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Citazione:
Originariamente Scritto da Amy Squirrel
Non sono d'accordo. 18 anni sono assolutamente insufficienti per essere eletti alla camera.
Per il senato vale sostanzialmente lo stesso discorso.
Fermo restando che esistono bambini di sei anni più saggi di Calderoli.
ciao
Amy
Abbiamo il parlamento a) + vecchio d'Europa b) + vecchio della Repubblica. Io 19enne credo che la tua affermazione sia generica (fare di tutta un erba un fascio non aiuta) e sbagliata. I giovani devono essere vita attiva della società, non argomento da mettere in bocca ai politici per pura comodità elettorale. Spetterà ovviamente ai partiti e alle coalizioni scegliere ragazzi dai 18 ai 25 anni degni di nota. Basta guardare nelle nostre Università per vedere che ESISTONO ragazzi molto più intelligenti di molti politici nostrani, cosa bipartisan tra l'altro.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Lollo87Lp
secondo me è difficile valutare le intenzioni a un referendum, sia per la complessità della materia sia per l'incognita affluenza.
Nel referendum di approvazione delle riforme costituzionali l'affluenza non ha assolutamente nessuna importanza: il quorum sarà valido comunque.
La decisione è esclusivamente nelle mani di chi si reca a votare.
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Citazione:
Originariamente Scritto da ETTORE MUTI
di sicuro mi astengo...
Io invece di sicuro ci andro' per votare NOOOOOOOOOOO!:-:-01#19
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I sindaci sono contro la devolution, che di fatto va contro le autonomie locali:
"il disegno di legge costituzionale di modifica dell’articolo 117 della Costituzione persegue obiettivi che riteniamo rischiosi per l’unità del Paese e la coesione sociale. Un disegno di legge, in cui i Comuni non sono nemmeno citati, disconosce quel principio di pari dignità e di equi-ordinazione che è alla base dell’articolo 114 della Costituzione.
Tutto ciò appare ancora più illogico nel momento in cui il Parlamento sta discutendo di come dare attuazione alla riforma costituzionale del Titolo V, definendo le funzioni fondamentali dei Comuni. Sovrapporre – in questa fase - un ulteriore disegno di legge costituzionale crea oggettivamente confusione, incrina l’impianto della pari dignità sancita dall’articolo 114 e – nei fatti – disattende totalmente il contenuto dell’intesa interistituzionale siglata nel giugno scorso.
La decisione di avviare la discussione sulla modifica dell’articolo 117 della Costituzione, nonostante l’impegnativa sessione di bilancio in corso, e senza un adeguato coinvolgimento dei Comuni e delle Autonomie locali, desta molte preoccupazioni.
Nel merito immaginare che nei settori fondamentali della sanità e della scuola venga meno l’indirizzo unitario dello Stato significa sancire un quadro di differenze e disuguaglianze, che lede le regole fondamentali della convivenza civile e della coesione sociale del nostro Paese.
I principi su cui si fonda il progetto di revisione costituzionale dell’articolo 117 introducono inesorabilmente fattori di conflittualità tra i cittadini delle diverse Regioni, aprendo la strada ad egoistiche forme di selezione economica e sociale, relativamente alla garanzia di livelli essenziali.
Non si comprende inoltre il senso e la necessità della creazione di una ulteriore polizia locale, che andrebbe a sovrapporsi ai corpi già esistenti, senza portare alcun beneficio, in termini di maggiore sicurezza, per i cittadini. La strada indicata dalla devolution non va nella direzione del maggiore coordinamento delle forze di polizia sul territorio, da più parti auspicato.
Per questi motivi, l’Anci ha deciso di promuovere una raccolta di firme di Sindaci, amministratori locali e regionali, docenti universitari con l’obiettivo di far sentire nelle Aule Parlamentari la voce delle autonomie locali, soggetti costitutivi della Repubblica, affichè il confronto sulla realizzazione e sul completamento della riforma costituzionale dell’ordinamento dello Stato possa essere ricondotta ad organicità e coinvolga effettivamente le istituzioni locali."
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Devolution: l’appello di sette intellettuali contro il disegno di legge 1187
Condividiamo e sottoscriviamo l’appello lanciato da Claudio Abbado, Renato Dulbecco, Umberto Eco, Dario Fo, Margherita Hack, Mario Luzi e Rita Levi Montalcini contro il disegno di legge di modifica costituzionale n° 1187.
Roma, 25 novembre 2002
Ecco il testo dell'appello
"Nell'avvicinarsi della data stabilita per l'esame, da parte del Senato, del progetto di riforma costituzionale di cosiddetta "devolution", presentato dal Governo su iniziativa del Ministro Bossi, esprimiamo la più viva e allarmata preoccupazione.
Il progetto prevede che ciascuna Regione possa assumere, per propria decisione, poteri esclusivi in materia di sanità, di istruzione, di sicurezza. In sostanza, i territori che ne hanno le risorse - vale a dire le aree più forti e ricche del Paese - potrebbero decidere di "fare da sé" in queste essenziali materie, uscendo dai sistemi nazionali sanitario e scolastico, e dotandosi di un proprio, ulteriore corpo di polizia che complicherebbe inevitabilmente il già difficile coordinamento tra le autorità e le forze che si occupano, in Italia, di sicurezza.
