che da qualche giorno è nelle librerie francesi
Parigi -E' da qualche giorno nelle librerie francesi il nuovo libro di Cesare Battisti intitolato " La mia fuga", in francese, "Ma cavale", edito dall'editrice Grasset/Rivages, in cui l'ex-militante dell'organizzazione armata di estrema sinistra, Proletari Armati per il Comunismo, PAC, racconta la sua fuga da Parigi per sottrarsi alla giustizia dopo che la Francia aveva consentito l'estradizione verso l'Italia nel 2004.
Battisti dichiara per la prima volta in questo libro di essere estraneo agli omicidi per i quali è stato condannato all'ergastolo in Italia.
"Sono colpevole - scrive l'ex-militante nel suo libro - come ho spesso affermato, di aver partecipato ad un gruppo armato sovversivo e di aver portato delle armi. Ma non ho mai sparato a nessuno" .
Battisti, che è stato condannato all'ergastolo nel 1993 per quattro "omicidi aggravati" commessi tra il 1978 e il 1979 sostiene che la condanna si basi sulla "falsa testimonianza" di uno dei capi della PAC, il pentito Pietro Mutti.
"Se racconto la mia fuga, è per pura necessità. E' l'unico modo che ho per reggere il colpo", spiega Battisti nel libro.
Battisti è rimasto in Francia per 15 anni come rifugiato politico fino al giorno della fuga, il 17 agosto del 2004, dove era diventato un autore di successo di romanzi polizieschi dopo aver iniziato a scrivere mentre lavorava come portiere nel IX arrondissement, un quartiere meridionale di Parigi.
Dopo quasi due anni di silenzio, pochi giorni fa la pubblicazione di questa lunga memoria autobiografica. Il libro, forse spedito dall'ex terrorista da un paese asiatico, è stato pubblicato da una delle più prestigiose case editrici parigine, che ha aggiunto al testo, la prefazione del filosofo Bernard-Henri Lévy, fondatore della ONG internazionale Action Contre la Faim e la postfazione di Fred Vargas, la giallista parigina che si è molto battuta contro l'estradizione di Battisti.
Bernard-Henri Lévy nella prefazione definisce il libro "un inquietante, terrificante ma appassionante racconto" e rievoca "gli anni di piombo" dal 1970 al 1980 in cui l'Italia è stata teatro di numerosi attentati. Lévy sostiene che la Francia non può ritornare sulla promessa fatta nel 1985 dall'allora Presidente della Repubblica François Mitterrand ai vecchi militanti italiani. Mitterand promise che i militanti non sarebbero stati inquisiti in Francia se avessero abbandonato la lotta armata.
Il 23 ottobre del 2004, quando Battisti era già entrato nella clandestinità, l'allora Primo Ministro francese Jean-Pierre Raffarin ha firmato un decreto che consente l'estradizione dell'ex-terrorista dopo l'eventuale arresto sul suolo francese. I legali di Battisti hanno presentato ricorso contro il decreto alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
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