Ho provato rabbia e compassione allo stesso tempo per i militari caduti a Nassyria.

Ho assistito indignato al dispiegarsi del solito perbenismo interessato e ipocrita di stato……

Ho visto il solito imbecille, giornalista ( l’unico per la verità) inviato di ITALIA1, chiedere ad un parente in lacrime “Cosa pensa lei di quelli che hanno gridato 10 -100 -1000 Nassyrie”

Ho ascoltato il pianto disperato di una mamma. L’unico pensiero, come effimera consolazione, era la convinzione che almeno il sacrificio del figlio sarebbe servito a qualche cosa.

Ho capito che la violenza chiama altra violenza e che alla fine a rimetterci sono sempre i poveri cristi di tutte le parti, a guadagnarci sono sempre i soliti di ogni parte.

La storia si ripete nel tempo e nei modi, la sostanza è sempre la stessa, il grido di dolore sempre uguale.

Io non so se sto facendo bene ad esternare i miei pensieri a mò di……. …? di una cosa però son certo “mentre i nostri ragazzi continuano a morire, speculatori d’ogni dove continuano ad arricchirsi, addirittura c’è già chi ha investito sul barile a 100 dollari, sperando in un prossimo conflitto con l’iran.

VIA, VIA, VIA da questa sporca, lurida guerra che ammanta gli interessi di petrolieri, di speculatori e di mandarini del capitale globale.