Il progetto prevede anche che ciascuna Regione possa definire, attraverso una propria legge, la parte dei programmi scolastici e formativi di suo specifico interesse, con grave minaccia dell'autonomia scolastica e in definitiva della stessa coesione culturale del Paese.
In questo modo, si prospetta una frammentazione del sistema di tutela di fondamentali ed essenziali diritti dei cittadini , a danno delle regioni più disagiate e meno sviluppate.
Questo non è federalismo: il federalismo valorizza le iniziative e le potenzialità locali in un quadro di solida garanzia dei diritti essenziali e di forte cooperazione tra tutti i livelli istituzionali, mentre qui, all'opposto, si lacerano le basi di unitarietà e di solidarietà su cui si fonda la nostra Costituzione.
Per attuare il federalismo basterebbe applicare la riforma costituzionale recentemente approvata dal Parlamento e confermata con il referendum popolare del 7 ottobre del 2001, completandola e migliorandola se necessario.
Rivolgiamo, dunque, al Parlamento e alle forze politiche un appello a rendersi interpreti, anche e particolarmente in questo momento, dei fondamentali valori costituzionali, respingendo con nettezza ogni idea di chiusura egoista e localista, non degna delle nostre tradizioni civili e contrapposta alla prospettiva europea in cui il nostro Paese è chiamato ad operare."
Claudio Abbado
Renato Dulbecco
Umberto Eco
Dario Fo
Margherita Hack
Mario Luzi
Rita Levi Montalcini
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Citazione:
Originariamente Scritto da alex86
Abbiamo il parlamento a) + vecchio d'Europa b) + vecchio della Repubblica. Io 19enne credo che la tua affermazione sia generica (fare di tutta un erba un fascio non aiuta) e sbagliata. I giovani devono essere vita attiva della società, non argomento da mettere in bocca ai politici per pura comodità elettorale. Spetterà ovviamente ai partiti e alle coalizioni scegliere ragazzi dai 18 ai 25 anni degni di nota. Basta guardare nelle nostre Università per vedere che ESISTONO ragazzi molto più intelligenti di molti politici nostrani, cosa bipartisan tra l'altro.
Fai un errore alla base: la più importante qualità per un politico non è quella di essere intelligente (qualità comunque necessaria), ma quella di essere appunto "politico". Nervi saldi, carisma, grande proprietà linguistica, capacità oratorie e di convincimento, grande intuito nel razionalizzare ciò che è fondamentale tenendolo ben distinto dagli aspetti che invece possono essere soggetti a trattative.
A 19 anni ti manca l'esperienza, esperienza che si può fare nelle piccole realtà locali sia in parte attiva che di affiancamento (sezioni dei partiti, comuni che guarda caso hanno spesso consiglieri giovanissimi ecc.), poi nelle medie realtà (comuni più grandi, provincie e regioni), per arrivare poi alla più complessa politica nazionale.
Un giovane genio di 19 anni, a trent'anni sarà un fantastico deputato e a quaranta un ottimo senatore. Non capisco perchè farne un ingenuo deputato di 20 anni.
ciao
Amy
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Citazione:
Originariamente Scritto da alex86
Vado e voto SI
a) bisogna correggere gli errori della riforma del titolo V (qualche milione di ricorsi alla corte costituzionale sulle attribuzioni dei poteri non è abbastanza per votare sì?)
Non e' una giustificazione per fare una costituzione che spacca il paese e decisa da 1 maggioranza molto relativa... (non reale).
Citazione:
Originariamente Scritto da alex86
b) La riduzione dei parlamentari ci rende più Europei e più democratici
E' una battuta che denota scarsa conoscenza politica... da quando DIMINUENDO la rappresentatività, dando + potere a - persone aumenta la democrazia?
Citazione:
Originariamente Scritto da alex86
c) Il bicameralismo perfetto è una rogna per la democrazia italiana, serve il monocameralismo
Valutazione molto soggettiva e personale... eppure permette maggiori garanzie costituzionali e ci preserva un pochino dai regimi... anche se in realtà berlusconi, con concentrazione di potere economico e finanziario che incarna ha fatto passare determinate leggi anche in pochi giorni perché "blindate".
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Originariamente Scritto da alex86
d) Il federalismo lo hanno tutte le maggiori nazioni del mondo (evidentemente funziona) Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Giappone, Canada. Del resto che giustizia c'è nell'avere delle regioni a statuto speciale che fanno come cazzo gli pare e altre regioni che non lo sono? E poi si parla di regioni di serie A e di serie B...per favore...Alla sx fa comdo perché suddette regioni votano per loro. A tutti gli stessi poteri!
Il federalismo vero nasce per unire non per dividere... il contrario di quello che si sta facendo in questi anni con lega e cdl.
