Come volevasi dimostrare. E' iniziato il nuovo ritornello di bellerio, valido per i prossimi 5 anni: dobbiamo restare uniti alla cdl per poter far cadere prodi, in nome delle riforme, non possiamo dividerci adesso.... sono rospi da ingoiare in nome delle riforme...
Castelli ha usato praticamente le stesse parole che avevo postato io ieri, si vede che legge questo forum
Adesso tutti uniti fino a far cadere prodi, non disperdiamo le forze, poi dopo potremo cominciare a fare qualche cambiamento a bellerio...vero bastet, armida & Co?
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LA PADANIA di oggi
Castelli: «Andreotti? Con il cuore dico no. Ma per le riforme...»
[...]«Valuteremo», farà sapere Castelli al termine dell’incontro. Di sicuro la Lega voterà Calderoli, almeno nelle prime due votazioni. «Lo facciamo per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione», preciserà. Poi sull’eventuale appoggio ad Andreotti nel terzo voto, smussa: «Nulla è escluso».
Castelli non scopre le carte ma fa capire che ci sono «importanti valutazioni» da cui non si può prescindere nel caso la Lega scegliesse alla fine di sostenere Andreotti. La prima è legata al referendum costituzionale. «Se spezziamo il fronte della Cdl - accenna il ministro - diamo un abili a chi, come alcuni esponenti del centrodestra, è pronto a slegarsi dal patto sottoscritto». Ma c’è un’altra considerazione da fare. Ed è «di natura strettamente tattica» come la definisce lo stesso Castelli. «Sono convinto che se il governo Prodi passasse indenne i primi cento giorni, nelle fila della Cdl, non certo della Lega, potrebbe prevalere una sorta di scoramento». Allora «se vogliamo combattere e azzerare quello che si presenta come un regime, dobbiamo iniziare a dimostrarci compatti fin da subito. Se Prodi dovesse cadere già all’elezione del presidente del Senato, sarebbe un colpo durissimo per l’Unione». Al di là di quello che si vedrà a Palazzo Madama, le riflessioni di Castelli segnano la possibile ratio del voto a Palazzo Madama. Di chi è pronto «per il bene del cambiamento e della sua gente» a votare un democristiano. Ma in fondo - chiosa il ministro - in questi cinque anni di rospi ne abbiamo mandati giù molti. Uno in più, se fatto per le riforme, non può far così male. Basta, però, che sia l’ultimo».






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