La nostra costituzione è molto decentralizzata come "base", e se venissero sfruttati meglio i comuni avremmo più efficenza... Purtroppo sono i "governi" meno controllati una volta eletti... e che tendono a fare quello che gli pare...
Ormai le regioni ha statuto "normale" hanno quasi tutte le competenza delle ragioni a statuto speciale... aggiornati.
p.s. una delle regioni a statuto speciale è la sicilia che non è certo di sinistra...
Citazione:
Originariamente Scritto da alex86
e) Il premierato è un'ottima soluzione di governo: finalmente sarà indicato sulle schede il nome del candidato premier! Il premier sarà direttamente eletto dal popolo al 100% e potrà revocare ministri senza fare rimpasti, ribaltoni e quant'altro da prima repubblica.
Già è indicato... e in ogni caso credi davvero che esista esseri perfetti, e politici perfetti che si incarnano in una sola persona? Se sarebbe così semplice saremmo in un regime/monarchia...
Il potere dato al presidente del consiglio, dopo i tanti poteri che già ha è quasi anticostituzionale e ricattatorio... praticamente tiene sotto scacco il parlamento... oh ma che bello!...
Citazione:
Originariamente Scritto da alex86
P.s. a colpi di maggioranza è stato riformato pure il titolo V...se si continua con muro contro muro (come è successo nelle 2 ultime legislature) non si riforma la costituzione italiana (ed è una cosa che serve visto che è impostata a) in un ottica catto-comunista, quindi non della totalità; b) è antiquata; c) non risponde alle vere esigenze del paese: infatti quante leggi incostituzionali ci sono in vigore...!)
Il fatto che ci sono leggi in vigore anticostituzionali prova soltanto che la nostra non è una democrazia compiuta e che Berlusconi NON POTEVA essere eletto... Farsi una legge per non farsi incarcerare è immorale e antidemocratico... altro che paesi Europei... Con tutto il rispetto per loro, berlusconi si ispira alle peggiori repubbliche sudamericane...
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Citazione:
Originariamente Scritto da Amy Squirrel
Fai un errore alla base: la più importante qualità per un politico non è quella di essere intelligente (qualità comunque necessaria), ma quella di essere appunto "politico". Nervi saldi, carisma, grande proprietà linguistica, capacità oratorie e di convincimento, grande intuito nel razionalizzare ciò che è fondamentale tenendolo ben distinto dagli aspetti che invece possono essere soggetti a trattative.
A 19 anni ti manca l'esperienza, esperienza che si può fare nelle piccole realtà locali sia in parte attiva che di affiancamento (sezioni dei partiti, comuni che guarda caso hanno spesso consiglieri giovanissimi ecc.), poi nelle medie realtà (comuni più grandi, provincie e regioni), per arrivare poi alla più complessa politica nazionale.
Un giovane genio di 19 anni, a trent'anni sarà un fantastico deputato e a quaranta un ottimo senatore. Non capisco perchè farne un ingenuo deputato di 20 anni.
ciao
Amy
Non saprei a dire il vero, tuttavia mi sembra che più che il sentimento espresso nel tuo parere si tenga a non confermare la riforma in questo verso perché c'è una chiave di chiusura dei politici sopra i 25 anni (se escludi quelli sotto i 25 anni, ci sono + posti disponibili per quelli al di sopra) e secondo me questa è un grave limitazione della democrazia.
La costituzione, nei principi fondamentali (assolutamente non toccabili, ma che io toccherei), recita che TUTTI i cittadini Italiani possono essere eletti. Tuttavia in un articolo successivo recita delle limitazioni che sono palesemente in contrasto e letteralmente incostituzionali. Abbiamo una costituzione che in molti punti si contraddice con se stessa, non possiamo lasciarla così com'è. Secondo me, qualora non passi il referendum (ipotesi che vedo di pari grado alla contrapposta), sarebbe necessario che le forze politiche si preparassero ad una nuova costituente. Non si può andare avanti a far lavorare con 15 mln di metri cubi di carte la Corte Costituzionale! Serve una Costituzione semplice che detti principi fondamentali di un libero paese, non di alcune parti come è stato fatto.
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sono pragmatico, ignorante, populista, qualunquista, reazionario e chi più ne ha più ne metta.
vado e voto sì semplicemnte per vedere cosa succede. per curiosità. perchè penso che un'altra occasione non ci capiterà più.
voto sì perchè i parlamentari devono guadagnarsi lo stipendio, e se la riforma fa veramente così schifo almeno lavorino un pò per ristemare le cose.
vado a votare sì per mischiare le carte della poilitica italiana. vado a votare sì per resettare il sistema.
vado a votare sì perchè la nostra costituzione è vecchia.
vado a votare sì perchè peggio di come va non può andare.
vado a votare sì perchè tutti i sapientoni dicono di votare no.
vado a votare sì perchè i ben pensati diconi di votare no.
vado a votare sì per dimostrare che gli italiani sono incontrollabili.
vado votare sì per evitare che la politica diventi sempre più noisa.
vado a votare sì perchè non ho paura.